{"id":8541,"date":"2012-03-12T19:25:53","date_gmt":"2012-03-12T18:25:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8541"},"modified":"2012-03-12T19:25:53","modified_gmt":"2012-03-12T18:25:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-giulia-di-raffaele-balsano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8541","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Giulia&#8221; di Raffaele Balsano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Giulia era una bambina bellissima.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aveva dei riccioli biondi che incorniciavano un viso pieno di sole.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La sua particolarit\u00e0 erano gli occhi d&#8217;un colore non proprio azzurro ma celeste e che sfioravano il paradiso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia era una bambina intelligente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aveva otto anni e frequentava la terza elementare con grande profitto. Le piacevano tutte le materie che studiava, ma la sua preferita era scienze perch\u00e8 amava gli animali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Appena tornata da scuola, dopo aver consumato un pranzo frugale, subito si chiudeva nella sua cameretta e ne usciva solo dopo aver fatto tutti i suoi compiti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia era malata di malinconia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non aveva amiche perch\u00e8 tulle invidiavano la sua bellezza e il fatto che le insegnanti a scuola la adoravano additandola come esempio da imitare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La mamma di Giulia non c&#8217;era pi\u00f9. Una sera, quando lei aveva cinque anni, le aveva dato un grosso bacio sulla fronte ed era volata in cielo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il pap\u00e0 di Giulia era sempre via per lavoro e rientrava solo per il week-end.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chi si prendeva cura di Giulia era la nonna materna.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il mattino la svegliava, le preparava i vestiti e la colazione. Poi Giulia usciva da casa e con qualsiasi tempo si dirigeva alla fermata del bus-scuola.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando tornava, trovava deliziosi pranzetti che le cucinava la nonna, poi l&#8217;aiutava nei compiti, giocava con lei e le rimboccava le coperte, come avrebbe fatto, qualsiasi mamma.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un giorno tornando da scuola, mentre attraversava il vialetto che conduceva alla villetta dove abitava not\u00f2, solo per caso, in un angolo nascosto da tanti cespugli, un passero caduto dal nido, carico di formiche che se lo stavano divorando vivo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Senza pensarci un attimo, lo prese e lo port\u00f2 nella sua camera. Dopo qualche giorno il piccolo pennuto si riprese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia lo teneva avvolto in un panno di lana, regalo della nonna. Aveva sempre freddo perch\u00e9 era implume.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando Giulia tornava da scuola, il suo primo pensiero era per il passero che a poco a poco, mise le penne, poi cominci\u00f2 a fare qualche passo e\u2026. finalmente vol\u00f2.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un volo breve ma per Giulia entusiasmante, come se vedesse concretizzati tutti i suoi sacrifici, anche perch\u00e9 non ci sperava pi\u00f9 e si era quasi rassegnata a curarlo da fermo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sapeva benissimo che se il passero non avesse ripreso a volare, era destinato irrimediabilmente a soccombere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Da quel momento i progressi furono repentini.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Venne il momento in cui il passero cominci\u00f2 a mangiare da solo: spolp\u00f2 un chicco d\u2019uva pian pianino, lasciando solo la buccia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia incominci\u00f2 a guarire dalla malinconia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La nonna di Giulia avrebbe voluto regalarle una gabbietta ma lei si oppose.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando vorr\u00e0 andarsene, se ne andr\u00e0, aveva detto e Otto &#8211; come lo aveva chiamato \u2013 volava nella sua stanzetta, a volte faceva anche qualche puntatina in giardino se non addirittura nel parco vicino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per due giorni non si era fatto vivo e Giulia pensava di non vederlo pi\u00f9, ma poi era tornato, quasi pentito di quella fuga da vagabondo e si era rifugiato sulla mano tesa della bambina, come a voler chiederle scusa, per quel suo gesto ribelle.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Da quel momento, ogni giorno aspettava che lei tornasse da scuola e le correva incontro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La sua casa era situata su di un Colle, vicino a un Centro benessere. Giulia in estate ci andava sempre perch\u00e9 c\u2019era una piscina stupenda dove il sole al tramonto sembrava immergersi per riposare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma le sorprese per Giulia non erano finite.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Una sera buss\u00f2 ai vetri della sua finestra, posta al piano terra, un gatto cucciolo di colore bianco, con gli occhi marroni, le gambette lunghe la guardava e miagolava.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lei doveva prendere una decisione, la pi\u00f9 importante fino a quel momento della sua esistenza. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Come poteva far convivere il gatto con Otto?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia decise che non si poteva lasciare senza mangiare il gatto, per colpa di Otto. Anche a lui quindi fu dato da mangiare, ma fuori dalla casa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il gattino non lasci\u00f2 pi\u00f9\u2026quella zona e nei giorni seguenti Giulia cerc\u00f2 di abituare il gatto fuori di casa e il passero dentro. Sembrava che la sua decisione fosse quella giusta e si sentiva felice.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche il gatto rinacque!!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutto lasciava presagire quindi una tranquilla convivenza tra il gatto e il passero. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia vegliava continuamente affinch\u00e9 non ci fosse nessuna possibilit\u00e0 di contatto tra i due. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Sapeva benissimo che in caso contrario si sarebbe verificata una tragedia destinata a distruggere il suo cuore.