{"id":8703,"date":"2012-04-03T12:05:11","date_gmt":"2012-04-03T11:05:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8703"},"modified":"2012-04-03T12:15:06","modified_gmt":"2012-04-03T11:15:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-teranga-di-morgan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8703","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012  &#8220;Teranga&#8221; di Patrizia Ginoble"},"content":{"rendered":"<p>Il mio nome \u00e8 Mamore Mamour, ma da quando sono in Italia tutti mi chiamano Mum\u00f9.<\/p>\n<p>Sono nato il 1 Gennaio 1990 in un villaggio del Senegal, nella regione del Re di Enampor, a sud del fiume Casamance.<\/p>\n<p>Appartengo alla comunit\u00e0 bandial dell\u2019etnia Diola.<\/p>\n<p>Nel mio villaggio, seguendo ancora le antiche tradizioni, si coltiva il riso, simbolo di ricchezza e necessario per le offerte agli spiriti.<\/p>\n<p>Sono di religione animista e credo, o forse credevo, nell\u2019esistenza di un\u2019anima in ogni fenomeno naturale, nell\u2019esistenza di un\u2019energia che avvolge e pervade tutto l\u2019esistente che sia esso visibile o invisibile.<\/p>\n<p>La mia famiglia \u00e8 il mio villaggio, ma sono nato da Daouda e Arama e ho cinque fratelli pi\u00f9 grandi di me.<\/p>\n<p>Ho passato la mia giovinezza girovagando per i bolongs e le numerose lagune frondose di mangrovie, nell\u2019estuario salato del fiume, dove \u00e8 possibile vedere i delfini risalire la corrente, farti divorare dalle zanzare e se sei fortunato scorgere il naso curioso di un lamantino.<\/p>\n<p>Durante la bassa marea il letto del fiume si trasforma in un nastro fangoso e scivoloso, impossibile da percorrere con le piroghe, ma, che liberato dall\u2019acqua, mostra il suo tesoro di molluschi indispensabili per preparare il thie-bou-dienne.<\/p>\n<p>Avevo un sogno: il sogno di una vita migliore.<\/p>\n<p>Fantasticavo su quella vita mentre, tenendomi orgogliosamente in disparte, osservavo i turisti, che, arrivati in una nuova ondata di colonizzazione, distribuivano caramelle e monete ai bambini, biscotti agli anziani e sorrisi affascinati per ogni dove.<\/p>\n<p>Perfetti nel loro abbigliamento, volutamente trasandato per meglio affrontare l\u2019avventura dell\u2019esotico, con al collo le loro costosissime macchine fotografiche e i telefoni di ultima generazione dalle improbabili suonerie, che parevano cos\u00ec fuori luogo nella pace del fiume, echi violenti di un mondo che mostrava tutta la sua sfavillante esteriorit\u00e0, nascondendo l\u2019abisso in cui le anime si perdevano. Camminavano con occhi trasognati, lasciandosi dietro una scia di repellente per zanzare e profumo, strofinandosi di tanto in tanto le mani con salviettine usa e getta imbevute di antisettico.<\/p>\n<p>Il sogno di una vita migliore aveva come orizzonte un mondo oltre le anse del fiume, oltre i rami intricati delle mangrovie sommerse dall\u2019acqua salmastra, oltre le risaie; un mondo dove tutto pareva pi\u00f9 facile, pi\u00f9 a portata di mano e non sempre a dieci passi dal punto in cui ti trovavi.<\/p>\n<p>A diciassette anni presi la decisone di andarmene.<\/p>\n<p>Non fu facile, per via del forte legame con la mia famiglia e perch\u00e9 mi ero innamorato di Nogaye, bella come una regina d\u2019ebano nel suo boubou colorato.<\/p>\n<p>Durante le notti dell\u2019hivernage, quando la pioggia cadeva e cadeva trasformando il terreno di fronte alle nostre case in un pantano, io e Nogaye ci trovavamo sotto la grande sporgenza del tetto, seduti sulle stuoie, di fronte ad una lanterna a seguire il labile filo delle promesse d\u2019amore e ad immaginare il giorno in cui, dopo aver fatto fortuna, l\u2019avrei chiamata a me nel mondo nuovo dove stavo andando.<\/p>\n<p>Sono arrivato in quel mondo sognato dopo un viaggio durato tre mesi, durante il quale ho seminato via via tutte le mie speranze, raccogliendo canestri di disperazione e solitudine, perch\u00e9 i disperati sono soli e quando si \u00e8 disperati e soli, disperati e soli per davvero la solidariet\u00e0 \u00e8 una pietosa illusione e anche quel gesto, di chi ti tende una mano per aiutarti a rialzarti, altro non \u00e8 che una mano minacciosa che si avvicina, pronta, forse, a colpirti.<\/p>\n<p>Nel mio viaggio ho perso tutto quello che avevo, depredato dai miliziani, scambiato per un pezzo di pane, un po\u2019 d\u2019acqua e la vaghezza dell\u2019idea di arrivare dove ero diretto.<\/p>\n<p>Ora lo so.<\/p>\n<p>Ero diretto qui.<\/p>\n<p>Qui in queste campagne piatte e uguali, dove in estate il sole brucia come in Africa e dove la disillusione brucia pi\u00f9 che altrove.