{"id":7946,"date":"2012-01-05T11:22:57","date_gmt":"2012-01-05T10:22:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7946"},"modified":"2012-05-05T16:48:55","modified_gmt":"2012-05-05T15:48:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-giocattolo-damore-di-kiara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7946","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Giocattolo d&#8217;Amore&#8221; di Chiara Santilli"},"content":{"rendered":"<p>La pioggia batteva spietata sulle strade dei vicoli parigini, bussava alle finestre chiuse, scorreva veloce fin dentro ai tombini in lunghi tormentati fiumiciattoli torbidi e trafiggeva fredda la pelle come fosse fatta d\u2019aghi di ghiaccio. Sul bordo d\u2019un marciapiede c\u2019era un ragazzo che camminava ormai a stento abbracciandosi le spalle per trattenere il calore, fradicio fin dentro alle ossa, sporco e stanco, fin troppo stanco per continuare\u00a0 a resistere il freddo e fuggire il passato lo stesso che dalla sua Germania l\u2019aveva fatto correre veloce sin l\u00ec con forte perseveranza molto e per una lunga strada ma ciononostante senza potersi perdere come avrebbe voluto. Si accovacci\u00f2 contro un muro fermandosi forse per la prima volta a guardarsi, a raccogliere i pezzi. Aveva le scarpe logore, i vestiti a brandelli che sapevano di sudore e s\u2019appiccicavano bagnati alla pelle e ormai la bellezza e il vigore di questo sconosciuto che pochi mesi prima era stato il maggiore Heidelbeere lasciavano solo un pallido ricordo scavato nella pelle umida tra il solco d\u2019una costola e un rantolo senza speranza. Di solito i miracoli vengono a trovarti quando non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare, quando proprio non hai niente da perdere, nell\u2019ultimo secondo dove chiunque direbbe che \u00e8 troppo tardi, ci sono persone che pregano una volta sola e vengono ascoltate, non che Eis fosse ateo certo, ma di preghiere in vita sua non ne aveva pregate tante, e quella donna vestita di rosso, il suo miracolo, venne a tendergli la mano proprio quando aveva gi\u00e0 chiuso gli occhi e il fiato non gli sarebbe bastato nemmeno per l\u2019ultima supplica. Visse con quella dama che l\u2019aveva accolto come creatura sua per qualche mese, tanto gli bast\u00f2 affinch\u00e9 rimettesse i germogli e fu allora che quella stessa donna (che per et\u00e0 probabilmente avrebbe tranquillamente potuto averlo messo al mondo lei e che fino a quel momento era stata timida e amorevole come una madre) a vederselo girare attorno smise di provare un pio sentimento di compassione per il giovane ospite e s\u2019accese di ben altro sentimento tutt\u2019altro che cristiano. Colei che aveva creduta un angelo s\u2019era mutata nel pi\u00f9 avido dei diavoli.<\/p>\n<p>Alcuni sostengono di non aver scelto il loro mestiere ma, al contrario, che il mestiere l\u2019aveva chiamati, e tradizione vuole che le dame un po\u2019 avanti con gli anni, annoiate dalla monotona vita domestica, siano piuttosto pettegole; cos\u00ec avvenne che in poco tempo la cortesia che us\u00f2 quel ragazzo per sdebitarsi della generosit\u00e0 della dama venne per soddisfare le voglie di molte altre.<\/p>\n<p>Eis apprese rapidamente il giro di quella ruota, dare e avere, e per una discreta somma di denaro era ben disposto a soggiornare nelle case altrui come ospite per qualche settimana talvolta anche per una notte sola riscaldando i letti vuoti di rispettabili uomini d\u2019affari troppo presi dalle loro faccende per amare le proprie signore. Il ragazzo divenne presto amico d\u2019una strana e insospettabile verit\u00e0, insospettabile per un uomo d\u2019armi qual\u2019era stato: le donne cambiano con l\u2019amore, mutano, si trasformano e di vederle cambiate, svelate tra le proprie braccia, sotto le sue carezze e come spettatore godersele gettare l\u2019orgoglio, il contegno, il timore e il decoro talvolta persino l\u2019umanit\u00e0 stessa, lui ne viveva facendo dell\u2019amare un\u2019arte e del godere quella