{"id":8615,"date":"2012-03-22T19:10:38","date_gmt":"2012-03-22T18:10:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8615"},"modified":"2012-03-22T19:10:38","modified_gmt":"2012-03-22T18:10:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-sottrazione-quotidiana-di-parole-di-vito-digiorgio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8615","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Sottrazione quotidiana di parole&#8221; di Vito Digiorgio"},"content":{"rendered":"<p>\u00abHai sentito il telegiornale oggi? Dicono che la disoccupazione ha raggiunto livelli notevoli. C\u2019\u00e8 da preoccuparsi, ma che futuro diamo ai giovani! Boh per conto mio sono senza parole. Tu come stai, stai cercando lavoro?\u00bb<br \/>\n\u00abPurtroppo devo ancora finire la tesi; mi manca poco comunque. Sto valutando tutte le strade in vista di una futura occupazione, pur essendo consapevole che \u00e8 difficile\u00bb.<br \/>\n\u00abEh s\u00ec, hai ragione. Bravo, tieni duro e in bocca al lupo. Salutami la mamma\u00bb.<\/p>\n<p>Paolo riagganci\u00f2 il telefono di casa, sentiva tutta la pesantezza di quei discorsi infarciti dalle solite frasi fatte e dalla mancanza di una sincera solidariet\u00e0 verso chi sta di fronte. Pensava che gli altri facessero di tutto per mettere il dito nella piaga. Eppure si sa nella vita quotidiana bisogna sottostare all\u2019invasione interrogativa di coloro che ti circondano, non fosse altro perch\u00e9 sei costretto a viverci, a condividere spazi e tempi. Si allacci\u00f2 le scarpe e si prepar\u00f2 per uscire di casa. La pioggerellina primaverile non fren\u00f2 il suo desiderio di prendersi una boccata d\u2019aria. Era solito uscire di casa per una passeggiata quotidiana: sei, sette chilometri lo allontanavano da casa per poi stringerlo nuovamente nell\u2019abbraccio protettivo della dimora familiare. Paolo sentiva che quelle mura rappresentavano una costrizione per il suo animo ribelle, desideroso di ampi orizzonti e di interfacciarsi con il mondo che scorre fuori dalla finestra. Alternava lunghe passeggiate a corse in bicicletta, quando le condizioni atmosferiche lo permettevano.<br \/>\nRientr\u00f2 a casa che erano all\u2019incirca le sei. Accese il portatile per scaricare l\u2019ultima posta arrivata. Michela non si era fatta sentire, in compenso Valeria aveva spedito un invito per la solita cena di classe. Ci sono persone che si fossilizzano su certi progetti, su certe idee, pens\u00f2, sar\u00e0 la ventesima volta che propone una cena con i compagni del liceo. E non vuole capire che non si far\u00e0 mai. Impossibile mettere insieme venti cervelli che ragionano autonomamente. Una luce improvvisa si accese nella sua mente, il ricordo degli amici e delle aule del liceo inond\u00f2 il suo cuore. Martina chiss\u00e0 cosa star\u00e0 facendo, sospir\u00f2, sono anni che non la sento. Nel suo cuore il sentimento di nostalgia si rimestava alla sensazione di vuoto lasciato da quei silenzi, da quelle apparizioni fisiche estemporanee. Ombre che incrociano la tua strada, per poi perdersi e prendere un\u2019altra direzione inevitabilmente differente. In quella specie di limbo delle occasioni perdute, degli incontri fugaci scivolava l\u2019esistenza. La vita non \u00e8 altro che un\u2019intersezione indefinita di destini, uno scacchiere su cui le pedine disegnano traiettorie determinate dal caso. In quella ragnatela di pensieri cerc\u00f2 di estrapolare qualche ricordo positivo di una cena di classe, ma risult\u00f2 arduo questo compito. Quei momenti positivi erano davvero esistiti o il ricordo li aveva trasfigurati e resi piacevoli facendoli emergere modificati dalle pieghe della memoria? Il suo vagare incondizionato tra i campi della mente fu interrotto dallo squillo del cellulare. Matteo lo invitava a cena fuori per discutere della prossima escursione in montagna. Si ripromise di chiamarlo, non prima per\u00f2 di non aver telefonato a Michela.