{"id":7967,"date":"2012-01-05T11:28:50","date_gmt":"2012-01-05T10:28:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7967"},"modified":"2012-01-05T11:28:50","modified_gmt":"2012-01-05T10:28:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-apoptosi-di-claudio-cagnazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7967","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Apoptosi&#8221; di Claudio Cagnazzo"},"content":{"rendered":"<p>Nella vecchia e unica scuola media del piccolo paese di Uggiano Montefusco, il professore di scienze istruiva i suoi alunni spiegando loro, le varie modalit\u00e0 di adattamento cellulare. Marco trovava quelle lezioni veramente noiose. Non gli era mai piaciuta la biologia, preferiva piuttosto la letteratura, amava le poesie e, ai temi di italiano, prendeva sempre il massimo dei voti. Quel giorno per\u00f2, un argomento riusc\u00ec a colpire la sua attenzione. Ci\u00f2 accadde quando il professore inizi\u00f2 a parlare dell\u2019APOPTOSI. Nella mente del ragazzo frullavano le parole pronunciate dal professore che, con la sua cadenza salentina diceva: &#8211; \u201cL\u2019APOPTOSI si verifica quando una cellula muore mediante l\u2019attivazione di eventi che portano ad una morte programmata; possiamo anche definirla suicidio della cellula. Quando, per esempio, una cellula \u00e8 infettata da un virus, questa, per evitare che il virus si replichi al suo interno e infetti successivamente le altre cellule, va incontro a questa morte programmata; in questa maniera la cellula infettata salva le altre cellule dal virus e quindi dalla morte\u201d. Marco rifletteva su quelle parole. Non riusciva a comprendere come una cellula potesse essere tanto stupida da uccidersi per salvare le altre, invece di pensare solo a se stessa. Secondo lui tutto ci\u00f2 non aveva alcun senso.<\/p>\n<p>Suonata la campanella i ragazzi uscirono velocemente fuori dalla classe per dirigersi finalmente presso le loro abitazioni. Marco non vedeva l\u2019ora di arrivare a casa perch\u00e9 la mamma come tutti i sabato gli aveva preparato il suo piatto preferito. Sua madre quella mattina era andata a fare un controllo medico perch\u00e9 ultimamente aveva dei malori e quando il ragazzo arriv\u00f2 a casa venne a sapere che presto avrebbe avuto un fratellino. In pratica i malesseri della madre erano tutti dovuti alla inaspettata gravidanza.<\/p>\n<p>Quel giorno fu una vera festa in famiglia, perch\u00e9 la nascita di una nuova creatura \u00e8 sempre un evento straordinario, e come diceva la mamma di Marco, la signora Anna, questo era \u2013 \u201cUn dono di Dio\u201d. Anna era molto religiosa e nonostante non fosse pi\u00f9 giovanissima era ben determinata a portare avanti la gravidanza.<\/p>\n<p>L\u2019idea di un fratellino riempiva di gioia anche Marco. Finalmente avrebbe avuto anche lui un fratello pi\u00f9 piccolo con il quale giocare, guardare la tv, e sfidare alla play station.<\/p>\n<p>Il luned\u00ec a scuola, il bambino non perse tempo e cominci\u00f2 a raccontare a tutti i suoi compagni che molto presto avrebbe avuto un fratellino. Questo pensiero era diventato ormai la sua nuova ossessione. Adesso sarebbe stato davvero arduo fargli seguire le lezioni di scienze.<\/p>\n<p>Quella mattina il professore ricapitolava un po\u2019 gli argomenti trattati la volta precedente e, come gli era solito fare, faceva delle domande ai suoi alunni, per rispolverare nella mente degli scolari le nozioni gi\u00e0 trattate.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cMarco\u201d \u2013 disse il professore \u2013 \u201cRicordi cos\u2019\u00e8 l\u2019APOPTOSI?\u201d<\/p>\n<p>Egli per una volta si sent\u00ec fortunato, perch\u00e9 il professore gli aveva chiesto l\u2019unico argomento che gli era rimasto fissato in mente:  \u201cCerto professore\u201d \u2013 rispose il ragazzo con lo sguardo fiero \u2013 \u201cL\u2019APOPTOSI \u00e8 la morte programmata della cellula\u201d.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cBravissimo\u201d \u2013 rispose il professore.<\/p>\n<p>Marco si sent\u00ec molto soddisfatto e gli sembr\u00f2 curioso il fatto che un argomento che egli non riusciva a comprendere e a condividere gli avesse fatto fare una cos\u00ec bella figura.<\/p>\n<p>Era passato poco pi\u00f9 di un mese da quando si era scoperto che Anna era incinta e la gravidanza iniziava gi\u00e0 a dare i primi problemi. La donna si sentiva sempre molto stanca, aveva spesso la febbre e cosa abbastanza strana presentava forti dolori al collo. Era comunque una donna forte, non si scoraggiava davanti a questi malesseri, voleva andare avanti, essere sempre la solita casalinga efficiente, la mamma premurosa di Marco  e la brava moglie di Roberto.<\/p>\n<p>Una mattina, poco dopo essersi alzata, Anna accese il camino, faceva davvero molto freddo quel giorno, e cominci\u00f2 a preparare la colazione per il figlio. Si sentiva pi\u00f9 debole del solito. Aveva brividi, dolori articolari diffusi, un respiro abbastanza affannoso e quel fastidio alla base del collo che ultimamente proprio non voleva abbandonarla. Si fece forza e continu\u00f2 a preparare la colazione. Mentre il latte era sul fornello a scaldarsi, la donna spalmava la marmellata di albicocche, la preferita del piccolo, su delle belle fette dorate. Appena fu tutto pronto chiam\u00f2 il bambino che, ancora assonnato, si diresse verso il tavolo dove consum\u00f2 la sua colazione molto lentamente, come al solito.