{"id":8974,"date":"2012-04-21T21:32:19","date_gmt":"2012-04-21T20:32:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8974"},"modified":"2012-04-21T21:32:19","modified_gmt":"2012-04-21T20:32:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-buio-e-luce-di-daniele-sartini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8974","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Buio e Luce&#8221; di Daniele Sartini"},"content":{"rendered":"<p>Tra gli sguardi futili della frenesia quotidiana, osservavo il mondo presentare sempre lo stesso stupido volto. Imperavano pigrizia, sofferenza, rimasugli di gioia, ricchezza e carestia. Le piogge torrenziali avevano spostato solo di qualche meridiano il loro raggio d&#8217;azione, il buco dell&#8217;ozono aveva le sembianze di una voragine e l&#8217;atmosfera quelle di una grande ciambella in attesa di un futuro catastrofico. Nonostante questo, niente era ancora riuscito a scalfire la preoccupante piattezza umana. Un giorno, imprevedibile anche per me, di un anno, del quale volutamente non appuntai la banale combinazione numerica, accadde qualcosa di veramente nuovo. Le spiegazioni scientifiche si accapigliarono per soddisfare l&#8217;esigenza di dare, in pasto all&#8217;opinione pubblica, uno straccio di \u201c<em>perch\u00e9\u201d <\/em>a ci\u00f2 che era sotto gli occhi increduli di tutti. Quello che percepirono, gli ingenui abitanti della Terra, fu spiegato come un\u2019alterazione, definita passeggera, dell&#8217;ultima certezza rimasta al genere umano: la secolare alternanza tra giorno e notte. Erano da poco passate le otto di quella mattina d&#8217;estate, passeggiavo silenzioso come un\u2019ombra sulla battigia umida, bagnavo i piedi sui resti di una timida onda e, i primi, iniziarono ad accorgersi che qualcosa non stava andando come al solito. Non c&#8217;erano nuvole, non c&#8217;era nebbia, non c&#8217;era alcun ostacolo per la luce ma, quell&#8217;ostinato, buio tardava ad andarsene. Stava l\u00ec immobile, accoccolato e assonnato come fosse ancora piena notte e avesse davanti a s\u00e9 altre lunghe ore di permanenza. Faceva quasi rabbia. Tutti volevano sapere cosa stesse accadendo; in ogni angolo del Mondo, si stava verificando il medesimo fenomeno e si sentirono disarmati di fronte a qualcosa che era spietatamente fuori dalla loro limitata conoscenza. Fu allora che li vidi, per la prima volta, fermarsi. I giorni passarono senza che avvenisse un cambiamento e, il mormorio della gente, divenne paura contagiosa. Gli alberi si spogliarono delle foglie, i fiori appassirono come vecchi stracci intrisi d&#8217;acqua, gli animali persero la bussola e gli uomini non furono da meno. Il latrato continuo dei cani riecheggiava lungo le strade delle citt\u00e0 senza che vi fosse modo di porvi rimedio. Ben presto, venne meno la differenza tra ci\u00f2 che era animato e quello che non lo era. Gli esseri umani si svegliavano con il buio che li accompagnava fino all&#8217;ora di tornare a letto. Si moltiplicarono i crimini dovuti a turbe psichiche, gli aerei smisero di volare e le navi di attraversare i mari. La vita annaspava nel trovare una ragione valida per proseguire il suo regolare cammino e, la comune speranza, era riposta nella mente del primo scienziato capace di illuminarsi sulle pagine di un libro sotto la luce di una fioca candela. Passarono giorni, mesi, perfino stagioni. Si susseguirono piogge, cadde la neve e tutto avvenne senza lasciare un segno tangibile. Quando gli uomini si rassegnarono ad accogliere le tenebre come unica certezza, accadde qualcosa che sovvert\u00ec il corso degli eventi.