<\/p>\n<p>\u00abCom\u2019\u00e8 andata oggi, avete risolto quelle grane col capo?\u00bb<br \/>\n\u00abNon me ne parlare. Abbiamo finito adesso di controllare la contabilit\u00e0 ordinaria delle banche. Ho appuntamento per le 8 dall\u2019estetista, ci sar\u00e0 un traffico pazzesco. Poi stasera viene a trovarmi mia nipote, quindi non riuscir\u00f2 a fare la tesina per l\u2019esame di Geografia politica\u00bb<br \/>\n\u00abLa farai con calma nel fine settimana, ti dar\u00f2 una mano, non ti preoccupare\u00bb.<br \/>\n\u00abL\u2019appello \u00e8 tra due settimane, mi spieghi quando mi metto a fare questa tesina. Domani sera sono in piscina e sabato dobbiamo andare a vedere Carlo che suona, ti ricordi vero?\u00bb<br \/>\n\u00abAh s\u00ec, certo, me ne ero quasi dimenticato\u00bb.<br \/>\n\u00abCome sempre non si pu\u00f2 fare affidamento su di te\u00bb.<br \/>\n\u00abVabb\u00e8, risparmiami la polemica per una volta\u00bb.<br \/>\n\u00abChe farai stasera?\u00bb<br \/>\n\u00abNon so, dovrei incontrare Matteo\u00bb.<br \/>\n\u00abOk, ci sentiamo pi\u00f9 tardi. Ciao\u00bb.<br \/>\n\u00abCiao\u00bb.<\/p>\n<p>Non era sicuro che avrebbe incontrato Matteo, forse non gli avrebbe neppure risposto fingendo di non aver ricevuto il messaggio. Cen\u00f2 infatti con i suoi genitori: tra pasta scotta, bistecca di pollo e tg5 in sottofondo si consum\u00f2 l\u2019ennesima sera. Il padre masticava silenzioso come immerso in un oceano di pensieri, la madre era indaffarata a giostrarsi fra le varie pietanze. Trov\u00f2 che le notizie non fossero di particolare appeal: tra crisi economiche, scene di violenza e recriminazioni arbitrali fatic\u00f2 a concentrarsi su qualcosa di interessante. Sprofond\u00f2 nella poltrona per sfogliare il giornale, soffermandosi con attenzione quasi maniacale su notizie del tutto secondarie, cronaca dalla provincia, ordini del giorno di consigli comunali e performance al teatro. In quel compulsare le parole che componevano gli articoli provava un sollievo alla quotidiana sottrazione di parole. Un mondo nuovo si apriva nella sua mente, permettendolo di vagare tra spazi immaginativi e sospensioni nei terreni della cultura, quella che aveva sempre perseguito, cercato, agognato. Era come se le parole stampate acquistassero quel peso, quella consistenza che i dialoghi interpersonali suscitano, si librassero dal foglio per costruire un mondo di relazioni, un mondo vivido e concreto.<br \/>\nFu interrotto dallo squillo del telefono. Michela lo avvertiva che era di ritorno a casa. Rispose meccanicamente, senza distaccare la sua attenzione dal giornale. Non ebbe la forza di riprendere in mano il saggio che gli serviva per la sua tesi sulla Sociologia della comunicazione. In tv la solita messinscena di veline, donne patinate, avvocati che snocciolano verit\u00e0 inconcusse, moralisti e tuttologi benpensanti. Lo squallido spettacolo del tubo catodico non riusciva a destare la bench\u00e9 minima attenzione simpatica nei suoi neuroni.<\/p>\n<p>\u00abSono stanca, vado a letto, domani si prospetta una giornata intensa. Alle 9 devo passare in tribunale, poi di nuovo in ufficio. Tu che hai fatto, non dovevi uscire?\u00bb<br \/>\n\u00abNon avevo voglia, ho cenato a casa\u00bb.<br \/>\n\u00abSenti io sono stanca, preferisco andare a letto. Notte\u00bb.<br \/>\n\u00abNotte\u00bb.<\/p>\n<p>Non riusciva a liberarsi dalla morsa dell\u2019insonnia tanto che si svegli\u00f2, apr\u00ec il frigo e trangugi\u00f2 una lattina di birra. Si sentiva stranamente carico quella notte. L\u2019euforia era solo un moto di ribellione allo stato di strenua inerzia che lo tormentava. Riusc\u00ec ad assopirsi unicamente dopo avere imbracciato il manuale per la preparazione della tesi.<br \/>\nSua madre prepar\u00f2 un\u2019abbondante colazione. Per Paolo si profilava una giornata intensa, scandita da appuntamenti importanti.