{"id":8298,"date":"2012-02-06T18:29:39","date_gmt":"2012-02-06T17:29:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8298"},"modified":"2012-02-14T18:50:26","modified_gmt":"2012-02-14T17:50:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-mara-e-marco-di-brunella-monti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8298","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Mara e Marco&#8221; di Brunella Monti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>Capo I &#8211; Mara<\/strong><br \/>\n<em>\u201cNon fa veramente caldo, davvero. C&#8217;\u00e8 una aria profumata di vento, irriverente, discontinua. Le finestre ad est e ad ovest\u00a0 sono spalancate, le tende da sole ombreggiano i balconi, in sala il tendone bianco veleggia, avanti e indietro&#8230;Non fa veramente caldo, davvero. Ho aperto la porta di casa, fittamente velata da una tenda di nocciolini, e ho spalancato anche la botola che da sul terrazzo. La casa sembra un polmone che l&#8217;aria percorre con correnti ascendenti. Forse un giorno si sradicher\u00e0 dal terreno e agitando le lunghe tende far\u00e0 un volo a spirale, verso l&#8217;alto&#8230;\u201d<\/em> Non fa ancora abbastanza caldo davvero se riesco ad immaginare , oltre la porta di casa, l&#8217;argento veloce di un torrente, con l&#8217;acqua che guizza sui sassi. E l&#8217;ombra un po&#8217; umida e fresca di una grotta sotterranea. E il soffio gentile del vento tra gli alberi di un bosco. Non fa proprio caldo abbastanza e l\u2019immaginazione non mi difetta&#8230;\u00a0 Mi chiamo Mara e oggi ho 41 anni. Mentre l\u2019estate si srotola, inevitabile e opulenta, oggi capisco, finalmente, che non ho ancora capito niente. Il tempo mi sfugge come sabbia tra le dita, non ho ancora cominciato a riconoscere le coordinate di questa mia vita e sento di essere gi\u00e0 in una fase discendente. Mi interrogo ancora sul senso che ha questo mio cammino\u00a0 e mi accorgo che un senso forse l\u2019 ha gi\u00e0 avuto, ma quale non saprei dire&#8230;\u00a0 La consapevolezza del tempo trascorso mi illumina mentre scrivo alla luce bianca dello schermo lattiginoso di un vecchio\u00a0 computer ,\u00a0 poggiato su un pesante tavolo a fianco del letto, che funge da scrivania, da comodino, tavolo da pranzo e quant\u2019altro la mia immaginazione suggerisca&#8230; dal letto\u00a0 alle mie spalle proviene un sordo brontolio: \u00e8 Enzo&#8230; vorr\u00e0 dirmi qualcosa? e parla appositamente sottovoce&#8230; vuole che mi tolga gli auricolari&#8230;ma io non ascolto la musica&#8230; ci navigo dentro&#8230; \u00e8 cos\u00ec dolce e mi porta&#8230; che gioia! Sorrido ad Enzo mentre mescolo realt\u00e0 e fantasia secondo la mia personalissima ricetta per vivere : la vita vera produce una vita fantastica in cui tutto \u00e8 possibile&#8230; E intanto poich\u00e9 il giorno scolora ripenso alla mia giornata: convulsa, proficua e velocissima che si sta sciogliendo tutta in una notte densa e nera.\u00a0 Poi rimango sola,\u00a0 dorme tutta la casa&#8230;, Giorgio e Alberto,\u00a0 le\u00a0\u00a0 mie piccole pesti tornano ad essere angeli, mio marito Enzo \u00e8 solo una forma familiare\u00a0 (il suo miglior pregio \u00e8 che non si impone mai). Io mi sento in pace con il mondo , cos\u00ec consapevole della mia nullit\u00e0 che mi assolvo da tutto&#8230; un granello \u00e8 un accadimento fortuito nella polvere della vita. La pace mi prende improvvisa&#8230;Ci sar\u00e0 un altro modo di vivere? a volte sogno di partire, di cominciare una nuova vita, sperimentare nuove emozioni, un viaggio, un tramonto, che meraviglia! Ma tengo famiglia e sono piena di obblighi: una madre anziana e due figli che crescono, il lavoro \u00e8 garanzia. Per\u00f2 non mi sento sconfitta, dentro di me sogno ancora.<br \/>\n<strong>Capo 2 \u2013 Marco<\/strong><br \/>\nLe pale del ventilatore sono la prima cosa che vedo quando apro gli occhi. Girano sopra il mio letto e smuovono l&#8217;aria gi\u00e0 calda. Neppure la notte ha portato refrigerio. Sono giorni di caldo insopportabile e l&#8217;afa \u00e8 una cappa che non da tregua. Cos\u00ec richiudo gli occhi. Forse potrei dormire ancora. L&#8217;indagine qui \u00e8 finita. I risultati gi\u00e0 inviati a chi di dovere. Io resto ancora qualche giorno per riordinare tutto e in attesa di qualcuno che mi dia il cambio. Questa casa l&#8217; ho affittata in fretta e furia perch\u00e9 \u00e8 molto vicina alla zona che dovevo esplorare. Sono uno speleologo, svolgo ricerche mirate a capire e studiare la composizione del sottosuolo. L&#8217;obbiettivo \u00e8 scendere, ancora e ancora fin dove si pu\u00f2. Questa solida terra che ci ospita \u00e8 solo una buccia fragile su un magma che si estende per chilometri. L&#8217;interno del pianeta nessuno per\u00f2 l&#8217; ha mai visto, nessuno l&#8217; ha mai veramente analizzato. Il mio lavoro \u00e8 quello del ricercatore. Io cerco le tracce degli elementi che compongono il nucleo. Questo posto si \u00e8 rivelato una vera miniera di elementi diversi, molto interessanti da un punto di vista geologico. Ma \u00e8 un vero mortorio in quanto a vita sociale. La citt\u00e0 sembra come addormentata.