\u00a0Alle sette e trenta, di uno dei molti anonimi giorni, una fievole luce squarci\u00f2 l&#8217;ostinato buio destando uno stupore che descriverlo non renderebbe merito a ci\u00f2 che vidi. Stavo seduto in un bosco, disteso sopra un caldo letto di foglie quando sentii applausi lontani riunirsi in un unico boato. Udii fischi di gioia e grida di chi aveva perduto l&#8217;abitudine a sopportare gli accecanti riflessi di un&#8217;alba mai cos\u00ec agognata. Scostai le fronde, che avevo davanti al viso, e vidi un bagliore correre dietro la cima pi\u00f9 alta della montagna. La luce aumentava e, il pianto assordante dei cani, andava scomparendo. La vita riprese a respirare. L\u2019albore sembrava ancora pi\u00f9 nobile tanto da rendere il cielo fiero del suo azzurro. Fin dalle prime ore, le piante e i fiori, ripresero colore spogliandosi di quelle ragnatele grigie che le avevano vestite. Quella prima giornata trascorse in un lampo e arriv\u00f2 presto sera. Con la stessa velocit\u00e0, la felicit\u00e0 lasci\u00f2 spazio prima allo stupore e poi all&#8217;angoscia: la luce, cos\u00ec com\u2019era tornata, tardava ad andarsene. Sembrava volesse rifarsi dei mesi che aveva trascorso rinchiusa chiss\u00e0 dove. Le persone caddero nello sgomento comprendendo che, un eterno giorno, sarebbe stato devastante. Il caldo iniziava ad attanagliare tutto ci\u00f2 che non fosse riparato dall&#8217;ombra. Le piante seccarono prima del previsto, i fiori tornarono ad appassire e le riserve idriche si ridussero al lumicino. Tutti concedevano la propria opinione. Le strade erano diventate lunghi serpenti di asfalto deserti che evaporavano fumi di catrame come fosse stato appena colato. Sembrava che la natura avesse scelto un&#8217;illuminazione perpetua castigando il buio chiss\u00e0 in quale prigione. Li vidi sconvolti, preoccupati, provati da qualcosa che non aveva spiegazione. Passarono di nuovo giorni, mesi e altre stagioni. Le acque evaporarono per salire in cielo in una simbolica ascesa dell&#8217;anima. Le nascite di ogni specie si ridussero al lumicino e il paesaggio divenne un uniforme deserto di cemento. Gli uomini potevano solo osservare ed io mi resi conto che, ci\u00f2 che stava accadendo, andava oltre il semplice stravolgimento delle leggi fisiche terrestri.\u00a0Era giunto il momento di intervenire.\u00a0Dovevo fare qualcosa che fosse nel mio interesse e in quello di tutti.\u00a0Fino a quei giorni, Buio e Luce, si erano sempre lasciati il posto. Adesso era come se corressero l&#8217;uno dietro l&#8217;altro. Sembrava avessero bisogno di fermarsi a un palmo di naso e parlarsi noncuranti che, da loro, sarebbe dipeso il destino di tutta la vita l\u00e0 sotto. Erano, per\u00f2, orgogliosi delle proprie posizioni e c&#8217;era bisogno di rompere quella situazione di stallo prima che, il pianeta, diventasse un&#8217;enorme palla incandescente. Sciolsi il telo azzurro che avvolgeva la Terra, soffiai sull\u2018afa e spruzzai qualche nuvola per donare refrigerio, poi presi Luce da parte: \u201cChe cosa state facendo?\u201d<\/p>\n<p>Qualche lacrima le scese dagli occhi.<\/p>\n<p>\u201cAscolta Luce: io non so cosa stia accadendo ma ho a cuore il destino di molti innocenti; per una vita vi siete solo salutati all&#8217;alba e al tramonto, cos\u2019\u00e8 cambiato?