{"id":9195,"date":"2012-05-05T16:43:58","date_gmt":"2012-05-05T15:43:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9195"},"modified":"2012-05-05T16:43:58","modified_gmt":"2012-05-05T15:43:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-o-strummele-di-luigi-ammaturo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9195","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8221; &#8216;O Strummele&#8221; di Luigi Ammaturo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">\u201cVIA DEI TRIBUNALI\u201d . La scritta era sbiadita sulla lapide di marmo, ma ancora leggibile. \u2013 vediamo. \u2013 ripeteva tra se il giovane , sbirciando una cartina turistica. \u2013 allora, voi siete qui.- , e scorrendo con il dito il tragitto appena fatto cercava di fare mente locale. Alzando lo sguardo per rendersi conto di dove fosse, \u00a0incroci\u00f2 gli occhi di un vecchio che lo fissavano. Rimase immobile, attratto dal viso di quel\u2019uomo: le guance rugose, cadenti, scolpite dal tempo si ergevano come due altipiani sovrastati da occhi neri e lucenti come stelle in un celo di capelli in tempesta. \u2013 scusi- disse il giovane \u2013 sa dirmi dove si trova la Cappella San Severo? \u2013 e il vecchio \u2013 giuvin\u00f2, ma vuie nun site Napulitano? Il giovane rimase colpito, non tanto dalle parole del vecchio, ma perch\u00e9 non aveva capito niente di quello che gli era stato detto. Ricordava a stento qualche esclamazione che la madre gli aveva insegnato da bambino, prima che morisse. Quel pensiero lo riport\u00f2 all\u2019infanzia, a quando sua madre lo chiamava \u201cGuagliunci\u00e8\u201d , che in napoletano voleva dire ragazzino.\u00a0 I ricordi si fecero avanti, rivide la sua figura: non molto alta, sorridente, con le guance sempre colorate e pronte ad un sorriso. Rapito si trov\u00f2 nella vecchia cucina , nella casa a Napoli , dove aveva trascorso parte della sua infanzia , forse i momenti pi\u00f9 belli. Rivide il frigorifero, come una scatola piena di cose buone , enorme, bianco, con la sua maniglia lunga, e soprattutto alta, troppo alta, dove lui non poteva arrivare. Il tavolo di marmo al centro, marmo bianchissimo, dove la nonna era solita preparare pranzi luculliani dai sapori antichi: \u201c \u2018o Ra\u00f9\u201d. Gli sembrava di sentirne l\u2019odore e ancora di pi\u00f9 il\u00a0 ribollire a fuoco lento, &#8211; com\u2019\u00e8 che diceva la nonna quando,\u00a0 affamato tornavo da scuola e andavo a sbirciare nelle pentole alzando i coperchi? Ah, si! Ora ricordo , diceva \u201c nun \u2018o tucc\u00e0, adda pappuli\u00e0 roce roce! Che cosa vorr\u00e0 dire pappuli\u00e0 proprio non lo ricordo .- pappuli\u00e0 vuol dire bollire molto lentamente, \u00e8 accuss\u00ec c\u2019adda cocere \u2018o Ra\u00f9- . quella frase lo fece sobbalzare. Non era la sua mente. Non era dentro di lui. Ma chi aveva parlato? E all\u2019improvviso lo vide . Stava seduto vicino al tavolo di marmo, quello della cucina, su una delle sedie di legno: era il vecchio del negozio. Ma che ci faceva l\u00ec? Si rese conto dell\u2019assurdit\u00e0 della situazione. Cosa stava succedendo? I pensieri gli girarono nella testa come se stesse su una trottola, poi tutto fu buio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; Madonna , ma ch\u2019\u00e8 state? Vi sentite male?