{"id":8587,"date":"2012-03-17T17:56:19","date_gmt":"2012-03-17T16:56:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8587"},"modified":"2012-03-17T17:56:19","modified_gmt":"2012-03-17T16:56:19","slug":"premio-racconti-per-corti-2012-lo-snodo-di-brunella-monti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8587","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2012 &#8220;Lo snodo&#8221; di Brunella Monti"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>SARA<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0Sara scese dal treno e cominci\u00f2 a\u00a0camminare piano, persa nei suoi pensieri. Sara era giovane e snella, aveva un sorriso che la illuminava tutta, una massa di capelli neri e una piccola valigia verde piena di vestiti vaporosi e leggeri. Sua sorella Anna\u00a0certo la stava\u00a0gi\u00e0 aspettando. Se la immaginava dietro il vetro a trattenere con cura la tendina. Allung\u00f2 il passo. Il passo elastico le stimolava il pensiero. Per lei\u00a0era cos\u00ec. E l\u2019aria la riempiva come un ossigeno supplementare. Il pensiero si allargava e poi si approfondiva. E siccome dentro\u00a0Sara c\u2019era lui,\u00a0era inevitabile arrivare a lui. Il pensiero quasi le scivolava. E quando pensava a lui, si rendeva conto di desiderare di arrendersi. Perdeva la capacit\u00e0 critica, l\u2019obiettivit\u00e0, la ragione. Forse perch\u00e9 in realt\u00e0 non lo possedeva. Forse perch\u00e9 in questo gioco dell\u2019amore vince chi perde, o chi si perde, o chi \u00e8 perduto. E lei\u00a0era proprio persa, cos\u00ec camminava di nuovo piano.<\/p>\n<p>Mentre andava,\u00a0gli sorrideva, idealmente. In fondo\u00a0sapeva che anche lui\u00a0conosceva questa corrente tra di loro, che si nutriva delle loro parole e dei loro silenzi, dei sogni e dei loro desideri. Il desiderio di Sara\u00a0cresceva e assumeva forme diverse. Il desiderio\u00a0era come un albero, dorato e pieno di lunghi rami ricurvi e lucidi e lisci.\u00a0Ma il sapore di lui le\u00a0era noto, quello lo inventava ogni notte e ogni notte lo ritrovava. Gli occhi di lui erano profondi specchi di quelli di lei. Anche il suo corpo lo era. E la sua bocca era\u00a0per lei, milioni di volte, in milioni di modi. E le mani, una carezza infinita. E il suo corpo\u00a0un corpo di uomo, e ragioni di uomo, ragioni torte e nodose. E\u00a0aveva una forza che imprigionava le mani, mentre la bocca imprigionava la bocca e un corpo liberava l\u2019altro.<\/p>\n<p>Sara\u00a0acceler\u00f2 il passo, l\u2019esercizio faceva bene allo spirito, l\u2019aria faceva bene alla pelle e l\u2019amore faceva bene al sorriso e all\u2019anima anche, al corpo qualche volta. Sara vol\u00f2 gli ultimi metri, stare con Anna le\u00a0avrebbe permesso\u00a0di frequentare Paolo liberamente, almeno per un po&#8217;. E pazienza per gli inevitabili bisticci, con Anna\u00a0era sempre stato\u00a0bello sia\u00a0ridere che piangere. Anna, la saggia, le\u00a0avrebbe permesso\u00a0di perdersi senza sparire nel nulla, l\u2019avrebbe tirata\u00a0indietro quando fosse servito, con uno dei suoi molteplici fili d&#8217;argento.\u00a0E alla fine Sara arriv\u00f2.<\/p>\n<p>Anna la stava effettivamente aspettando. La bacio, le lasci\u00f2 una copia di chiavi e usc\u00ec per andare al lavoro. Quando la porta si chiuse dietro alla sua efficientissima sorella, Sara si rese conto che qualcosa non andava. Di colpo tutta la stanchezza accumulata in mesi di tensione le croll\u00f2 addosso e il peso la schiacci\u00f2. Cosi si trascin\u00f2 in sala e si butt\u00f2 a peso morto sul divano. E l\u00ec sfatta e abbandonata consider\u00f2 l\u2019ordine sereno della vita di sua sorella che traspariva ovunque in quella casa e che ovunque la circondava e lo confront\u00f2 con il caos della sua.