{"id":8304,"date":"2012-02-09T17:36:59","date_gmt":"2012-02-09T16:36:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8304"},"modified":"2012-02-09T17:36:59","modified_gmt":"2012-02-09T16:36:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-lattimo-oscuro-di-silvia-tamarri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8304","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;L&#8217;attimo oscuro&#8221; di Silvia Tamarri"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>La sirena dell\u2019ambulanza era arrivata con un rumore cos\u00ec ripetitivo e cos\u00ec disperato da far immaginare il peggio. La luce lampeggiante lo stava accecando, anche se c\u2019era ben poco da accecare visto che i suoi occhi, gi\u00e0 da un po\u2019, funzionavano male, buoni quel tanto da permettergli di guidare l\u2019automobile senza rischiare in proprio e far rischiare altri. Cos\u00ec almeno diceva l\u2019oculista della motorizzazione civile, firmando distrattamente la pratica di rinnovo patente, ma abbastanza convinto di non fare gran danno. Ne vedeva, l\u2019oculista, di ultra settantenni desiderosi di veder confermata la propria patente, perch\u00e9 il contrario poteva significare la fine, il continuo adattarsi ai ritmi e voleri altrui, di figli, di consorti e di badanti.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Si guard\u00f2 attorno, stupito dalla forza con cui, i due agenti del servizio di sicurezza del supermercato, lo tenevano bloccato, come se avesse avuto intenzione di scappare, come se fosse stato per lui possibile scappare. Una folla di curiosi, dalle facce atterrite, si era fatta intorno a loro e sentiva in lontananza una serie di \u201co mio dio, o mio dio\u201d, ma non avrebbe saputo dire se si trattasse del lamento di una giovane donna o di ragazzo: era una litania disperata. Adesso il suo respiro si stava rallentando e anche i battiti del cuore, che proprio pochi minuti, o forse un quarto d\u2019ora fa, sembravano, con il loro ritmo, decisi a farlo scoppiare, si stavano diradando, restituendoli un briciolo di lucidit\u00e0. Una serie di \u201cma che cazzo hai fatto!!\u201d si erano ripetuti alla sua destra: era la voce dell\u2019agente di sicurezza, quello pi\u00f9 giovane, che lo teneva per un braccio. Sembrava anche lui impaurito, quanto era successo interrompeva una quotidianit\u00e0 noiosa di furti occasionali ad opera di poveri cristi per lo pi\u00f9 affamati o di adolescenti in cerca di stupide prove di coraggio.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Stava arrivando anche la polizia, riconosceva l\u2019urlo della sirena della volante.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Sentiva prurito alla testa, ma non gli era consentito grattarsi, cos\u00ec si guard\u00f2 le mani, completamente insanguinate, in parte per le ferite che si era provocato, in parte si trattava del sangue di \u00a0un\u2019altra persona.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">L\u2019autoambulanza si ferm\u00f2 nel parcheggio e scesero un paio di giovani in divisa fluorescente. Un terzo corse ad aprire lo sportello sul retro per far avanzare un lettino. Le due divise arancioni si avvicinarono al giovane riverso sull\u2019asfalto del parcheggio. Una pozza di sangue si allargava dietro la sua testa, sembrava svenuto, non si muoveva. La folla, nonostante l\u2019attrattiva di orrore e sangue, inaspettatamente proposta in quel tardo pomeriggio di novembre, riusc\u00ec a capire che era il caso di fare un po\u2019 di spazio ai volontari e al medico. Si content\u00f2 di inveire contro l\u2019anziano che, inebetito, rimaneva stretto tra i due agenti.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Non riusciva a capire cosa lo avesse preso.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">La mattina era iniziata male, una fila enorme all\u2019ufficio postale, per incassare 500 euro di pensione, troppo pochi per far fronte a tutto. Fuori, facendo una serie di manovre per uscire dal parcheggio, dove un enorme SUV lo aveva incastrato senza curarsi del poco spazio lasciato alla sua vecchia Panda, aveva preso una botta al paraurti che si era incrinato. Nemmeno uno sgraffio al SUV, cos\u00ec, come misera rivalsa, ma, al contrario per lui, il paraurti rotto, significava sopravvenienza passiva da decurtare, insieme alle varie bollette, dalla pensione. Quel mese avrebbe dovuto ridurre la spesa alimentare, visto che quella farmaceutica non poteva certo ridurla.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Durante il pranzo aveva ricevuto la quotidiana telefonata della figlia che si assicurava che tutto andasse bene. Lui si chiedeva in che modo le avrebbe comunicato il giorno in cui tutto fosse andato \u00a0male, perch\u00e9 un giorno del genere prima o poi sarebbe arrivato, se lei si faceva viva solo al telefono. Probabilmente si sarebbe insospettita dopo l\u2019ennesimo squillo senza risposta.