{"id":8883,"date":"2012-04-14T18:33:56","date_gmt":"2012-04-14T17:33:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8883"},"modified":"2012-04-14T18:33:56","modified_gmt":"2012-04-14T17:33:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-distanza-articolata-di-fabiana-colangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8883","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Distanza articolata&#8221; di Fabiana Colangelo"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong><em>Assenza<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Non riesco a riempire la tua assenza di niente e quel che posso \u00e8 solo pensare, fantasticare. \u00a0Ma anche nell\u2019immaginazione di una me pi\u00f9 lontana nel tempo e nello spazio, mi penso a pensarti, mentre faccio qualcosa, in un posto non qualunque, ma bello, perch\u00e9 sono sicura che non mi porter\u00f2 a soffrire in luoghi bui e desolanti. Creer\u00f2 per il mio dolore uno spazio dignitoso, questo mi resta da fare.<\/p>\n<p>Guardo avanti, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile. Il passato mi fa male: ci sei tu, ci siamo noi, i ricordi pi\u00f9 vivi del mio vivere ora. A volte mento un istante e credo che non tutto \u00e8 perso, ma \u00e8 vero benissimo che siamo riusciti a finire e che non potremmo ricominciare se non diventando due qualunque, incapaci di vivere la distanza e l\u2019abbandono. Questo io penso, cercando di sentire quello che senti, credendoci e confondendomi, come gi\u00e0 accadeva quando i tuoi gesti di attenzione, le tue premure, pi\u00f9 che un amico e non proprio un amore, mi tenevano in bilico tra l\u2019amarti e il volerti bene.<\/p>\n<p>Ma ti amavo.<\/p>\n<p>Non te lo dicevo, ma non te lo nascondevo. Tu ne eri orgoglioso ed io anche. Sapevo di darti pi\u00f9 di quanto chiedevi, ma volevi anche quello che non domandavi ed io non ti privavo di alcuna attenzione.<\/p>\n<p>Non ero cieca perch\u00e9 quando si ama non lo si \u00e8 mai. L\u2019amore rende lucidi fino alla follia ed io ho aperto cos\u00ec bene gli occhi su di te a tal punto che non potrei amarti che per ci\u00f2 che sei.<\/p>\n<p>Da te avevo tutto, in un vincolo di reciproca gratitudine, affinit\u00e0, risate, abbracci, dispetti e piccole torture, banco di prova della reale consistenza del nostro rapporto. Non avrei mai pensato che andasse in frantumi.<\/p>\n<p>Negli scontri hai vinto sempre, perch\u00e9 avevi pi\u00f9 paura e per questo eri sempre preparato alla fuga. Niente ti coglieva impreparato, qualche volta solo le mie, di fughe, ti lasciavano spiazzato.\u00a0All\u2019inizio succedeva cos\u00ec: tu tornavi a prendermi, sapevi come fare, ed io c\u2019ero. Poi ci siamo abituati. Io fuggivo sempre meno, tu inseguivi sempre un po\u2019 pi\u00f9 tardi, finch\u00e9 non hai ritenuto pi\u00f9 necessario tornare, dando per scontato che non sarei andata via per sempre.\u00a0Forse hai ragione. Forse non torno da te perch\u00e9 tu non torni da me, ma sono qui ad aspettare qualcosa e a ritenere questa vita che scorre in tua assenza, nient\u2019altro che un\u2019attesa prima che tutto ricominci. Cos\u00ec posso vivere: devo lasciarmi un futuro con te per vivere senza di te.<\/p>\n<p>Mi sono arresa da poco alla mia ostinazione di pensarti come unica gioia e unico dolore possibile, ma ti chiudo qui dentro il corpo e la mente, come un pensiero immobile che fa da arredo a tutti gli altri. Ti lascio a stagionare. Ho scelto di non dimenticare e poich\u00e9 \u00e8 impossibile riavere noi come eravamo, preferisco non avere niente pi\u00f9. Ogni forma nuova del nostro rapporto sarebbe una ferita per alleviarne un\u2019altra.<\/p>\n<p>Abbiamo lasciato che finisse tutto. Non ci siamo aggrappati neanche a quello che dobbiamo l\u2019uno all\u2019altro. Potevamo salvare il salvabile. Potevamo giustificare il presente restando aggrappati al passato, ma non scendo a patti con te.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Ritratto<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Quel poco che so ancora di te e della tua vita mi ferisce, mi delude. Sei ancora lo stesso, anche senza di me. Io no. Mi serve segnare il confine tra me e te e me soltanto. Ci sono cose che non posso pi\u00f9 fare e fatico a vedere volti che sono anche tuoi, ma per sentire un po\u2019 meno la distanza mi riapproprio qualche volta della gente che abbiamo in comune. <em><\/em><\/p>\n<p>Ci sono giorni che provo per te solo rabbia e antipatia. Vorrei schiaffeggiarti, umiliarti, ferirti come non saprei pi\u00f9 fare poich\u00e9 ho perso un po\u2019 la memoria di chi sei, confusa da un \u201cte\u201d che mi arriva da lontano e che non riconosco, se non dovendomene fare un\u2019idea ferina ed io non riesco ancora ad accettarti come un nemico.