- e un&#8217;altra voce \u2013 portate nu poche r\u2019acqua! Mentre una piccola folla si accalcava intorno a lui. Un passante cercava di farsi spazio tra i curiosi gridando \u2013 sono medico, faciteme pass\u00e0-. Avvicinatosi al giovane subito cerc\u00f2 di aiutarlo \u2013 presto, aria, aria asin\u00f2 o facite mur\u00ec affugate-. Una donna al limite della folla \u2013 Madonna! E\u2019 muort affugate-. Un&#8217;altra da un balcone \u2013 chi \u00e8 muorte affugate? &#8211; Intanto il giovane sulla sedia, con il viso rivolto verso l\u2019alto, non si rendeva ancora conto di niente. Davanti ai suoi occhi i palazzi facevano da cornice ad un cielo azzurro, mentre il sole splendeva lucente. Miriadi di balconi e finestre , tra panni colorati stesi al sole, trecce d\u2019aglio, gabbie di uccelli erano lo sfondo di quella strana situazione. Questa fu l\u2019ultima cosa che il giovane vide prima di perdere completamente i sensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quando si risvegli\u00f2 si trov\u00f2 sdraiato su una specie di poltrona in una stanza alquanto buia, circondato da una miriade di oggetti di ogni sorta: libri, pentole, ombrelli, ceste, grandi casse e quant\u2019altro l\u2019umanit\u00e0 avesse usato e subito dopo dimenticato, il tutto ricoperto da una spesso strato di polvere. Si guard\u00f2 intorno chiedendosi dove fosse finito, e si accorse di lui. Prima lo scambi\u00f2 per un manichino tanto era immobile alla poca luce della stanza. Poi qualcosa di inatteso e allo stesso tempo sconcertante gli torn\u00f2 alla mente: era seduto sulla sedia del sogno, allo stesso tavolo! Come era possibile? Non era un\u2019allucinazione, forse stava sognando, ma quello era sempre lo stesso vecchio. \u2013 che succede- disse il giovane, &#8211; dove mi trovo?-, ma il vecchio non rispose. Immobile, gli diede una lunga occhiata, \u00a0bevve un sorso di caff\u00e8 fumante, si alz\u00f2, e voltandogli le spalle si avvicin\u00f2 ad un lungo sipario che dal soffitto toccava fino a terra. Scost\u00f2 lentamente la stoffa , mentre un po\u2019 di luce entrava da una finestra fino ad allora nascosta, definendo le forme e i colori di quel posto. Mentre il giovane restava attratto come un bambino dall\u2019enorme quantit\u00e0 di oggetti, il vecchio parl\u00f2 \u2013 bene \u2013 disse senza accenti e cadenze che tradissero la sua origine &#8211; \u00a0finalmente ti sei svegliato- \u00a0si avvicin\u00f2 al giovane\u00a0 e osservandolo attentamente punt\u00f2 lo sguardo sull\u2019anello che portava all\u2019anulare della mano sinistra. Era \u00a0in oro bianco, con una piccola pietra a goccia di colore verde chiaro, quasi trasparente,\u00a0 \u2013 bello- , disse \u2013 posso vederlo? &#8211; . Il giovane lo sfil\u00f2 quasi senza accorgersene, \u00a0\u2013 \u00e8 un regalo di mia madre.- riusc\u00ec a dire. Il vecchio dopo averlo guardato attentamente, lo restitu\u00ec al suo proprietario,\u00a0 si avvicin\u00f2 di nuovo al tavolo gust\u00f2 un altro sorso di caff\u00e8, e rivolgendosi al giovane \u2013 allora, tu volevi sapere dove siamo? \u2013 diede un\u2019occhiata al ragazzo, come per essere sicuro che lo stesse ascoltando, si accomod\u00f2 sulla sedia e continu\u00f2 \u2013 siamo nel mio negozio. Prima in strada sei svenuto e ti abbiamo portato qui.- Il giovane sembr\u00f2 soddisfatto dalla risposta , forse perch\u00e9 era l\u2019unica\u00a0 spiegazione plausibile a tutto quello che gli era successo. \u2013 scusi- esord\u00ec il giovane. \u2013 ma lei cosa vende. C\u2019\u00e8 un po\u2019 di tutto: quadri; bottiglie; rotoli di carta; ombrelli. Ma il giovane stava solo elencando solo una parte di quello che c\u2019era l\u00e0 dentro.