{"id":8508,"date":"2012-03-08T19:08:25","date_gmt":"2012-03-08T18:08:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8508"},"modified":"2012-03-16T20:15:55","modified_gmt":"2012-03-16T19:15:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-il-fatto-non-sussiste-di-antimo-pappadia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8508","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Il fatto non sussiste&#8221; di Antimo Pappadia"},"content":{"rendered":"<p>Assoluzione piena in appello per l\u2019imputato Arnoldo Sabatini. I fatti, a differenza di quanto aveva sancito il tribunale nel processo fatto per direttissima, sono insussistenti! La vicenda per\u00f2, \u00e8 tutt\u2019altro che conclusa. Ad asserirlo \u00e8 il giovane e grintoso avvocato difensore: Giuliano Storchi. Il Dottor Storchi, infatti, punta il dito dritto contro gli accusatori, annunciando richieste di risarcimento da capogiro; soldi che saranno utilizzati -come dice- per\u00a0 \u201ccurare\u201d i danni morali, psicologici e sociali subiti dal suo cliente.<\/p>\n<p>&#8211;<em>Cosa intende per curare<\/em>?- Chiede la pi\u00f9 intrepida delle giornaliste sull\u2019orlo della porta del Tribunale.<\/p>\n<p><em>-Non esiste somma di denaro che possa rivelarsi comparabile al danno ricevuto dal mio cliente. Qualunque sia l\u2019ammontare del risarcimento,\u00a0 servir\u00e0 solo ed unicamente a curare le irreversibili ferite morali, sociali e psicologiche a lui\u00a0 inferte. Arnoldo Sabatini, \u00e8 una persona di animo nobile sul quale, non solo grava il peso della sua\u00a0 sfortunata condizione di disabilit\u00e0 psichica, ma da due anni a questa parte, anche le conseguenze di questa drammatica vicenda giudiziaria.-<\/em><\/p>\n<p>E mentre l\u2019avvocato Storchi, con la sua lingua tagliente continuava a spiegare ai\u00a0 Media la vicenda di cui si era reso protagonista vincente, Arnoldo all\u2019uscita del Palazzo di Giustizia scrutava\u00a0 con lo sguardo la folla, nella speranza di vedere il suo unico amico, Nicola. Quest\u2019ultimo gli aveva promesso che sarebbe giunto in Tribunale entro mezzogiorno, per accompagnarlo finalmente a casa. Fino a quel momento aveva sempre mantenuto i suoi impegni, pertanto anche se ormai era quasi l\u2019una, Arnoldo non aveva dubbi, il suo carissimo amico sarebbe arrivato presto. Nicola come mestiere faceva l\u2019idraulico; era dipendente di una piccola azienda, ma talvolta si prestava anche a svolgere lavori occasionali fisicamente impegnativi. Vestiva in modo un po\u2019 trasandato, sorrideva spesso ed era sempre molto disponibile, insomma, un gran lavoratore, una persona semplice. Forse fin troppo!<\/p>\n<p>&#8211;<em>Arnoldo ama i bambini, ma non come quei maligni vogliono far credere<\/em>&#8211;\u00a0 aveva detto alla Polizia, il giorno in cui arrestarono il suo amico. Il concetto fu espresso con la semplicit\u00e0 e la naturalezza di chi riesce a cogliere l\u2019essenza delle cose, pur senza conoscere i fatti nei minimi dettagli. La sua testimonianza per\u00f2, non fu considerata.<\/p>\n<p>Erano circa le dieci di mattina del 2 giugno 2007, esattamente due anni prima della scarcerazione, quando Arnoldo girovagava nel parco del Frostolo, come era solito fare durante i giorni di riposo. Gi\u00e0, perch\u00e9 il disabile psichico aveva un lavoro fisso. Era assunto con un contratto a tempo indeterminato da una cooperativa sociale di tipo B. Si occupava, con dedizione e senso di responsabilit\u00e0, della potatura di piante nelle aree del territorio comunale. Anche se spesso mangiava alla mensa della CARITAS, sapeva anche cucinare; viveva da solo in un monolocale lasciatogli in eredit\u00e0 