{"id":8980,"date":"2012-04-21T21:43:35","date_gmt":"2012-04-21T20:43:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8980"},"modified":"2012-04-21T21:43:35","modified_gmt":"2012-04-21T20:43:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-leredita-di-mirta-contessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8980","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;L&#8217;eredit\u00e0&#8221; di Mirta Contessi"},"content":{"rendered":"<p>Ad un certo punto della sua vita, verso i cinquant\u2019anni, Aristide Graziani, stanco di respirare aria di citt\u00e0, decise di andare a vivere in campagna. Si affid\u00f2 ad un\u2019agenzia immobiliare per trovare la casa dove vivere e ne visit\u00f2 un paio dalle parti di Castel Bolognese, accompagnato dalla solerte impiegata, una signora di mezza et\u00e0, piuttosto in carne. Dopo i primi tentativi a vuoto, ebbe un colpo di fortuna e si innamor\u00f2 a prima vista di un casolare, a cui si arrivava da una strada sterrata, un po\u2019 in salita, deviando dalla provinciale e seguendo l\u2019indicazione di uno sbiadito cartello con la scritta \u201cPodere Del Colle\u201d. \u201cIl podere \u00e8 stato venduto due anni fa, quando il vecchio proprietario era ancora in vita, ma mor\u00ec poco dopo, si dice dal dispiacere di non poter pi\u00f9 lavorare fra le sue vigne, sa, la depressione\u2026. Comunque era molto anziano e la vedova Del Colle adesso andr\u00e0 in un ospizio, ha quasi ottanta anni, ma vedr\u00e0 com\u2019\u00e8 lucida!\u201d. La Panda, con la pubblicit\u00e0 dell\u2019agenzia su di una fiancata, si arrampic\u00f2 agevolmente su per la salita mentre la donna continuava a parlargli della grande casa che la vecchia, rimasta sola, senza figli, n\u00e9 nipoti, voleva vendere in fretta e ad un prezzo davvero basso. Aristide la ascoltava a malapena catturato com\u2019era dai colori autunnali della vigna. I tralci a terra, i solchi profondi lasciati dalle ruote dei trattori appesantiti dai cassoni ricolmi, ma soprattutto la vigna spogliata &#8211; a parte qualche grappolo lasciato apposta qua e l\u00e0 che occhieggiava tra le foglie rossastre-, erano ci\u00f2 che restava della vendemmia appena terminata. Inseguiti da una nuvola di polvere, arrivarono in un cortile invaso da una gramigna riarsa che crepit\u00f2 sotto le ruote. Il casolare aveva mantenuto un aspetto austero e maestoso, ma rivelava un\u2019impietosa decadenza. Aristide lasci\u00f2 che la signora si dirigesse da sola verso il portone dell\u2019ingresso a cercare la vedova e gir\u00f2 attorno alla casa per una prima esplorazione. Procedette in senso orario incontrando dapprima il lato esposto al sud: un corbezzolo pieno di frutti abbarbicato ai mattoni, un giuggiolo con le bacche rosseggianti e le radici esplose fuori dalla terra, fra le crepe del marciapiede. Aristide volse lo sguardo verso il pendio dove i filari si snodavano ordinati in file parallele: il sole del tardo pomeriggio esaltava i toni gialli e rossi delle foglie. Stava esplorando il lato esposto al nord, le pietre ricoperte in parte dal muschio dove il sole non arrivava, quando si sent\u00ec chiamare. Ritorn\u00f2 verso l\u2019entrata e sul portone vide la vedova Del Colle che lo scrutava sorridendo. Gli tese una mano piccola e morbida: \u201cMi chiamo Elvira, . piacere di conoscerla. Mi dice la signora dell\u2019agenzia che sta cercando una casa come la mia, vero? Le piace qui? Sa, c\u2019\u00e8 tanta quiete, troppa per una vecchia sola come me. Venga, venga a vedere com\u2019\u00e8 dentro\u201d. Si volt\u00f2 con un movimento lento ma elegante. L\u2019interno della casa svelava la passata agiatezza dei proprietari, coltivatori di vigne da molte generazioni. La signora Elvira si mosse con po\u2019 di affanno fra i mobili vecchi e il pavimento, in alcuni punti sconnesso, facendo strada ad Aristide che la seguiva, guardandosi intorno. Vide le crepe che serpeggiavano all\u2019incontro dei muri e le macchie di umidit\u00e0 in alto, sul soffitto. \u201cQuesta casa \u00e8 come una vecchia signora, per quanto si vesta bene non pu\u00f2 nascondere la sua et\u00e0 e neppure i suoi acciacchi!