<br \/>\nLe auto serpeggiavano in una lunga colonna, automobilisti infuriati si affiancavano per strappare un sorpasso all\u2019ultimo secondo. Trov\u00f2 davvero assurdo che la gente sfrecciasse per andare a lavorare, per sorbirsi la quotidiana dose di ordini imposti come robot radiocomandati. Input esterni talmente potenti e invasivi da modificare l\u2019impostazione intima di essere umani programmati per ben altri scopi. I parcheggi in citt\u00e0 erano letteralmente assediati da auto incastrate in tutte le combinazioni possibili. Al bar di fronte all\u2019universit\u00e0 ordin\u00f2 caff\u00e8 e brioche; lesse scrupolosamente il giornale sedendosi accanto ad un ragazzo dall\u2019inconfondibile aspetto di studente universitario. Lo sguardo del giovane si barcamenava tra una fitta serie di formule matematiche; nelle linee corrugate di quel volto Paolo riconosceva i passaggi logici della mente che si increspava, superando intoppi e pianificando soluzioni. Fu catturato solo per un istante dal fascio di protoni che irradiava la sua iride, poi torn\u00f2 alla sua quotidiana dose di lettura, di parole scritte. Entr\u00f2 in biblioteca per prendere in prestito un libro, ma misteriosamente era sparito: forse qualcuno non lo aveva reso dal prestito, forse era finito sul tavolo disordinato di qualche docente o semplicemente un\u2019addetta ai lavori poco solerte lo aveva assegnato nella casella sbagliata. Alle undici aveva appuntamento con il relatore per discutere l\u2019andamento della tesi.<\/p>\n<p>\u00abCome procede allora?\u00bb esord\u00ec il docente.<br \/>\n\u00abBene. Mi sono concentrato sulla parte centrale dell\u2019elaborato, anche se ho delle difficolt\u00e0 a seguire la traccia che mi ha proposto\u00bb.<br \/>\n\u00abLe invio una bibliografia via mail cos\u00ec lei potr\u00e0 approfondire tutti gli aspetti che sono lacunosi. Ci aggiorniamo. Quando ha sistemato l\u2019elaborato, me lo invia e le far\u00f2 sapere se \u00e8 rispondente alla traccia e agli obiettivi prefissati\u00bb.<\/p>\n<p>I suoi passi risuonavano sui pavimenti levigati del palazzo. Corridoi vuoti, pareti bianche, nessun elemento ornamentale e un vago senso di smarrimento, di solitudine. Questo lo scenario in cui si era consumato l\u2019incontro chiarificatore sulla tesi. Lo aveva colpito pi\u00f9 di tutto, per\u00f2, il fare spiccio del relatore, il suo atteggiamento distaccato. Non era certamente un principe del foro, ma nemmeno un campione di humanitas. Paolo pens\u00f2 che quell\u2019incontro non avesse avuto altro esito che quello di confondere le sue idee gi\u00e0 annebbiate. Ritenne che fosse quasi un paradosso logico che nell\u2019era della comunicazione non si riuscisse a comunicare. La mail suadente del professore lo aveva tratto inganno: a conti fatti nessun chiarimento, nessun confronto risolutore. Pens\u00f2 che la cultura, quella intesa nel senso profondo di relazioni umane, di dialogo e confronto, si perdesse in anonime targhette apposte sulle porte degli uffici. I dubbi agitavano la sua mente ancor pi\u00f9. All\u2019uscita dell\u2019universit\u00e0 incontr\u00f2 Francesca che immancabilmente era di fretta, perch\u00e9 l\u2019attendeva il turno pomeridiano nel call center.<\/p>\n<p>\u00abPurtroppo ho poco tempo; senti, se vuoi ci prendiamo un caff\u00e8 assieme la prossima volta\u00bb e aggiunse speditamente \u00abCome va con la tesi?\u00bb<br \/>\n\u00abOggi ho incontrato il prof. E mi ha dato una bibliografia\u00bb. Non ebbe tempo di finire la frase, che Paola spar\u00f2 a raffica una sequenza di parole preconfezionata, suggellata da un sorriso magniloquente. \u00abSono felice per te che tutto stia andando bene. Ci sentiamo via messaggio, scappo al lavoro. Buona giornata\u00bb.