{"id":9111,"date":"2012-05-04T11:45:49","date_gmt":"2012-05-04T10:45:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9111"},"modified":"2012-05-04T11:45:49","modified_gmt":"2012-05-04T10:45:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-madre-di-manola-pieruccioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9111","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Madre&#8221; di Manola Pieruccioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Stamattina si sente bella. E lo dice allo specchio che non \u00e8 poi cos\u00ec d\u2019accordo e le rimanda il suo caschetto biondo stinto con la frangetta troppo corta. Lei si aggiusta vivace un fiocchetto di velluto nero, ripiegato, come una piccola farfalla stanca che riposa sulla ciocca pi\u00f9 ribelle. Un velo di mascara, steso a grumi piccoli, appallottolati dal tempo e un rossetto rosa pallido che le sbianca ancor di pi\u00f9 la pelle intorno, rugosa e morbida che le raggrinza i lineamenti ed \u00e8 difficile anche per lei ricordare com\u2019era. E\u2019 frettolosa e accesa. Si pettina guardando la spazzola nella superficie opaca e non vuole incontrarsi, le basta sbirciarsi le mani da vecchia che giura di non riconoscere perch\u00e9 non sono sue. Quando cammina, le tiene sempre incrociate sotto il petto, affondate e contratte per non dimenticarle in nessun posto, perch\u00e9 le servono ancora. Sono le stesse mani che prendono la bottiglia di plastica fuori il cancello, che la riempiono d\u2019acqua, che la portano fino alla tomba e inondano il vaso di fiori finti che tanto piacevano a sua figlia.<\/p>\n<p>Stamattina lascia la casa un po\u2019 in disordine e dimentica il giornale infilato nella siepe: non vuole far tardi. Saluta tutti, anche gli sconosciuti, con quel sorriso luminoso e dolce che non ha nulla a che fare con l\u2019andatura rigida e supponente che si porta dietro dai tempi del collegio, come un\u2019abitudine imposta e ormai cristallizzata. Sbatte cos\u00ec spesso quegli occhi liquidi, come se qualcuno le soffiasse granelli di sabbia sul<em> <\/em>viso. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Arriva sempre per prima, prende lo strapuntino che tiene nascosto dentro un forno non ancora utilizzato, chiedendo scusa al futuro proprietario, si accomoda il pi\u00f9 vicino possibile alla foto del suo angelo, cerca nella borsa il taccuino e la penna e si concentra. Il custode del cimitero conosce questa abitudine e la guarda di sottecchi mentre rastrella il ghiaino sforzandosi di immaginare il suo dolore. A lui non \u00e8 toccato in sorte un destino tanto crudele da sovvertire l\u2019ordine naturale dell\u2019universo, lui non \u00e8 stato sconvolto dal moto retrogrado del tempo, lui ha seppellito solo le figlie degli altri.<\/p>\n<p>La prima volta che la vide maneggiare freneticamente la penna si avvicin\u00f2 incuriosito e mentre stava per chiederle cosa stesse scrivendo lei spost\u00f2 la mano per guardarlo sorpresa. File di scarabocchi e ghirigori riempivano diversi fogli sparsi intorno. Lui s\u2019irrigid\u00ec, impacciato e la inform\u00f2, balbettando, che forse quel pomeriggio il cimitero avrebbe chiuso un po\u2019 prima per dei lavori urgenti. Lei annu\u00ec, comprensiva, e lo guard\u00f2 ancora un attimo allontanarsi prima di rimettersi a scrivere. Quando lo raccont\u00f2 alla moglie la donna comment\u00f2 con una frase per lui incomprensibile: \u201dA volte la gente si concede di impazzire per non diventare pazza.\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Oggi la signora \u00e8 l\u00ec. A pochi passi da quel caschetto biondo chino sopra quei fogli scarabocchiati e non si decide a superare l\u2019impaccio di quella breve distanza. Forse lei la percepisce alle sue spalle. Si volta e sorridendo, accenna con la mano a un panchettino l\u00ec accanto. \u201cSposti la mia borsa e si sieda\u201d.