\u201d disse Elvira mentre attraversava il corridoio occupato in gran parte da piante messe l\u00ec a svernare, al riparo dall\u2019imminente freddo. \u201cLei avr\u00e0 capito che questa vecchia casa ha bisogno di molte cure; ristrutturarla le coster\u00e0 parecchio, giovanotto, ma sarei felice di lasciarla a lei. Lei mi piace, cos\u00ec, senza conoscerla, ma il mio istinto sbaglia raramente!\u201d. Fin\u00ec la frase con una risatina infantile e un malizioso occhiolino.<\/p>\n<p>Aristide acquist\u00f2 il casolare in tempi brevissimi e manifest\u00f2 il desiderio di traslocare in fretta per cominciare i lavori di ristrutturazione, dapprima quelli interni, lasciando tutta l\u2019opera di rifacimento esterno per l\u2019inizio della primavera. Incontr\u00f2 per l\u2019ultima volta la vedova Del Colle il giorno in cui lei partiva per la citt\u00e0. Elvira si sofferm\u00f2 in ogni stanza, in silenzio, sembrava pregare, o forse stava solo cercando di imprimersi nella memoria quei luoghi dove aveva vissuto gran parte della sua vita. Aristide aspett\u00f2 con pazienza che lei terminasse il suo viaggio fra i ricordi. Udiva il suono dei piccoli passi della vedova che risuonavano nelle stanze vuote dagli alti soffitti. Lei si avvicin\u00f2 al portone con gli occhi lucidi stringendosi la borsetta al petto. \u201cSignor Graziani, Aristide..posso chiamarla cos\u00ec, vero? C\u2019\u00e8 una cosa che non le ho detto di questa casa\u201d. Fece una pausa, sospirando. \u201cVede quella porta, in fondo al corridoio? C\u2019\u00e8 una scala che porta alla cantina. Io non ci sono pi\u00f9 andata dopo la morte di mio marito. E anche lui non scendeva quasi pi\u00f9 da molto tempo prima che si ammalasse. Io non l\u2019ho sgombrata, non ho avuto cuore di chiamare qualche sconosciuto per liberarla da tutte le cose che sono state messe l\u00ec, in tanti anni.<\/p>\n<p>Deve farlo lei. Si tenga pure tutto quello che trova ancora in buono stato. Di sicuro trover\u00e0 delle bottiglie, mio marito era un appassionato di vini e anche un buon bevitore, quando era ancora in salute.\u201d L\u00ec per l\u00ec Aristide non fu molto felice di scoprire che la vedova gli stava lasciando un locale ingombro, con tutto il lavoro che doveva affrontare! Eppure la salut\u00f2 con grande cordialit\u00e0 e l\u2019accompagn\u00f2 al taxi che attendeva nel cortile, con il motore acceso. Guard\u00f2 l\u2019auto sparire fra i filari mentre dalle colline scendeva la prima nebbia d\u2019autunno, che catturava i suoni e sbiadiva i colori della vigna. Una nuvola di moscerini, ancora ebbri, volteggiava sui filari.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 nella grande casa e fu preso da una curiosit\u00e0 crescente di scendere subito a verificare quante cianfrusaglie aveva ereditato dalla signora Elvira e dal suo defunto marito.<\/p>\n<p>La porta si apr\u00ec a fatica, Aristide pens\u00f2 che l\u2019umidit\u00e0 aveva gonfiato il legno e che avrebbe dovuto limarlo per far scorrere meglio i battenti. La luce del corridoio gli consent\u00ec di intravedere i primi gradini di una scala che scendeva verso il pavimento in terra battuta. Tast\u00f2 il muro ruvido alla ricerca dell\u2019interruttore e incontr\u00f2 una fitta rete di ragnatele che imbrigliarono la sua mano destra. Si accese una lampadina che penzolava dal soffitto ad illuminare debolmente la cantina. Era un locale spazioso, con le pareti impegnate da assi di legno, sostenute da larghe mensole, decorate da ricami di fili concentrici, intrecciati pazientemente dai ragni, padroni di quel luogo, disertato dagli umani per cos\u00ec tanto tempo. Man mano che i suoi occhi si abituavano a quella debole luce, Aristide scopriva i tesori della sua eredit\u00e0. Vasi di varie fogge e dimensioni giacevano impolverati sulle assi e su ognuno di essi un\u2019etichetta ingiallita con il nome del prodotto, il mese e l\u2019anno di confezione: succo di pomodoro, pesche sciroppate, melanzane