{"id":8203,"date":"2012-01-24T12:03:30","date_gmt":"2012-01-24T11:03:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8203"},"modified":"2012-01-24T12:03:30","modified_gmt":"2012-01-24T11:03:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-le-favole-sono-stupide-di-lauretta-chiarini-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8203","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Le favole sono stupide?&#8221; di Lauretta Chiarini (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Era una fredda mattina di dicembre ed Elisa si stava preparando per andare a scuola; frequentava, orgogliosamente, la quarta elementare. Sua sorella Laura, tre anni pi\u00f9 piccola, non ne voleva sapere di alzarsi dal letto.<\/p>\n<p>\u201cFa freddo fuori!\u201d strillava.<\/p>\n<p>\u201cMa dai Laura!\u201d la incit\u00f2 la mamma, \u201cOggi a scuola la maestra Silvia vi legge le favole\u201d<\/p>\n<p>\u201cLe favole sono stupide!\u201d afferm\u00f2 con grinta Laura e si infil\u00f2 con la testa sotto le coperte.<\/p>\n<p>Elisa intanto aveva finito di bere il suo latte, aveva preparato lo zaino e si era imbacuccata con cappotto, sciarpa e guanti. Sua madre le infil\u00f2 il berretto di lana, calzandoglielo fin sugli occhi e grid\u00f2, per farsi sentire da Laura: \u201cNoi siamo pronte e ce ne andiamo! Qualcun altro vuol venire a scuola?\u201d<\/p>\n<p>Per tutta risposta Laura grugn\u00ec, scalciando sotto le coperte. Tir\u00f2 fuori la testa solo quando sent\u00ec il rumore della porta che sbatteva e la chiave che girava nella toppa.<\/p>\n<p>\u201c<em>Ah\u2026 ce l\u2019ho fatta<\/em>\u201d ridacchi\u00f2, immergendosi nuovamente nel caldo abbraccio del suo letto. Si accoccol\u00f2, sbadigli\u00f2 e chiuse gli occhi, soddisfatta. \u201c<em>Che bello<\/em>\u201d pens\u00f2, \u201c<em>Oggi non devo sentire la<\/em> <em>maestra che legge quelle stupide storie\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma\u2026 \u201cCough! Cough!\u201d due colpi di tosse nel silenzio della casa, la fecero trasalire.<\/p>\n<p>\u201cMamma? Sei gi\u00e0 tornata?\u201d chiese Laura facendo capolino dalle lenzuola. In cameretta non c\u2019era nessuno. Allora chiam\u00f2 ancora: \u201cMamma?\u201d, ma non ottenne risposta.<\/p>\n<p>\u201c<em>Uffa, lo sapevo, \u00e8 arrabbiata con me<\/em>\u201d pens\u00f2 la bambina. Cos\u00ec venne fuori dalle coperte, rabbrividendo un po\u2019 e, stropicciandosi gli occhi, and\u00f2 in cucina. Poi and\u00f2 in sala, poi in camera da letto\u2026 dappertutto, ma la mamma non c\u2019era.<\/p>\n<p>\u201cCough, cough! Eeetciiiii\u00f9!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa chi c\u2019\u00e8?\u201d grid\u00f2 allora Laura arrabbiata, perch\u00e9 non era certo una bambina paurosa, lei, niente affatto; piuttosto era una bambina molto irascibile e diventava facilmente furiosa quando le cose non andavano come voleva lei. Fece di nuovo il giro della casa, finch\u00e9 non torn\u00f2 in cameretta.<\/p>\n<p>Seduta sul suo letto c\u2019era una\u2026 forse una persona, ma Laura non ne era sicura. Quello di cui era sicura era che sembrava una donna, per\u00f2 pi\u00f9 leggera, inconsistente: sembrava vera, ma sembrava anche finta.<\/p>\n<p>Era vestita di azzurro (<em>un vestito ridicolo!<\/em> pens\u00f2 Laura), con un cappello azzurro a cono, pieno di striscioline di tessuto svolazzanti.<\/p>\n<p>Ecco, sembrava una stupida fata di una stupida favola.<\/p>\n<p>La strana figura, che stringeva un fazzoletto sul naso, soffi\u00f2 rumorosamente e starnut\u00ec: Eeeeetciiii\u00f9!<\/p>\n<p>Lo spostamento d\u2019aria che provoc\u00f2 lo starnuto fece dondolare i disegni di Laura appesi al muro con le puntine.<\/p>\n<p>\u201cOh, piccola\u201d disse a Laura, quando finalmente si accorse di lei, \u201cScusa, ma sono molto raffreddata: E lo credo! Per strada fa un freddo: sai, io non sono abituata a star fuori da un libro e\u2026e\u2026 eeeetciiiiii\u00f9!\u201d<\/p>\n<p>Laura rest\u00f2 perplessa, ma solo un attimo, poi grid\u00f2: \u201cSparisci!\u201d<\/p>\n<p>La strana signora la guard\u00f2 incuriosita: \u201cOh, piccina! Anche tu sai far magie?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDevi andare via!\u201d rispose Laura, ostinata, con le mani sui fianchi, battendo un piede sul pavimento.