da suo padre. Arnoldo era un \u201ctipo strano\u201d. Parlava spesso da solo e ogni tanto faceva delle cose stravaganti, come rincorrere un\u2019auto o toccare ripetutamente e senza motivo un oggetto. E poi aveva quella strana consuetudine di fermarsi a fissare i bambini mentre giocavano, un atteggiamento che aveva gi\u00e0 da tempo insospettito (e non poco) i frequentatori del parco. Arnoldo per\u00f2, al di l\u00e0 delle stranezze,\u00a0 governava\u00a0 la propria vita in modo dignitoso, era simpatico a tutti\u00a0 e soprattutto non aveva mai fatto del male a nessuno.<\/p>\n<p>&#8211;<em>Aiuto, aiuto<\/em>&#8211; url\u00f2 a squarciagola la bimba che un attimo prima era su un\u2019altalena proprio al centro del parco Frostolo.<\/p>\n<p>&#8211;<em>Fermatelo, fermatelo<\/em>&#8211; grid\u00f2 un signore piuttosto anziano, allontanandosi dai giochi per bimbi e trascinando con\u00a0 s\u00e9\u00a0 la sua nipotina.<\/p>\n<p>La bimba terrorizzata era inspiegabilmente stretta tra le braccia di Arnoldo. Si dimenava, scalciava si disperava, ma l\u2019uomo non\u00a0 la lasci\u00f2 andare subito, anzi, continu\u00f2 a stringerla a s\u00e9 per un bel po\u2019, prima di appoggiarla goffamente in terra.<\/p>\n<p>In pochi secondi il quarantunenne Arnoldo Sabatini, disabile psichico residente a\u00a0 Riggiola,\u00a0 fu immobilizzato e brutalmente pestato. Qualche minuto dopo arriv\u00f2 la Polizia e, come accade spesso in questi casi, il solerte sopraggiungere delle forze dell\u2019ordine risult\u00f2 essere pi\u00f9 utile a proteggere il potenziale mostro dai cittadini \u201cperbene\u201d, piuttosto che questi ultimi dal potenziale orco. Nessuno, proprio nessuno si indign\u00f2 del fatto che, dopo essere stato ferocemente picchiato, nei pochi metri che lo separavano dalla macchina della Polizia, si becc\u00f2 sputi, insulti e una pietra in pieno volto.<\/p>\n<p>L\u2019etichetta di pedofilo fu immediata! Gli appellativi furono, impietosi e variopinti. Cos\u00ec, \u201cl\u2019ultimo\u00a0 mostro\u201d\u00a0 quello di Riggiola, fu messo velocemente al sicuro. Tutti i frequentatori del parco, nei giorni a venire,\u00a0 dormirono sonni pi\u00f9 tranquilli. Nelle successive settimane, i residenti e i frequentatori vissero il\u00a0 piccolo polmone verde di Riggiola, come un luogo senza pi\u00f9 pericoli. La cittadina ritorn\u00f2 ad essere quella che era in passato, un\u2019isola felice in un mondo maledetto.<\/p>\n<p>Il processo (come prevede il procedimento penale in caso di arresto in flagranza)\u00a0 fu fatto per direttissima.\u00a0 La corte\u00a0 condann\u00f2 in primo grado Arnoldo Sabatini\u00a0 a dieci anni\u00a0 di reclusione.<\/p>\n<p>La sentenza col rito abbreviato fu di fatto determinata dalle dichiarazioni di due testimoni chiave: Ugo Mantovani e Vanessa Martinelli.<\/p>\n<p>Ugo Mantovani lavorava come impiegato di concetto nel comune di Riggiola. Era separato e aveva due figli. Sempre\u00a0 in aperta battaglia legale con la sua ex moglie per l\u2019affidamento dei bambini e per una controversia sugli alimenti, si era da poco trasferito a casa di sua mamma.<\/p>\n<p>Vanessa Martinelli era vedova ed era una maestra in pensione. Aveva due figli adulti i quali non godevano di ottima reputazione, ma in compenso lei era molto stimata in paese. Catechista per vocazione, la si poteva incontrare tutte le domeniche alla messa delle 11.00. Inoltre, due volte alla settimana faceva doposcuola gratuito ad un gruppetto di bambini extracomunitari, ovviamente solo se questi erano rigorosamente cattolici.