\u00a0 Dalla finestra spio la palazzina di fronte. A volte mi sembra di conoscere quelli che ci abitano, tanto li ho guardati mentre mangio, o alla sera, quando le luci svelano ogni particolare. C&#8217;\u00e8 una donna.<br \/>\nAvr\u00e0 forse 30\/35 anni. E&#8217; minuta e sorridente. Mi piace.<br \/>\n<strong>Capo 3 \u2013 Mara, una giornata tipo.<\/strong><br \/>\nAlle 6.30 sveglia, poi la colazione ascoltando la radio. Parlano della guerra. C&#8217;\u00e8 sempre una guerra da qualche parte del mondo. Mi rattristo&#8230; Ore 8.00 Lavoro. Io non credo che esista al mondo un altro posto di lavoro come il mio:\u00a0 un insieme di persone\u00a0 assolutamente diverse, ma con la passione per gli intrighi e molto amore per il potere. Che ci faccio l\u00ec? Mi mimetizzo, cerco di sopravvivere. Qualche volta mi diverto , qualche volta\u00a0 ci sto male. Ore 14.30 Casa, pranzo, famiglia, sparecchio. Parlo coi figli. Pulisco le tartarughe. Svuoto la lavastoviglie. Telefono a mia madre per la lista della spesa. Ore 16.00 spesa settimanale (doppia). Ore 18.00 porto la spesa a mamma. Poi a casa di corsa con la mia. 18.30 porto il piccolo a judo &#8211; lo ritirer\u00e0 alle 19.30 mio marito &#8211; poi mi fermo all&#8217;autolavaggio e lavo la macchina. Arrivo a casa alle 19.00 preparo la cena e metto in forno anche il pranzo per domani (cos\u00ec sar\u00e0 solo da scaldare). Dopo cena finisco di sistemare la spesa ed ora dovr\u00f2 stirare&#8230;\u00a0 Oggi non riesco pi\u00f9 a spegnermi. La sera mi vede al computer dove la vita sbuca dallo schermo e io\u00a0 sbircio, silenziosa, la solitudine di qualcuno e misuro la distanza che mi separa da qualcun altro. E mentre leggo mi cresce un calore nel petto. Vorrei abbracciare tutti quelli di cui leggo la vita, le parole, le storie&#8230;La vita mi chiama dal piano di sotto. &#8220;Corri mamma, ci sono le formiche in cucina&#8230;&#8221;Io corro e trovo moltissime formiche che hanno circondato il tostapane. Le formiche sono come i guai&#8230; non finiscono mai! Mentre considero sconsolata la fila operosa degli animaletti suona il telefono. A quest\u2019ora, che sar\u00e0 successo? Penso ad un\u2019emergenza, a mia madre e corro.\u201cPronto?\u201d chiedo. Ma nessuno risponde. Allora sto zitta e affino l\u2019udito. Nulla, tutto tace. Per un attimo mi \u00e8 parso di intuire l\u2019idea di un sospiro. Appoggio di nuovo il telefono al supporto, un po\u2019 contrariata. Non \u00e8\u00a0 nulla di veramente grave e spiacevole. Ma non posso fare a meno di esserne innervosita. Mi dico che questa \u00e8 la mia vita e di questi piccoli accadimenti vivo. Oggi va male, domani andr\u00e0 meglio, e intanto vado a letto, dove so che anche stasera trover\u00f2 la mano abbandonata e calda\u00a0 di Enzo da stringere sotto le lenzuola&#8230;Sono le piccole attenzioni le cose veramente importanti. Non i gesti definitivi. Non le grandi rinunce o le scene drammatiche.\u00a0 Per\u00f2 qualcuno potrebbe dirmi stasera dove si compra esattamente la felicit\u00e0?<br \/>\n<strong>Capo 4 \u2013 Marco, un caldo torrido.<\/strong><br \/>\nL\u2019afa toglie il respiro, la stoffa leggera si \u00e8 incollata alle cosce, il sudore cola lungo la nuca. E poi come Dio vuole arrivo a casa, finalmente &#8211; nemmeno il condizionatore ha potuto raffreddare la lamiera bollente \u2013 e parcheggio in qualche modo la macchina , insofferente e stanco. Il cane dei vicini\u00a0 ansima, stretto nella piccola ombra disegnata sulle piastrelle del cortile vicino. Io attraverso il lungo vialetto contornato dai rami assetati delle piccole piante che costeggiano i minuscoli cortili. Dal suolo il caldo sale ad ondate e mi avvolge, mentre mi affretto, e non indugio e non perdo tempo. Alla fine afferro la maniglia della mia porta di casa ed entro. Nella penombra fresca mi libero subito degli abiti, umidi e stropicciati e l\u00ec, dove sono, li lascio cadere. Poi accendo lo stereo, infilo della musica classica, alzo il volume e vado a fare una doccia. L \u2019acqua che scende canta con voce cristallina modulando un suono croccante, \u00e8 fredda, ma allungo le mani e sento che va bene cos\u00ec. Cos\u00ec porgo il viso e rabbrividisco quando il primo rivoletto tiepido si fa strada sulla pelle appiccicosa e calda. E poi mi ci infilo decisamente dentro a quell\u2019acqua che mi leva di dosso la polvere del vivere e il sudore della giornata, il sale del rimpianto, e l\u2019odore della lotta e della fatica. E quando il getto mi inonda, chiudo gli occhi con un brivido e offro il viso all&#8217;acqua che cade. Dallo stereo arriva piano e si distingue in sottofondo la musica lenta e insinuante del bolero di Ravel. Si mescola con il rumore dell\u2019acqua che scroscia e ci cresce dentro, ma senza la minima fretta. Sensuale e ammiccante, lento e invitante suggerisce che c\u2019\u00e8 un tempo per ogni cosa ed ora \u00e8 il tempo di lavare via la stanchezza. Lievita il suono nel rumore dell\u2019acqua che mi avvolge e aumenta con paziente costanza, mi prende una spalla che segue quel ritmo e dopo anche l\u2019altra e man mano che cresce d\u2019intensit\u00e0 e di frequenza sovrasta ogni altro rumore e coinvolge il corpo tutto in una frenesia di movimento. Quando la musica diventa serrata, urgente e potente, senza per questo perdere quel suo ritmo continuo e cadenzato mi rendo conto che non posso star fermo. Sotto l\u2019acqua che scroscia, tra il vapore che sale e gli schizzi dell\u2019acqua io&#8230;dirigo un\u2019orchestra. E&#8217; gi\u00e0 buio quando, dalla finestra, vedo la giovane donna che abita qui di fronte andar via, ma torna poco\u00a0 dopo, le gambe veloci dentro la gonna che svolazza. Conosco il suo nome, l&#8217; ho letto sulla pulsantiera del citofono. Cos\u00ec ne ho cercato il numero di telefono sulla guida e spesso le telefono, muto. Talvolta rispondono i figli. Allora le telefono ancora, solo per sentirne la voce. Ha un timbro roco che suggerisce una natura sensuale e calda. Cos\u00ec me la immagino. Abbasso la cornetta con rammarico.