{"id":8948,"date":"2012-04-17T19:33:33","date_gmt":"2012-04-17T18:33:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8948"},"modified":"2012-04-17T19:33:33","modified_gmt":"2012-04-17T18:33:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-opposti-che-non-fanno-differenza-il-freddo-e-il-caldo-di-francesca-g-marone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8948","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Opposti che non fanno Differenza.  Il freddo e il caldo.&#8221; di Francesca G. Marone"},"content":{"rendered":"<p>Gli uffici enormi della redazione in piazza dei Martiri risuonano di agitazione da giorni. Ristrutturazione aziendale, esubero, prepensionamento. Alcuni sono andati a leggere i contratti di lavoro. Certi stanno in una botte di ferro, altri no. I deboli, quelli in prova, in contratto di formazione, a progetto, ed altre formule.<\/p>\n<p>\u201cMiriam, il capo ha chiesto di te.\u201d<\/p>\n<p>Valeria parla con me senza guardarmi negli occhi, ha le labbra un po\u2019 storte come suo solito quando vuole fare un dispetto. Lo fa anche quando maneggia il cornetto sotto la scrivania e divide in due parti. Una per lei e una per la sua collega Lucia.<\/p>\n<p>Io per risposta chiamo il bar e ordino un caff\u00e8 freddo con granita. Bevo da sola, agito la tazzina pi\u00f9 volte e la appoggio sul desk.<\/p>\n<p>\u201cAdesso?Finisco prima questo report\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNo, no. Ha detto che \u00e8 urgente. Devi andare ora\u201d.<\/p>\n<p>Mi alzo e sento lo sguardo di Cip e Ciop su di me, le due colleghe mentre sgranocchiano un biscotto spartito anch\u2019esso sottobanco.<\/p>\n<p>Passo per il bagno, giusto un attimo per vedere se non ho baffi di caff\u00e8 e dare una sistemata ai capelli.<\/p>\n<p>\u201cPermesso.\u201d<\/p>\n<p>Ho sempre la sensazione di dover dare un esame, quando mi siedo di fronte a lei.<\/p>\n<p>Lei invece mi guarda spesso negli occhi, li tiene fissi come due spade puntate sul petto a pochi millimetri di distanza dal cuore. Azzurri come il ghiaccio. Sento i brividi far alzare la peluria delle mie braccia, ha l\u2019aria condizionata sparata a mille qui dentro. La giacca grigia appoggiata dietro la spalliera e la camicia bianca perfettamente stirata. Un pugno ghiacciato in pieno viso.<\/p>\n<p>\u201cMiriam, non vorrei sembrarle crudele e rovinarle l\u2019estate\u201d.<\/p>\n<p>Si ferma per un attimo e prende il bicchiere di t\u00e8 freddo fra le mani, agita il ghiaccio facendolo roteare all\u2019interno. Poi un pezzettino le scivola in bocca e lei lo tritura con i denti. Mi sento come quel pezzettino fra le sue fauci.<\/p>\n<p>Un brivido freddo attraversa tutta la mia schiena. Il gettito di aria dal condizionatore mi sibila fra i capelli e mi perfora le orecchie.<\/p>\n<p>Per un attimo tremo. Avrei bisogno di un po\u2019 di calore.<\/p>\n<p>L\u2019azzurro degli occhi della capoufficio mi trafigge come lama.<\/p>\n<p>\u201cIl suo contratto \u00e8 terminato. Il suo profilo non risponde esattamente a ci\u00f2 di cui ha bisogno l\u2019azienda, pertanto il nostro rapporto di lavoro s\u2019interrompe qui. La ringraziamo per la sua collaborazione. Pu\u00f2 andare\u201d.<\/p>\n<p>Mi consegna una busta fra le mani. Sento le sue dita gelide sfiorarmi. Come una morta. \u00a0Sar\u00e0 l\u2019ultimo contatto fisico fra di noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono tutta sudata, nello stanzone dove stiamo in quattro l\u2019aria condizionata non funziona mai. Quando c\u2019\u00e8 il capo di l\u00e0 dobbiamo tenerla bassa anche nelle altre stanze perch\u00e9 dice che consumiamo troppa energia.<\/p>\n<p>Valeria si china su di me e il suo alito caldo mi sussurra :<\/p>\n<p>\u201cMiriam, il capo ti vuole\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAdesso?Magari termino questo report e vado\u201d.<\/p>\n<p>Soffio pi\u00f9 volte sul caff\u00e8 che non ha intenzione di raffreddarsi questa mattina. Mi scottano le labbra per la giornata di ieri al mare, ho il dorso dei piedi rosso come un tizzone, dimentico sempre di mettere la crema solare sui piedi.<\/p>\n<p>\u201cNo, no, devi andare ora. Sta dando in escandescenze da un\u2019ora. Dice che va tutto male in questo posto!\u201d.