{"id":8995,"date":"2012-04-21T21:58:45","date_gmt":"2012-04-21T20:58:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8995"},"modified":"2012-04-21T21:58:45","modified_gmt":"2012-04-21T20:58:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-arrivederci-dottoressa-di-antonella-spinella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8995","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Arrivederci, dottoressa&#8221; di Antonella Spinella"},"content":{"rendered":"<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vede, dottoressa? Il mio principale problema \u00e8 questo: mi fido troppo delle persone.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Davvero? La scorsa volta mi ha detto che il suo problema pi\u00f9 grosso \u00e8 che non si guarda mai attorno quando cammina e tiene sempre gli occhi bassi per non incontrare gli sguardi delle altre persone.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, \u00e8 vero. Quello \u00e8 il mio secondo principale problema.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 D\u2019accordo. Ne parleremo pi\u00f9 approfonditamente la prossima settimana.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Venerd\u00ec, vero?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Venerd\u00ec.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Arrivederci, dottoressa.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Arrivederci.<\/p>\n<p>Il signor Orazio si alza dalla poltrona, si scuote via con le mani un po\u2019 di polvere \u2013 immaginaria \u2013 dai pantaloni e fa per uscire dalla porta. In quel momento viene quasi travolto da un tipo smunto e male in arnese che entra piazzandosi immediatamente sulla poltrona, rimasta libera.<\/p>\n<p>La dottoressa Amanda appoggia gli occhiali sulla scrivania, sistema un paio di libri su uno scaffale e sorride, conciliante, al nuovo arrivato.<\/p>\n<p>Il venerd\u00ec seguente il signor Orazio entra dalla porta: alle ore 18, come sempre.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Buon pomeriggio, signor Orazio.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Buon pomeriggio, dottoressa. Come va?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Be&#8217;, dovrei essere io a chiederglielo, no?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Eh. \u00c8 vero. Non sto bene, dottoressa, non sto niente bene.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ha parlato con la sua fidanzata?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec. Le ho spiegato tutta la storia, sa, quella che ho raccontato a lei, che in ogni donna che amo rivedo Tania, la bambinaia russa, e tutto il resto\u2026<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E lei?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Niente: non la reputa una spiegazione sufficiente. Sa, per quella roba l\u00ec, le parrucche bionde, le donne e la vodka.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Capisco. Cos\u2019ha intenzione di fare, adesso?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cos\u2019ho intenzione di fare? Non dovrebbe dirmelo lei, questo?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 No. Deve trovare la risposta da solo. Si guardi attorno. O si guardi dentro, magari.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La fa facile, lei. Lei \u00e8 la dottoressa, qui. Lei ha studiato. Com&#8217;\u00e8 che ci si guarda dentro? Per quanto ne so, dentro di me c\u2019\u00e8 soltanto un cuore stanco e un fegato malfunzionante.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi sembra assolutamente sufficiente, signor Orazio.<\/p>\n<p>La dottoressa Amanda si concede un sorriso. Il signor Orazio aggrotta perplesso le sopracciglia.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le ho gi\u00e0 parlato di mia madre, dottoressa?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Venerd\u00ec prossimo, signor Orazio. Me ne parler\u00e0 venerd\u00ec prossimo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Va bene.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Arrivederci, signor Orazio.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Arrivederci.<\/p>\n<p>Il signor Orazio prende il cappotto, si dirige verso la porta ed esce, non prima di aver rivolto un cenno di saluto all\u2019uomo magro che varca, anche questo venerd\u00ec, puntuale, la soglia.<\/p>\n<p>Il venerd\u00ec successivo il signor Orazio compare nella stanza alle 18.03, trafelato.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi scusi, dottoressa, mi scusi. Sono in ritardo. Sa, ero uscito di casa e avevo gi\u00e0 percorso un bel pezzo di strada quando m\u2019\u00e8 venuto il dubbio di non aver chiuso bene la porta. Sono tornato indietro per controllare: effettivamente era chiusa. Mi sono incamminato di nuovo, ma poi mi sono ricordato che forse non avevo accarezzato due volte sulla testa il gatto Timmy, come faccio sempre. Cos\u00ec sono tornato nuovamente, e l\u2019ho fatto. Ma, come pu\u00f2 immaginare, ho perso tempo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non c\u2019\u00e8 problema, signor Orazio.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Grazie, dottoressa. Allora. Oggi volevo parlarle di mio padre.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi sembrava avesse intenzione di parlarmi di sua madre.