{"id":8790,"date":"2012-04-08T18:25:29","date_gmt":"2012-04-08T17:25:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8790"},"modified":"2012-04-08T18:25:29","modified_gmt":"2012-04-08T17:25:29","slug":"premio-racconti-per-corti-2012-lombrello-giallo-di-elisabetta-micali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8790","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2012   &#8220;L&#8217;ombrello giallo&#8221; di Elisabetta Micali"},"content":{"rendered":"<p>Metto le tazze sul tavolo, un bel mogano inglese lucido e di prima patina, senza tovaglia n\u00e9 tovagliette. Sbattono sul piattino e poi il colpo sordo della teiera bollente. Sono i rumori d\u2019inizio.<\/p>\n<p>Il padre di Anna rientra in casa. Ha lavorato in giardino nello schiarire dell\u2019alba; il tac secco delle cesoie sul legno dei sugheri e il crac crac del rastrello sulla ghiaia sono diventati il sottofondo dei miei sogni del mattino. Anna esce dal bagno. Mi siedo a tavola. Veloci rigoverniamo tazze, piatti e i coltelli grassi dal burro della colazione. Andiamo in spiaggia in macchina con la spazzatura nei sacchi neri sul sedile dietro. Anna guida tutta in avanti e le mani tengono il volante ben stretto.<\/p>\n<p>-La spazzatura tocca sempre a noi- E poi ridiamo per la puzza.<\/p>\n<p>-Non togliamo le scarpe?-<\/p>\n<p>-Le abbiamo comprate di gomma apposta-<\/p>\n<p>-Quella commessa le ha chiamate ragni-<\/p>\n<p>-Sembrano pi\u00f9 meduse-<\/p>\n<p>Stiamo attraversando con le scarpe bianco trasparente dieci passi d\u2019acqua che poi si perdono nell\u2019interno tra incolti ciuffi verdi.<\/p>\n<p>-Possiamo fermarci qui-<\/p>\n<p>-Va bene, siamo pi\u00f9 o meno in mezzo-<\/p>\n<p>-Lo piantiamo lo stesso, anche se \u00e8 presto-<\/p>\n<p>-Dobbiamo piantarlo sempre-<\/p>\n<p>Abbiamo comprato un ombrello da spiaggia di quelli piccoli, con il fusto in acciaio leggero, si smontano in due pezzi e pesano pochissimo. Lo abbiamo comprato in un giorno di pioggia, quando si \u00e8 felici perch\u00e9 senza sensi di colpa ci si dice -Oggi possiamo andare al mercato-<\/p>\n<p>Lo piantiamo nella sabbia e poi Anna tira fuori i libri dalla borsa, io stendo i teli lisciando bene ogni piega con la mano.<\/p>\n<p>-Sono cos\u00ec felice d\u2019averlo comprato-<\/p>\n<p>-Ora siamo organizzate-<\/p>\n<p>-E poi non ci pesa portarlo avanti e indietro-<\/p>\n<p>Ci stendiamo\u00a0 pancia sotto, le teste sotto l\u2019ombrello. Anna legge ad alta voce ed io ascolto. Qualche volta facciamo il contrario. Oggi leggiamo in francese, parliamo in francese, giochiamo a essere di un\u2019altra parte. Guardiamo l\u2019ombrello da sotto in su.<\/p>\n<p>-Pensa non averlo, qui sdraiate sotto il sole-<\/p>\n<p>-Possiamo leggere sena strizzare gli occhi e non ci vengono le rughe-<\/p>\n<p>-Poi non ce l\u2019ha nessuno-<\/p>\n<p>-Siamo le uniche-<\/p>\n<p>-Bell\u2019acquisto-<\/p>\n<p>Sta arrivando gente. Una coppia ci passa davanti e cammina sin dove la spiaggia diventa nera di scoglio.<\/p>\n<p>Sono quelli che vogliono star soli a scambiarsi effusioni amorose sdraiati sugli asciugamani dei grandi magazzini. I love you c\u2019\u00e8 scritto sull\u2019asciugamano. Il gruppo delle signore si \u00e8 fermato molto prima nel solito punto. Stanno sempre tutte vicine. Hanno asciugamani marroni o blu. Dal gruppo si staccano due figure che cominciano a sorriderci molto prima di essere a portata di voce. -Ma che bell\u2019ombrellino!