sott\u2019olio, marmellate di prugna, bottiglie di densa sapa. Sulla parete successiva file di arnesi che erano serviti al vecchio proprietario per svolgere le attivit\u00e0 di conduttore del podere e di vignaiolo in particolare: grossi imbuti con retine di alluminio, lunghe aste di metallo terminanti a cucchiaio, mastelli di diversa capienza, a terra, sotto l\u2019ultima asse, un torchio e un macchinario strano con un catino colmo di tappi di sughero. Poi vide le bottiglie. Decine e decine di bottiglie di vetro scuro brinate dal tempo e\u00a0 dall\u2019umidit\u00e0. Aristide rimase per un lungo momento a guardarle, prima di prenderne una per ogni mano e avvicinarle agli occhi per leggere minuscole etichette scritte con una calligrafia quasi infantile; c\u2019erano vini di molte qualit\u00e0 e di varie annate, imbottigliate e tappate con quello strano arnese di cui cap\u00ec la funzione, solo in quel momento. Cos\u00ec come comprese che quello strano odore avvertito, entrando in cantina, era un misto di succhi d\u2019uva e di vinacciuoli ormai assimilati dal pavimento in terra battuta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aristide fece un ottimo uso di quel tesoro. Alcune bottiglie le tenne per s\u00e9 e pass\u00f2 serate dolcissime che lo consolarono nei momenti amari della sua esistenza: altre le regal\u00f2 ad amici per varie ricorrenze festose, facendo ogni volta un\u2019eccellente figura. Eppoi ci fu quella volta che ne port\u00f2 una, particolarmente pregiata, perch\u00e9 Ada era stata davvero carina con lui e quella sera l\u2019aveva invitato a cena, a casa di sua madre.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, sua madre era un po\u2019 strana: molto cordiale, ma rideva troppo e diceva qualche stramberia. Aristide arriv\u00f2, tirato a lucido, con la bottiglia di vino invecchiato in mano. Sotto la luce biancastra del neon la brina depositata sul vetro scuro brillava, e anche gli occhi di Ada brillavano. La madre prese la bottiglia dalle mani di Aristide e li lasci\u00f2 soli nella stanza, dirigendosi in cucina. Il tempo di un bacio ad occhi aperti per non essere scoperti, visto che Ada era sposata e l\u2019aveva presentato alla madre come un collega a cui doveva un favore. La cena era pronta e si accomodarono a tavola. La madre di Ada stringeva fra le mani la bottiglia di vino invecchiata amorevolmente nella cantina dei Del Colle, completamente sbrinata, con il vetro terso e ancora bagnato che la signora stava finendo di asciugare. \u201cE\u2019 stata dura pulirla da quella polvere, sa?, ho dovuto lavarla con l\u2019acqua bollente e poi con l\u2019anticalcare, per\u00f2, guardi, dottore, come luccica adesso!\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8980\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8980\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad un certo punto della sua vita, verso i cinquant\u2019anni, Aristide Graziani, stanco di respirare aria di citt\u00e0, decise di andare a vivere in campagna. Si affid\u00f2 ad un\u2019agenzia immobiliare per trovare la casa dove vivere e ne visit\u00f2 un paio dalle parti di Castel Bolognese, accompagnato dalla solerte impiegata, una signora di mezza et\u00e0, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8980\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8980\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2534,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-8980","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8980"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2534"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8980"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8980\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9015,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8980\/revisions\/9015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8980"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8980"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8980"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}