<\/p>\n<p>La mia casa \u00e8 una baracca di lamiera e cartone, da cui entro ed esco come un animale ferito e nella quale custodisco quello che rimane della mia vita: vecchi stracci recuperati qua e la, taniche per l\u2019acqua, pentole annerite, coperte infeltrite in cui mi avvolgo la notte in questa trincea dove la guerra non finisce mai.<\/p>\n<p>Guerra per ogni cosa.<\/p>\n<p>Si combatte per tutto in questo covile che condivido con altri come me, in una lotta rumorosa e maleodorante senza un briciolo di intimit\u00e0 dove raccogliere, seppure soltanto in un sogno notturno, quel che resta della mia umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Alle tre del mattino sto sul ciglio della statale 18, nero nel buio, ad aspettare il camion che mi porter\u00e0 al lavoro.<\/p>\n<p>Cinquanta chilometri ogni giorno dentro al cassone, una merce senza valore tra le casse vuote che andranno riempite; un vuoto a perdere, perch\u00e9 sento che arriver\u00e0 presto il giorno che la forza di andare avanti mi abbandoner\u00e0: la strada verso il paradiso si \u00e8 persa in questo limbo che \u00e8 l\u2019anticamera verso l\u2019inferno in cui mi sento sprofondare.<\/p>\n<p>Mentre con ogni tempo aspetto, mi risuona nella mente una parola che scava dentro al cuore un amarezza senza confini: teranga, ospitalit\u00e0, accoglienza allo straniero.<\/p>\n<p>Teranga teranga teranga mentre vengo caricato come carne da macello e portato nelle terre coltivate, novello Kunta Kinte, a spaccarmi la schiena 12 ore ogni giorno per pochi euro. Teranga teranga teranga quando al tramonto faccio ritorno nella mia baracca di lamiera e cartoni e mi butto sfatto, con i muscoli indolenziti, su un materasso, lercio ricovero per ogni specie di parassiti.<\/p>\n<p>Teranga teranga teranga mentre sento su di me l\u2019indifferenza della gente che troppo spesso mi pare peggio dell\u2019odio.<\/p>\n<p>Rivado col pensiero alla mia bella regina Nogaye e al fiume placido, che ritorna spesso nei miei sogni, come un nastro che si avvolge trascinando un futuro che non ho verso un passato di fame libera, perch\u00e9 ho fame anche ora, anche ora che per\u00f2 sono schiavo.<\/p>\n<p>Vorrei ritornare a casa mia, ma mi mancano i soldi e soprattutto mi manca il coraggio, strozzato dall\u2019orgoglio, di mostrare il mio fallimento e cos\u00ec, giorno dopo giorno conduco questa esistenza strisciante, perch\u00e9 senza sogni si smette di volare e persino di camminare.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 sela bella Nogayemi aspetta ancora fiduciosa, mentre va a prendere l\u2019acqua cantando o mentre cucina, seduta accanto al focolare con le gambe accoccolate sotto al vestito,\u00a0 sollevando di tanto in tanto il capo come per vedere se sto arrivando per cena.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se il suo bel sorriso si \u00e8 spento nell\u2019amarezza di chi pensa di essere stato abbandonato e cos\u00ec, pressata dalla famiglia, ha dovuto accettare di sposare un altro uomo, al quale appartiene il frutto che sta crescendo dentro di lei.<\/p>\n<p>Spesso, troppo spesso, urlo nel sonno il suo nome, forse sperando che il mio amore doloroso le arrivi e la consoli, sussurrandole che Mamore la ama e l\u2019ha sempre amata, ma che si \u00e8 perso in una vita non vita lastricata di pietre sulle quali \u00e8 difficile ritrovare la via.<\/p>\n<p>Prego che l\u2019anima del fiume e del grande albero, che si trova al limitare del nostro villaggio, vegli sulla mia principessa d\u2019ebano perch\u00e9 ormai il re \u00e8 morto e con lui \u00e8 morta Teranga.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8703\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8703\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio nome \u00e8 Mamore Mamour, ma da quando sono in Italia tutti mi chiamano Mum\u00f9. Sono nato il 1 Gennaio 1990 in un villaggio del Senegal, nella regione del Re di Enampor, a sud del fiume Casamance. Appartengo alla comunit\u00e0 bandial dell\u2019etnia Diola. Nel mio villaggio, seguendo ancora le antiche tradizioni, si coltiva il [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8703\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8703\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2494,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-8703","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8703"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2494"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8703"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8703\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8787,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8703\/revisions\/8787"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8703"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8703"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8703"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}