{"id":8016,"date":"2012-01-07T18:39:20","date_gmt":"2012-01-07T17:39:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8016"},"modified":"2012-01-07T18:39:20","modified_gmt":"2012-01-07T17:39:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-una-scala-per-il-cielo-di-alessandra-ponticelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=8016","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Una scala per il cielo&#8221; di Alessandra Ponticelli"},"content":{"rendered":"<p>Il tocco delle campane si rincorre a stormo sulla campagna deserta. Il portone si chiude. Il vecchio sente il tonfo sordo rimbalzargli nelle orecchie. Si passa una mano sulla fronte, afferra con rabbia il borsone e decide che \u00e8 giunto il momento di andarsene. I riflessi di un sole pallido scivolano sugli umidi fili d&#8217;erba come timidi sorrisi. Di qua dalla palizzata le gabbie metalliche, dove un tempo zigavano i conigli, le volte a tutto tondo che sormontano le stalle sembrano domandargli il perch\u00e9 di una decisione tanto assurda. Si sistema con cura il cappello sul capo, controlla di avere preso tutto e, con passo sicuro, s&#8217;incammina lungo il viottolo che porta alla strada comunale. Trecento metri lo separano dal paese. Dalla fermata della corriera che lo porter\u00e0 via da l\u00ec, per sempre. Dai boschi di betulle e di querce, dai vigneti, dall&#8217;odore buono della terra e, soprattutto, dal suo passato.<\/p>\n<p>Da quando Elena se n&#8217;\u00e8 andata, niente ha pi\u00f9 senso. L&#8217;ha accudita fino alla fine, mantenendo la promessa che si erano fatti. Nessuno dei due avrebbe mai consentito che l&#8217;altro finisse i suoi giorni in una squallida cors\u00eca d&#8217;ospedale. Cinquant&#8217;anni vissuti insieme, tre figli e un amore assoluto che li legava dai tempi delle scuole elementari. Ora \u00e8 rimasto solo e, a malincuore, ha deciso di accontentare sua figlia che insiste perch\u00e9 vada a vivere da lei, gi\u00f9 in citt\u00e0. E poi la testa non \u00e8 pi\u00f9 quella di una volta. Si dimentica di tutto e, specie negli ultimi tempi, le amnesie si sono fatte pi\u00f9 frequenti.<\/p>\n<p>Erano molto diversi, lui e Elena. Sia fisicamente, sia nel carattere, ma questo non era mai stato un problema. Anzi. Le differenze erano servite a rendere pi\u00f9 salda la loro unione, a tenere viva la passione che nutrivano l&#8217;uno per l&#8217;altra. Graziosa, minuta, occhi azzurri che nei momenti di felicit\u00e0 s&#8217;imperlavano di grigio, lunghi capelli castani, aperta e gioviale, lei lo aveva fatto impazzire dal primo istante. Gli era apparsa in una limpida mattina di settembre del Trentotto, quando con suo padre era sceso nei campi per la vendemmia e ne era rimasto folgorato: &#8220;Giovanni, vieni un po&#8217; a vedere che bella bambina c&#8217;\u00e8 qui&#8221;, gli aveva detto il babbo, indicandogliela. &#8220;E&#8217; la figlia del fattore; s\u00ec, di Paolino. Bellina vero? Suvvia, giocate un po&#8217; insieme se vi va!&#8221;.<\/p>\n<p>Fu amore a prima vista. Di quelli che non muoiono pi\u00f9. Di lui, a Elena erano piaciuti subito l&#8217;aria da bravo bambino, le guance paffute che suscitano simpatia, il tratto vivace e malinconico degli occhi scuri e incavati, ma soprattutto la timidezza. Non si erano rivisti per un mese, bench\u00e9 Giovanni avesse tentato pi\u00f9 volte di raggiungere, in sella alla sua <em>Legnano<\/em>, la casa di Paolino, nella speranza di incontrarla. A ottobre si ritrovarono nella stessa classe. Una prima elementare di otto bambini, tutti di famiglia borghese, ad eccezione di Elena. Paolino si era raccomandato a suo padre e lui, da brav&#8217;uomo qual era, aveva convinto la maestra a inserirla nel gruppo. Unica femmina tra sette maschi, Elena non piaceva solo a Giovanni. Ma lei non aveva occhi che per lui. Una sola cosa avevano in comune: la passione ossessiva per il cielo. Seduti sull&#8217;erba, su un dirupo a solat\u00eco, finiti i compiti, passavano interi pomeriggi a scrutarlo, a leggerlo, cercando di carpirne i grandi misteri. Tra le promesse c&#8217;era anche quella di riuscire, un giorno o l&#8217;altro, a scalarlo. Sapevano bene che era impossibile, ma preferivano continuare a sperare che quel desiderio, prima o poi, si avverasse.\u00a0 &#8220;Sarebbe bello&#8221;, diceva lei, sconsolata, con gli occhi puntati verso la volta celeste. &#8220;Ce la faremo&#8221;, rispondeva lui, per non deluderla. Adesso Elena era davvero lass\u00f9 e, paradossalmente, aveva realizzato la sua aspirazione. Ma lui? No, lui era rimasto l\u00ec, con un pugno di mosche in mano, lacerato da un&#8217;idea che sentiva pi\u00f9 viva che mai.<\/p>\n<p>Il vecchio prosegue nel suo cammino, assorto, sopraffatto da quel pensiero, finch\u00e9 non giunge alla strada comunale. Guarda la lunga fila di case a schiera, gli abeti illuminati che scintillano nei giardini e si ricorda che oggi \u00e8 Natale. La fermata \u00e8 l\u00ec, a due passi. No, non prender\u00e0 nessuna corriera e sua figlia si arranger\u00e0. Arretra, lascia scivolare a terra il borsone e torna verso casa. Un pensiero si accende nella sua mente. C&#8217;\u00e8 una grande quercia laggi\u00f9, oltre il vigneto. L&#8217;aveva piantata il bisnonno; \u00e8 la pi\u00f9 alta di tutta la propriet\u00e0 e oggi, sulla soglia degli ottant&#8217;anni, si dar\u00e0 il coraggio per fare ci\u00f2 che desidera da sempre. Raggiunge rapidamente il capanno degli attrezzi, lo apre e trova con lo sguardo quello che cerca. La lunghissima scala a pioli, con la quale per tanti anni nella fattoria si erano potate le piante, \u00e8 ancora l\u00ec. Con agilit\u00e0 la solleva, la tiene ben stretta tra le mani e si dirige verso la vigna.<\/p>\n<p>La giornata \u00e8 magnifica. La nebbia mattutina si \u00e8 completamente dissolta e il sole non \u00e8 mai stato tanto bello. Sente le sue gambe farsi leggere, scattanti come quelle di un atleta in procinto di iniziare una gara. Corre verso la grande quercia, il suo respiro si fa corto per l&#8217;emozione, sistema la scala e, felice, inizia a salire.<\/p>\n<p>Guarda in alto. Lass\u00f9, il suo cielo l&#8217;aspetta. E anche Elena.<\/p>\n<p>Giovanni precipita a terra e non si accorge di niente. Volteggia gi\u00e0 oltre l&#8217;infinito, soddisfatto di avere, finalmente, coronato il suo sogno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8016\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8016\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tocco delle campane si rincorre a stormo sulla campagna deserta. 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