{"id":9126,"date":"2012-05-08T18:30:39","date_gmt":"2012-05-08T17:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9126"},"modified":"2012-05-08T18:30:39","modified_gmt":"2012-05-08T17:30:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-le-stelle-di-giorgia-di-marisa-nicchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9126","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Le stelle di Giorgia&#8221; di Marisa Nicchi"},"content":{"rendered":"<p>Giorgia\u00a0aspettava la fine di agosto, il momento in cui poteva raggiungere la casa sulla scogliera dopo un\u2019estate dedicata alle cure del vecchio padre e della figlia.<\/p>\n<p>Glauco, il padre era un vecchietto dolce che viveva in punta di piedi per non disturbare, anche se a malapena riusciva a essere autosufficiente. Il caldo estivo gli fiaccava il respiro e allora nonostante la sua ritrosia a essere di peso si trasferiva nella casa al mare a seguito della figlia. La giovane Margherita\u00a0si portava con s\u00e9 la baldanza smisurata dell\u2019adolescenza: umori torti, primi afrori amorosi e un bagaglio di debiti scolastici da recuperare con un\u2019estenuante trattativa quotidiana tra frenesie di divertimento e odiati impegni di studio.\u00a0Per Giorgia erano giorni di equilibrismi miracolosi, costruiti a fatica con il cuore e a denti stretti tanto, a fine agosto, la vita sarebbe diventata pi\u00f9 lieve.\u00a0 Poi gli scompaginamenti estivi finivano: il vecchio padre tornava a casa, Margherita a Roma per l\u2019ultimo sforzo prima dell\u2019esame di riparazione. Allora, Giorgia si precipitava nella casa sul dirupo sospinta da quella parte di s\u00e9 rimasta in attesa per tutta l\u2019estate, dopo aver prevenuto ogni possibile bisogno che potesse manifestarsi in sua assenza, medicine, cibo, libri\u2026<\/p>\n<p>Finalmente\u00a0si ricongiungeva a Ugo nella casa sul mare, dove si era ritirato a vivere. Vi giungeva con il cuore ancora diviso, una lacerazione che rendeva pi\u00f9 intensa l\u2019emozione di vedere in alto, sulla scogliera, la luce accesa della casa di Ugo che la stava aspettando. Giorgia percorreva l\u2019ultima salita di corsa con l\u2019allegria di risentire la voce e rivedere il sorriso di Ugo. Davanti a s\u00e9, il mare si apriva dolcemente ai suoi occhi ed entrava nel suo respiro. \u00a0Appena varcata la soglia di casa, posava la borsa rosa arancio con un gesto spontaneo, quasi a liberarsi del fagotto di pensieri che si portava dentro. Essere l\u00ec era gi\u00e0 una conquista. Le vite di cui si sentiva responsabile anche da quella casa, scendevano nel sottofondo del suo animo\u00a0mentre, lentamente, ricercava con Ugo l\u2019intimit\u00e0 sospesa da giorni di separazione. Lei nei suoi amati conflitti di madre e figlia &#8211; le sue \u201cfissazioni\u201d come le chiamava Ugo -, lui assorbito nella sfida senza tempo a inseguire e ingannare i pesci: prede marine una dopo l\u2019altra, all\u2019infinito.<\/p>\n<p>Giorgia era incantata dalle stelle, guardarle accanto a Ugo\u00a0le dava\u00a0una gioia struggente. L\u2019oscurit\u00e0 li avvolgeva interrotta dalle luci delle case\u00a0intorno dentro le quali la vita scorreva con i suoi misteri, apparentemente sempre uguale.<\/p>\n<p>Fu da quella sera che la vicina di casa li raggiunse per un saluto. I suoi figli erano usciti come il solito, il marito guardava la televisione con il volume alto\u00a0per frapporre tra di loro una barriera d\u2019incomunicabilit\u00e0. Colta da uno slancio solidale per quella solitudine femminile che si presentava a piedi nudi, Giorgia la accolse con gentilezza, anche Ugo sembrava ben disposto. La vicina pareva muoversi come conoscesse bene la casa, persino\u00a0il posto dove Ugo aveva lasciato le sigarette che non fumava pi\u00f9, ma che, per un trucco psicologico, teneva l\u00ec per non riaccendere, con la loro mancanza, la voglia di fumo. Aveva smesso per ragioni di salute. Ugo parlava senza interruzione, la vicina ascoltava. Giorgia conosceva i racconti di Ugo, conosceva Ugo e conosceva quell\u2019eccitazione: era il solito narcisismo maschile di raccontarsi e mettersi al centro. Sorrideva di quella strana, quasi infantile euforia di Ugo. La vicina, con la voce bassa da fumatrice intensiva, parlava con tono spento del suo mondo in cui non mancavano n\u00e9 il tempo lento, n\u00e9 i soldi. Ugo mostrava, nei suoi confronti una stupefacente curiosit\u00e0 e simpatia rimarcando: \u201cSai, \u00e8 lei la ricca della famiglia\u201d. Notazione che sorprendeva Giorgia. Tra di loro, per comuni scelte di vita, i soldi non avevano quel valore cos\u00ec interessante da essere segnalato in una presentazione.