{"id":8490,"date":"2012-03-06T11:56:00","date_gmt":"2012-03-06T10:56:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8490"},"modified":"2012-03-06T11:56:00","modified_gmt":"2012-03-06T10:56:00","slug":"premio-racconti-per-corti-2012-il-parco-di-brunella-monti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8490","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2012 &#8220;Il parco&#8221; di Brunella Monti"},"content":{"rendered":"<p>E questa invece \u00e8 una storia senza capo n\u00e9 coda, nata ai margini di un giardinetto di periferia, dove l&#8217;erba se la mangiano le corse dei bambini e il campo da calcio \u00e8 un rettangolo scoperto e polveroso, le giostre hanno perso lo smalto e la ruggine affiora negli spigoli. Il giardinetto \u00e8 teatro di molte rappresentazioni di diversa umanit\u00e0. Mentre le ore si rincorrono e i giorni si susseguono il campetto si trasforma e il sole sorge e tramonta sulla quotidianit\u00e0 degli uomini.<\/p>\n<p>Durante la mattina \u00e8 soprattutto il regno dei nonni. Con il volto segnato e i capelli bianchi, il nonno spinge passeggini che contengono sempre bimbi molto piccoli, non ancora in et\u00e0 di asilo. Il nonno assapora, per una volta ancora, il gusto di essere necessario e riempie l&#8217;aria di risate e discorsi in dialetto. I nonni ridono perch\u00e9 sono felici come bambini in vacanza, e perch\u00e9 hanno beffato la morte ancora per un poco.<\/p>\n<p>Verso le tre arrivano i primi bambini pi\u00f9 grandicelli, come Nicola per esempio che \u00e8 un bellimbusto, con certe gambette lunghe lunghe e un sederino sodo, ha capelli che non conoscono i rigori del pettine e non ne vogliono sapere di avere altro indirizzo di quello che gi\u00e0 hanno. E&#8217; un bambino allegro e non si fa fatica a tirarselo amico e nemmeno a fargli fare piccoli lavoretti, che per lui tutto \u00e8 un gioco. Oggi Nicola ha salutato la mamma con un bacio ed \u00e8 corso fuori a giocare prima del solito, come un vento che per la fretta non chiude neanche la porta di casa. All&#8217;aperto \u00e8 nel suo elemento e corre e salta come un cucciolo nel grande giardino ancora deserto. Adesso, poi, ha da fare perch\u00e9 vuole andare al grande albero dove ieri\u00a0 ha nascosto una rana secca. Gli \u00e8 venuta la meravigliosa idea di usare il petardo, che gli pesa in tasca, per farla esplodere.<\/p>\n<p>Arrivato sotto un grande salice piangente, ai margini dello spiazzo verde, infila cautamente la mano nella piccola apertura del tronco e tasta con circospezione fino a incontrare il corpo rinsecchito della rana. Ma non appena la stringe nel pugno, si deve rendere conto che la mano, cos\u00ec serrata, non passa pi\u00f9 per il pertugio.<br \/>\nTenta in molti modi, si arrabbia, ride, poi piange, ma non riesce a liberare la mano. Il pomeriggio si fa pi\u00f9 fresco e il cielo pi\u00f9 azzurro. Arriva l&#8217;ora della merenda e Nicola \u00e8 sempre incollato all&#8217;albero con la mano infilata nel tronco e le lacrime che rotolano gi\u00f9 lavando le guance.<br \/>\nAll&#8217;improvviso gli pare di sentire in lontananza la voce degli amici che lo chiamano.\u00a0 Forse \u00e8 il vento a prendersi gioco di lui con i suoi &#8220;&#8230; icooo,..icooo&#8221;. Nicola prende a gridare disperato e a dimenarsi con tutte le sue forze ed ecco che accade un fatto straordinario. Sembra che il grande albero si desti, stirando piano le fronde tremanti e nel tintinnio delle foglie gli sussurra: &#8221; \u00e8 semplice, lascia la presa&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>Nicola lascia di colpo la rana, e con fatica e scorticandosi tutto estrae finalmente la mano. La guarda stupefatto, una volta capito, \u00e8 stato cos\u00ec semplice liberarsi. E per un istante fugace e perfetto\u00a0ha\u00a0l&#8217;intuizione improvvisa che \u00e8 dell&#8217;umana natura troppo volere e nulla stringere e che certo gli capiter\u00e0 ancora&#8230; Ma \u00e8 una consapevolezza che subito svanisce, ecco\u00a0 che vede gli amici arrivare e corre loro incontro (e intanto con la mano tasta dentro la tasca il petardo, ancora nuovo di zecca).