\u00a0 \u201cChe cosa scrive di bello? &#8211; domanda senza i preamboli che si era ripromessa &#8211; Posso dare un\u2019occhiata?\u201d\u00a0 \u201cConosce la stenografia?\u201d Chiede lei a sua volta, stupita. Ecco svelato il mistero. L\u2019informazione fondamentale che da sola scardina ogni incasellamento arbitrario, la tessera mancante che da\u2019 un senso al puzzle. \u201cIn collegio la odiavo! &#8211; continua divertita \u2013 Quando si \u00e8 giovani nessuno ci pu\u00f2 convincere che qualcosa imparato da altri ci potr\u00e0 essere utile, non trova?\u201d La signora annuisce rilassata e incrocia per un attimo lo sguardo del marito che transita poco distante con la pala sulla spalla. \u201cHo qui una cosa che vorrei leggerle!\u201d Fruga tra le decine di fogli la vecchia ragazzina, soffiando a fior di labbra sillabe incomprensibili. Poi raggiante, comincia a lisciare una piccola pagina fitta, con quelle sue mani sempre strette, avvezze a manipolare pensieri e ricordi. Si fa pi\u00f9 seria e comincia a leggere lenta, come una goccia di pioggia che non si decide a scendere lungo il vetro di una finestra appannata:<\/p>\n<p><em>Madre, per me, di tutte le madri.\/Ora \/che sei per sempre mia madre\/ora \/che non sar\u00f2 mai pi\u00f9 tua figlia.\/Ascoltami.\/Ripeti con me\/la nenia infinita\/cullami.\/Ora sei sovrana del tempo\/dipenderanno da te le mie risa\/befferemo il mondo cos\u00ec\/solo io e te madre\/solo io e te\u2026\u2026<\/em><\/p>\n<p>\u201cBella!\u201d La signora \u00e8 sinceramente ammirata. Lei sorride e precisa: \u201cE\u2019 una delle prime cose che mi ha dettato\u201d. Lo dice abbassando gli occhi, accarezzando con dolcezza il foglio. \u201cDettato?\u201d Ripete la signora allungando il collo in cerca dello sguardo del marito perso tra le tombe pi\u00f9 lontane. \u201cMia figlia. \u2013 ammette con un moto d\u2019orgoglio che non riesce a trattenere \u2013 E\u2019 mia figlia che mi detta tutte le meravigliose cose che ho scritto su questi fogli. Mi vuole qui ogni giorno e ha sempre tanto da raccontarmi e vuole che lo scriva per non dimenticare.\u201d \u201cCapisco.\u201d Azzarda la signora irrigidita sul panchetto. Ancora una volta l\u2019imponderabile sorprende e inspiegabilmente cresce l&#8217;imbarazzo di sentirsi nel giusto, nel consueto, nell&#8217;accettato. Quando tutto \u00e8 comprensibile, l&#8217;inaspettato sgambetto dello &#8220;strano&#8221; fa barcollare. Forse il segreto \u00e8 lasciarsi andare in una sorta di comprensione complice. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cQuesta \u00e8 una lettera che mi ha dettato per un suo amore. Un amore che non ha mai avuto e che non avr\u00e0 mai: sarebbe diventata una donna cos\u00ec romantica! Le donne romantiche hanno una vita grama. Io lo so.\u201d Canzona se stessa ora, e il suo sguardo si fa soave e disincantato insieme, come di chi ha gustato ogni singolo istante di sofferenza che la passione pretende. Non si \u00e8 mai arresa e se avesse adesso impeto, possibilit\u00e0 e tempo, accetterebbe ancora con entusiasmo le batoste inflitte ai creduloni per ogni nuovo innamoramento.