<\/p>\n<p>Nei giorni successivi, mentre Giorgia era immersa nella storia di un libro, puntualmente la vicina si ripresentava in casa. Del tutto incurante di interrompere la sua lettura. Giorgia era insofferente,\u00a0anche se alla fine, prendeva il sopravvento una specie di comprensione per quella donna alla ricerca di compagnia. \u00a0Che strana e stonata, per\u00f2, quella disinvoltura con cui si distendeva sul lettone di Ugo e di Giorgia che prendeva gran parte dello spazio della minuscola casa.<\/p>\n<p>Ugo, d\u2019indole solitaria, manifestava una nuova vivacit\u00e0 che faceva piacere a Giorgia da qualche tempo preoccupata del suo stato d\u2019animo intrappolato in un\u2019insoddisfazione senza confini. \u00a0Lo star bene di Ugo, della figlia e del padre di rado era, per Giorgia, in sincronia. A se stessa mancava sempre un pezzo, del resto, nella sua vita i fili da tenere erano tanti.<\/p>\n<p>Ogni giorno\u00a0la vicina si univa alla coppia, era diventata una presenza scontata, quasi possedesse un\u2019autorizzazione segreta. A Giorgia molti discorsi erano estranei\u00a0e superflui, stava ad ascoltarli per pura cortesia. Inconsapevolmente. La sera, tornavano a rapirla le stelle che il padre, macchinista ferroviere, le aveva fatto amare, per essere state le sue uniche compagne di tante notti lontano di casa. Si rifugiava in questo tenero ricordo e poi piano, piano scivolava in un sonno che la portava via dalla realt\u00e0 e lasciava le stelle ai due. La svegliava un colpo al cuore, sentiva una solitudine. Una volta, in uno di questi risvegli, avvert\u00ec alle sue spalle un tremore e l\u2019odore pungente di sudore della vicina che si allontan\u00f2 frettolosamente. Ugo un po\u2019 stranito e imbarazzato commentava a caldo: &lt;Hai visto come era provata, ha avuto una depressione&gt;. Ugo sembrava colpito da questa sofferenza e ne parlava con Giorgia quando rimanevano soli, a tarda notte, dopo essere uscito con il cellulare a portare via la spazzatura.<\/p>\n<p>Una mattina, al risveglio\u00a0 tra le grida dei gabbiani, Giorgia si sent\u00ec stringere in una morsa di angoscia, abbracci\u00f2 Ugo confessandogli la sua paura di perderlo. Ugo sicuro e sbrigativo le rispose che loro due non si sarebbero mai persi.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 il giorno della partenza.\u00a0 Giorgia approfitt\u00f2 del passaggio offerto dal marito della vicina per il ritorno in citt\u00e0.\u00a0\u00a0 Nel breve tempo del viaggio, nel chiuso della lussuosa macchina, respir\u00f2 l\u2019atmosfera dei vicini, quella che Ugo le aveva descritto\u00a0 altalenando \u00a0impressioni di distanza, compiacenza e competizione. Viaggiarono a velocit\u00e0 arrogante, mentre dimessa e cheta la vicina sedeva accanto a Giorgia, scrutandola.\u00a0 A disagio, Giorgia cercava una conversazione simpatica. Quando si salutarono, si sent\u00ec alleggerita, come liberata dal masso che aveva viaggiato con loro. Era il giorno del suo compleanno settembrino, Giorgia pens\u00f2 a quanto fosse caro il suo tempo cos\u00ec asimmetrico tra doveri e passioni e quale meraviglioso dono fosse l\u2019amore di Ugo.<\/p>\n<p>Le cose per\u00f2\u00a0tra Ugo e Giorgia erano diventate infelici.\u00a0Si trascinarono ancora un po\u2019, tra la vita spezzata di lei e le mezze parole di lui estorte in notti interrotte dalle sue consuete uscite per andare a portare la spazzatura fuori. Finch\u00e9,\u00a0Giorgia ricevette un sms di Ugo: \u201dCon te ho sbagliato molto e non me lo perdoner\u00f2 mai, ma non ce la faccio pi\u00f9\u201d. Il dolente incastro tra le assenze di Giorgia e la leggerezza di Ugo si era rotto, definitivamente. Lei aveva sentito e non visto per la sua nebbia, lui aveva nascosto per la sua puerile vilt\u00e0.<\/p>\n<p>Ora Ugo fuma con la vicina sulla scogliera. Giorgia non mangia pi\u00f9 i pesci, ha un fortissimo dolore per l\u2019inganno che li attrae e li strappa al mare. Continua, per\u00f2, a cercare le sue stelle, lass\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9126\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9126\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgia\u00a0aspettava la fine di agosto, il momento in cui poteva raggiungere la casa sulla scogliera dopo un\u2019estate dedicata alle cure del vecchio padre e della figlia. 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