<\/p>\n<p>Mi alzo sento una goccia calda di sudore scendere lungo la schiena. Passo per il bagno a darmi una sistemata ai capelli che si sono appiccicati al collo per il caldo estivo. La sento litigare come un diavolo al telefono con quelli dell\u2019area progetti. Busso e poi entro. Mi pare l\u2019antro di un girone infernale, il sole batte sui vetri senza piet\u00e0, fogli di carta gettati sul pavimento, la giacca aggrovigliata su una poltroncina con la borsa di cuoio pesante che la soffoca.<\/p>\n<p>Lei ha la camicia rosso corallo con le maniche arrotolate sui gomiti, il rossetto intonato con la tinta della camicia, i capelli di un rame un po\u2019 stinto, forse dal mare, sembrano come attraversati da una corrente elettrica. Non le porgo la mano per paura di prendere la scossa. Mi fa cenno di sedere senza smettere di urlare come un demonio al telefono. Sbatte la cornetta e si scheggia un\u2019unghia laccata.<\/p>\n<p>\u201cPorca miseria\u2026.me ne andasse una dritta oggi!\u201d.<\/p>\n<p>La guardo aspettando che parli lei, non so nemmeno perch\u00e9 mi abbia fatto venire, ho una montagna di lavoro da terminare.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 non ha finito quei report?Sono settimane che aspetto. E\u2019 possibile che in quest\u2019ufficio nessuno consegni le cose che chiedo per tempo?!\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa dottoressa\u2026 lei mi aveva detto di dare priorit\u00e0 ai crediti da incassare, e al software da terminare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon esistono priorit\u00e0, Miriam, non dica sciocchezze. Qui tutto \u00e8 prioritario. Lei \u00e8 sempre in ritardo, arriva per ultima e va via per prima. La consegna del software \u00e8 per la prossima settimana, io non ho ancora visto niente. Il programma, questo cazzo di programma da dove deve scendere dal cielo?Ho degli impegni io, mi espongo io in prima persona, lo capisce questo? Lei vuole fare la manager in futuro o l\u2019archeologa?I tempi, Miriam, non ci siamo con i tempi. In questo ufficio non esistono tempi morti, per nessuno. Non si fanno sconti, e mi pare che lei non lo abbia ben recepito.\u201d<\/p>\n<p>La tazzina col caff\u00e8 lungo fumante dalla scrivania sprigiona l\u2019aroma fin sotto il mio naso.<\/p>\n<p>\u201cDottoressa, mi scusi, se lei \u00e8 scontenta di me, posso fare qualcosa per rimediare, ci tengo a questo lavoro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMiriam, lei pu\u00f2 fare qualcosa per farmi stare pi\u00f9 tranquilla, levarsi di torno. La sua lentezza mi irrita, la sua collaborazione termina qui. Questa azienda non \u00e8 il posto adatto a lei\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Miriam ha un caldo tremendo mentre cammina a testa bassa nel corridoio degli uffici, le sembra di non vedere pi\u00f9 nulla, le pareti si chiudono spingendo sulle sue orecchie che rombano. Fischi, rombi di aeroplani, terremoto sotto le piante dei piedi. Miriam vacilla e cade. Si appoggia alla parete quando incontra una mano. Fredda, come un pezzo di ghiaccio, quasi le si attacca la pelle dei polpastrelli sulle dite ghiacciate di una donna che la sorregge. Ha camminato contromano nel corridoio del grande ufficio, come un fantasma nella notte, con il gelo nell\u2019anima, la fronte imperlata di ghiaccio, il sangue ha quasi smesso di correrle dentro le vene appena la sua capoufficio le ha dato la notizia. L\u2019altra Miriam, fredda come il marmo non sviene ma dentro non sente pi\u00f9 niente e questo altro lavoro no, non poteva perderlo. Si scontrano quasi le due Miriam, il ghiaccio prende la mano del sangue che ribolle, la sostiene strisciando vicino alla parete. Freddo, caldo. Ora si sostengono a vicenda, si guardano negli occhi e si sorridono. Potranno farcela ad andare avanti fino alla porta di uscita, con dignit\u00e0, senza vacillare. Cercheranno ancora fuori di l\u00ec, altri lavori, altre sfide nella vita. Le hanno viste uscire insieme tenendosi per mano, dirigersi verso il bar in piazza dei Martiri, quello elegante dove vanno le dirigenti a pranzo. Loro due, le due Miriam, hanno preso un caff\u00e8 caldo e uno freddo. Ricominciano insieme da l\u00ec.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8948\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8948\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli uffici enormi della redazione in piazza dei Martiri risuonano di agitazione da giorni. 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