<br \/>\nPoi le casc\u00f2 l\u2019occhio sulle frange del tappeto. Non poteva credere ai suoi occhi. Ogni pi\u00f9 piccola frangia seguiva docile il verso delle altre, senza nessuna forzatura apparente. Sara poggi\u00f2 a terra le mani, s\u2019inginocchi\u00f2 e si allung\u00f2 tutta verso il tappeto. S\u00ec indubbiamente quella strega di sua sorella era perfetta. Cos\u00ec si mise a ridere e poi cond\u00ec il riso con le lacrime.<\/p>\n<p>Quando si tir\u00f2 su, torn\u00f2 verso il corridoio, arraff\u00f2 la valigia e la port\u00f2 nella sua camera, la lasci\u00f2 cadere dove capitava e cominci\u00f2 a spogliarsi. Si tolse di dosso l\u2019odore del treno e la solitudine del viaggio, la tristezza del silenzio e cos\u00ec nuda com\u2019era nata si diresse in bagno. Consum\u00f2 l\u2019intero flacone di sali della sorella e s\u2019infil\u00f2 nell\u2019acqua calda che saliva. Quand\u2019erano piccole il bagno era il momento dei giochi, adesso ci sprofond\u00f2 tutta, solo gli occhi a periscopio controllavano i fumi caldi che salivano e le rotondit\u00e0 che affioravano. Mentre l\u2019acqua scioglieva il malumore, il telefono decise di squillare.<\/p>\n<p>Sara tutta gocciolante usc\u00ec dall\u2019acqua e lasci\u00f2 molte piccole impronte bagnate e intanto la sua pelle fumava e il freddo la faceva rabbrividire tutta. Ma arriv\u00f2 al telefono. \u201cPronto?\u201d \u201cCiao, sei arrivata?\u201d Era Paolo. E ora le tremava la voce. Certo era il freddo, cos\u00ec s\u2019infil\u00f2 di nuovo nella vasca.<\/p>\n<p>\u201cIl viaggio com\u2019\u00e8 stato? Quando ci vediamo?\u201d la incalzava Paolo e intanto a lei sparivano tutte le paturnie sciolte come sale grosso nell\u2019acqua della pasta. \u201cStasera, se ti va \u201c \u201cSe non sei stanca\u201d \u201cMacch\u00e9, lo sai che sono come un grillo, e poi non vedo l\u2019ora di abbracciarti\u201d \u201cAnch\u2019io non vedo l\u2019ora. Alle 20.00 va bene? Ci incontriamo al ristorantino dell\u2019altra volta, mangiamo un boccone&#8230; poi ti devo parlare\u2026vedrai, e poi ti mangio io&#8230; \u201d Sara spar\u00ec con tutta la testa sotto l\u2019acqua. Ma il telefono per\u00f2 lo lasci\u00f2 fuori. E risbuc\u00f2 per dire che s\u00ec andava bene, andava bene tutto. Tutto andava bene. Paolo era sposato. Questo, per\u00f2, era un dettaglio trascurabile (e comunque riguardava Paolo, non lei)&#8230;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Mirella<\/strong><\/p>\n<p>Era ancora una bella donna Mirella, una bella donna in vestaglia, seduta sul bordo della vasca, ma era cos\u00ec stanca e logorata che tutto le pareva difficile. Avrebbe voluto solo trovare un luogo lontano dove nascondersi e non pensare pi\u00f9 a niente.<\/p>\n<p>Rosa dal tarlo del sospetto, indecisa sul da farsi, preoccupata da un po&#8217; di tempo per un certo disinteresse sessuale del marito nei suoi confronti, era arrivata a buttarlo fuori di casa, salvo a pentirsene subito dopo&#8230;<strong><\/strong><\/p>\n<p>Eppure di tutte quelle parole che avevano fatto la loro storia, non ne era rimasta che una: &#8221;\u00a0Addio&#8221;. Come a rimettere nelle mani di Dio quello che loro due non avevano potuto comporre, n\u00e9 in cucina, n\u00e9 in sala,\u00a0n\u00e9 in camera da letto.<\/p>\n<p>E lo strazio dello strappo era tutto raggomitolato nel piccolo corpo di Alessio, quattro anni a Natale. Doloroso persino guardarlo respirare Alessio, con il nasino perennemente\u00a0otturato dal muco. &#8220;Dov&#8217;\u00e8 il mio pap\u00e0?