<\/p>\n<p>Era sicuro che non le avrebbe scritto e che non lei avrebbe adottato lo stesso comportamento difensivo, o meglio improntato all\u2019indifferenza. Era sempre pi\u00f9 infastidito dall\u2019atteggiamento di quelle persone che si accorgevano di lui solo quando ci sbattevano il naso addosso, per poi sciorinare quelle fatidiche promesse di incontro.<br \/>\nAveva appuntamento nel primo pomeriggio in ospedale per una visita di controllo. Sulla strada di ritorno si ferm\u00f2 al centro commerciale per un rapido pranzo. Non c\u2019era definizione pi\u00f9 appropriata per chi aveva definito i centri commerciali come dei non luoghi: un flusso continuo di soggetti anonimi, con carrelli pencolanti, espressioni tristi, la stanchezza disegnata in volto, si apprestava a varcare le porte che danno il benvenuto nel mondo dell\u2019acquisto facile. Pareti colorate, hostess in minigonna vestite da cono gelato e vetrine tappezzate di saldi. Un sottosfondo di felicit\u00e0 che a stento si riconosceva in qualche espressione, quasi un involucro del tutto privo di significato e relazione con il contesto carico di infelicit\u00e0 e tristezza. Badanti, impiegati in pausa pranzo, amici la cui unica occasione di incontro era uno spritz al bancone del bar, anziane solitarie a godere dell\u2019unica boccata d\u2019aria della giornata. Gli si strinse un nodo alla gola nell\u2019osservare il variegato spettacolo della spersonalizzazione umana. Percepiva come la vita fosse un continuo venir meno di contatto umano, di affezione fisica tra le persone. Era sempre pi\u00f9 convinto che in quella differenza, frutto della sottrazione e della mancanza di rapporti, si scavasse un solco incolmabile. La sfera delle relazioni non \u00e8 data dalla somma dei rapporti, bens\u00ec dalla sottrazione di essi; tutti viviamo la differenza, ciascuno a modo suo, pens\u00f2. Capiva come anche un gesto semplice, come lo scambiarsi una parola, fosse spesso ostacolato, intralciato, rinviato da mille giustificazioni, impedendo di fatto per la persona possibilit\u00e0 uniche di accrescimento interiore, arricchimento della personalit\u00e0, costruzione dell\u2019identit\u00e0. In quel non riconoscersi reciproco, ogni individuo diveniva un estraneo a se stesso prima di tutto.<br \/>\nArriv\u00f2 puntuale in ospedale. L\u2019infermiera lo fece accomodare, in attesa della visita. Lo sguardo di Paolo si pos\u00f2 su un gruppo di pazienti che attendeva un responso o un riscontro a qualche esame clinico.<br \/>\n\u00abLa situazione\u00bb comment\u00f2 il primario \u00abnon \u00e8 preoccupante, bisogna solo tenerla sotto controllo. Ci possiamo rivedere fra un anno, per un ulteriore controllo\u00bb.<br \/>\n\u00abLei mi sta dicendo che \u00e8 tutto sotto controllo, non devo effettuare altri esami?\u00bb.<br \/>\n\u00abNon c\u2019\u00e8 bisogno, lei torni fra un anno e vediamo come si \u00e8 evoluta la situazione\u00bb.<\/p>\n<p>Usc\u00ec piuttosto amareggiato dall\u2019ospedale. Le parole asettiche del medico non avevano spiegato nulla, ma solamente rimandato la questione. Tutto ci\u00f2 che costruiamo nella vita, tutta la nostra esistenza si riduce ad una sequenza di valori, di parametri corretti necessari a far funzionare un ingranaggio complesso, che periodicamente deve essere sottoposto a controllo, pens\u00f2. La burocrazia dell\u2019informazione non era riuscita a fare breccia nel suo animo; cap\u00ec che solo la parola, la risultante dell\u2019essenza delle relazioni umane e della compenetrazione dei mondi individuali, avrebbe potuto dispiegare a pieno la sua potenza salvifica. Era dallo scambio quotidiano di parole che la vita traeva sostentamento, ed era la parola \u201csociale\u201d l\u2019unica chiave per penetrare a fondo il segreto dell\u2019esistenza e capirne l\u2019intimo significato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8615\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8615\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abHai sentito il telegiornale oggi? 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