<br \/>\n<strong>Capo 5 \u2013 Mara, una buona giornata<\/strong><br \/>\nOggi, uscita dall\u2019ufficio ho comprato scarpe ai miei figli. Adoro comprare scarpe. Magari risparmio sulle magliette, cerco l&#8217;occasione, mi accontento. Ma per le scarpe no . Voglio le migliori. Mi pare che quando uno ha scarpe buone pu\u00f2 andare per il mondo senza paura. E cos\u00ec gliene ho comprate tre paia ciascuno: quelle per la ginnastica, quelle per la mezza stagione e quelle pesanti per l&#8217;inverno&#8230;(ci vorr\u00e0 un mutuo!)\u00a0 Pi\u00f9 tardi a casa comincio la &#8220;rimescolata&#8221; degli armadi. A tratti litigando con il figlio piccolo, che insofferente per le prove un po&#8217; ride e un po&#8217; piange, elimino gli abiti passati di misura, provo i pantaloni vecchi di Alberto a Giorgio, scarto, sposto, provo, piego&#8230; e resto con un mucchio di panni che\u00a0 piegher\u00f2 per tutto il pomeriggio&#8230; Sono di buon umore&#8230; Chiss\u00e0, magari domani sar\u00e0 una giornata meravigliosa! Un sole dorato mi saluter\u00e0 alle 7.30 sulla porta di casa&#8230; Certo il Capoufficio vorr\u00e0 propormi per una promozione&#8230; Mamma guarir\u00e0 per incanto&#8230; Forse mi telefoner\u00e0 una vecchia amica che non sento da tempo e mi dir\u00e0 che ha buone notizie per me&#8230; Cos\u00ec ho questa gioia. La gioia di un domani radioso che mi accompagna nel mio oggi qualunque. Comincio a piegare magliette minuscole e godo di una fortuna differita che mi regala un immediato sorriso. Quando il telefono squilla non lo trovo subito. Non so pi\u00f9 dove l\u2019 ho messo. Lo cerco tra i panni accatastati sul letto, lo cerco, lo cerco e alla fine lo trovo. \u201dPronto&#8230;\u201d di nuovo quel silenzio tiepido. Un\u2019assenza densa di trepida attesa. Decido che voglio parlare con chiunque sia all\u2019altro capo della cornetta. Cos\u00ec sospiro,\u00a0 la stringo pi\u00f9 forte e comincio a parlare in fretta. \u201cD\u2019accordo. Non mettere gi\u00f9. Parlo io. Io lo so chi sei. Cio\u00e8 non ti conosco, ma so che sei lo stesso che telefona spesso. Ti riconosco. Riconosco il tuo silenzio gentile&#8230;\u201d\u201c&#8230;Scusi, ho solo sbagliato numero!\u201d \u201c&#8230;L\u2019avevo capito!\u201d reagisco subito e \u201c che figura!\u201d penso \u201cinterdetta!\u201d \u201cLei fa sempre cos\u00ec?\u201d Mi chiede l\u2019interlocutore, che ha una voce profonda e gradevole. \u201cVeramente no&#8230;\u201d rispondo un po\u2019 imbarazzata.\u00a0 \u201cE\u2019 che davvero qualcuno mi telefona spesso, e talvolta restiamo appesi ai due lati della cornetta senza parlare&#8230;\u201d \u201c&#8230;che bella storia\u201d interloquisce lo sconosciuto e mi pare che gli si sia addolcita la voce. Continuiamo a parlare e parliamo a lungo. Dopo un po\u2019 incastro il telefono sotto al mento e ricomincio a piegare vestiti. Scopro che \u00e8 un giovane uomo, 32 anni, mi dice. E\u2019 un avvocato, lavora a Milano. E\u2019 sposato, ma senza figli. E\u2019 spiritoso, gentile, molto a modo&#8230;Alla fine lo saluto. Rido da sola:\u201d io non sono normale!\u201d penso<br \/>\n<strong>Capo 6 &#8211; Marco, devo essere impazzito<\/strong><br \/>\nL&#8217; ho fatto di nuovo. Sognarla forse non mi basta pi\u00f9. Forse \u00e8 solo perch\u00e9 adesso ho pi\u00f9 tempo libero e so che presto dovr\u00f2 andarmene di qui. Sta di fatto che nel pomeriggio l&#8217; ho chiamata. La guardavo attraverso la tapparella abbassata mentre si aggirava indaffarata nella stanza dei suoi figli e non ho resistito. Mi ha risposto affannata. Al mio arido silenzio ha contrapposto mucchi di parole affastellate. Non so cosa mi \u00e8 preso e le ho parlato. Giuro, non l&#8217;avevo preventivato. Mi sono inventato un&#8217;identit\u00e0, le ho detto che avevo sbagliato numero. Devo essere impazzito. O forse sono solo troppo solo. Non devo farlo mai pi\u00f9. Non lo far\u00f2 mai pi\u00f9, &#8230;ma adesso almeno ho il ricordo tenero della sua voce a farmi compagnia. Dormir\u00f2 come un bambino, stanotte<br \/>\n<strong>Capo 7 &#8211; Mara, una cattiva giornata<\/strong><br \/>\nLa giornata \u00e8 cominciata molto male. In ufficio c\u2019erano parecchi assenti e qualche problema. Io lavoro in un ufficio contabile. Si avvicina la fine del mese e bisogna terminare una serie infinita di calcoli. ORE 18 Il ritorno \u00e8 un buco nero&#8230; Per fortuna la macchina conosce la strada&#8230; Lungo