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nel pomeriggio, dopo aver fatto qualche pulizia in casa, perch\u00e9 lui, anche se viveva da solo, non sopportava disordine e sporcizia, aveva fatto una passeggiata sull\u2019argine del fiume, riproponendosi di passare al supermercato pi\u00f9 tardi per acquistare del pane e dell\u2019olio. La dispensa, anche se povera di qualit\u00e0, non ammetteva potesse esserlo di quantit\u00e0, perch\u00e9 la fame l\u2019aveva gi\u00e0 sofferta da bambino, durante la guerra, e non aveva proprio nessuna intenzione di ripetere l\u2019esperienza. Una o due volte al mese si concedeva la carne, ma la pasta di primo prezzo non era male se si usava l\u2019accortezza di toglierla un minuto prima rispetto a quanto consigliato sulla confezione. Poi bastava un po\u2019 d\u2019olio, dell\u2019aglio e del peperoncino e, oltre alla fame, si dava soddisfazione anche all\u2019appetito.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Lungo il fiume aveva pensato molto, come gli succedeva sempre pi\u00f9 spesso. La solitudine non gli pesava anche perch\u00e8 risolverla andando al bar del paese, tra vecchi come lui, a parlare di tutto e niente, lo innervosiva invece che distrarlo. Non aveva mai avuto molti amici, ricordava di aver solo lavorato tanto, sempre, per poi ritrovarsi vecchio, solo, con un tempo infinito da gestire ogni giorno. E questo tempo si era ulteriormente dilatato quando era morta Luisa, la sua compagna di una vita. Ma si, lo ricordava, avevano anche litigato tanto e, a volte, lei aveva il potere di farlo davvero andare in bestia, ma si erano voluti bene. Si erano conosciuti in fabbrica, operai alla catena di montaggio. Come rideva Luisa quando lui raccontava le barzellette durante la pausa pranzo. Poi lui aveva cambiato lavoro, voleva la libert\u00e0 di un lavoro autonomo ed era andato a bottega da un falegname per imparare il mestiere, ma non l\u2019aveva persa di vista.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Adesso comincia anche a piovere \u2013 pensava \u2013 mentre sentiva alcune gocce arrivargli sul viso. La gente intorno aveva cominciato ad allontanarsi anche perch\u00e9 i poliziotti non volevano curiosi. Gli operatori del pronto soccorso, sistemarono il ragazzo ferito sul lettino e lo chiusero nell\u2019ambulanza. Con un balzo furono subito a bordo e se ne andarono di corsa, di nuovo a sirena spiegata.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">I poliziotti sostarono quel poco per i dovuti rilievi, poi gli dissero di salire sulla loro auto per portarlo in centrale.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Adesso lo avrebbero interrogato e lui, cosa avrebbe detto, come avrebbe spiegato quanto era successo. La sensazione era quella di aver visto un brutto film.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Prov\u00f2 a fare mente locale. Era arrivato al parcheggio del supermercato circa mezz\u2019ora prima, o forse pi\u00f9, o forse meno, perch\u00e9 il tempo si era fermato e non avrebbe saputo quantificare i minuti passati. Con la sua Panda procedeva lentamente alla ricerca di un posto libero, ma non era semplice, il supermercato doveva essere affollato. Finalmente ne aveva visto uno, un po\u2019 lontano dall\u2019entrata, ma non era un problema per lui camminare e non aveva certo fretta. Purtroppo per\u00f2 il passaggio verso la zona pi\u00f9 lontana era ostruito da un paio di automobili che avevano parcheggiato fuori dagli spazi consentiti. Queste erano le cose che lo facevano imbestialire: l\u2019arroganza e la noncuranza di chi parcheggia in modo selvaggio, fregandosene del prossimo. Con la sua auto era stato costretto a fare diverse manovre per aggiustare il tiro e un\u2019auto che arrivava in controsenso, era stata costretta a fare altrettanto. Malediceva il proprietario dell\u2019auto fuori posto, tra l\u2019altro un oggetto dalle dimensioni decisamente notevoli e quindi nemmeno con la possibilit\u00e0 di passare inosservato.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Terminata la fatica di uscire dallo stretto corridoio, aveva visto, nello specchietto retrovisore, una figura che si avvicinava all\u2019auto fuori dalle righe. La voglia di dirgliene quattro fu pi\u00f9 forte del proprio buonsenso e quindi scese dalla Panda apostrofando il giovane, che non poteva avere pi\u00f9 di trenta anni, con un \u201cMa ti pare di essere nel giusto?\u201d \u2013 in fondo non era stato nemmeno troppo sgarbato, aveva cercato le parole meno offensive possibili non tanto per non offendere, quanto per non agitarsi ancora di pi\u00f9. Ma la strafottenza del giovane lo aveva ammutolito per qualche secondo. Gli aveva consigliato l\u2019ospizio perch\u00e9 a quelli vecchi come te la patente la devono togliere. Non si aspettava questa reazione. Un momento, ma sei tu nel torto, qui non si pu\u00f2 parcheggiare e, oltretutto ostruisci il passaggio verso l\u2019altra zona di parcheggio. Gli scapp\u00f2 anche qualche \u201cstronzo\u201d. Il giovane attacc\u00f2 quindi una litania di bestemmie da far arrossire un portuale concludendo che, dopo i settantanni, la demenza senile era una tappa obbligata ed era bene farsene una ragione.