<\/p>\n<p><em>Amore mio, incontriamoci sul mare, l\u00ec dove quel gabbiano camminava sulle onde e tu hai riso cos\u00ec forte da spaventarlo. Mi hai stretto mentre gridavi GUARDA! Ed io accecata dal sole chiudevo gli occhi e adoperavo i tuoi perch\u00e9 erano pi\u00f9 puri e vedevano pi\u00f9 lontano e pi\u00f9 a fondo. Incontriamoci davvero, ti prego. Come se fosse basilare per le nostre vite avere l\u2019uno dall\u2019altra il permesso di esistere. Io ti aspetto amore mio. Ora ho tutto il tempo dell\u2019universo e sar\u00f2 paziente nel disegnare questo sentiero orlato di papaveri lucenti e tu saprai da sempre che sono i miei fiori preferiti e cos\u00ec capir\u00f2 che mi ami, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 desiderio al mondo che non soddisferai, non c\u2019\u00e8 parola di conforto che non conoscerai, non c\u2019\u00e8 scopo che non m\u2019includer\u00e0. Ti prego, non desistere amore mio. Io credo solo in te\u2026..<\/em><\/p>\n<p>Smette di leggere e alza lo sguardo che affoga un po\u2019. \u201cHa avuto veramente poco tempo vero? &#8211; lo domanda per l\u2019ennesima volta a se stessa e non si aspetta conforto. &#8211; La sto annoiando?\u201d E\u2019 sinceramente preoccupata.\u00a0 \u201cAssolutamente!\u201d Quasi grida la signora e d\u2019istinto avvicina il panchetto a quella creatura densa che ne contiene un\u2019altra, per la seconda volta nella sua vita e ora, forse, per sempre.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201cE&#8217; anche spiritosa mia figlia, sa? Lo \u00e8 sempre stata. Questa me l&#8217;ha dettata il giorno in cui presi una multa, ingiusta sia chiaro! \u2013 lo ribadisce pi\u00f9 volte, compresa in quell\u2019alterco cos\u00ec terreno, effimero e importantissimo nella sua concretezza. \u201cEro cos\u00ec arrabbiata! Ma lei sa come calmarmi.\u201d<em>\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Mamma, ti ricordi quello che non \u00e8 mai avvenuto? Portavamo i miei figli al parco e il pi\u00f9 grande ti prendeva in giro perch\u00e9 avevi ai piedi due scarpe diverse e tu spacciasti quell&#8217;errore assurdo per una qualche moda giovane vista in TV. Ti succedeva qualche volta perch\u00e9 ti vestivi al buio. Ti piaceva scegliere i vestiti per la consistenza dei tessuti e riconoscevi i vari capi e li assemblavi,\u00a0 forte di un certo ricordo, indifferente al buon gusto. Sei sempre stata cos\u00ec confusamente bella mamma! Io avrei voluto raggiungere con te questa perfetta imperfezione\u2026\u2026\u2026.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201c<\/em>Qui ha smesso di dettare senza dirmi il perch\u00e9. A volte s\u2019indispettisce perch\u00e9 i suoi pensieri sono cos\u00ec fulminei e i miei cos\u00ec faticosamente lenti\u2026.\u201d<\/p>\n<p>Cerca ancora, fruga, legge, s\u2019asciuga una lacrima, la stessa che la signora lascia scivolare fin sotto le labbra. Lei legge instancabile, come nel racconto imperituro di una vita vissuta in eterno e racconta buffi aneddoti e ridono le tre donne e a nessuna importa se il passato si mischia a un futuro impossibile. E&#8217; l\u00ec, in quelle parole, tutto il bello della vita. E&#8217; l\u00ec, su quei fogli dipinti la verit\u00e0 e il senso di tutto quello per cui vale la pena. Un terzetto completo e appagato che il custode scruta da lontano senza capire.<\/p>\n<p>Si \u00e8 fatto tardi e la signora lascia a malincuore quel panchetto e quell&#8217;amore. Si avvicina al marito che ansioso, domanda: &#8220;Allora, \u00e8 matta?&#8221;\u00a0 &#8220;Almeno quanto noi!&#8221;<em> <\/em>Risponde la moglie dandogli un pizzicotto sul ventre sporgente.\u00a0 Lui crolla il capo rassegnato e si volta. Lei \u00e8 ancora l\u00ec seduta che si liscia la frangetta e increspa le labbra in un sorriso di scusa. E\u2019 veramente bella ora. Anche lo specchio lo riconoscerebbe. E\u2019 vera, come chiunque dovrebbe essere per rendere la vita degli altri migliore.<em><\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9111\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9111\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamattina si sente bella. 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