\u00a0 Si alz\u00f2 avvicinandosi ad uno scaffale e si rese conto di quanto fosse effettivamente grande quel posto. La luce che entrava dalla finestra non era sufficiente ad illuminare quella stanza che sembrava non avere fine. Ritorn\u00f2 a guardare gli scaffali e vide che sulle mensole c\u2019erano delle targhette con dei nomi, uno di queste attir\u00f2 la sua attenzione: \u201cMaria de Sanctis\u201d. \u2013ma questo \u00e8 il nome di mia madre \u2013 ma la frase fu interrotta da un brivido freddo lungo la schiena . tra le miriadi di oggetti uno attir\u00f2 la sua attenzione: l\u2019anello di sua madre. Si guard\u00f2 la mano pensando di averlo perso e ritrovato, ma l\u2019anello era al suo posto, al dito della sua mano. Pensando che si trattasse di una coincidenza lo prese per vedere se era effettivamente come il suo. La somiglianza era notevole, guardandolo con attenzione si accorse della scritta all\u2019interno :\u201d auguri mamma\u201d, e una data. Il suo corpo si ghiacci\u00f2\u00a0 immobilizzandosi\u00a0 &#8211; cosa significa tutto ci\u00f2 ?\u00a0 Non pu\u00f2 essere una coincidenza . La data. Si, \u00e8 la stessa.- Non \u00e8 una coincidenza \u2013 la voce proveniva dalle sue spalle. Il giovane si gir\u00f2 di scatto trovandosi il vecchio davanti \u2013 Lo so quello che stai pensando \u2013 aggiunse l\u2019uomo, &#8211; forse \u00e8 meglio se ci sediamo \u2013 si avvicin\u00f2 al tavolo indicandogli una sedia . ma il giovane &#8211; non \u00e8 possibile! Sto impazzendo. Questo \u00e8 un sogno!- cominci\u00f2 a dire, alzando il tono della voce &#8211; anzi \u00e8 un incubo! Devo solo stare calmo! \u2013 il sudore gli grondava dalla fronte , i battiti del cuore aumentavano sempre pi\u00f9 .Stava per svenire di nuovo. Poi il vecchio parl\u00f2. La sua voce era dolce, \u00a0melodica &#8211; Giorgio non \u00e8 un incubo -. Lo cull\u00f2 &#8211;\u00a0 Siediti ! A tutto c\u2019\u00e8 una spiegazione, a tutto. \u2013Giorgio si sedette con calma sulla sedia , poggiandosi all\u2019alto schienale , desideroso di riascoltare quella sua voce. E il vecchio: -il mio nome non ti interessa, mi hanno chiamato in modi diversi . Quello che faccio \u00e8 molto delicato. Fece una pausa \u2013 Custodisco i ricordi, quelli che si perdono o si vogliono perdere .Questo \u00e8 il mio compito. \u2013 Giorgio rimase colpito dalle sue parole , fiss\u00f2 il vuoto quasi assente. Guard\u00f2 il vecchio e poi cominci\u00f2 a ridere , gi\u00f9 una grossa risata, \u00a0un\u2019altra, e ancora, senza fiato, senza fermarsi. Poi quando ebbe ripreso il controllo, guard\u00f2 il vecchio e sorridendo disse: &#8211; molto divertente, e anche molto originale. Sapevo che i napoletani erano delle persone che, come dite voi? Ha, si ! \u201c si arrangiano\u201d, ma questa \u00e8 grossa Quando torno a Milano e la racconto non mi creder\u00e0 nessuno- e gi\u00f9\u00a0 di nuovo risate. Il vecchio lo guard\u00f2 senza scomporsi troppo, attese e la sua voce tuon\u00f2 fragorosa, imperativa: \u2013 \u00a0vieni! \u2013 e senza che Giorgio capisse come si trov\u00f2 a seguirlo tra le file di scaffali che sembravano non finire mai. La voce del vecchio tuon\u00f2 nel silenzio: &#8211; Guarda! \u2013 indicando un ripiano. Sul bordo una targa, e sulla targa un nome: \u201c Giorgio Martino \u201c, &#8211; ma quello \u00e8 il mio nome -, fu il primo pensiero. Le domande\u00a0 si affollarono nella sua mente, la tentazione di rivolgerle al vecchio fu fermata dalla vista di un oggetto. Aveva una forma strana , ma familiare, era un cono riverso. Le mani gli tremavano mentre si allungavano per afferrarlo. Un ricordo si fece strada nella sua mente.