<\/p>\n<p>Alle 8,00 in punto Marco salut\u00f2 la madre e si avvi\u00f2 per la scuola che sorgeva ad appena duecento metri dalla loro casa. Appena Anna fu rimasta sola inizi\u00f2 ad avere forti giramenti di testa, era sul punto di crollare a terra ma fece in tempo a sdraiarsi sul divano. Fortunatamente il cellulare era sul tavolino vicino e pot\u00e9 subito chiamare il marito che a quell\u2019ora si trovava gi\u00e0 al lavoro. Roberto appena apprese che la moglie si sentiva male esclamo: -\u201cTra cinque minuti sono a casa! Non muoverti!\u201d.<\/p>\n<p>Cinque minuti dopo Roberto era gi\u00e0 a casa. Egli si rese subito conto che la moglie aveva bisogno di approfonditi controlli medici; era incinta, e quindi trascurare anche solo il minimo problema poteva essere nocivo per il feto.<\/p>\n<p>Quella mattina in ospedale sembrava interminabile per Anna. Era tranquilla, non aveva paura di nulla lei, inoltre era molto religiosa e pregava sempre Dio. Qualunque situazione gli si era presentata davanti, nella sua vita, aveva sempre mantenuto il sangue freddo e affrontato la situazione con calma e coraggio. Ma non adesso. Quello che avrebbe appreso dal medico in quella giornata nosocomiale l\u2019avrebbe gettata nello sconforto e nella disperazione.<\/p>\n<p>Il medico le diagnostic\u00f2 una forma rarissima di cancro alle ghiandole salivari. L\u2019unica possibilit\u00e0 per salvarsi era quella di iniziare subito le terapie anti-tumorali.  Le probabilit\u00e0 di sconfiggere il tumore erano abbastanza buone, ma le terapie avrebbero irrimediabilmente compromesso il bambino che portava in grembo.<\/p>\n<p>La disperazione di Anna era ai massimi livelli. Per niente al mondo avrebbe rinunciato al bambino che cresceva dentro di lei, ma al tempo stesso non avrebbe mai voluto lasciare Marco. La decisione era davvero difficile stavolta. Lei piangeva, guardava Roberto, in lacrime anche lui, e alzava gli occhi al cielo cercando conforto a Dio e sperando in un suo segnale.<\/p>\n<p>L\u2019indomani avrebbe fatto sapere ai dottori la sua decisione. Sperava che la notte le portasse consiglio anche se in realt\u00e0 riusc\u00ec a dormire appena un\u2019oretta. In quel breve tempo sogn\u00f2 la madre morta che si avvicinava al suo letto, le metteva la mano sul cuore e le diceva: -\u201cE\u2019 lui che devi ascoltare\u201d- le diede un bacio e spar\u00ec.<\/p>\n<p>Adesso Anna aveva capito cosa fare; mettere da parte la ragione e ascoltare solo e unicamente il suo cuore. Quel giorno abbandon\u00f2 l\u2019ospedale e disse ai medici che avrebbe portato avanti la gravidanza.<\/p>\n<p>I giorni e le settimane successive proseguirono abbastanza bene. Anna notava che le sue forze erano diminuite, ma riusciva comunque a far sembrare come se nulla fosse accaduto: cucinava, lavava i piatti, stirava e guai a chi le diceva di non affaticarsi troppo.<\/p>\n<p>Col passare dei mesi, i controlli ginecologici si intensificarono sempre pi\u00f9 e, nonostante il tumore avanzasse incontrastato, la gravidanza procedeva in maniera abbastanza soddisfacente.<\/p>\n<p>Gli ultimi mesi per\u00f2 furono difficili. Anna era esausta, priva di forze. La malattia adesso si faceva sentire davvero. I medici decisero di intervenire con un parto cesareo, facendo nascere il bimbo prematuramente. L\u2019intervento and\u00f2 benissimo e le condizioni generali del neonato erano buone.<\/p>\n<p>L\u2019oncologo fece iniziare subito la terapia antitumorale, sperando che non fosse troppo tardi.<\/p>\n<p>Il mese successivo la signora Anna mor\u00ec.<\/p>\n<p>Fu difficile spiegare a Marco perch\u00e9 sua madre fosse morta. In fondo Anna era morta per dare la vita. Ma un bambino a quell\u2019et\u00e0 non pu\u00f2 capire certe cose. Egli non accettava la morte della madre, ma ne capiva il significato. Anna aveva fatto come le cellule, era andata in APOPTOSI. Aveva ucciso se stessa per salvare la vita al piccolo neonato.<\/p>\n<p>Ora Marco capiva davvero quale fosse il senso dell\u2019APOPTOSI. No, non era una morte programmata, o un suicidio come diceva il professore. Era molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Per Marco adesso l\u2019APOPTOSI era un gesto d\u2019amore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7967\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7967\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gesto d&#8217;amore di una madre verso il figlio che porta in grembo, visto con gli occhi di un bambino.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7967\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7967\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":121,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-7967","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7967"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/121"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7967"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7967\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7987,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7967\/revisions\/7987"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}