\u201d\u00a0Pensai che schiodarla da quella posizione fosse difficile ma la sentii singhiozzare: \u201cNon posso pi\u00f9 sopportare questo, voglio stare con lui sempre\u201d. Avevo capito bene? Luce e Buio si cercavano per unirsi? Passarono altri giorni di caldo infernale che resero l&#8217;aria e il futuro irrespirabili. Dopo una settimana, successe ci\u00f2 che temevo: il bagliore divenne meno intenso e capii che presto si sarebbero incontrati. Milioni di occhi si alzarono verso l\u2019alto inconsapevoli di quell\u2019evento.\u00a0Io, nascosto su una delle vette pi\u00f9 alte e isolate, guardavo impotente il destino che si sarebbe compiuto. Ero rassegnato e incuriosito di scoprire se avrebbe vinto la responsabilit\u00e0 o la passione. Il cielo divenne di un buio mai visto nei mesi di tenebre. Quell&#8217;impronta nera si fiss\u00f2 per qualche lungo minuto, sufficiente a scatenare di nuovo panico e i latrati dei cani. Terrificanti lampi si scaricarono a terra e, senza farmi distrarre dalle corse di quel formicaio di uomini, osservai la rabbia di Buio e i modi con cui apostrofava Luce. Era una battaglia di sentimenti, il desiderio di due esseri cos\u00ec immensamente grandi ma, al tempo stesso, fragili e piccoli nel ritrovarsi coinvolti. Si strattonavano, lei fece quattro passi pi\u00f9 avanti e lui la tir\u00f2 con forza a se.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 ora fuggi?\u201d, sentii la voce di Buio infrangere il cielo come un tuono.\u00a0Gli uccelli scapparono dalle fronde degli alberi e iniziarono a volare cos\u00ec bassi da sfiorare i tetti.<\/p>\n<p>\u201cNon scappo, ho solo paura di quello che potrebbe accadere\u201d, Luce era terrorizzata.\u00a0Buio moll\u00f2 la presa sul suo braccio, il cielo torn\u00f2 a schiarirsi e il vento cess\u00f2 di soffiare.<\/p>\n<p>\u201cSe questo \u00e8 ci\u00f2 che vuoi, sei libera di andare ma non saremo mai una cosa sola\u201d<\/p>\n<p>Fu in quel momento che Luce si ferm\u00f2, si volt\u00f2 e torn\u00f2 sui suoi passi. Era come trovarsi in orbita su un pianeta chiamato follia, quel secolare incanto di <em>&#8216;notte e giorno&#8217;<\/em> si stava per rompere lasciando spazio alla volont\u00e0 dell&#8217;amore. Il mondo non poteva comprendere la poesia di quell&#8217;istante ma accettarne le conseguenze. <em><\/em><\/p>\n<p>\u201cAllora vedrai un&#8217;altra me perch\u00e9 \u00e8 ci\u00f2 che ho sempre desiderato; quello che sei tu non lo cambierei mai, costi quel che costi\u201d.\u00a0Luce aveva sciolto ogni dubbio.<\/p>\n<p>Mi alzai in piedi, guardai tutto ci\u00f2 che avevo creato fino a quel giorno.<\/p>\n<p>La vastit\u00e0 delle valli, la forza dei mari, la profondit\u00e0 del cielo e quello che gli uomini avevano costruito erano dettagli davanti alla magia di quell&#8217;atto. Mi rassegnai al fatto che, nemmeno io, avrei potuto cambiare una scelta dettata dai sentimenti. Aprii i polmoni, respirai l&#8217;aria sottile d&#8217;alta quota, tolsi le mani di tasca, raccolsi un bastone e scrissi una frase nel terriccio umido intorno ai miei piedi.<\/p>\n<p><em>&#8211; Certe regole, seppur vitali, si arrestano di fronte a quella dell&#8217;amore &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Buio e Luce si abbracciarono.\u00a0Una penombra invase la Terra per non lasciarla pi\u00f9 e gli uomini, eternamente avvolti in quella sfumatura, non cercarono una spiegazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8974\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8974\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra gli sguardi futili della frenesia quotidiana, osservavo il mondo presentare sempre lo stesso stupido volto. 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