<\/p>\n<p>Quando mi incontri hai la faccia superba di chi ha vinto. Te l\u2019ho vista raramente. Quasi tutto il tuo passato ti fa sentire sconfitto, ma a me sai di avermi in pugno, non importa se ti sto lontana o vicina. Pi\u00f9 dura il silenzio, pi\u00f9 tutto \u00e8 ancora qui, vivo.<\/p>\n<p>Mi hai torturata da lontano, ancora. Non hai perso un\u2019occasione per non soffrire della mia assenza, cerchi di salvarti senza impegno. Hai sempre avuta pronta un\u2019alternativa. Non ti fidi della vita, non ti fidi di nessuno e non ti fidi di te, per cui ti prepari sempre a lasciare il campo appena occupato. Ti prepari a non possedere. Ti dai da fare ad allargare i tuoi confini umani, per paura della solitudine, ma non sei felice con nessuno. Ti accontenti di tutti e di tutti polemizzi perch\u00e9 nessuno ti basta, ma tutto ti \u00e8 di troppo, costretto come sei tra le tue gabbie ed i tuoi voli. Le tue gabbie si chiamano insicurezza, confronto, paura. Non sai come liberartene se non negandole. La paura ti porter\u00e0 ad andare sul sicuro. Sei stato bellissimo per me, fintanto che ti ho creduto sul punto di \u201cfiorire\u201d, ma ora so che i tuoi semi restano semi. Hai paura di diventare adulto. Non hai il coraggio di lasciare andare il fanciullo e proteggere l\u2019uomo che devi diventare. Non sarai mai abbastanza alto per cogliere i tuoi frutti pi\u00f9 maturi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Prospettive<\/em><\/strong><\/p>\n<p>I ricordi non si trattengono a lungo. Non resistono all\u2019andare della vita. Anche la memoria e l\u2019immaginazione hanno bisogno di quel tanto di realt\u00e0 su cui edificarsi, altrimenti di vuoto in vuoto si vanno sgretolando e le cose di tutti i giorni ne prendono il posto. Forse avrei dovuto tenere un diario dei nostri giorni, ma c\u2019era troppo da vivere per poterne scrivere. Ed ora man mano che la memoria di noi va scomparendo, prendono forma lo spazio e il tempo senza di te.<\/p>\n<p>Parlo delle ceneri dopo il fuoco. Una cenere come ogni altra cenere. Anche questa volta non sarai che un dolore superato, qualcuno a cui pensare, di tanto in tanto, come tappa, scansione, di parte della mia vita che prosegue ora senza meta, senza volere. Gli eventi hanno perso il senso che gli attribuisco da sempre se sono arrivata a te e senza di te vado avanti. Ora non sono che \u201ccose che capitano\u201d senza direzione. Tutto va come vuole andare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<strong><em>Noi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il tempo con te \u00e8 stato carne, mente, spirito. Il mio sguardo ti ha disegnato in ogni dettaglio, non c\u2019\u00e8 particolare di te che mi sfugge. Amo le tue posture. Sembrano finte, impostate, forse lo sono. Tu reciti naturalmente e con l\u2019esercizio sei diventato naturale nelle tue finzioni. Non sai se sei o se fingi. Sappiamo questo di te, io e te soltanto. <em><\/em><\/p>\n<p>Quando ti ascoltavo diventavo due. Una che ti ascoltava come se ti credesse e l\u2019altra che ti traduceva per smentirti. La tua sincerit\u00e0 era sempre sotto qualcosa che la oscurava ed io dovevo procedere a svelarne le fattezze, i camuffamenti che di volta in volta inventavi per impedirti di amarmi e per impedirmi di crederci. Non mi fidavo delle tue parole, eri troppo intento a non cedere.<\/p>\n<p>Mi hai abituata ai tuoi modi e a quella tortura amabile che mi riservavi e di cui in fondo gioivo. Avevo paura quando ti comportavi normalmente. Ti sentivo lontano quando non facevi dispetti. Sbagliavi con me e poi riparavi. Io sapevo gi\u00e0 e aspettavo che tu lo facessi. Qualche volta insistevo a non perdonarti, ti facevo stare in ansia, ti torturavo un po\u2019 anch\u2019io, ma non riuscivo a goderne. Tu sei pi\u00f9 sadico. Io mi punivo nel mentre che punivo te e faticavo a non mostrarti i miei sensi di colpa quando finalmente cedevo. Noi ci perdonavamo cos\u00ec, senza ammettere responsabilit\u00e0, rimanendo ognuno nella propria posizione, che era di stare comunque vicino all\u2019altro.