il vialetto trascino la borsa pesante. Cosi grossa e pesante che si imbizzarrisce. Cos\u00ec inciampo e caracollo. Sulla scala un grappolo di bambini scambiano tra di loro carte di Yugi Ho. Chiss\u00e0 perch\u00e9 tutti qui&#8230; sulla scala di casa mia. Forse \u00e8 a causa dei miei figli. Attirano gli altri bimbi come mosche sul miele. La vicina, vedova e anziana mi brontola il suo malcontento, acida, come al solito. Come al solito mi snocciola lamentele che non ascolto. Mentre parla mi scopro a pensare:\u00a0 \u201cNon ho dormito bene stanotte. A sprazzi sognavo, spesso riemergevo, completamente sveglia, tra le lenzuola&#8230;\u201dPi\u00f9 tardi, mentre mi strucco, lo specchio mi riflette me stessa. La stanchezza della giornata e gli strappi della vita. Occhi cupi e profondi, rancorosi stasera. Me ne stupisco io per prima e la meraviglia mi dilata le pupille&#8230; Ma gi\u00e0 il vapore dell\u2019acqua calda appanna la superficie argentata e la nasconde. Con la mano rapida mi cerco e nello specchio riemergo&#8230;Pi\u00f9 tardi m&#8217;infilo nel letto e sul sonno che cala come una carezza\u00a0 pietosa arrivano i sogni &#8230;<br \/>\n<strong>Capo 8 &#8211; Marco, senza vie d&#8217;uscita<\/strong><br \/>\nDovr\u00f2 aspettare ancora qualche giorno, sembra. Le analisi hanno evidenziato la presenza di elementi ancora sconosciuti nei campioni raccolti. Dovr\u00f2 calarmi di nuovo nel buco tra le rocce e penetrare nel pertugio umido e nero che cela i segreti di questa terra. Non ho scelta. Il grande capo in persona lo ha ordinato. Chiss\u00e0 forse me ne verr\u00e0 del buono. Una promozione, magari. Ma questo non mi consola ora. Mi sento solo, lontanissimo da casa<br \/>\nNuova discesa oggi, nuovi prelievi. Spero che siano gli ultimi per\u00f2. La fatica dei muscoli indolenziti, il freddo e l&#8217;umidit\u00e0 che arrivavano fino alle ossa, l&#8217;oscurit\u00e0 perenne, tutto si sommava nella stanchezza della ripetizione ed io\u00a0 non vedevo l&#8217;ora di uscire da quel buco. Fuori, finalmente fuori. Ora la voglio. Qui tra le mie mani. Mi sembra quasi di immaginarlo il suo corpo compatto di donna, &#8230; se fosse qui le accarezzerei a lungo i capelli, &#8230;le bacerei il collo, &#8230;inventerei un fremito sul suo seno e lo inseguirei sul ventre, scivolerebbe lungo le natiche e finalmente si dissolverebbe tra le sue gambe scivolose e lucide. Non vorrei sapere niente di lei. Seguirei il mio desiderio che cresce e il suono ritmato\u00a0 del suo cuore che batte. La forzerei con prudenza ed attenzione. Avrei riguardo e cura nel manipolarla piano. Sto impazzendo credo. Ma \u00e8 meraviglioso. Sdraiato nel buio silenzioso intuisco il movimento della pala del ventilatore che ho sopra la testa. Sposta un&#8217;aria che resta ugualmente calda, fa un giro rotondo che non finisce mai, il movimento continuo diviene immobilit\u00e0.<br \/>\n<strong>Capo 09 &#8211; Mara e le umane relazioni<\/strong><br \/>\nAssorta, pensierosa, triste giornata. Oggi un&#8217;amicizia si \u00e8 spenta. Non sar\u00e0 mai pi\u00f9 come prima. Ho visto le nubi addensarsi\u00a0 e gi\u00e0 capivo cosa sarebbe successo, ma non l&#8217; ho potuto impedire e mi dispiace. La perdita dell&#8217;innocenza porta con se molto dolore. Non si crede pi\u00f9 a nessuno per un po&#8217;. Io invece lo sapevo che sarebbe successo, l&#8217; ho sempre temuto ma provo dolore lo stesso. \u201cHo due amiche al lavoro, non tantissime,\u00a0 solo due. In tutta la mia vita ho avuto solo loro due. E ora capita che litighino tra di loro strappandomi a met\u00e0. Sar\u00e0 che penso che non valga la pena di litigare,sar\u00e0 che sono accomodante per natura ma proprio non lo sopporto.\u201d Cos\u00ec nel tentativo di dividerle ci sono andata di mezzo io. Oggi ho un pugnale piantato nella schiena. Originale, si addice agli orecchini. Spunta tra la scapola destra e quella sinistra. Soltanto l&#8217;elsa per\u00f2 , la lama non si vede. Ma io la sento. Quello che veramente mi fa male non \u00e8 il danno in s\u00e9. Quello che veramente mi dispiace \u00e8 che non\u00a0 capisco come si possa voler far del male ad una persona a cui hai voluto bene. Forse una, almeno, non mi ha voluto bene affatto. Questo mi fa male\u201d. Adesso accarezzo questo piccolo dolore e le invio pensieri \u201caffettuosi\u201d: \u201cGoditi la tua ritrovata solitudine, mia cara, io sopravvivr\u00f2 . Andr\u00f2 avanti e non far\u00f2 una piega, non avr\u00f2 parole di recriminazione e rimprovero. Ti saluter\u00f2 educatamente quando ti incontro, forse ti sorrider\u00f2 pure, ma non sarai pi\u00f9 amica mia.\u201d Cos\u00ec stasera non ho parole che riempiano i vuoti e traccino sentieri. Stasera non ho voglia di raggiungere nessuno,\u00a0 non ho voglia di trovare niente. Stasera non voglio regalare proprio nulla. Stasera la stanchezza mi rende consapevole di ogni muscolo che ho contratto per la fatica di vivere. Stasera ho seppellito ogni velleit\u00e0 e desidero soltanto sparire dentro a un letto. Stasera non c&#8217;\u00e8 musica che tenga, n\u00e9 tentazione, n\u00e9 aspirazione, n\u00e9 desiderio, n\u00e9 sogno. Stasera non c&#8217;\u00e8 tempesta, n\u00e9 temporale, non c&#8217;\u00e8 bufera, n\u00e9 vento. Solo la quiete stanca che appoggia il viso alla mano, guarda il mondo che cambia e lo lascia fare. Oggi ho speso parole a vagonate, le ho arrotolate con cura attorno a un argomento, ci ho coperto un dolore, ci ho giustificato un fatto, ci ho abbellito una situazione, ne ho fatto balsamo e carezza e loro sono cresciute ovunque, come ciuffi d&#8217;erba che infoltiranno domani. Oggi le ho donate tutte, come perle che rotolando\u00a0 una dietro l&#8217;altra costruivano emozioni.