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi nel pomeriggio arrivano le mamme uscite dal lavoro, che accompagnano i figli pi\u00f9 grandi e vivaci. Mentre loro si misurano, sedute a gruppetti sulle panchine sparute,\u00a0circa le\u00a0dinamiche dei bucati e l&#8217;opportunit\u00e0 di iscrivere i figli all&#8217;ennesimo corso,\u00a0i ragazzi si scapecollano, litigano e si spintonano, si velano di un sudore polveroso e acre e si scaricano (poco) come le pile Duracell.<\/p>\n<p>Quando il pomeriggio volge verso la sera arrivano alla spicciolata i giovani, una compagnia di ragazzi e ragazze che urlano, ridono e fanno molto rumore. Seduti sullo schienale delle panchine, ormai vuote, guardano uno di loro che\u00a0 fa dispetti alla pi\u00f9 smilza delle ragazze, ma \u00e8 solo una scusa per abbracciarla forte, giocano e intanto fanno le prove della vita vera, si spingono tra di loro per allontanarsi, poi si stringono di nuovo come a cercare il calore necessario per crescere.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 durante la notte che il parco diventa teatro del gioco della vita e della morte. Nella solitudine buia e silenziosa c&#8217;\u00e8 una vita selvaggia che si rivela. Stanotte ha l&#8217;aspetto di una gatta, che si aggira furtiva, tra le piante cespugliose, appoggiando con cura e circospezione ogni zampa sul terreno duro. Ha un&#8217;eleganza innata, che non perde nonostante sia evidentemente gravida. La gatta si muove con agilit\u00e0, ha\u00a0una pancia enorme che\u00a0rasenta l&#8217;erba bassa e occhi gialli che brillano nel buio, illuminato solo da una luna lontana, e orecchie che vibrano di suoni bassi e impercettibili.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 Ettore che trema e aspetta l&#8217;amico, quello che gli porta la roba. E&#8217; giovane, magro e agitato.<\/p>\n<p>La gatta attraversa tutto il giardinetto e poi s\u2019infila dentro un&#8217;apertura che si apre sulla parete di un casotto dove gli uomini ripongono attrezzi da lavoro. Geme, cerca una posizione comoda e poi scodella un gattino che si affretta a pulire con cura. Partorisce uno dopo l&#8217;altro,\u00a0cinque cuccioli, umidi e insacchettati dentro membrane lucide e trasparenti, in perfetta quiete e solitudine. Solo il salice piangente assiste la gatta e la tiene d&#8217;occhio attraverso la stretta fessura sulla porta. La luna offre un raggio di luce affilata.\u00a0E poi non si sente pi\u00f9 nulla, solo il ronfare stanco che piano si spegne.<\/p>\n<p>Ettore si appoggia al casotto, finalmente si \u00e8 fatto. Lascia andare la testa e aspetta la fine del mondo. Sulla sua solitudine non veglia nessuno, il parco \u00e8 un diorama gelato e lui solo solo un pupazzo, spezzato. Alla fine la notte lo inghiotte e cancella con lui ogni cosa, oltre il buio giardino solo la strada \u00e8 ancora illuminata, ma a quest&#8217;ora non passa nessuno&#8230;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8490\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8490\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E questa invece \u00e8 una storia senza capo n\u00e9 coda, nata ai margini di un giardinetto di periferia, dove l&#8217;erba se la mangiano le corse dei bambini e il campo da calcio \u00e8 un rettangolo scoperto e polveroso, le giostre hanno perso lo smalto e la ruggine affiora negli spigoli. 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