<\/p>\n<p>Abbiamo sopportato di tutto per non perderci il che dimostra che non abbiamo evitato nulla affinch\u00e9 non accadesse. Mi portavi nei tuoi labirinti in cui ero brava ad orientarmi e tu ti stupivi di questo, mi adoravi per questo. Poi ho imboccato l\u2019uscita e siamo finiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Amputazione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La tensione costante \u00e8 diventata con il tempo la nostra intesa o, meglio, un modo di arginarla, di contenerla. Non eri preparato ed io ti concedevo il tempo di abituarti. Ma sei stato sopraffatto dalla mia devozione, sei stato vinto dal tuo orgoglio e questo ha vinto sull\u2019amore che ho per te. Mi sono mutilata di te. All\u2019inizio sentivo poco la distanza e non c\u2019era ancora dolore. Proprio come succede di un arto che viene improvvisamente a mancare. Si dice che dopo l\u2019amputazione l\u2019arto ti sembra di averlo ancora. Solo quando tutti i sensi si sono abituati all\u2019assenza, alla carenza, allora \u00e8 evidente la mancanza e il dolore si ravvisa, fa la sua comparsa, nasce.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Saturazione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nevica da qualche ora. Le strade si stanno coprendo, le automobili vanno scomparendo, restano solo quelle che procedono lente, colte dal biancore gi\u00e0 sulla via dell\u2019andata o del ritorno. Tra poco tutto si far\u00e0 bianco e silenzio, come ora noi. La neve coprir\u00e0 suoni e rumori, coprir\u00e0 la modernit\u00e0 delle strade, dei lampioni e dei negozi. Sotto la sua coltre tutto sembra antico, una foto in bianco e nero di cui non si pu\u00f2 dire con precisione di che anno \u00e9. Se volessimo ingannarci potremmo farlo. La neve che scende copre anche gli anni, i secoli ed io penso a te incastrato da qualche parte, impossibilitato a venir via da te stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Memoria<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Persone e situazioni ti occorrono per consolarti. E\u2019 cos\u00ec per tutti, ma per te di pi\u00f9, che riesci a prendere una forma solo alla presenza di qualcun altro. Da solo impazzisci, siete in troppi. Non sai stare fra te e i tanti che ti stanno dentro. Gli altri ti chiamano all\u2019appello e tu rispondi. So che sei ovunque e con chiunque una parte di te.<\/p>\n<p>Insieme a me c\u2019eri tutto e, anche se in mille pezzi, ti sentivi completo. Tu eri tutti i frantumi di uno specchio rotto, del quale intuivo il volto originale completo. Mi guidavano l\u2019intuito e l\u2019amore, due modi di conoscere che ho affinato standoti accanto.<\/p>\n<p>Mi manchi. Ho registrato tutte le tue espressioni, quelle non se ne vanno dalla memoria. Perdo cose di noi due insieme e salvo tutto quello che ti riguarda. Anche la mia memoria ti ama ancora, non ti perde, se ne frega di noi due, non pu\u00f2 niente ormai, lo sa, ma a te ci tiene e ogni tanto deve andarti a rivedere. Tu che parli, tu che guidi, tu che bevi, tu che fumi, tu che accendi la tv, tu che ti incammini dall\u2019orizzonte della terra verso di me. Ti ho trovato in qualunque modo, perch\u00e9 tu non mi aspettavi mai con riguardo, forse solo con un po\u2019 di impazienza, se non altro per sfuggire alla tua solitudine. Non ti davi da fare ad accogliermi pi\u00f9 di quanto fosse legittimo, ma non mi hai fatto mai sentire un ospite qualunque. Ti sfuggiva ed io lo catturavo il sollievo di vedermi e mi hai fatto innamorare di tutti i tuoi umori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Tentativi<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Esco con qualcuno. Mi tento, mi provo, cerco di essere me con te. Mi sforzo di non essere tua.<\/p>\n<p>\u00a0Alcune volte ho goduto nel pensare che sei incapace a comportarti, grezzo, rudimentale, ignorante. E\u2019 consuetudine per certi uomini usare gentilezze che tu non hai mai osato. Cerco di rimpicciolirti come posso, di ridurti alla norma, ma non mi sfugge che sono offesa ed ogni tentativo di banalizzarti muore appena nato.<\/p>\n<p>Per non dimenticare, non posso mentire. Io mi aggrappo alla verit\u00e0 per ricordarmi da cosa mi salva, tu alla bugia per la stessa ragione.<\/p>\n<p>Non vivrai per sempre cos\u00ec. Questa \u00e8 la mia speranza, questa la mia attesa, ma sono gi\u00e0 preparata al nulla. Non mi aspetto niente. La vita \u00e8 diventata semplice dopo di te, si \u00e8 consumata tutta nel nostro tempo.