\u201c<em>(Adesso\u00a0 per\u00f2 vorrei arrotolarmi anch&#8217;io e scivolare nel nulla ottuso di un sonno senza sogni.)\u201d<\/em> Per il resto la vita in ufficio procede sempre uguale, \u00e8 un ginepraio di rovi, ma conosco i percorsi pi\u00f9 agevoli ed evito le buche, perlopi\u00f9. Qualche volta ci casco dentro ed \u00e8 sempre una sorpresa.<br \/>\n<strong>Capo 10 \u2013 Tutti i numeri\u00a0 di Marco<\/strong><br \/>\nDa quando sono qui il sole \u00e8 sparito 83 volte dietro l\u2019orizzonte. Per\u00f2 27 volte\u00a0 il cielo era cos\u00ec coperto che non si poteva vedere. Le stelle le ho guardate ogni sera. Ogni mattina mi sono svegliato alle 4 precise. Ho preso la mia attrezzatura, e mi sono calato nel buco profondo che porta nel centro del mondo. Da quando sono qui ho mangiato 174 panini. Lo so perch\u00e9 conservo tutti gli scontrini per la contabilit\u00e0. Ho bevuto 49 bottiglie d&#8217;acqua minerale e ho mangiato una banana al giorno, tranne il sabato e la domenica per\u00f2. Una volta ho comprato una fetta d&#8217;anguria. Da quando sono qui non ho vissuto mai, ho lavorato molto, ho sognato spesso. Qualche volta ho fantasticato <em>(una perversione inevitabile, credo)<\/em> Lei mi sorride spesso. La guardo attraverso le tapparelle e sembra che sorrida a me. Lo so che non \u00e8 possibile. Lei non sa nemmeno che esisto.<br \/>\n<strong>Capo 11 \u2013 Mara e il minestrone&#8230;<\/strong><br \/>\nSono con il portatile in cucina: leggo <em>&#8220;mhh , questo \u00e8 bellissimo, davvero.&#8221;<\/em> Sorrido, sto bene. <em>&#8221; \u2018sto internet sta diventando una psicoterapia&#8221;<\/em>Stacco ora devo preparare il minestrone. Taglio, sminuzzo e pelo&#8230;Mi collego di nuovo <em>&#8220;bello, mi ha risposto&#8230;&#8221; gli dico che&#8230;no cancello&#8230;s\u00ec ora va bene&#8221;<\/em>Adesso preparo un po&#8217; di frutta cotta, s\u00ec insomma pere troppo mature e mele da consumare..<em>.&#8221;Mamma posso mettere il ketchup nel succo di frutta?&#8221;\u00a0 &#8220;mhh, s\u00ec amore&#8230;cosa hai detto?&#8221;<\/em>Clicco ancora e di nuovo mi immergo. Il minestrone sobbolle.. Cena :il dibattito verte su un&#8217;interessante argomento: <em>\u201cCose veramente buone della vita\u201d- &#8220;Il minestrone bollente, denso, con gli spaghettoni spezzettati&#8221;<\/em> \u2013 dico io-<em> &#8220;Ottimo nella verifica di Geografia&#8221;<\/em> &#8211;\u00a0 dice Alberto.- <em>&#8220;Invitare a casa un amico e passare il pomeriggio a giocare&#8221;<\/em> &#8211; dice Giorgio che ha davvero messo il\u00a0\u00a0 ketchup nel succo di frutta e ci ha fatto merenda.<em>&#8211; Enzo non dice nulla, ma\u00a0 io lo immagino cosa pensa..<\/em>.- E poi ancora:<em>&#8221; Non avere compiti per il giorno dopo&#8221; (votatissimo);- &#8220;Avere un maestro comprensibile&#8221;<\/em> Giorgio dice proprio cos\u00ec,&#8230; ma\u00a0 naturalmente intende<em> &#8220;comprensivo&#8221;<\/em>.E ora che sono a letto mi chiedo: vale la pena di stare qui invece che altrove? Quando la tua vita perde in parte lo smalto \u00e8 pi\u00f9 giusto ripiegarsi sulla esistenza quotidiana o mollare tutto e inseguire i sogni della giovent\u00f9? E di cosa sono fatti i sogni?\u00a0 Non sono destinati anche loro a\u00a0 tramutarsi in\u00a0 banali realt\u00e0 ? Possibile che la vita sia tutta qui? Nel dubbio non si muovo, anzi mi ancoro ancora di pi\u00f9. So bene di essere una colonna portante\u00a0 nella vita dei figli. Ma non voglio trasmettere loro l&#8217;immagine di una famiglia fatta solo di forma e devo capire se c&#8217;\u00e8 ancora sostanza. Sono i figli la sostanza? Si cessa di essere protagonisti per far spazio a loro? Forse l&#8217;essenza della vita \u00e8 il compromesso. Forse sono solo una vigliacca che si accontenta.<em>\u201cPazienza\u201d<\/em> penso <em>\u201csopporter\u00f2 la mia pochezza e andr\u00f2 avanti&#8230;pap\u00e0 diceva scuotendo la testa: l&#8217;asino va avanti finch\u00e9 ha fiato!&#8221;<\/em><br \/>\n<strong>Capo 12 &#8211; Finalmente<\/strong><br \/>\nFinalmente la direzione ha chiamato, finalmente me ne vado. Sembra ci siano stati problemi di collegamento, la linea era interrotta, un&#8217;infiltrazione forse o chiss\u00e0 cosa d&#8217;altro. Quando ho risposto al telefono e ho sentito il suono della mia lingua natale mi sono ritrovato con gli occhi pieni di lacrime. Sar\u00f2 sostituito entro una settimana al massimo. Il collega che prender\u00e0 il mio posto \u00e8 gi\u00e0 partito. Adesso non riesco a stare fermo. Giro per il piccolo appartamento semivuoto, metto della musica classica, canto e ballo. Mara mi sorride dal muro. Mi fermo e considero che dovr\u00f2 staccare tutte le foto che le ho fatto e che ho disposto lungo la parete. Mi mancher\u00e0, mi ha tenuto compagnia in questi\u00a0 lunghi mesi&#8230;<br \/>\n<strong>Capo 13 &#8211; Metti che una domenica Mara &#8230;.