<\/p>\n<p>\u201cNon posso! Quando mi affidano un compito, devo svolgerlo! Non fai cos\u00ec anche tu?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa chi sei?\u201d chiese Laura collerica.<\/p>\n<p>\u201cCome, non mi hai riconosciuta? Forse perch\u00e9 ho il naso un po\u2019 rosso, sai per via del raffreddore\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo, non ti conosco, perch\u00e9 non te ne vai?\u201d ora Laura era proprio spazientita.<\/p>\n<p>\u201cFata Smemorandia, al tuo servizio!\u201d rispose quella strana figura con un inchino.<\/p>\n<p>\u201cSee, una fata\u2026ah,ah,ah\u201d scoppi\u00f2 a ridere la bambina.<\/p>\n<p>\u201cCerto! Una fata, anzi, una delle migliori, direi\u201d ribad\u00ec Smemorandia.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, va bene. Ma puoi sparire adesso\u201d sbrait\u00f2 Laura, ma si vedeva che era un po\u2019 incuriosita; giusto un pochino.<\/p>\n<p>\u201cTi confido un segreto, Laura. Sono in missione speciale. Davvero! Che emozione\u2026 Dunque, ti dicevo: nel mio mondo (dentro ai libri, cio\u00e8), gira voce che <em>qualcuno<\/em> non ami le favole. Anzi, per la precisione, <em>qualcuno<\/em> sostiene che le favole sono stupide. Chiss\u00e0 perch\u00e9, poi\u201d mentre parlava si era alzata dal letto e si era risistemata il lungo vestito spiegazzato, \u201cE cos\u00ec\u201d continu\u00f2 la fata \u201cmi hanno mandata a cercare quel\u2026 <em>qualcuno<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Laura arross\u00ec lievemente.<\/p>\n<p>\u201cE io credo di sapere chi \u00e8, quel <em>qualcuno<\/em>!\u201d disse ancora Smemorandia, agitando una bacchetta dorata che emetteva strani luccichii. Laura ora era diventata rossa rossa, come una mela rossa.<\/p>\n<p>Smemorandia fece comparire dal nulla un foglietto piegato in due, lo apr\u00ec e lesse: \u201cEcco qui. C\u2019\u00e8 scritto Elisa. E\u2019 tua sorella, vero?\u201d.<\/p>\n<p>Laura annu\u00ec muovendo la testa. Allora la fata si avvicin\u00f2 e le bisbigli\u00f2 in un orecchio: \u201cEcco perch\u00e9 io sono qui. Devo parlarle subito, prima che arrivi il perfido Uguberto\u201d<\/p>\n<p>\u201cChi?!\u201d<\/p>\n<p>\u201cE dai piccina mia! Uguberto, no? Il CATTIVO\u2026\u201d lo disse con un\u2019espressione cos\u00ec terrificante che Laura trem\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cHmmmmm\u2026 forse non conosci la storia, vero, piccina? Allora, Uguberto \u00e8 quel cavaliere nero, che vive in un castello nero al limite della foresta nera, \u00e8 sempre di umore nero e cavalca un cavallo nero\u201d<\/p>\n<p>Laura ora era meno adirata, ma pi\u00f9 confusa: doveva confessare a quella specie di apparizione che era lei a ritenere stupide le favole e non sua sorella Elisa? Si trovava un po\u2019 in difficolt\u00e0 ad ammettere di essere proprio <em>lei<\/em> quella che Smemorandia stava cercando.<\/p>\n<p>La fata intanto continuava: \u201c\u2026 e quindi anche Uguberto verr\u00e0 qui, per cercare di portarsi via la bambina che odia le favole!\u201d<\/p>\n<p>Smemorandia era tutta accaldata, si soffi\u00f2 il naso strombazzando mentre Laura le chiedeva, preoccupata: \u201cPerch\u00e9 vuole portarla via?\u201d<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 tua sorella \u00e8 come lui! Uguberto era un bambino diciamo\u2026 come te, s\u00ec, uno della tua et\u00e0. Ma odiava le favole (capisci? Ci odiava!) e cos\u00ec, un giorno un perfido Mago lo prese con s\u00e9 e lo allev\u00f2, fino a farlo diventare malvagio, senza cuore e senza fantasia, haim\u00e9!\u201d<\/p>\n<p>Laura cominci\u00f2 a preoccuparsi sul serio \u201c<em>qui si mette male\u201d<\/em>, pens\u00f2 e stava per chiedere qualcosa a Smemorandia, quando un gran frastuono di vetri rotti arriv\u00f2 dalla cucina.<\/p>\n<p>Laura si impaur\u00ec e si avvicino un po\u2019 alla fata che la rassicur\u00f2: \u201cTranquilla, lo sistemo io. Se mi ricordo la formula\u2026 com\u2019era? Tranghiti , tranghiti, luppilal\u00e0\u2026 no, non \u00e8. Bidibibodibi\u2026 no, questa \u00e8 per Cenerentola\u2026\u201d<\/p>\n<p>Intanto dalla cucina si sentivano avvicinare passi pesanti, molto pesanti e un vocione spaventoso grid\u00f2: \u201cDOVE SEI?