\u00a0 Prima ancora di rendersene conto lo teneva stretto. Il gesto fu istintivo, strinse la cordicella tra il medio e l\u2019anulare, lanciando il cono verso il pavimento. \u2013 ma si \u2013 disse, &#8211; questo \u00e8 uno dei miei giocattoli di quand\u2019ero bambino. Questo \u00e8 &#8211; Come si chiama? \u2018o strummele. \u2013 Era una piccola trottola azionata da una cordicella. Il giocattolo intanto aveva cominciato a girare ai suoi piedi. Giorgio si inginocchi\u00f2 avvicinandosi, quasi volesse toccarlo con gli occhi. Una luce bianca lo avvolse, e allora ricord\u00f2. Ricord\u00f2 e pianse, come quella volta che da bambino \u00a0torn\u00f2 tardi a casa perch\u00e9 era stato a giocare con i suoi amici con quella trottola, a Napoli. Rivide sua madre. Bellissima. Lo coccolava dopo la lavata di testa di pap\u00e0. Cos\u00ec i ricordi si affollarono nella sua mente. Le lacrime gli rigavano il viso. Intanto la piccola trottola aveva smesso di correre , fermandosi ai suoi piedi. Allora si rese conto: aveva ritrovato i suoi ricordi . Si asciug\u00f2 il viso alzandosi, raccolse la trottola e rivolgendosi al vecchio disse \u2013 posso tenerla?- . L\u2019uomo lo guard\u00f2 sorridendo \u2013 \u00e8 gi\u00e0 tua &#8211; . il buio lo avvolse come una coperta calda.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; Giuvin\u00f2 comme ve sentite?- una faccia tondetta si affacci\u00f2 sopra di lui. \u2013 E\u2019 stato \u2018o cavere, il caldo vi ha fatto un brutto scherzo \u2013 E un\u2019altra\u00a0 &#8211; menu male \u2013 rivolgendosi alla folla che si era formata \u2013 sta buono, sta buono! \u2013 Giorgio ricordava quello che gli era successo, era svenuto, e poi? Ma allora era stato tutto un sogno? Era stato tutto frutto della sua fantasia? Si rialz\u00f2 ringraziando tutti per averlo soccorso. Poi si guard\u00f2 in torno cercando il vecchio, sorpreso lo vide l\u00ec, dove lo aveva visto la prima volta, sotto la porta del negozio. Si avvicin\u00f2 e disse \u2013 che cosa mi ha fatto ? \u2013 la risposta del vecchio fu \u2013 ch\u2019avite ditte? \u2013 Giorgio rimase colpito, non tanto per la risposta, ma perch\u00e9 aveva capito il napoletano, anzi lo ricordava. Sorrise, &#8211; grazie on\u00f2 \u2013 lasci\u00f2 il vecchio allibito allontanandosi con un senso di benessere. Si sentiva di nuovo a casa. Infil\u00f2 le mani in tasca urtando qualcosa, afferrandolo lo tir\u00f2 fuori, era \u2018o strummele. Lo strinse forte come per paura che sparisse di nuovo portandosi via i suoi ricordi. Riprese a camminare canticchiando quella vecchia canzone \u2013 basta che nce sta \u2018o sole che nce rimaste \u2018o mare- respirando a pieni polmoni la gioia di sentirsi napoletano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9195\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9195\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cVIA DEI TRIBUNALI\u201d . 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