<\/strong><br \/>\nIl caldo mi sveglia alle sei. Un&#8217;afa appiccicosa mi incolla la nuca al cuscino. Sognavo di compiere un&#8217;impresa, terminando un lavoro che durante la giornata precedente avevo interrotto. Il passaggio dal sogno alla realt\u00e0 avviene per singhiozzo, per un attimo sono presente in entrambi i mondi, ugualmente distante da entrambi. Il resto della giornata trascorre tranquillo. La domenica \u00e8 l\u2019occasione per fare le pulizie che durante la settimana non si possono fare. Cos\u00ec\u00a0 tolgo le lenzuola stropicciate della settimana e infilo quelle odorose della domenica. Spolvero, spazzo e lavo. Alla fine tutta la casa brilla e profuma.<br \/>\n<strong>Capo 14 &#8211;\u00a0 Marco fa le valigie<\/strong><br \/>\nTutta la mia roba sta in uno scatolone. Mi porto via lo stereo e i cd che ho comprato un po\u2019 per volta. La musica\u00a0 del posto \u00e8 una forma d&#8217;arte veramente eccelsa. Ne ho goduto pienamente. Del resto i miei sensi sono acuiti da una profonda\u00a0 capacit\u00e0 di percepire suoni. Non credo che qui capiscano fino in fondo cos&#8217;\u00e8 la musica&#8230;Ma a parte questo i loro panini sono orrendi. Hanno una glassa dura, con una consistenza secca ed un sapore come di carta. Anche i nativi, quando li osservo, mi sembrano stranamente pomposi e rigidi. Tutti, tranne Mara. Lei \u00e8 diversa dagli altri: si muove come se danzasse ed anche quando non \u00e8 in movimento emana una musica dolcissima&#8230;<br \/>\n<strong>Capo 15 \u2013 Mara, anche il luned\u00ec ha il suo bel perch\u00e9&#8230;<\/strong><br \/>\nMi sveglio ed \u00e8 gi\u00e0 luned\u00ec. Chiudo gli occhi con un brivido e offro il viso all&#8217;acqua che cade. Pi\u00f9 tardi indosso la maschera del luned\u00ec, quella tessuta con molta attenzione e buon senso. E&#8217; la maschera che inizia la settimana, profuma del riposo della domenica, dona un incarnato disteso e morbido, suggerisce che hai trascorso molte piacevoli ore di passione ed abbandono. Per questo forse sono cos\u00ec attiva ed efficace il luned\u00ec&#8230;<br \/>\n<strong>Capo 16 \u2013 Marco, comincia\u00a0 l&#8217; ultima settimana.<\/strong><br \/>\nHo provveduto alla compilazione di tutte le registrazioni quotidiane del diario scientifico per il mio successore. Proprio non lo invidio. Questo mondo soffocante, con la sua atmosfera accecante, le sue forme di vita primitive \u00e8 stato di una noia mortale. Se ne accorger\u00e0 da solo, temo. L&#8217;unico rimpianto che provo, come una piccola spina nel cuore, e nello stesso tempo come un vero sollievo, \u00e8 quello di non aver\u00a0 seguito fino in fondo il richiamo che proviene da\u00a0 Mara. Suppongo di aver fatto il mio dovere. Ci sono proibiti rapporti troppo intimi o prolungati con gli umani. Ma il suo fascino per me \u00e8 andato crescendo fino a livelli intollerabili. Non so per quanto avrei potuto resistere ad averla cos\u00ec a portata di mano senza toccarla, senza&#8230;<br \/>\n<strong>Capo 17\u00a0 \u2013 Mara e il parcheggio<\/strong><br \/>\nProbabilmente l&#8217;aggressivit\u00e0 \u00e8 strettamente necessaria all&#8217;evoluzione della specie. Probabilmente ha anche oggi una funzione sociale, serve ad affermare un diritto, a reclamare una competenza, a stabilire una propriet\u00e0. Di solito la nostra aggressivit\u00e0 \u00e8 nascosta sotto tonnellate di buona educazione. Ma talvolta erompe come lava. Oggi sul vetro della mia macchina hanno lasciato un messaggio scritto con il pennarello: <em>&#8220;Cos\u00ec non si parcheggia. Testa di ca**o&#8221;<\/em>. Stanno asfaltando la strada e al momento il parcheggio \u00e8 parecchio affollato. Ma non ho neanche la coscienza sporca. Di fianco alla mia vettura ci sarebbe passato un tir, o chiunque con un minimo di esperienza di guida. E comunque lui c&#8217;\u00e8 passato. E infine non c&#8217;erano neanche\u00a0 sagome per terra ad indicare\u00a0 posizioni\u00a0 obbligate.\u00a0 E cos\u00ec ho lavato il vetro. Ho preso un cartoncino e, a mia volta, ho lasciato sul vetro un messaggio: questo <em>&#8220;La prossima volta che ritiene che una macchina sia di\u00a0 ingombro dovrebbe chiamare la polizia stradale per l&#8217;eventuale rimozione. Ritengo che quando si offende qualcuno, come lei ha offeso me, bisognerebbe almeno guardarlo negli occhi. Maleducato&#8221;<\/em> E adesso\u00a0 mi chiedo perch\u00e9 ho presunto che il maleducato fosse un uomo. Forse per la brutalit\u00e0 dell&#8217;offesa,&#8230;ma non si pu\u00f2 nemmeno escludere che ad avere problemi di parcheggio fosse una donna.\u00a0 E\u00a0 infine non si pu\u00f2 nemmeno escludere che domani la mia macchina\u00a0 sar\u00e0 tutta rigata&#8230;<br \/>\n<strong>Capo 18 \u2013 Marco e le tentazioni.