\u201d<\/p>\n<p>Una figura imponente, chiusa in un\u2019armatura nera che brandiva un grosso bastone, comparve sulla soglia della cameretta; Laura rest\u00f2 a bocca aperta mentre il Cavaliere nero sollevava sulla sua testa con tutte e due le mani, il pesante randello, pronto a colpirla.<\/p>\n<p>Smemorandia fu pi\u00f9 veloce e con un rapido incantesimo trasform\u00f2 l\u2019arma in un carciofo, che si pos\u00f2 senza danni sui capelli della bambina.<\/p>\n<p>\u201cOps, doveva trasformarsi in una margherita\u201d si rammaric\u00f2 Smemorandia.<\/p>\n<p>Uguberto emise un grugnito e poi cominci\u00f2 a piangere, proprio a piangere!, gemendo: \u201cBasta, non voglio fare queste cose, uffa!\u201d<\/p>\n<p>La fata inizi\u00f2 a volteggiare come una farfalla intorno ad Uguberto, recitando strane parole e Laura allora strill\u00f2: \u201cUguberto, ritorna bambino! Torna bambino!\u201d<\/p>\n<p>Dopo un ultimo volteggio, la fata tocc\u00f2 il cavaliere con la bacchetta e l\u2019armatura si infranse a terra in mille pezzi.<\/p>\n<p>All\u2019interno non c\u2019era altro che un bambino!<\/p>\n<p>Laura si allontan\u00f2 di qualche passo e la fata sospir\u00f2: \u201cGrazie cara, se non ci fossi stata tu\u2026 Non ricordavo l\u2019incantesimo giusto e tu lo hai pronunciato per me: <em>Ritorna bambino.<\/em> Brava, si vede che tu ami le favole.\u201d<\/p>\n<p>Il bambino si guard\u00f2 intorno, si controll\u00f2 braccia e gambe e, sorridendo, scapp\u00f2 via di corsa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Smemorandia inizi\u00f2 allora a trotterellare per tutta la casa, alla ricerca di Elisa.<\/p>\n<p>\u201cDove sei, Elisa? Vieni cara, il cattivo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u201d<\/p>\n<p>Laura la raggiunse nel bagno, mentre quella cercava sua sorella nell\u2019armadietto dei medicinali.<\/p>\n<p>\u201cSenti fata, volevo dirti che\u2026 mia madre vuole leggermi le favole, ma\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cAh, conosco tua madre. Che bella ragazza! Leggeva favole anche da piccola\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, ma ora le legge solo a mia sorella Elisa. Perch\u00e9 io\u2026\u201d<\/p>\n<p>La fata, che intanto si era spostata in cucina e rovistava tra le tazze cercando ancora Elisa, esclam\u00f2: \u201cCome? Sei tu allora che\u2026?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, sono io quella che dice che le favole sono stupide.\u201d rispose la bimba tutto d\u2019un fiato, coraggiosamente.<\/p>\n<p>Poi si strinse nelle spalle e chiuse gli occhi, pensando che probabilmente la fata l\u2019avrebbe tramutata in un rospo o in una gallina.<\/p>\n<p>Invece Smemorandia le rivolse un gran sorriso: \u201cAh, che bella favola!\u201d<\/p>\n<p>Laura piagnucol\u00f2: \u201cNon \u00e8 una favola, \u00e8 la verit\u00e0\u201d<\/p>\n<p>\u201cInvece \u00e8 una bella favola. Ascolta: C\u2019era una volta\u2026Una bimba, un po\u2019 capricciosa, che non voleva andare a scuola per non ascoltare le favole, ma quando una vera fata si present\u00f2 a casa sua, parl\u00f2 con lei, l\u2019aiut\u00f2 a salvare un bambino e infine confess\u00f2 di aver mentito. E\u2019 una favola bellissima e con un bellissimo lieto fine! E ora svegliati o faremo tardi. Svegliati\u2026 Vuoi svegliarti? Laura?\u201d<\/p>\n<p>Laura apr\u00ec gli occhi sussultando e incroci\u00f2 lo sguardo di sua sorella che le chiese: \u201cNon ti alzi? Dai, mamma ha gi\u00e0 preparato il latte\u201d<\/p>\n<p>Un sogno?!<\/p>\n<p>Laura si alz\u00f2 dal letto e and\u00f2 a prendere il libro che Elisa teneva sul comodino, <em>Mille favole<\/em>.<\/p>\n<p>Lo aveva sfogliato, qualche volta.<\/p>\n<p>Gir\u00f2 pian piano le pagine finch\u00e9 non trov\u00f2 il disegno che cercava: fata Smemorandia che volteggiava nel suo vestito azzurro.<\/p>\n<p>\u201cCiao Smemorandia\u201d le sussurr\u00f2 e la fata, inchinandosi, le fece l\u2019occhiolino.<\/p>\n<p>Non ci credete?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8203\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8203\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era una fredda mattina di dicembre ed Elisa si stava preparando per andare a scuola; frequentava, orgogliosamente, la quarta elementare. 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