{"id":8052,"date":"2012-01-13T18:40:10","date_gmt":"2012-01-13T17:40:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8052"},"modified":"2012-01-13T18:40:10","modified_gmt":"2012-01-13T17:40:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-fragile-di-laura-gori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8052","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Fragile&#8221; di Laura Gori"},"content":{"rendered":"<p>Pens\u00f2 che avevano toccato il fondo. O meglio, dopo di l\u00ec, ci poteva essere solo il baratro. Si erano detti cose orribili. La rabbia tira fuori il peggio di ognuno. Il lato oscuro. Si erano detti cose che non pensavano. Orribili parole. Ma ormai erano dette. E le parole restano. E fanno male. La cosa pi\u00f9 orribile \u00e8 che avevano litigato davanti agli occhi indifesi di loro figlio. Era cos\u00ec piccolo che le parole gli risultavano incomprensibili, ma il tono della voce no. Quello no. E si difendeva con l\u2019unico modo che conosceva alla sua tenera et\u00e0: piangendo con tutta la forza che aveva. Mentre loro litigavano, Sebastiano piangeva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto era cominciato due mesi prima, con la nascita di Sebastiano. Un bimbo bellissimo. Adesso a loro, non mancava nulla, per essere felici. Invece, proprio allora erano iniziate le incomprensioni. Viola non capiva. Dava la colpa alla stanchezza, al poco dormire. Poi passer\u00e0 pensava. Ma le liti con Massimo continuavano e si facevano sempre pi\u00f9 frequenti. Litigavano su tutto. Su ogni virgola. Per qualsiasi stronzata. Anche sul vestito della conduttrice del Tg1.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad un passo dall\u2019essere felici, volevano distruggere tutto quello che avevano costruito fino allora. Avevano paura di essere felici? La delusione pi\u00f9 grande fu per Viola rendersi conto della loro fragilit\u00e0. Viola aveva pensato che il loro rapporto poteva spaccare monti, superare mari, volare fino al cielo e poi aprirsi in un arcobaleno. Niente di tutto questo. La realt\u00e0 era che il loro rapporto era fragile, fragile\u2026umanamente fragile\u2026tristemente fragile\u2026.un vaso di terracotta in bilico sul bordo di un tavolo. Proprio cos\u00ec. \u00a0Prendere coscienza di questa fragilit\u00e0 non fu facile. Una delusione. La realt\u00e0 che stronca i sogni. Fragile. Ma quando avevano iniziato a litigare? Fragile. Ma perch\u00e9 avevano iniziato? Fragile. Ma dove si sarebbero spinti? C\u2019era un limite? Esisteva un limite oltre il quale non sarebbero tornati indietro? Si erano detti cose orribili, che non pensavano. Ma le parole restano. Le parole feriscono. E loro le avevano dette. Si volevano far male.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando non mancava proprio nulla per essere felici, loro iniziarono a farsi del male.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Viola veniva da piangere di fronte a Sebastiano che le rideva con quella naturalezza ed innocenza di un bimbo di due mesi. Forse era quello il baratro? Sforzarsi di non piangere di fronte al proprio figlio che ride per te, solo per te, solo perch\u00e9 sei tu? Ride per te, ride perch\u00e9 tu sei tutto per lui. Ma a lei veniva da piangere. Forse era quello il baratro, pens\u00f2. Viola si chiedeva se Sebastiano avesse capito. Avr\u00e0 intuito con l\u2019innocenza dei suoi due mesi, quel velo di tristezza che c\u2019era nei suoi occhi da alcuni giorni? Si sforzava di ridere mentre voleva piangere. Sebastiano era in mezzo a loro nel letto. Non dormiva alle tre del mattino. Rideva a Viola. Massimo dormiva. Viola voleva piangere. Mai cos\u00ec in basso, ad un passo dal toccare la felicit\u00e0. Mai cos\u00ec fragili. Sebastiano rideva in mezzo a loro. Viola voleva piangere. Massimo dormiva. Mai cos\u00ec umani. Sebastiano rideva con gli occhi, Viola piangeva con gli occhi, Massimo aveva gli occhi chiusi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Viola pens\u00f2 che quella tensione doveva finire. Dovevano ritrovare l\u2019equilibrio perso. Eppure erano cos\u00ec innamorati un anno prima. Dovevano ritrovare il passo di danza perduto. Tutta la notte pens\u00f2 a come erano un anno prima e come erano adesso. Rivide il giorno del matrimonio. La festa. Era stato proprio un bel giorno. Un giorno in cui aveva pensato \u201csono felice\u201d. E l\u2019altro qual era? Quando si era rotolata con Massimo sulla neve, come bambini, in un pomeriggio di Aprile, due anni prima. Erano ancora agli inizi della loro storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alle sei del mattino, si and\u00f2 a sedere sul divano, con una tisana calda tra le mani. Fissava il vapore caldo che usciva dalla tazza e si disperdeva nell\u2019ambiente. Gli occhi vagavano nel vuoto, inseguendo i suoi pensieri. Erano diventati genitori, avevano smesso di essere una coppia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre guardava il movimento del vapore nella stanza, sent\u00ec Sebastiano lamentarsi. Si sforzo di non sentire, ancora cinque minuti di riposo, il tempo di finire la tisana, pens\u00f2. Sebastiano continuava a lamentarsi. Sent\u00ec il fruscio dei lenzuoli, Massimo si era svegliato al lamento del figlio. Sentiva i movimenti di Massimo nella camera da letto, si era alzato ed era andato verso la culla di Sebastiano. Poi non sent\u00ec nessun rumore.