{"id":7989,"date":"2012-01-05T18:52:55","date_gmt":"2012-01-05T17:52:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7989"},"modified":"2012-01-05T18:52:55","modified_gmt":"2012-01-05T17:52:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-il-giorno-di-vittoria-di-alessandra-ponticelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7989","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Il giorno di Vittoria&#8221; di Alessandra Ponticelli"},"content":{"rendered":"<p>La pioggia batteva forte, scivolava veloce sul davanzale, crepitava, trascinando con s\u00e9 la spessa cortina di salsedine che il vento aveva depositato sopra i vetri. La barriera opaca, grigiastra, che separava Vittoria dal mondo togliendole la possibilit\u00e0 di vedere, di guardare il cielo, di seguirlo nei suoi mutamenti, nelle sue repentine variazioni di colore, si stava sciogliendo. Assist\u00e9 compiaciuta al suo dissolvimento e prov\u00f2 un brivido di soddisfazione. Una gioia assoluta. Finalmente si era presa la sua rivincita. Osserv\u00f2 gli enormi nuvoloni neri spalancarsi in lampi sfolgoranti e si ferm\u00f2 ad ascoltare il fragore dei tuoni che, arrabbiati, brontolavano all&#8217;orizzonte. Il caldo se ne stava andando, spazzato via da un&#8217;aria fresca e fine che rigenerava lo spirito. Detestava lo scirocco, le sue folate opprimenti, gli aliti roventi che riattizzano i fuochi dei ricordi. Si scost\u00f2 dalla finestra, attravers\u00f2 il piccolo studio, osserv\u00f2 la propria immagine riflessa nella specchiera antica, dorata, che sovrastava il <em>maggiolini<\/em> a tre cassetti e prese coscienza del fatto che l&#8217;entusiasmo provato era durato un solo istante. In cuor suo sapeva che era inutile vedere quello che accadeva fuori, ci\u00f2 che si muoveva al di l\u00e0 della dimensione nella quale si trovava adesso. La sensazione di felicit\u00e0, che l&#8217;aveva assalita, altro non era che l&#8217;ennesimo inganno, uno dei tanti <em>trompe-l&#8217;oeil<\/em> costruiti ad arte dalla sua coscienza. Ud\u00ec il rumore della mareggiata che si stava abbattendo sulla spiaggia, le parve di riassaporare il  buon odore di salmastro, l&#8217;odore forte e aspro della burrasca e si ricord\u00f2 delle tante battaglie ingaggiate con le onde sulla sua tavola da surf.<\/p>\n<p>Dov&#8217;era finita la Vittoria di allora? E dove si erano nascosti il suo coraggio, la sua voglia di vivere, il desiderio irrefrenabile di sfidare la vita, di correrle accanto veloce per superarla nella sua marcia costante contro il tempo? Si diresse nel corridoio e guard\u00f2 la porta del ripostiglio. Sapeva dov&#8217;erano. Qualcuno li aveva chiusi l\u00ec dentro, accatastati uno sull&#8217;altro, aggiunti ai tanti oggetti inutili, adagiandoli con cura sopra una delle sue amate tavole da surf. Vittoria&#8230;quel nome importante che aveva desiderato darle suo padre non le apparteneva pi\u00f9. Il suo babbo! Che uomo giusto era stato e quanto bene le aveva voluto! &#8221; Dove sei babbo?&#8221;, pens\u00f2, mentre una lacrima le rigava il volto. Anche lui se ne era andato e per farlo aveva scelto una gelida giornata d&#8217;inverno. Gli era sempre piaciuto l&#8217;inverno. Se lo vide davanti, con i suoi pantaloni di fustagno e un ampio pullover di <em>shetland<\/em>, rientrare con in mano la borsetta da medico. Le parve di risentire la sua voce: &#8221; Non ricordo di aver patito mai tanto freddo&#8230;Cosa fa la mia Vittoria? Sei ancora in pigiama? Corri, corri a vestirti&#8221;. Fu colta da un tremore forte, resistente. Incroci\u00f2 le mani sulle spalle e si convinse ancora di pi\u00f9 del fatto che le uniche stagioni che esistono sono quelle del cuore. Il caldo, come il gelo, attraversa il nostro corpo ovunque, in ogni momento dell&#8217;anno.<\/p>\n<p>Vittoria si sofferm\u00f2 qualche istante a osservare la propria faccia riflessa nello specchio sbiadito, opacizzato dagli anni, e realizz\u00f2 che rappresentava davvero la sua immagine. E non perch\u00e9 esso gliela restituiva, ma perch\u00e9 lui e lei erano veramente la stessa cosa. Entrambi avevano perso il loro splendore, la patina argentea e levigata che un tempo li rendeva lisci e e lucenti. Tutti e due, adesso, avevano un aspetto <em>craquel\u00e9<\/em>. Tra loro c&#8217;era comunque una differenza. La bella <em>psiche<\/em> dorata aveva, al contrario di lei, mantenuta intatta la propria identit\u00e0. Si sent\u00ec sfiorare da un vento tiepido, leggero e le parve di volare.