<\/p>\n<p>Ugo Mantovani\u00a0 aveva cos\u00ec asserito sotto giuramento: &#8211;<em>Non so esattamente come quella povera creatura si\u00a0 fosse improvvisamente trovata tra le braccia di quel bruto, ma la bambina emetteva delle urla disperate e, solo a ripensare cosa sarebbe potuto accadere se non fossi intervenuto, mi viene la pelle d\u2019oca.<\/em><\/p>\n<p>Alla domanda: &lt;&lt;<em>Lei cosa ha visto esattamente?<\/em>&gt;&gt; l\u2019impiegato comunale rispose: &#8211;<em>La teneva stretta a s\u00e9 e con la sua mano destra le palpava un gluteo.\u00a0 La bimba cominci\u00f2 ad urlare e fu allora\u00a0 che quest\u2019uomo<\/em> <em>tent\u00f2 di zittirla chiudendole la bocca con l\u2019altra mano, cio\u00e8 con la sinistra. E\u2019 stato in quel momento che grazie al cielo, ho avuto il coraggio e la determinazione di avventarmi su di lui-. <\/em>Disse il testimone, tenendo sempre puntato\u00a0 l\u2019indice destro contro l\u2019imputato seduto di fronte.<\/p>\n<p>Vanessa Martinelli sempre sotto giuramento asser\u00ec: &#8211;<em>Ho visto una scena veramente disperata. Che Dio abbia piet\u00e0 di questo povero uomo,-<\/em>disse col naso un po\u2019 arricciato come se avvertisse un cattivo odore &#8211;<em>ma i suoi gesti erano tanto raccapriccianti, quanto inequivocabili-<\/em><\/p>\n<p>Alla domanda<em> :-Cosa ha visto di tanto raccapricciante?- <\/em>la donna rispose velocemente: &#8211;<em>Le stava toccando il sederino<\/em>&#8211; detto questo la testimone oculare scoppi\u00f2 in un incontenibile e disperato pianto.<\/p>\n<p>Dopo la deposizione di questi irreprensibili cittadini, il caso fu considerato subito chiuso. Chiuso per sempre! Non per Nicola\u00a0 per\u00f2! L\u2019idraulico bonaccione non riusciva a raccapezzarsi. Non sapeva cosa fare, ma la certezza che si trattasse di un clamoroso errore giudiziario lo perseguitava. Era diventata una sorta di ossessione che lo spingeva a raccontare il fatto a tutte le persone con cui aveva a che fare. Tra queste c\u2019era pure l\u2019avvocato Storchi (il quale si era rivolto all\u2019impresa in cui lavorava\u00a0 Nicola, per sistemare l\u2019impianto idraulico del suo nuovo studio).<\/p>\n<p>&#8211;<em>Avvocato, i lavori sono terminati, la fattura gliela faccio avere tramite fax dal mio capo<\/em>&#8211; disse<\/p>\n<p>&#8211;<em>Ho dei testimoni che ribalteranno il processo<\/em>&#8211; rispose l\u2019avvocato-<\/p>\n<p>&#8211;<em>Non ho capito Dotto\u2019 la fattura \u00e8 compito dell\u2019impiegata, io lavoro e basta<\/em>&#8211;<\/p>\n<p>&#8211;<em>Mi riferivo al tuo amico, rovescer\u00f2 il verdetto, far\u00f2 uscire \u201cil tipo\u201d in ventiquattro ore e lo faremo risarcire. Prender\u00e0 un sacco di soldi, tanti che quel matto si potr\u00e0 pagare tutte le brasiliane che vorr\u00e0 dal prossimo mese fino alla sua morte. E poi, ho deciso di fare una buona azione: il mio sar\u00e0 un impegno professionale a pro<\/em> <em>bono<\/em> \u2013<\/p>\n<p><em>-Vi potete spiegare meglio dotto\u2019-<\/em><\/p>\n<p>&#8211;<em>In poche parole, mi faccio carico volontariamente di tutte le spese. Se perdiamo ci rimetto io-<\/em><\/p>\n<p>In realt\u00e0, l\u2019avvocato era assolutamente certo di vincere! Precedentemente al suo gesto pseudo filantropico, si era ben informato su come erano effettivamente andate le cose. Infatti, risult\u00f2 relativamente semplice convincere ben otto testimoni oculari a raccontare senza remore ci\u00f2 che avevano visto realmente.