<\/p>\n<p>\u201cViola dove sei?\u201d la voce di Massimo aveva un tono preoccupato.<\/p>\n<p>\u201cSono in sala\u201d rispose stancamente Viola, pensando che Massimo senza di lei si perdeva in una goccia d\u2019acqua.<\/p>\n<p>\u201cVieni di qua, Sebastiano scotta, secondo me ha la febbre\u201d .<\/p>\n<p>A Viola scivol\u00f2 la tazza, si alz\u00f2 di soprassalto e corse in camera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Trentotto e mezzo. Il termometro sentenzi\u00f2 che Sebastiano aveva la febbre. Panico.<\/p>\n<p>\u201cChe facciamo?\u201d chiese Massimo.<\/p>\n<p>\u201cChiamiamo la pediatra\u201d, rispose Viola, il suo numero di telefono l\u2019ho scritto sul libretto sanitario di Sebastiano.<\/p>\n<p>\u201cMa sono le sei di mattina, non la puoi chiamare a questa ora\u201d fece presente Massimo.<\/p>\n<p>\u201cA noi occorre un pediatra adesso\u201d ribatt\u00e9 Viola con voce tremolante.<\/p>\n<p>\u201cAndiamo al pronto soccorso in ospedale, un pediatra ci sar\u00e0\u201d replic\u00f2 Massimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNon trovo nulla di patologico in vostro figlio, tranne il rialzo febbrile,\u201d disse il pediatra dopo una attenta visita medica, \u201c ma avendo solo due mesi preferisco fare alcuni esami del sangue e un esame delle urine per escludere una sepsi\u201d.<\/p>\n<p>Patologico, sepsi, Viola non capiva molto bene questi termini ma non poteva far altro che fidarsi ed affidare il suo Sebastiano nelle mani di quel dottorino giovane, con gli occhiali sul naso e l\u2019aria da secchione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aveva pianto a squarciagola, mentre le infermiere gli tenevano il braccio stretto, fermo, il dottorino procedeva a fare il prelievo; poi una volta terminata la procedura, una supposta nel sederino per abbassare la febbre; ora Sebastiano dormiva stremato nella braccia di Viola in sala di attesa. Massimo camminava su e gi\u00f9 per la stanza aspettando l\u2019esito degli esami. In un ora dovevano essere pronti, aveva detto il pediatra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cVanno bene\u201d, dichiar\u00f2 il dottorino, sventolando tra le mani due fogli bianchi. \u201cper\u00f2 preferirei trattenere Sebastiano in osservazione per un giorno per monitorare l\u2019andamento della febbre\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Viola e Sebastiano furono sistemati in una camera, con gli orsetti blu colorati sulle pareti. Viola mise Sebastiano nel lettino con le sponde e not\u00f2 che pur essendo un piccolo letto, n\u00e9 occupava solo un terzo. Viola\u00a0 si lasci\u00f2 cadere sulla poltrona accanto al lettino, provata da tutta la tensione dell\u2019attesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno e la notte passarono con i soliti orari delle poppate e delle dormite di Sebastiano. \u00a0La febbre era scomparsa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cMolto probabilmente \u00e8 stata una virosi, non ha pi\u00f9 la febbre da ventiquattro ore, il piccolo sta bene, mangia, vi mando a casa\u201d disse il primario durante il turno mattutino.<\/p>\n<p>\u201cMa potr\u00e0 tornare la febbre?\u201d chiese Viola preoccupata.<\/p>\n<p>\u201cPotrebbe, ma per prima cosa lei somministri una supposta di paracetamolo e vede l\u2019andamento della febbre; la febbre in s\u00e9 non \u00e8 una malattia ma un sintomo, comunque noi siamo sempre qua se avete bisogno\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Entrarono lenti e muti in casa, chiusero la porta senza far rumore, posero Sebastiano nella culla e si fermarono a guardarlo dormire. Abbattuti\u00a0 si misero a sedere sul bordo del letto senza staccare gli occhi da lui. Viola e Massimo erano prostrati da quella esperienza. Ed era solo l\u2019inizio pensarono. Chiss\u00e0 quante volte si sarebbe ammalato Sebastiano, e non solo quello. Come avrebbero fatto a difenderlo da tutto? Dai pericoli, dal dolore che la vita ti sbatte tante volte in faccia?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Erano seduti, uno accanto all\u2019altro, con le mani appoggiate sul letto e fissavano Sebastiano dormire. Come era difficile fare il genitore. Prendersi cura di un essere indifeso che dipende totalmente da te. Non erano stati preparati a tutto questo. Non avevano avuto il libretto di istruzione per essere genitori. Erano stati schiacciati da tutta questa responsabilit\u00e0. Ad un tratto si voltarono e si guardarono nei loro occhi stanchi. Le mani si sfiorarono. Si ritrovarono in un lungo, caldo, abbraccio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8052\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8052\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pens\u00f2 che avevano toccato il fondo. 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