<\/p>\n<p>Io torno a una solitudine letteraria, ti suppliscono i libri scritti da grandi nomi. Leggo, penso e poi scrivo di te, torno a te tra le parole che ingoio e quelle che vomito e ti racconto tutto quanto mi \u00e8 sprofondato dentro aprendo il vuoto con cui convivo.<\/p>\n<p>Qualche volta, quando devo, faccio la strada che facevo per venire da te e cerco di non darci peso. La mente si affanna a trovare un altro pensiero a quello che sarebbe inevitabile, ti concede solo un attimo per poi dire a se stessa che quella strada mi \u00e8 servita altre volte prima di te e ancora dopo.<\/p>\n<p>Spoglio le cose del legame che hanno con te. Mi abituer\u00f2, so che \u00e8 possibile e tutto quanto ci ha toccato smetter\u00e0 di esistere come ricordo e torner\u00e0 ad essere nient\u2019altro che se stesso.<\/p>\n<p>Questa cosa imperdonabile che fa il tempo di restituirci alla vita attraverso l\u2019oblio del vissuto, non si pu\u00f2 chiamare guarigione. Ci si sente meglio dopo un po\u2019, \u00e8 sempre vero, ma resta il vuoto. L\u00ec dove prima c\u2019era il dolore, la sofferenza, la mancanza, perch\u00e9 ancora si avvertiva fresco l\u2019essere stati qualcosa di pi\u00f9, ora resta un\u2019assenza di sensazioni e di ricordi. Non si pu\u00f2 chiamare vita quella che ne ha cancellata una parte. Io ti ho reciso e non l\u2019ho fatta franca perch\u00e9 ora amo questa mia ferita che mi tiene costantemente sveglia sulla realt\u00e0. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 vero e reale mi fa venir fame di s\u00e9. Tu, noi, come sogno, stiamo sullo sfondo e siamo scenografia di tutto quello che d\u2019ora in poi accadr\u00e0 nelle nostre vite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Ostinazione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Oggi fai cose che per me non sei. Abbatti il tuo ritratto, quello che mi hai disegnato qui dentro, in un posto che \u00e8 poco chiamarlo anima e scontato chiamarlo cuore.<em><\/em><\/p>\n<p>Mi sfuggi, te ne vai dove sar\u00e0 impossibile per me tornare sui miei passi e venire a riprenderci. Non mi concedi di perdonarti, non mi lasci alcuna speranza di aver ragione e fai quello che devi per smentirmi. Ti lascio fare, non so pi\u00f9 se ti aspetto o no. Mi convinco, ma sempre meno, che la tua ostinazione sar\u00e0 la tua afflizione. Con il tempo ti abituerai a quel che hai ed eviterai il rimpianto ed il rimorso, abusando della tua memoria e ricordandomi appena tra coloro che in fondo ti hanno abbandonato. Cos\u00ec fai. Non ti ho concesso di fare di noi quel che ti era necessario e mi hai permesso di andarmene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Distanza<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Poi la noia ti divorer\u00e0. Ti affliggerai per le tue rinunce. Vivrai per mancanza d\u2019altro. Fingerai di volere quel che hai finch\u00e9 ti accorgerai che \u00e8 tutto e che non ti basta. Ma di questo porterai addosso solo la sensazione a cui non darai n\u00e9 corpo, n\u00e9 voce, per paura di scoprire che ci\u00f2 che hai perso \u00e8 sempre stato tuo, anche se non ti appartiene pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ma noi siamo stati e di questo ora il silenzio e la lontananza sono garanti e testimoni. Non hai scampo. Dentro questa distanza continuiamo a stare insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8883\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8883\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assenza Non riesco a riempire la tua assenza di niente e quel che posso \u00e8 solo pensare, fantasticare. \u00a0Ma anche nell\u2019immaginazione di una me pi\u00f9 lontana nel tempo e nello spazio, mi penso a pensarti, mentre faccio qualcosa, in un posto non qualunque, ma bello, perch\u00e9 sono sicura che non mi porter\u00f2 a soffrire in [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8883\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8883\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2551,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-8883","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8883"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2551"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8883"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8883\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8888,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8883\/revisions\/8888"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}