<\/strong><br \/>\nForse proprio perch\u00e9 sto per partire mi riesce sempre pi\u00f9 difficile esercitare l&#8217;autocontrollo. Talvolta esco dal mio appartamento senza un valido motivo e la seguo. Vorrei aspirarne il profumo, una volta soltanto, per avere un ricordo da portare con me nel mio mondo. Ma \u00e8 difficile arrivarle cos\u00ec vicino da sentirne il profumo. Oggi l&#8217; ho seguita fino al parcheggio. L&#8217; ho vista aggirarsi attorno alla sua macchina. Era cos\u00ec imbronciata e molto carina&#8230;<br \/>\n<strong>Capo 19 \u2013 Mara nella nebbia<\/strong><br \/>\nGioved\u00ec \u00e8 un giorno lunghissimo, che in ufficio parte in sordina e cresce rigonfiandosi a met\u00e0 mattina complici le molte\u00a0 bolle di isteria e nervosismo. Gioved\u00ec mi pare una montagna da scalare, oltre la quale si intravede la fine della settimana. Alle 17,00 carico i bimbi in macchina.\u00a0 E&#8217; salita una strana nebbia, spessa e bagnata. Mi da un brivido di piacere. Adoro la nebbia. Mi piace nascondermici dentro. All&#8217;improvviso l&#8217;interno del veicolo acquista una visibilit\u00e0 e una dimensione diversa. E&#8217; un&#8217; arca che contiene tutto quello che ho di buono nella vita.\u00a0 Anche i fari d&#8217;un tratto appaiono con uno spessore nuovo contro il nulla. E cos\u00ec vado, senza vedere dove, fino al campo di calcio. E l\u00ec lascio Alberto e Giorgio, indistinti e scuri, e l&#8217;umidit\u00e0 sfuocata subito li inghiotte, complice il nero della sera che avanza . E il ritorno \u00e8 solo mio. Musica ad alto volume e nebbia ovunque. Perdersi \u00e8 un paradiso . Peccato che lui mi ritrovi. Appare come dal nulla un gigante con tutta quella nebbia intorno mentre io, scesa dalla macchina, chiudo la portiera a memoria.\u201dL\u2019 ho aspettata,\u201d mi dice \u201c per\u00a0 guardarla negli occhi\u201d. Capisco subito chi \u00e8 : il grafomane maleducato. Allora cerco di metterlo a fuoco a, e mentre lo scruto stupita comincio a sentirmi a disagio <em>\u201cAllora vuole offendermi ancora? \u201d<\/em> gli chiedo fissandolo dritto in faccia. Lui sembra esitare, attorno a noi c\u2019\u00e8 il nulla oscuro di una periferia di citt\u00e0. In quell\u2019attimo sospeso pu\u00f2 succedere qualcosa che cambier\u00e0 per sempre le\u00a0 nostre vite, due sconosciuti a confronto&#8230; <em>\u201c&#8230; No, in realt\u00e0 volevo scusarmi\u201d<\/em> sorride imbarazzato lui <em>\u201cSo di avere esagerato\u201d<\/em> finalmente respiro.<br \/>\n<strong>Capo 20 &#8211; Marco nella nebbia<\/strong><br \/>\n<em>\u201cNon sar\u00e0 poi cos\u00ec grave &#8230;\u201d<\/em> Mi sono detto. E cos\u00ec sono uscito ancora e mi sono nascosto nel nero parcheggio. Sapevo che sarebbe tornata l\u00ec e volevo starle vicino, almeno una volta.\u00a0 Tremavo come una foglia, nascosto nel buio compatto. Avevo freddo e caldo insieme. Avevo paura e provavo una gioia profonda. Percepivo ogni fibra del mondo attorno a me con una vividezza intollerabile.\u00a0 Cresceva in me la consapevolezza che stavo per vivere un momento irripetibile, che non avrei dimenticato pi\u00f9. All&#8217;improvviso lei \u00e8 emersa da tutta quella nebbia ed io che stavo accucciato dietro ad una macchina parcheggiata mi sono alzato e le sono andato incontro come se lei mi avesse chiamato. Ci siamo parlati e oltre le parole le nostre anime si sono riconosciute. Nulla per me sar\u00e0 pi\u00f9 come prima&#8230;<br \/>\n<strong>Capo 21 \u2013 Mara,\u00a0 Sabato<\/strong><br \/>\nMentre studiava Dio, oggi Giorgio ha ricevuto un dito in un occhio. Quando\u00a0 lo vado a prendere al catechismo lui ha un&#8217;aria preoccupata, un occhio rosso e gonfio e mantiene la calma con molta dignit\u00e0. Cosa che cerco di fare anche io. Il bimbo che l&#8217; ha incidentalmente infilzato per\u00f2, non stava indicando qualcosa di pertinente al santo tema , Giorgio dice che stava mostrando le mosse che fa a rugby. Vedi a mescolare sacro e profano&#8230; Alberto ha qualche linea di febbre. Si consola con molteplici merende. Dall&#8217;appetito che ha, non si direbbe che abbia niente di grave. Oggi mi ha contestata con durezza. Stavano scegliendo gli abiti\u00a0 da indossare per la festa cui \u00e8 invitato domani e mi ha aspramente rimproverata perch\u00e9 pretendo di imporgli le mie scelte, obbligandolo a indossare cose che a lui non piacciono. Sar\u00f2 stata ingiusta, ma alla fine l&#8217; ha convinto: niente giacca di lino con le maniche corte &#8230;\u00a0 Ho gi\u00e0 fatto tutte le penitenze del sabato, il traghettamento delle molteplici borse della spesa, il cambio settimanale di biancheria, ho steso\u00a0 i panni e li ho ritirati &#8230; La casa profuma di coniglio annegato nel vino e un&#8217;ottima torta si raffredda sul davanzale della mia finestra. Adesso mi godr\u00f2 un momento tutto mio, finir\u00f2 il libro che sta leggendo e mi sentir\u00f2 un po&#8217; di musica.