-<\/p>\n<p>-Le piace?-<\/p>\n<p>-Ma proprio s\u00ec. Lo lasciate in spiaggia?-<\/p>\n<p>-Oh no, lo portiamo avanti e indietro. E leggero-<\/p>\n<p>-Brave. Come sta il pap\u00e0 Anna? Non l\u2019abbiamo ancora visto stamattina-<\/p>\n<p>-Arriver\u00e0, scende sempre cosi tardi-<\/p>\n<p>-Continuiamo la nostra passeggiata, buona giornata care-<\/p>\n<p>Ma si voltano e tornano indietro.<\/p>\n<p>-L\u2019ombrello le ha incuriosite troppo, non potevano resistere-<\/p>\n<p>-Tu lo fai il bagno?-<\/p>\n<p>-No, ti aspetto. Guarda l\u2019ombrello dall\u2019acqua, poi mi racconti le impressioni-<\/p>\n<p>Quando torno verso riva i miei piedi accarezzano la sabbia del fondo. Nel mezzo della spiaggia Anna \u00e8 sdraiata sotto il riverbero del bianco e del giallo dell\u2019ombrello.<\/p>\n<p>-E\u2019 impalpabile, quasi trasparente e non urta con la luce e con il colore di questo mare- penso e dico ad Anna, tornando a riva -E\u2019 proprio bello-<\/p>\n<p>-Vero?-<\/p>\n<p>-Mi asciugo e ce ne andiamo-<\/p>\n<p>-S\u00ec, comincia a fare troppo caldo. Ci fermiamo a mangiare al ristorante?-<\/p>\n<p>Chiudiamo e pieghiamo l\u2019ombrello. Lo vuole portare Anna. Passiamo davanti con volti sorridenti al gruppo serrato delle signore. Ora ci sono anche quelle pi\u00f9 giovani con bambini piccoli.<\/p>\n<p>-Ciao, non mi venite mi a trovare..-<\/p>\n<p>-Abbiamo chiamato ieri, ma eri fuori\u2026-<\/p>\n<p>-Non me l\u2019hanno detto, mi dispiace. Oggi sono in casa, telefonatemi-<\/p>\n<p>-Va bene, ti chiamiamo, ciao.-<\/p>\n<p>Ridiamo da pazze mentre attraversiamo con le scarpe di gomma il rigagnolo d\u2019acqua.<\/p>\n<p>-Io non le telefono pi\u00f9-<\/p>\n<p>-Ma figurati, lasciamo stare-<\/p>\n<p>-Ti ricordi: Eugenia? No, la signora non \u00e8 in casa. Chi parla?-<\/p>\n<p>-Fa dire alla governante che non \u00e8 in casa. Ed io pensavo che fosse lei a rispondere\u2026.-<\/p>\n<p>-Tanto non andremo mai a trovarla per sentirci raccontare i pettegolezzi dell\u2019estate-<\/p>\n<p>-Chiudiamo qui con la nostra vita mondana-<\/p>\n<p>-Ma tu volevi davvero andare a prendere il t\u00e8 e parlare di bambini?-<\/p>\n<p>-No, facciamoci desiderare-<\/p>\n<p>-Tanto nessuno ci inviter\u00e0 mai-<\/p>\n<p>-Allora, ci fermiamo a mangiare qui?-<\/p>\n<p>-Ma s\u00ec, per consolarci di dover buttare via sempre noi la spazzatura-<\/p>\n<p>-Potremmo usare l\u2019ombrello anche come parasole- e camminiamo, sulla strada verso il ristorante, protette dal bianco e giallo dell\u2019ombrello.<\/p>\n<p>-Ma certo. Il mattino in spiaggia ora \u00e8 proprio un\u2019altra cosa-<\/p>\n<p>-Non so come facevamo prima-<\/p>\n<p>Io poi partii con mille raccomandazioni per il ritiro dell\u2019 ombrello per l\u2019inverno.<\/p>\n<p>Un giorno in citt\u00e0 incontrai Anna. Era tanto che non la vedevo. Stava benissimo.<\/p>\n<p>-Al mare c\u2019\u00e8 ancora una tua borsa di plastica-<\/p>\n<p>-Ma dai, non ricordo quale sia-<\/p>\n<p>-Quella trasparente con i pesci dentro-<\/p>\n<p>-Ah s\u00ec, era un regalo. E l\u2019ombrello?-<\/p>\n<p>-Non volevo dirtelo. Mio fratello l\u2019ha usato con una sua amica e l\u2019ha rotto-<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8790\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8790\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Metto le tazze sul tavolo, un bel mogano inglese lucido e di prima patina, senza tovaglia n\u00e9 tovagliette. 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