&#8221; chiedeva. E Mirella che non aveva risposte non gliene dava.<\/p>\n<p>Come si va avanti quando non vedi pi\u00f9 nulla davanti? Come s\u2019insiste a vivere quando vivere ti nausea? Quando non sai pi\u00f9 dove andare, alla fine\u00a0la vita ti porta lei. Ti porta dove vuole e a te non resta che seguirla. Cos\u00ec Mirella si trov\u00f2 la vita davanti.<\/p>\n<p>&#8220;La nausea che prova, in una giovane donna,\u00a0di solito ha un senso preciso&#8221; le aveva detto il medico di base. Mirella lo aveva fissato stupita. Non ci aveva pensato che in mezzo a tutto quel veleno potesse germinare qualcosa. Per\u00f2\u00a0uscita dal medico, era corsa in farmacia.<\/p>\n<p>E, infatti, la striscia bluastra si era composta obbediente nella finestrella. Mirella la guardava allibita. &#8220;Mamma, mamma ho fame&#8221; piagnucol\u00f2 Alessio entrato in bagno come un uragano. Mirella gli sorrise, era quasi l&#8217;una, Alessio aveva ragione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec and\u00f2 in cucina e cominci\u00f2 a preparare una pastasciutta. L&#8217;acqua, il sale, e poi pentolino con olio, aglio e cipolla, pomodoro e basilico. E intanto che compiva quegli atti quotidiani, cercava di immaginarsi come affrontare quella novit\u00e0 che\u00a0&#8220;spareggiava&#8221; nuovamente il mazzo e ridistribuiva le carte.<\/p>\n<p>Di nuovo e pi\u00f9 pressanti si contrapponevano i diritti dei figli a quelli degli adulti. Il diritto di Alessio di avere una famiglia con un padre e una madre ora acquistava un peso maggiore, perch\u00e9 questo, non ancora nato, rinnovava\u00a0la richiesta e rilanciava il gioco.<\/p>\n<p>Mirella grattugiava il formaggio\u00a0grana. E dentro di s\u00e9 pensava: &#8220;Come posso ricucire questa storia con un uomo che ho appena mandato via di casa? Chi mi dar\u00e0 la forza di essere la moglie che lui si aspetta?&#8221; &#8220;Basta mamma, hai fatto una montagna.&#8221;<\/p>\n<p>Mirella si riscosse. In effetti, aveva grattugiato grana per un esercito. Cos\u00ec si mise a ridere, colpita da subitaneo buon umore. Evidentemente la decisione era gi\u00e0 presa:\u00a0si allargava la famiglia e lei grattugiava il doppio.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Appuntamento con il destino<\/strong><\/p>\n<p>Ore 20.00 in punto. Sara usc\u00ec da casa in una nuvola di profumo, le gambe si muovevano svelte dentro la seta scivolosa del vestitino che aveva scelto per colpire al cuore Paolo ancora una volta. Lui la aspettava dentro al ristorante e quando la vide, la strinse forte. Sara si sciolse in quell&#8217;abbraccio caldo, di colpo le manc\u00f2 l&#8217;aria e le si affrett\u00f2 il respiro. Il viso le divenne subito rosa, lo stomaco contratto. Si sfil\u00f2 dal collo il piccolo fazzolettino di seta. Stare cos\u00ec vicina a Paolo era ogni volta una tortura, che finiva solo quando finalmente si arrendeva, e lui e lei divenivano una cosa sola. Il locale dove cenavano era piccolo e carino, pochissimi tavolini e un&#8217;atmosfera tranquilla e di signorile buon gusto. Sara e Paolo sedettero in una posizione appartata e cominciarono a scorrere il men\u00f9. Intanto chiacchieravano, Sara sorrideva molto, si sentiva in paradiso e non avrebbe voluto essere in nessun altro luogo se non l\u00ec, con l&#8217;uomo che amava, tutto per se. Quella sera sembrava che una meravigliosa bolla li contenesse e che nulla potesse allontanarli l&#8217;una dall&#8217;altro. Tanto Sara amava Paolo. Tanto Paolo amava Sara.