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oh. Mio padre, mia madre, \u00e8 lo stesso. \u00c8 colpa di entrambi se sono cos\u00ec. Non hanno mai voluto lasciarmi tenere un cucciolo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un cucciolo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec. Da bambino avrei tanto voluto un cucciolo. Di cane, di gatto, di panda, non m\u2019importava. Volevo qualcosa di piccolo e carino da crescere. Invece non l\u2019ho mai avuto, e cos\u00ec adesso sono schivo, timido, fobico e incapace di portare avanti relazioni a lungo termine.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E ora in che rapporti \u00e8 con i suoi genitori?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oh, non li vedo e non li sento da una vita. Mio padre era un costruttore impelagato in cose poco pulite, sa, tangenti, roba cos\u00ec. Quando avevo dieci anni scapp\u00f2 all\u2019estero, e mia madre pass\u00f2 i successivi dieci anni ripetendo ogni giorno che disgraziato fosse quell\u2019uomo e che enorme errore fosse stato sposarlo. Poi diede di matto, ingoi\u00f2 due scatole di pillole mandandole gi\u00f9 con una mezza bottiglietta di essenza di bergamotto che aveva scambiato per Martini, e la ricoverarono in una clinica.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E non crede, signor Orazio, che anche questo possa aver influito sulle sue attuali condizioni?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nah. \u00c8 pi\u00f9 per la storia del cucciolo, secondo me.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Capisco.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sa, dottoressa? Avrei tanto da dirle anche a proposito di mia nonna, e di mio zio, e dei cugini che avevano la casa vicino al fiume, col grande fienile, e\u2026<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Certo. Venerd\u00ec prossimo, va bene?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Arrivederci, signor Orazio.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Arrivederci, dottoressa.<\/p>\n<p>Il signor Orazio se ne va. Ancora pensoso, stavolta non lo nota neanche, l\u2019uomo magro che arriva sempre dopo di lui.<\/p>\n<p>Il venerd\u00ec successivo piove. Alle 18 in punto il signor Orazio entra dalla porta, gocciolando e scuotendo un ombrello grondante.<\/p>\n<p>Qualche minuto dopo \u00e8 sulla poltrona, confortato dal tepore della stanza.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le dicevo, dottoressa, che il mio pi\u00f9 grande problema \u00e8 questo: sono ossessionato dalla simmetria.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La simmetria, signor Orazio?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, la simmetria. Insomma, tutto dev\u2019essere simmetrico. Dritto. Equidistante. Oppure impazzisco.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi faccia degli esempi pratici, se le va.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ecco, io bevo ogni mattina una tazza di caffellatte, no?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Aha.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E mangio anche dei biscotti. I biscotti hanno due forme: tondi e quadrati. Io ne mangio sempre in numero pari, uno tondo e uno quadrato, e cos\u00ec via. Altrimenti ho l\u2019assoluta certezza che la giornata andr\u00e0 male.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Capisco.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In ufficio, la prima mezz\u2019ora la trascorro a raddrizzare penne e matite, a riordinare blocchi di fogli, a catalogare libri secondo metodi sempre diversi. \u00c8 sfiancante. Mi guarisca, dottoressa.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vede, signor Orazio \u2013 la dottoressa Amanda sospira &#8211; devo dirle una cosa: io non posso guarirla.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, lo so, la risposta \u00e8 dentro di me e bla bla bla, ma almeno mi aiuti! Faccia qualcosa, insomma!<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 No, lei non ha capito. Io non posso fare proprio nulla.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non pu\u00f2 fare nulla? Insomma, chi \u00e8 qui lo psicanalista, lei o io?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Be&#8217;, se lei lo \u00e8, non lo so: io, no di sicuro.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ecco! Lo sapevo che non dov\u2026 non lo \u00e8?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 No. Questa \u00e8 una libreria. Vede? \u2013 la dottoressa Amanda indica lo spazio attorno a s\u00e9 con un ampio gesto della mano \u2013 libri. Molti libri.<\/p>\n<p>Il signor Orazio si guarda intorno, e, per la prima volta in due mesi, si rende conto che i volumi di cui finora aveva a malapena notato l\u2019esistenza non sono tomi di psicologia e neuroscienze, ma opere dei generi pi\u00f9 vari: romanzi gialli, rosa, neri, poesie, avventure e fiabe.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 vero che il suo principale problema \u00e8 quello di non guardarsi mai attorno quando cammina: la porta dello studio dell\u2019analista dev\u2019essere giusto accanto a quella della libreria, ma non alzando mai gli occhi a pi\u00f9 di dieci centimetri dal suolo \u00e8 facile sbagliare.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma\u2026 ma\u2026 non c\u2019\u00e8 mai nessuno!