<\/p>\n<p>Uno strano senso di confusione le attraversava la fronte, dandole l&#8217;impressione di trovarsi in uno stato di dormiveglia. Lievi formicolii si muovevano da una parte all&#8217;altra, percorrendo con ostinazione, come minuscoli insetti dall&#8217;andatura lenta, la sua parte di faccia tra le sopracciglia e i capelli. Avanti e indietro ripetevano, infaticabili, lo stesso percorso, non mostrando il minimo segno di stanchezza. All&#8217;improvviso ud\u00ec provenire dal bagno un gorgogl\u00eco, uno sciabord\u00eco continuo e insistente. Spalanc\u00f2 la porta. Chi aveva aperto la doccia? Non lo sapeva e comunque non era importante. Avrebbe dovuto approffittarne per riprovare ancora quella sensazione inebriante che solo l&#8217;acqua pu\u00f2 trasmettere. Il getto caldo con i suoi zampilli impetuosi, cadendo, strisciava rapido sul suo viso impietrito, sul suo seno freddo, sul ventre marmoreo, accarezzava le sue lunghe gambe statuarie, per raccogliersi in una grande pozza di schiuma bianca che lentamente defluiva, scomparendo, sotto il pavimento azzurro. Vittoria usc\u00ec e senza asciugarsi si adagi\u00f2 sul letto. Adesso si sentiva meglio. Il contatto diretto con l&#8217;acqua l&#8217;aveva rinnovata, riportata indietro nel tempo, risvegliando in lei palpiti di vitalit\u00e0 che credeva essersi assopiti per sempre.<\/p>\n<p>La piccola radio a transistor che stava sul suo comodino si accese di colpo e lei si stup\u00ec del fatto che funzionasse ancora. La voce calda e rassicurante del dj, dopo avere commentato il terribile temporale che si era abbattuto su tutta la costa, invitava gli ascoltatori a non cambiare stazione: &#8220;Amici, restate con noi &#8230; adesso una bella canzone e poi, poi una notizia straordinaria a Radio Chimera &#8230; ma non posso anticiparvela, vi chiedo solo di aspettare alcuni minuti &#8230;&#8221;. Vittoria si addorment\u00f2, sognando, cullata dalle note della sua canzone preferita, mentre, affascinata, ne seguiva le parole: &#8220;<em>Nuove sensazioni, giovani emozioni, si esprimono purissime in noi. La veste dei fantasmi del passato cadendo lascia il quadro immacolato e s&#8217;alza un vento tiepido d&#8217;amore, di vero amore&#8230;<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Ora si trovava in alto mare: &#8220;Vittoria, Vittoria! Ti avevo detto che non era il caso di uscire con questo tempo&#8221;.  Avvert\u00ec una voce risalire con un gemito su dal fondale, vide il mare gonfiarsi, ingrossarsi, scorse un&#8217;onda gigante arrivare, travolgerla, farla scivolare gi\u00f9 dalla tavola, mentre il cavo elastico, allungandosi, premeva con violenza sulla sua caviglia. Prov\u00f2 con tutte le forze a restare a galla, a riemergere dagli enormi cavalloni che la percuotevano e la inabissavano. Ud\u00ec il <em>leash<\/em> spezzarsi e cap\u00ec che per lei era finita. L&#8217;acqua, la sua amata acqua, stava tentando di soffocarla, di ucciderla, spingendola con rabbia nelle profondit\u00e0 marine.<\/p>\n<p>&#8220;E adesso finalmente la notizia &#8230;&#8221;. La voce che proveniva dalla radio aveva ripreso a parlare ma Vittoria non la sent\u00ec. &#8220;Gentili ascoltatori, ci siete? &#8230;Vi ricordate della grande campionessa di surf Vittoria Reef, scomparsa pi\u00f9 di trent&#8217;anni fa con la sua tavola? Ecco &#8230; Da non credere &#8230;oggi &#8230; oggi il mare ha restituito il suo corpo &#8230; e &#8230; sapete qual \u00e8 la cosa pi\u00f9 sconcertante? Incredibile! Esso \u00e8 perfettamente riconoscibile, praticamente intatto&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Amore?&#8221;, disse il giovane alla moglie, mentre si apprestavano ad uscire per una passeggiata, &#8220;mi ero dimenticato di dirti  che hanno telefonato dall&#8217;agenzia &#8230; dicono che possiamo andare a visitare la villa oggi stesso. Finalmente il nipote di Vittoria Reef ha capito che quella casa non poteva restare ancora disabitata e cos\u00ec si \u00e8 deciso a vendere&#8221;.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7989\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7989\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pioggia batteva forte, scivolava veloce sul davanzale, crepitava, trascinando con s\u00e9 la spessa cortina di salsedine che il vento aveva depositato sopra i vetri. 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