\u00a0 Per un attimo, un attimo solo, mi pare di aver perso qualcosa, qualcosa d\u2019importante. Mi guardo intorno ed \u00e8 tutto tranquillo, eppure provo una fitta, quasi uno strappo nel petto&#8230; <em>Cosi mentre il silenzio sale, nel vuoto che ho creato chiudo gli occhi ed ecco che dal nulla emerge la figura di un uomo. Era solo una voce al telefono fino ad un attimo fa, ed ora\u00a0 \u00e8 reale, ha un volume e una forma. Un corpo che io non conosco, eppure&#8230; non potrebbe essere diverso da come \u00e8. E\u2019 da pazzi, per\u00f2 esiste, ha acquisito un diritto e ora lo vanta. Non ha paura di essere rifiutato. Ne potrei farlo, cos\u00ec rinuncio e siedo. Lui\u00a0 si siede dietro di me e mi\u00a0 circonda con le braccia. Restiamo un po\u2019 cos\u00ec, con il suo viso tra i miei capelli\u00a0 e questo desiderio sospeso tra noi. Non dice una parola mentre comincia a slacciarmi i bottoni della camicetta. Ma le sue mani sono gentili e la sua bocca sulla\u00a0 mia nuca \u00e8 una preghiera. Io nemmeno respiro&#8230;<\/em><br \/>\n<strong>Capo 22 \u2013 Marco, tutta la verit\u00e0<\/strong><br \/>\nOggi finalmente ho capito. Ho capito che in certe condizioni il tempo scorre molto pi\u00f9 lentamente di quanto dovrebbe, e le cose sembrano diverse da quello che sono. Ecco perch\u00e9 ho iniziato a scrivere alcune verit\u00e0 che ho imparato e non voglio pi\u00f9 dimenticare e altre che forse\u00a0 vale la pena\u00a0 avere scoperto: la spinta che rende l\u2019universo come lo conosciamo e che ci fa andare avanti\u00a0 da millenni \u00e8\u00a0 l&#8217;amore.\u00a0 <em>(L&#8217;amore pi\u00f9 grande \u00e8 qualche volta quello per se stessi&#8230;)<\/em>L&#8217;amore quando \u00e8 cieco \u00e8 una disgrazia &#8230;<em>(Talvolta \u00e8 proprio una fregatura&#8230;)<\/em>In una coppia normale non ci si pu\u00f2 amare entrambi con la stessa intensit\u00e0, forse si pu\u00f2 essere felici solo uno per volta. <em>(Il pi\u00f9 grande atto d&#8217;amore talvolta \u00e8 lasciarsi amare&#8230;)<\/em>La vita pu\u00f2 essere una tragedia. Oppure una commedia. Oppure un feuilleton. Dipende da come la si guardi&#8230; <em>(Comunque sia, conviene avere un posto in prima fila&#8230;)<\/em>La vita ti pu\u00f2 rendere molto felice.<em> (Basta intuire dove vuole andare e seguirla&#8230;)<\/em>E&#8217; pi\u00f9 felice chi gode del nulla che ha,\u00a0 di chi osserva, sempre, il poco che gli manca.<em>(Probabilmente il primo non ha molto, ma almeno \u00e8 pi\u00f9 felice&#8230;)<\/em>Quello che non si pu\u00f2 cambiare va accettato. <em>(Quello che non si pu\u00f2 proprio accettare si pu\u00f2 sempre scordarlo&#8230;)<\/em> E poi smetto, guardo fuori la terra che rimpicciolisce \u2026 diventa piccolissima\u00a0 e poi svanisce.&#8221;<em>Io me ne vado, torno a casa \u2026 Addio amore mio \u2026<\/em><br \/>\n<strong>Capo 23 \u2013 Mara, ancora domenica<\/strong><br \/>\nLa domenica \u00e8 fatta di cose piccole piccole, la spesa per la mamma, un sorriso agrodolce, la partita del Pavia, il voto ai referendum.\u00a0 Domenica in pace, domenica serena, domenica di &#8220;Teglia&#8221;. &#8230;Cos&#8217;\u00e8 la teglia? E&#8217; un contorno, da preparare quando in cucina non c&#8217;\u00e8 nessuno <em>(ci vuole il forno)<\/em>, e da servire tiepido la sera, con un bel contorno di affettati misti. Dunque ci vogliono : zucchine, peperoni, melanzane, pomodori e cipolle. Pane grattugiato, aglio, prezzemolo, olio extravergine di oliva e sale. Si lavano tutte le verdure, si mondano, si tagliano in pezzature acconce, si scavano le zucchine, le melanzane e le cipolle,con il pollice si liberano i pomodori dei semi, si salano. Si riempiono poi con l&#8217;impasto di pane grattugiato, prezzemolo e aglio <em>(poco)<\/em>. Si sistemano insieme in una larga teglia e si irrorano abbondantemente con l&#8217;olio. Si inforna per 45 minuti e comunque fino a che tutte le verdure siano tenere. E&#8217; un piatto che si conserva bene anche per il giorno dopo (<em> e diventa anche pi\u00f9 buono<\/em>). Cucinare mi piace, mi rilassa. Nei periodi di grande stress faccio ingrassare tutta la famiglia, me compresa.\u00a0 Per me ha virt\u00f9 terapeutiche : sbatto, impasto,frullo, monto, mescolo, trasformo &#8230;Creo!!! E tutte le paturnie me le scordo \u2026<br \/>\n<strong>RINGRAZIAMENTI<\/strong><br \/>\n<em>Si ringrazia la Federazione Scientifica \u201cUn altro mondo\u201d che ha fornito il traduttore universale con cui sono state tradotte le pagine di diario dell\u2019alieno indicato nel testo per convenzione con il nome di \u201cMarco\u201d.<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8298\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8298\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capo I &#8211; Mara \u201cNon fa veramente caldo, davvero. C&#8217;\u00e8 una aria profumata di vento, irriverente, discontinua. Le finestre ad est e ad ovest\u00a0 sono spalancate, le tende da sole ombreggiano i balconi, in sala il tendone bianco veleggia, avanti e indietro&#8230;Non fa veramente caldo, davvero. Ho aperto la porta di casa, fittamente velata da [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8298\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8298\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":729,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-8298","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8298"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/729"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8298"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8298\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8301,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8298\/revisions\/8301"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}