<\/p>\n<p>Ore 20.00 in punto. Mirella usc\u00ec da casa tutta trafelata. La baby sitter era arrivata in ritardo e ora doveva ancora attraversare tutta la citt\u00e0. Sapeva dove trovare Paolo, a quest\u2019ora era certamente nel localino che frequentava spesso. Sper\u00f2 che fosse solo\u2026 Gli aveva lasciato un messaggio in segreteria, ma evidentemente non l\u2019aveva ancora letto. Non vedeva l\u2019ora di raccontargli la novit\u00e0. Nonostante il brutto momento che attraversavano era sicura che ne sarebbe stato felice. Una vita nuova, un nuovo inizio. Mentre guidava, Mirella si controll\u00f2 il trucco abbassando l\u2019aletta del parasole e arricci\u00f2 la bocca verso lo specchietto, \u2026bene: il rossetto nuovo le stava proprio bene\u2026<\/p>\n<p>Appuntamento con il destino: \u00a0pu\u00f2 bastare un solo momento di distrazione a provocare un terremoto\u2026 Nel piccolo locale Sara si alz\u00f2 dal tavolo, prese la borsa, sorrise a Paolo e gli comunic\u00f2 che sarebbe andata a rinfrescarsi il trucco. Niente di ch\u00e9, direte voi e avreste senz&#8217;altro ragione, se non fosse che in quel breve intervallo che occorse a Sara per allontanarsi dalla sala, arriv\u00f2 in quello stesso luogo un&#8217;ospite inattesa: Mirella.<\/p>\n<p>Quando finalmente entr\u00f2 nel locale dove sapeva essere Paolo, per quella casualit\u00e0 fortuita che dicevamo prima, trov\u00f2 il marito seduto da solo e quello che fece fu quello che avrebbe fatto qualunque moglie che avesse avuto un piccolo sospetto e nel momento stesso in cui stava per confermarlo, avesse avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di credere che in fondo in fondo si era trattato davvero soltanto di un sospetto: rinunci\u00f2 al dubbio e si sedette, molto sollevata, nel posto, evidentemente vuoto, di fronte a quello del marito. Era una donna solida e concreta che aveva investito tutta la sua giovinezza nel matrimonio, non avrebbe facilmente rinunciato a quello che aveva. Paolo impallid\u00ec e avrebbe certamente escogitato qualcosa per risolvere la spiacevole situazione se non fosse che in quel momento Sara decise di rientrare nella sala.<\/p>\n<p>L&#8217;arrivo di Sara e la presenza contemporanea della moglie nello stesso luogo causarono un accumulo di energia, tensione ed elettricit\u00e0 nell\u2019aria. Per un attimo il tempo si ferm\u00f2 o parve sospeso, poi tutto riprese a fluire e si cre\u00f2 uno snodo. Uno snodo \u00e8 un momento e un luogo nella vita delle persone i cui destini s\u2019incrociano, in cui le loro vite possono realmente cambiare; fatti e avvenimenti s\u2019intrecciano e s\u2019ingarbugliano, oppure si sciolgono a trovare soluzioni improvvise e il tempo che contiene tutte le possibilit\u00e0, si allarga e le offre tutte come in un ventaglio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Sara chiuse la porta del bagno ed and\u00f2 incontro a Paolo sorridente, avendo occhi solo per lui e sulle prime non si accorse che il suo posto ora era occupato. Mentre si dirigeva al tavolo, per\u00f2, il cervello inizi\u00f2 a registrare che qualcosa non andava e lei ebbe modo di osservare l\u2019ambiente circostante quasi al rallentatore. Vide che c&#8217;era una donna di spalle seduta dove prima era stata lei. Not\u00f2 subito che era una donna ordinaria, con un abito di poco prezzo. Registr\u00f2 una strana espressione sul viso di Paolo, poi cap\u00ec che era stupore. Lesse nello sguardo di lui una certa debolezza e un grande imbarazzo e subito intu\u00ec un uomo diverso da quello che amava e conosceva, un estraneo che viveva ogni giorno equilibri che le erano sconosciuti.