<\/p>\n<p>I fatti si erano cos\u00ec svolti: quella mattina del 2 di giugno, una bambina di nome Marcella, stufa di giocare su di un\u2019altalena chiese ad Arnoldo\u00a0 di aiutarla a scendere. Quest\u2019ultimo si avvicin\u00f2, la sollev\u00f2 da sotto le braccia facendole sfilare delicatamente gli arti inferiori dal dondolo. Improvvisamente un signore\u00a0 esclam\u00f2 con\u00a0 tono crescente : &#8211;<em>oh, oh, oh, ma che fa quello li, OHH<\/em>&#8211;<\/p>\n<p>A quel punto, un\u00a0 ingiustificato allarmismo generale dettato dal pregiudizio di alcuni presenti (spiccava in particolare il nome di Ugo Mantovani) si diffuse tra genitori e nonni presenti; l\u2019ansia, di riflesso, contagi\u00f2 anche Marcella che si spavent\u00f2 e cominci\u00f2 a gridare disperatamente cercando di divincolarsi. Arnoldo, per timore che cadesse, prima la strinse a s\u00e9 e poi l\u2019appoggi\u00f2 delicatamente in terra, proteggendole la schiena con la mano destra. Infine, vedendola tremare di paura, accenn\u00f2 ad una carezza sul viso utilizzando la mano sinistra. Tutti questi gesti, naturalmente, furono accompagnati da una certa goffaggine nei movimenti, peculiarit\u00e0\u00a0 per\u00f2 che da sempre aveva caratterizzato il disabile psichico.<\/p>\n<p>&#8211;<em>Arnoldo, Arnoldo, sono qui, sono arrivato<\/em>&#8211; grid\u00f2 un tipo sbracciandosi dalla strada del Tribunale nella sua inconfondibile e malridotta utilitaria! L\u2019orologio della chiesa indicava le 13.10.\u00a0 Nicola era decisamente in ritardo,\u00a0 ma come il disabile aveva previsto,\u00a0 anche questa volta era riuscito a mantener fede alla sua promessa.<\/p>\n<p>Il dramma si era concluso, l\u2019incubo era terminato. Quello era un giorno di festa. E, come accade nei pi\u00f9 classici degli incantesimi, Mister Hyde era ritornato nelle vesti di Dottor Jekyll. Il mostro di Riggiola, il pedofilo maledetto, picchiato umiliato e poi tenuto in prigione per due anni, oggi si \u00e8 trasformato in una povera vittima sociale. Tutti i media nell\u2019ultima settimana non facevano altro che parlare di Arnoldo Sabatini e della sua tremenda vicenda giudiziaria. Nicola, che i giornali detestava anche solo sfogliarli, per l\u2019occasione, aveva perfino comprato due quotidiani diversi, anche se, fino a quel momento,\u00a0 non aveva ancora avuto il tempo di guardarne neppure i titoli.<\/p>\n<p>Arnoldo apr\u00ec lo sportello dell\u2019utilitaria e si sedette senza dire una parola.<\/p>\n<p>&#8211;<em>Mettiti la cintura<\/em>!-\u00a0 Gli disse. Ma il disabile non batt\u00e9 ciglio. Allora Nicola allung\u00f2 un braccio e ci pens\u00f2 lui ad inserirla nella linguetta di sicurezza.<\/p>\n<p><em>-Ti accompagno a casa, ti lavi, ti cambi gli abiti e poi andiamo a mangiare, ok?-<\/em><\/p>\n<p>Arnoldo accenn\u00f2 ad un sorriso e annu\u00ec!<\/p>\n<p>Nicola tir\u00f2 un sospiro di sollievo!<\/p>\n<p>&#8211;<em>Nel frattempo che\u00a0 ti fai la doccia, legger\u00f2 il giornale e dopo andiamo a mangiare in un posticino molto carino\u00a0 e ci beviamo una\u00a0 \u201cgrande\u201d birra<\/em> , <em>ti piace l\u2019idea<\/em>?\u2013\u00a0 Gli disse Nicola, contento di aver in qualche modo persuaso l\u2019amico.<\/p>\n<p>Arnoldo non mostr\u00f2 particolare entusiasmo e spinse la testa in avanti effettuando un movimento che somigliava molto pi\u00f9 ad un segno di sottomissione piuttosto che ad un gesto di accondiscendenza; comunque i due amici si diressero verso casa.<\/p>\n<p>Giunti nell\u2019appartamento, il disabile si spogli\u00f2 subito e Nicola non potette fare a meno di\u00a0 notare che sul torace del suo amico si evidenziavano cicatrici da taglio e alcune bruciature di sigarette che in passato non aveva mai visto. Ma non os\u00f2 chiedere!