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">E fu in quel momento che successe qualcosa.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il suo vecchio cuore, solitamente tranquillo, anzi piuttosto bradicardico, aveva iniziato a pulsare velocemente facendogli dimenticare qualsiasi motivo valido per mantenere la calma, non fosse altro per la differenza di et\u00e0 che lo avrebbe sicuramente sopraffatto in una qualsiasi ipotesi di scontro con il giovanotto. Attacc\u00f2 anche lui con il turpiloquio, riuscendo a stupirsi della quantit\u00e0 di vocaboli inediti per il suo normale modo di esprimersi. La sua rabbia stava diventando una rabbia cosmica, verso tutti gli automobilisti stronzi, verso i giovani arroganti, verso le auto di grossa cilindrata, verso tutti i passanti che non si curavano di loro, verso questa cazzo di vita che, a un certo punto, dopo aver corso e corso, dopo averti consumato, ti dice, basta, grazie, non ci servi pi\u00f9, vedi di arrangiarti come puoi e, possibilmente, non dare fastidio.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Apr\u00ec lo sportello della sua panda e vide la bottiglia in vetro, quella che usava per comprare il latte dal distributore del supermercato, perch\u00e9 cos\u00ec costa meno e non inquini con il cartone plastificato. Era stato un attimo pensare che voleva colpire e immaginarsi di poterlo fare con la bottiglia. Inaspettatamente agile, aveva recuperato questa senza dare al giovane il tempo di capire, sorpreso da una reazione cos\u00ec improvvisa. Dapprima la bottiglia, impugnata come un bastone, colp\u00ec l\u2019auto del ragazzo, provocando una notevole ammaccatura e facendo volare qualche coccio di vetro. Il momento di follia non era per\u00f2 terminato. Il giovane non ebbe nemmeno il tempo di coprirsi con un braccio, nemmeno il tempo di immaginare una corsa lontano, verso l\u2019altra ala di parcheggio, che fu colpito in testa da quanto era rimasto della bottiglia. E cadde subito in terra.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Dove ho trovato tutta questa forza? Si chiedeva l\u2019anziano, ripensando al giovane che, immobile, davanti alla sua auto, perdeva sangue dalla testa. Adesso non faceva pi\u00f9 lo stronzo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Si rivedeva con l\u2019impugnatura della bottiglia ancora in mano, mentre guardava i cocci aguzzi che gocciolavano di sangue. Non poteva essere vero. Ma la gente urlava, correva, gli agenti di sicurezza del supermercato lo avevano subito bloccato. Ma lui non aveva \u00a0mai avuto intenzione di scappare. Chi sbaglia paga, chi sbaglia paga, nella sua mente adesso giravano queste parole e gli sembrava di sentire la voce di suo padre quando lo diceva. Con uno strano barlume di lucidit\u00e0 gli venne da dire agli agenti &#8211; \u201ctogliete la mia Panda da l\u00ec, ostruisce il passaggio al parcheggio, le chiavi sono sopra\u201d &#8211; poi pens\u00f2 che doveva avvertire sua figlia perch\u00e9 con tutta probabilit\u00e0 il giorno dopo non lo avrebbe trovato pronto a rispondere al telefono. Gli venne quindi da dire, con un assurdo tono cortese &#8211; \u201cquando vi \u00e8 possibile, chiamate mia figlia\u201d. Adesso sentiva tanta confusione nella testa. Dove gli era uscito tutto quell\u2019odio? E tutta quella violenza? La pozza di sangue era enorme, non riusciva a capire, lui, che pi\u00f9 volte, pur di non investire un gatto per strada aveva rischiato di distruggere l\u2019auto. Lui, che era stato donatore di sangue perch\u00e8 aveva sempre pensato che amare il prossimo non fosse sempre necessario, ma fosse indispensabile rispettarlo e dargli una mano.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Si sent\u00ec vecchio come non mai e solo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il giorno dopo i titoli della cronaca locale riportavano \u201cAttimo di follia: anziano ferisce gravemente giovane durante una lite per un parcheggio\u201d. La notizia fu commentata nei bar per qualche giorno, con accese discussioni tra innocentisti e colpevolisti, ai tavoli delle partite a carte,\u00a0tra bicchierini di rosso e ponce alla livornese. Una rapida eco fu concessa anche dalla televisione nazionale e locale. La radio propose perfino un breve dibattito con l\u2019ausilio di esperti psicologi. Poi, tutto continu\u00f2 come prima.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8304\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8304\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sirena dell\u2019ambulanza era arrivata con un rumore cos\u00ec ripetitivo e cos\u00ec disperato da far immaginare il peggio. 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