<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Appunto: \u00e8 una libreria.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma\u2026 lei ha lasciato che per tutto questo tempo la chiamassi \u201cdottoressa\u201d!<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lo sono: dottoressa in Lettere, per la precisione.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E perch\u00e9 non mi ha avvertito dell\u2019errore?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Che potevo saperne, io? Credevo avesse semplicemente voglia di chiacchierare un po\u2019, di confidarsi o che so io. La gente oggi non ti presta pi\u00f9 molta attenzione, quindi ho pensato \u201coh, ecco un tipo che non ha nessuno con cui parlare, e, be\u2019, viene sempre alla stessa ora del venerd\u00ec perch\u00e9 \u00e8 un abitudinario\u201d.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma, allora\u2026 quel signore, quello che arriva sempre dopo di me\u2026\u00a0 chi \u00e8? A me sembra un tipo strano, uno che ha davvero bisogno di un analista, insomma.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oh, quello? \u00c8 Jack il Vagabondo. Viene sempre qui, la sera, finch\u00e9 non chiudo. Si siede sulla poltrona e legge <em>La Recherche<\/em>. Non credo sia un uomo di lettere, ma Proust sembra piacergli molto. Ormai lo so, e lascio sempre il volume sulla scrivania, apposta per lui. Sa, \u00e8 piuttosto pesante.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Santo cielo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Su, sono cose che capitano.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mi scusi: come fa a sapere tutte queste cose sugli uomini, sui sentimenti, sull\u2019anima? Sull\u2019amore?<\/p>\n<p>La dottoressa Amanda sorride e alza le spalle.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Leggo libri.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oh. Certo. I libri.<\/p>\n<p>Il signor Orazio solleva il mento pi\u00f9 che pu\u00f2 e guarda in su, verso la cima degli scaffali che coprono tutte e quattro le pareti. Forse \u00e8 la prima volta che guarda tanto in alto, il signor Orazio.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ce ne sono molti, qui, di libri \u2013 continua &#8211; vero, dottoressa?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, signor Orazio. Ce ne sono molti.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Magari un giorno o l\u2019altro ne compro qualcuno. Cos\u00ec, per leggerlo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 una bella idea.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora adesso\u2026 visto che lei non \u00e8 la mia\u2026 cio\u00e8, visto che questa \u00e8 solo\u2026 adesso vado, eh?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Certo. Arrivederci, signor Orazio.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Arrivederci, dottoressa.<\/p>\n<p>La dottoressa Amanda appoggia gli occhiali sulla scrivania, sistema un paio di libri sullo scaffale e sospira. Poi improvvisamente si illumina.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Signor Orazio!<\/p>\n<p>Il signor Orazio sta gi\u00e0 per uscire in strada. Torna indietro.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non le sembrava strano che\u2026 insomma, lei veniva qui e parlava sempre per un\u2019ora e poi\u2026 non le sembrava strano che non le chiedessi nulla? Soldi, o cose del genere?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma, dottoressa, veramente\u2026 io avevo\u2026 gi\u00e0 pattuito tutto con l\u2019analista, cio\u00e8, quella vera, al telefono\u2026 quindi le lasciavo sempre quanto stabilito sulla scrivania, prima di andar via, vicino a quel grosso libro\u2026 oh.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oh.<\/p>\n<p>I due si guardano per un ultimo, lungo momento.<\/p>\n<p>Da qualche parte, fuori, Jack il Vagabondo beve champagne.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8995\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8995\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vede, dottoressa? Il mio principale problema \u00e8 questo: mi fido troppo delle persone. &#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Davvero? La scorsa volta mi ha detto che il suo problema pi\u00f9 grosso \u00e8 che non si guarda mai attorno quando cammina e tiene sempre gli occhi bassi per non incontrare gli sguardi delle altre persone. &#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, \u00e8 vero. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8995\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8995\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2576,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-8995","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8995"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2576"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8995"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8995\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9019,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8995\/revisions\/9019"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8995"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8995"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8995"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}