<\/p>\n<p>E mentre il neo-assolto Arnoldo Sabatini, dopo due anni di galera, si fece la sua prima doccia da uomo libero, o meglio da vittima sociale, Nicola sfogli\u00f2 finalmente uno dei due quotidiani locali precedentemente acquistati. Le notizie relative \u201cal caso Arnoldo\u201d si sprecavano, e non poteva di certo essere diversamente. Incredibile a dirsi ma tutti, proprio tutti, col senno del poi asserivano che in cuor loro \u201cavevano sempre fatto \u201cil tifo\u201d per il povero disabile. Non sembrava vero, ma c\u2019era scritto\u00a0 perfino che in molti \u201cdietro le quinte\u201d\u00a0 avevano sempre\u00a0 \u201clavorato\u201d affinch\u00e9 la verit\u00e0 venisse a galla, un impegno che aveva finalmente visto i suoi frutti.<\/p>\n<p>Il pezzo pi\u00f9 inquietante che cattur\u00f2 l\u2019attenzione di Nicola per\u00f2, fu quello che riportava i dati del CENSIS, e cio\u00e8 che il 90%\u00a0 degli atti di pedofilia vengono consumati tra le mura domestiche da parenti prossimi (pap\u00e0, zii ecc), l\u20198% nei luoghi di frequentazione dei bambini (scuola, parrocchia ecc.) e solo il 2% da estranei.<\/p>\n<p><em>-Vado a fumare una paglia fuori al balcone<\/em>&#8211; Borbott\u00f2 Nicola dopo aver chiuso il giornale con una certa\u00a0 irruenza. E, intanto che guardava il fumo di sigaretta uscire dalla bocca, godendo di quel\u00a0 piacere che solo un fumatore \u00e8 in grado di provare, pensava: &#8211;<em>Poverino\u2026.. ma meno male che questa brutta storia si \u00e8 conclusa. Ora prender\u00e0 un bel po\u2019 di soldi e la sua sofferenza sar\u00e0 in qualche modo ripagata\u2026..Gi\u00e0, ma chi lo aiuter\u00e0 ad amministrare tutti quei soldi?<\/em><\/p>\n<p>Qualcosa per\u00f2, interruppe impetuosamente la catena dei suoi pensieri. Era la voce alta e stridula dalla vicina di casa di Arnoldo che dalla cucina confinante del suo monolocale diceva ai suoi due figli gemelli:<\/p>\n<p>&#8211;<em>Da oggi in poi, voi non potete pi\u00f9 andare dal vostro amichetto Giuseppe, senza che io vi accompagni, perch\u00e9 \u00e8 uscito dal carcere quel \u201cmostro\u201d del nostro vicino-<\/em><\/p>\n<p><em>-Perch\u00e9 \u00e8 stato in prigione mamma?- <\/em>Domand\u00f2 il pi\u00f9 vivace dei gemelli<\/p>\n<p><em>-Quel bruto \u00e8 stato rinchiuso perch\u00e9 due anni fa ha picchiato selvaggiamente\u00a0 una bambina nel parco Frostolo. Non vorrete mica che una di queste volte\u00a0 meni pure voi?-<\/em><\/p>\n<p><em>No mamma, no!- <\/em>Risposero in coro i due gemelli con voce spaventata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*Nonostante la storia sia stata ispirata ad un episodio veramente accaduto, fatti, nomi,\u00a0 luoghi e persone sono solo il frutto della fantasia dell\u2019autore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8508\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8508\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assoluzione piena in appello per l\u2019imputato Arnoldo Sabatini. I fatti, a differenza di quanto aveva sancito il tribunale nel processo fatto per direttissima, sono insussistenti! La vicenda per\u00f2, \u00e8 tutt\u2019altro che conclusa. Ad asserirlo \u00e8 il giovane e grintoso avvocato difensore: Giuliano Storchi. Il Dottor Storchi, infatti, punta il dito dritto contro gli accusatori, annunciando [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8508\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8508\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2456,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-8508","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8508"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2456"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8508"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8609,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8508\/revisions\/8609"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}