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Del resto qual era l\u2019anomalia? Che il gatto mangiasse l\u2019uccello rientrava nell\u2019ordine naturale delle cose.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non si pu\u00f2 vincere sulla natura e questo Giulia lo sapeva benissimo, essendo un\u2019appassionata di Scienze.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aveva creato, con l\u2019aiuto della nonna una piccola cuccia appena fuori dalla casa, quasi a ridosso della sua finestra, dotandola di tutti i confort, quasi fosse una residenza reale. Una piccola coperta di cashmere teneva caldo il gatto di notte. Il passero invece dopo aver svolazzato tutto il giorno, quando Giulia rientrava da scuola subito entrava in casa cinguettando quasi a volerla salutare e restava l\u00ec per tutta la notte, salvo poi andarsene al mattino presto, come se la stanza di Giulia fosse un albergo e per di pi\u00f9 era gratis.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Arriv\u00f2 il suo compleanno\u00a0e alla sera\u00a0tutto era \u00a0pronto per la grande festa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>C\u2019era il suo pap\u00e0 che aveva messo sopra il divano \u00a0tanti regali per lei. La zia era venuta per preparare insieme alla nonna la cena che, come da tradizione, prevedeva tante leccornie.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia aspettava tutto l\u2019anno quel momento, specialmente quando si trattava di aprire i regali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aveva chiesto l\u2019ipad come regalo al padre e sicuramente la speranza non sarebbe andata delusa. Di nascosto aveva visto un pacco rosa con un bel fiocco viola e dalle dimensioni, non le era stato difficile capire che all\u2019interno c\u2019era l\u2019oggetto da lei tanto desiderato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nulla poteva rovinare la grande festa che stava per cominciare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fuori faceva molto freddo e tirava un vento fortissimo. Gli ospiti man mano che arrivavano, una volta scesi dalle macchine subito correvano in direzione della villetta addobbata con luci colorate\u00a0 come se fosse\u00a0 Natale.\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il passero era rannicchiato nella stanza di Giulia, sopra una mensola non troppo alta. Era stata messa infatti a un\u2019altezza accessibile per lei.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il gattino sarebbe rimasto rannicchiato nella cuccia\u2026.cos\u00ec almeno pensava Giulia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia prese alcuni pistacchi salati da una ciotola sul tavolo della cucina preparati per l\u2019aperitivo e si diresse nella sua camera. Stava per mangiarne qualcuno quando sent\u00ec bussare alla finestra. Si alz\u00f2 e con curiosit\u00e0 and\u00f2 a vedere chi fosse. Apr\u00ec e si trov\u00f2 di fronte il suo zio preferito che senza farsi tanto notare le allung\u00f2 un piccolo pacchettino regalo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia tutta contenta corse subito verso la porta per abbracciarlo, dimenticandosi in tal modo di chiudere la finestra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Una volta aperta la porta e abbracciato lo zio, si diresse nuovamente verso la camera e lo spettacolo che si present\u00f2 ai suoi occhi era da brividi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il passero per terra e sopra di lui il gattino con l\u2019intento di divorarlo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Delle lacrime copiose incominciarono a bagnare il volto di Giulia e in quel momento si ricord\u00f2 che la colpa per quello che stava succedendo era solo sua. Aveva dimenticato la finestra aperta.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non c\u2019era nessuna speranza per Otto, tra un po\u2019 sarebbe diventata una poltiglia, sia pure deliziosa, per il gattino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia chiuse gli occhi per non assistere a quell\u2019orribile fine, ma non and\u00f2 via. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Rest\u00f2 l\u00ec pietrificata.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Passarono \u00a0alcuni istanti che a lei sembrarono ore, ma non succedeva nulla il gattino era rannicchiato sempre \u00a0sull\u2019uccellino e finalmente riusc\u00ec a rialzarsi e a sputare qualcosa che aveva tutta l\u2019aria di essere una pallina.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Invece era un pistacchio senza la buccia. Che cosa era successo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia non solo aveva dimenticato la finestra aperta, ma anche i pistacchi sul tavolo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Otto aveva fatto un salto e preso uno per mangiarlo, ma era troppo grande per lui e gli era rimasto ficcato in gola, stava per essere strozzato, ma proprio in quel momento era saltato all\u2019interno della camera il gattino che per il freddo non\u00a0 aveva alcuna voglia di starsene nella cuccia e non gli sembrava vero che la finestra fosse aperta.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non appena all\u2019interno aveva visto il passero in preda agli spasmi di soffocamento\u00a0 e non aveva esitato un attimo. Con i suoi dentini, aiutandosi anche con la lingua, era riuscito, dopo tanti sforzi a estrarre il pistacchio, salvando in questo modo Otto da una morte per soffocamento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non aveva alcuna intenzione di mangiarselo!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulia si commosse e con un unico abbraccio, strinse forte a se il passero e il gattino, mentre tutti gli invitati, subito accorsi, battevano le mani.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Erano stati spettatori di un grande miracolo. Per una volta la natura non aveva seguito il suo corso normale, ma era stata stravolta da qualcosa che rasentava l\u2019umano vivere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non sempre il pi\u00f9 forte vince e sovrasta il pi\u00f9 debole, a volte succede invece che il primo, preso da un grande senso di umanit\u00e0 e grandezza, aiuta il secondo perch\u00e9 il cuore pu\u00f2 vincere e trasformare tutti noi in esseri migliori.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il vento era cessato \u00e8 dei piccoli fiocchi di neve incominciarono a scendere, rendendo cos\u00ec\u00a0pi\u00f9 bella la festa che nessuno dei presenti e tantomeno Giulia avrebbero mai dimenticato. <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8541\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8541\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giulia era una bambina bellissima. 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