{"id":8500,"date":"2012-03-07T18:58:30","date_gmt":"2012-03-07T17:58:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8500"},"modified":"2012-03-07T18:58:30","modified_gmt":"2012-03-07T17:58:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-regalo-di-natale-di-claudia-nati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8500","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Regalo di Natale&#8221; di Claudia Nati"},"content":{"rendered":"<p>Eravamo tutti pronti per partire e festeggiare il Natale nella casa paterna, con pap\u00e0, Elsa, (la sua seconda moglie e la nostra seconda mamma), con i miei fratelli, i cognati, i cuginetti che si rincontravano dopo tanto; il karaoke con le stonature come succedeva tutti gli anni.<\/p>\n<p>Sapevo che sarebbe stato un Natale diverso; pap\u00e0 non stava bene, ed io non volevo partire perch\u00e9 non avrei avuto il coraggio di vederlo soffrire per poi non rivederlo pi\u00f9. Non ero pronta neanche io per soffrire, mi sentivo vigliacca e speravo fino in fondo che arrivasse una telefonata che annunciasse il suo estremo saluto.<\/p>\n<p>E cos\u00ec la mattina della partenza, verso le 6, la telefonata \u201cliberatoria\u201d arriv\u00f2 con una crudezza e un vuoto che tuttora al pensarci, mi vergogno di come sia potuta scappare e di come abbia potuto lasciarlo da solo; avrei potuto farlo ridere come mi riusciva sempre; avrei potuto meravigliarlo come, nonostante i miei cinquanta anni, sapevo ancora fare e lui scuoteva la testa e commentava con un \u201c\u2026 pori sordi nostri! \u2026\u201d \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Era il suo detto, voleva dire in gergo romanesco \u201cpoveri soldi nostri\u201d, cio\u00e8: investimento sbagliato. E mi guardava con quegli occhi vispi che il tempo, i dolori e la malattia gli avevano spento; non aveva pi\u00f9 voglia di ridere, \u2026 lui, che ci aveva insegnato da sempre il lato comico della vita.<\/p>\n<p>Partimmo lo stesso; Elsa aveva bisogno di noi e anche tra fratelli dovevamo essere uniti, come diceva sempre Fabio (il maggiore di noi 3), \u201c tutti per uno, uno per tutti\u201d, come i Moschettieri.<\/p>\n<p>A novembre, in previsione delle feste natalizie, pap\u00e0 aveva gi\u00e0 ordinato i biscotti che ci facevano impazzire: quelli con pi\u00f9 cioccolata a Silvia, (\u00e8 sempre stata coccolata di pi\u00f9), quelli con la scatola di metallo a noi. Ci siamo cresciuti per anni; ogni scatola che possiedo in casa scandisce un anno passato; anche questo Natale era gi\u00e0 l\u00ec in bella mostra; un pugno nello stomaco.<\/p>\n<p>Ci siamo detti che pap\u00e0 non aveva fatto in tempo a darci il regalo, non se lo sarebbe mai perdonato e allora decidemmo di regalarci 100 euro ciascuno; la cifra che ci avrebbe sicuramente regalato; mi avrebbe guardato imponendomi di usarli per me, solo per me, era vietato pagare le bollette, vietato utilizzarli per la spesa, vietato pagare qualche ticket, era consentito usarli solo per me, per qualcosa che mi sarebbe piaciuto, un profumo, un capo d\u2019abbigliamento, una cosa mia, solo mia, tutta mia.<\/p>\n<p>Il Natale bene o male pass\u00f2; a me sembr\u00f2 il \u201cNatale in casa Cupiello\u201d. Elsa rosicchiata dall\u2019Alzheimer non si accorse che la sera della vigilia, mentre tutti eravamo a preparare il cenone e il rito dei regali da scartare, pap\u00e0 adagiato sul letto, nella camera a fianco, piano piano si raffreddava \u2026 E non si accorse neanche quando all\u2019indomani, nella Chiesa di Santa Maria in Trastevere, gli regalammo l\u2019ultimo saluto; lo accompagnammo nel suo quartiere che lo aveva visto nascere; che gli aveva donato tante gioie ma che gli aveva riservato anche un\u2019adolescenza travagliata e immotivata. (Sar\u00e0 per questo che da piccoli era stato molto attento ai nostri problemi; ricordo sul suo comodino un libro dal titolo: \u201cIl difficile mestiere del genitore\u201d, e un altro \u201cEssere un buon padre\u201d).