volutt\u00e0 una ragione di vita. Oh, in giro si dicevano cose da far rizzare i capelli ai preti: che fosse figlio di chiss\u00e0 quale demonio, che seducesse le pie donne col suo sguardo maligno, che fosse lui il padre di tutti i bastardi dei quartieri alti di Parigi, i galantuomini rabbrividivano al sol pensiero che quell\u2019 essere diabolico potesse esser entrato nel letto di casa loro, che gli avesse insterilito la moglie e persino la cagna. Assurdit\u00e0 che non facevano altro che accrescerne la fama tra le mogli e l\u2019astio trai mariti e ogni notte quando il buio calava e questi affollavano le osterie o correvano dalle amanti, le sue dame abbondavano con l\u2019acqua di rose, mettevano fiori e dolci alle finestre, frinivano come grilli in amore sperando che lui bussasse alla loro porta quella sera piuttosto che a quella della vicina. Non che Eis si sentisse particolarmente addosso la popolarit\u00e0 che gli volevano, per lui infatti era uno scambio naturale arrivato da un bisogno naturale, ma non la pensavano tutti certo a modo suo e bast\u00f2 una notte di troppo e il letto sbagliato che si trov\u00f2 dietro una folla inferocita, correndo avrebbe giurato di vedere almeno un paio di forconi. Forconi capite? Quando mai s\u2019\u00e8 visto un signore di citt\u00e0 rincorrere l\u2019amante della moglie con un forcone? Ad ogni modo, quel bel gioco non poteva ancora continuare e non tanto per sua volont\u00e0, a lui rischiare l\u2019osso del collo non importava di sicuro, quanto per quelle sue signore che avevano finito per affezionarsi al giocattolo e non volevano rischiare di romperlo; cos\u00ec, vietandogli con rammarico l\u2019accesso ai loro talami, gli trovarono un\u2019altra sistemazione. \u201cil ragazzo ha del talento\u201d diceva una \u201c non se pentir\u00e0 madame vedr\u00e0\u201d diceva l\u2019altra \u201cvedr\u00e0. Vedr\u00e0\u2026\u201d Eis dal fondo di quel corridoio rivestito di velluto rosso guardava il suo gruppo di raccomandanti con occhi da bambino mentre lo vendevano come una capra e ancora si domand\u00f2 come fosse possibile che delle dame sposate a signori di citt\u00e0 vendessero l\u2019amante come una capra. Sospir\u00f2. Quando le donne si congedarono con tante lusinghe, Eis, che le aspettava accanto all\u2019uscio, le salut\u00f2 con uno sguardo intenso e contrariato, uscirono tutte a capo chino. Ecco, erano lontane. S\u2019alz\u00f2 dalla sedia e percorso il corridoio tentando invano di non sentirsi osservato dai visi maliziosi appesi nei quadri alle pareti, giunse al bancone dietro cui stava una signora robusta, dalla carne scura con un gran seno che indossava un grosso vestito d\u2019organza piuttosto vecchio, le sorrise sfilandosi la giacca pronto a fare quello che gli riusciva meglio \u2026 &#8211; Che stai facendo?- Eis sollev\u00f2 lo sguardo perplesso quando quella voce gracchiante lo riprese con l\u2019energia d\u2019un rimprovero &#8211; Quello per cui verr\u00f2 pagato.- rispose con naturalezza ansioso di finire &#8211; Non \u00e8 certo cos\u00ec che verrai pagato in questo posto ragazzino.- &#8211; In questo posto?- La donna rispose spalancando un portone che vibrava pericolosamente al ritmo di musica. Eis guard\u00f2 esterrefatto la platea di un teatro apparecchiata con tavoli e poltrone, sul palco si esibivano alcuni giovani passeggiando a tempo sulla passerella che divideva in due la sala, sui\u00a0 lati altri roteavano bottiglie dietro al bancone d\u2019un bar e sui palchi fremevano attivit\u00e0 di ogni tipo. Il giovane aveva infilato il naso in quell\u2019atmosfera degradante e respirato una boccata di quell\u2019aria calda di desiderio che sapeva d\u2019alcol, fumo e chanel e finalmente tutto gli era diventato pi\u00f9 chiaro\u2026 &#8211; Un bordello\u2026- La donna grugn\u00ec \u2013 Questa \u00e8 una casa privata, siamo gente di classe non scrofe da porcile, adesso vieni, vieni con Madame.- lo afferr\u00f2 per la manica della giacca trascinandolo al piano di sopra.