<\/p>\n<p>Mentre avanzava lentamente verso di lui Sara cap\u00ec, con grande limpidezza, che se lui avesse dovuto scegliere tra lei e quella donnetta seduta al tavolo, di cui vedeva solo la schiena, non avrebbe sicuramente scelto lei. Quella di fronte a lui era la Moglie. Come aveva fatto a illudersi? Quella persona equilibrata e stabile che credeva di amare, non esisteva affatto e probabilmente era solo il prodotto delle esperienze vissute con un\u2019altra&#8230; Sara intu\u00ec tutto questo in una frazione di secondo che le si dilat\u00f2 nel cervello con il bagliore di una illuminazione e all&#8217;improvviso le svel\u00f2 fatti e circostanze che altrimenti lei non avrebbe mai compreso fino in fondo. Fu evidente che Paolo non era affatto il luccicante cavaliere azzurro che entrambi volevano credere che fosse, ma un ometto ordinario e mediocre che traeva forza e sostanza dalla vicinanza di quella donna evidentemente legata a lui. Era un vigliacco che la guardava con molta difficolt\u00e0, sembrava raccomandarsi a lei perch\u00e9 non lo tradisse e negli occhi aveva solo una preghiera: Va via.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Sara alz\u00f2 il mento, scroll\u00f2 la testa e continu\u00f2 a camminare, oltrepassando il tavolo senza pi\u00f9 degnare di uno sguardo n\u00e9 Paolo, n\u00e9 la moglie. Mentre passava lo ud\u00ec ripetere, con un certo sollievo: &#8221; Ma che ci fai qui? E Alessio dov\u2019\u00e8? &#8220;Non si volt\u00f2 neppure per spiare quella donna che le aveva infranto il sogno, prosegu\u00ec oltre semplicemente, lo sguardo vitreo, l&#8217;intimo pensiero annullato, il cuore divenuto un mattone gelato.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 sulla porta, mentre tendeva la mano ad afferrare la maniglia si sent\u00ec chiamare. &#8221; Signorina, scusi, \u00e8 sua questa?&#8221; Pallida, ma controllata Sara si gir\u00f2 di novanta gradi, trovandosi di fronte proprio la signora in questione. Aveva un viso largo, sorridente e aperto, appena sciupato da un inizio di rughe attorno agli occhi e le tendeva la mano porgendole il suo fazzolettino di seta. Sar\u00e0 ammutol\u00ec per un attimo: quella donna a cui non aveva mai pensato prima, come se non esistesse, le stava di fronte e subito le fu evidente che era reale, cos\u00ec reale che sarebbe potuta essere il suo futuro. Lei e la moglie di Paolo erano forse la stessa donna, in tempi diversi . &#8220;L&#8217;ho trovata vicino al mio tavolo, \u00e8 molto bello, penso che sia caduto a lei&#8230; &#8221; Sara consider\u00f2 il fazzolettino che aveva gli stessi colori del suo vestito e poi alz\u00f2 gli occhi al viso della donna. &#8220;No&#8221;, le rispose &#8221; non \u00e8 mai stato davvero mio.&#8221; La lasci\u00f2 l\u00ec interdetta e confusa, e se ne and\u00f2.<\/p>\n<p>Mentre lasciava il locale, non soffriva, non ancora, almeno; sentiva dentro di s\u00e9 una nuova consapevolezza: quella che il vero sesso forte era in fondo, in fondo, il suo &#8211; quello femminile &#8211; e a quello rendeva omaggio andando via cos\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8587\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8587\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SARA \u00a0Sara scese dal treno e cominci\u00f2 a\u00a0camminare piano, persa nei suoi pensieri. Sara era giovane e snella, aveva un sorriso che la illuminava tutta, una massa di capelli neri e una piccola valigia verde piena di vestiti vaporosi e leggeri. Sua sorella Anna\u00a0certo la stava\u00a0gi\u00e0 aspettando. 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