<\/p>\n<p>Tornammo a casa con quel vuoto che conosce chiunque abbia sub\u00ecto la perdita di un caro \u2026 a prescindere dall\u2019et\u00e0! \u00a0\u2026 Pap\u00e0 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, non ricever\u00f2 pi\u00f9 le telefonate sfott\u00f2 di quando mi cercava in casa e puntualmente, non trovandomi, lasciava il messaggio in segreteria telefonica &#8230; Era diventato un appuntamento: entravo in casa, guardavo il segnale lampeggiante e pigiavo: -\u201cAho, ma nun ce state mai dentro casa, va b\u00e8 se risentimo \u2026 Ciao \u2026 s\u00e9, s\u00e9, ciao!\u201d<\/p>\n<p>Dovevo farmene una ragione: siamo stati bene per tanti anni; con alti e bassi; gioie e dolori, litigate feroci e tante risate \u2026 dovevo, come avevo fatto tanti anni prima con mamma, riporre anche lui nel cassetto del cuore e ogni tanto aprirlo, annusare il suo ricordo, una sniffatina, e richiuderlo per la vita di tutti i giorni.<\/p>\n<p>Quella mattina, mio figlio che frequentava l\u2019Accademia di Belle Arti, mi chiese dei soldi per acquistare il materiale scolastico; gli sarebbero bastati 100 euro; non ne avevo altri e quindi alzando gli occhi al cielo, quasi a chiedere scusa e giustificazioni, sfilai i \u201csuoi\u201d soldi dal portafoglio e glieli detti. Non m\u2019interessava; ho sempre pensato che quando si \u00e8 in famiglia non esistono i soldi miei, quelli tuoi e i suoi; quando servono e ci sono, diventano un po\u2019 i soldi di tutti. Per me, per il mio regalo ci sarebbe stata un\u2019altra occasione.<\/p>\n<p>Uscii di casa in bicicletta come facevo tutti i giorni per recarmi al lavoro ma dovevo prima fare un salto in banca per qualche commissione (Viareggio, la citt\u00e0 dove abito, mi permette di muovermi in libert\u00e0, di ottimizzare i tempi in modo che la giornata sia piena ma non delirante). Attraversai la strada a piedi, quando, in terra ben arrotolate, scorsi una banconota da 50 euro.<\/p>\n<p>La raccolsi con un allegro sorriso, legai la bici al palo ed entrai. Ci passai una buona mezz\u2019ora, tra la fila e le mie commissioni; uscii dalla banca e di nuovo, incredibile, nello stesso punto ma questa volta ben piegata in due, raccolsi un\u2019altra banconota da 50 euro. Avevo in mano 100 euro! Non credetti ai miei occhi che mi si riempirono di lacrime, guardai in alto nel cielo quasi a voler trovare i suoi occhi e ascoltare la sua voce prepotentemente determinata: \u201d non mi volevi dare retta, eh? Neanche questa volta! Ti avevo avvertito: sono solo per te!\u201d.<\/p>\n<p>Aveva ragione, era il suo ultimo regalo, dovevo conservare quei soldi e usarli bene.<\/p>\n<p>L\u2019indomani, leggendo il giornale, un articolo cattur\u00f2 l\u2019 attenzione di mio marito: era un invito esteso alla cittadinanza a partecipare all\u2019asta di quadri che artisti locali e non, avevano donato per raccogliere fondi da destinare a scopi benefici.<\/p>\n<p>Decidemmo di andare, non avevamo mai partecipato ad un\u2019asta e il motivo era pi\u00f9 che nobile; fra tanti quadri rimasi colpita da uno in particolare; aveva una cornice molto spessa e nera, raffigurava tre volti in maschera su uno sfondo rosato. Mi hanno sempre affascinato le maschere, in casa ne ho una parete piena; le maschere sono il nostro velo, la nostra corazza, ci difendono e proteggono dalla vulnerabilit\u00e0 delle emozioni e delle frustrazioni; ne usiamo tante durante la vita; un po\u2019 come la pelle del camaleonte.<\/p>\n<p>Me lo aggiudicai per \u2026 100 euro !!! ; non fu difficile \u2026 quello era il prezzo base e neanche un acquirente con cui ingaggiare \u201cuna lotta all\u2019ultimo sangue\u201d a favore della ricerca. Ero raggiante, ma ancora di pi\u00f9 quando portai a casa il quadro e lo scartai.<\/p>\n<p>Guardandolo attentamente rimasi a bocca aperta \u2026 pap\u00e0, non ci crederesti mai, ma uno dei tre volti \u00e8 uguale a te e mi fissa con occhi dolci e prepotentemente determinati.<\/p>\n<p>Un caldo brivido mi abbraccia ogni volta che lo guardo.<\/p>\n<p align=\"center\">Un bacio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8500\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8500\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eravamo tutti pronti per partire e festeggiare il Natale nella casa paterna, con pap\u00e0, Elsa, (la sua seconda moglie e la nostra seconda mamma), con i miei fratelli, i cognati, i cuginetti che si rincontravano dopo tanto; il karaoke con le stonature come succedeva tutti gli anni. 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