<\/p>\n<p>Il pavimento vibrava sotto i piedi.<\/p>\n<p>&#8211; Qui ci sono le camere da letto, bada sono tutte allestite con gusto e stile diverso dovrai essere abile ad indovinare quello delle tue clienti e tenerlo sempre a mente.- L\u2019arredamento della stanza dove lo spinse con poca gentilezza era molto ricercato: il soffitto blu, la seta del baldacchino turchese, nelle mattonelle di vetro c\u2019erano sabbia e conchiglie e alle pareti lampade che mandavano una lieve luce color ardesia, il resto dell\u2019illuminazione arrivava dal basso e dall\u2019imponente acquario sulla parete alla testa del letto con dei pesci striati che nuotavano tranquilli attorno ad una statua bianca raffigurante, non fece fatica a riconoscerla, Venere, che stava in piedi su una conchiglia. Con un tuono la porta chiuse fuori tutti i rumori, ma Eis bad\u00f2 poco al silenzio, poco poich\u00e9 era ben intento a ricambiare lo sguardo pesante e indecifrabile di quella donna dai modi rudi che lo fissava con quelle due perle nere &#8211; Adesso?- le disse non sopportando pi\u00f9 l&#8217;attesa &#8211; Adesso fai quello per cui credi di dover essere pagato, cerbiatto.- Era spiazzato da tanta sicurezza, offeso dal tono burbero ed autoritario di quella voce e intimorito dagli occhi dei pesci che avevano smesso di nuotare placidamente e lo fissavano, tanto che, e odi\u00f2 ammetterlo a se stesso, era terribilmente in imbarazzo, ogni sua mossa era indagata, persino slacciare la fibbia della cinta gli parve complesso e le dita gli si erano fatte di piombo\u2026 -Che ti prende biondino panico da palcoscenico?- Pi\u00f9 che d\u2019ardere d\u2019amore Eis aveva un\u2019irrefrenabile voglia dei dolci di madame\u2026 madame\u2026 Madame? Sospir\u00f2 pesantemente e con una freddezza di cui, a quel punto, non si riteneva nemmeno pi\u00f9 padrone disse: \u2013 Panico io? Semplicemente Madame \u00e8 la prima volta in vita mia che mi viene richiesta una prestazione in modo tanto poco garbato.- la provocazione era palese ed Eis sper\u00f2 con tutto se stesso che la donna uscisse offesa chiudendosi dietro la porta come qualunque donna avrebbe fatto, ma purtroppo per lui Madame non era una qualunque donna. &#8211; Credimi ragazzino\u2026- fece dopo che ebbe domato la grassa risata cui s\u2019era senza complimenti abbandonata \u2013 \u2026 le donne che \u201cti richiederanno una prestazione\u201d qui, vogliono tutto salvo dover esser garbate con quello che pagano.- si be\u00f2 dello sguardo spaventato del ragazzo \u2013 Che c\u2019\u00e8 cerbiatto, sei tanto lontano da casa?- Madame sedette sul letto e l\u2019invit\u00f2 a fare lo stesso, era riuscito appena a sfilarsi la camicia, ma dopo tutto aveva resistito pi\u00f9 degli altri al \u201ccollaudo\u201d. &#8211; Da dove vieni?- &#8211; Che importanza ha da dove vengo?- fece lui con un misto di scherno ed ironia. La sua nuova datrice di lavoro s\u2019accese una sigaretta un vizio che presto prese anche lui<\/p>\n<p>\u2013 Non rendere la vita difficile a chi cerca di farti un favore. Sei in difficolt\u00e0, no!?-<\/p>\n<p>Eis impallid\u00ec e la donna sorrise, aveva un dente d\u2019oro \u2013 Madame conosce il suo lavoro cerbiatto e conosce i ragazzini come te\u2026-\u00a0 frug\u00f2 sotto il cuscino e gli porse una bottiglia di vino rosso \u2013 ne avrai bisogno e speriamo che oltre che la lingua ti sciolga anche i muscoli giusti.- gli sput\u00f2 sgarbatamente il fumo in faccia sollecitandolo a risponderle, il ragazzo afferr\u00f2 il collo della bottiglia e ne tracann\u00f2 una lunga sorsata &#8211; Sono tedesco\u2026- &#8211; E che ci fa un tedesco a Parigi la patria dell\u2019amour!?- Eis rise brevemente e aggiunse\u00a0 \u2013 Mia madre, quella biologica, era Italiana\u2026-<\/p>\n<p>La donna dissip\u00f2 la smorfia dubbiosa e gli diede una vigorosa pacca sulla schiena \u2013 Tr\u00e8s bien! Gli italiani ce l\u2019hanno nel sangue ragazzino, Madame se ne intende.- Il giovane sorrise alle proprie ginocchia senza levare lo sguardo da terra &#8211;\u00a0 Tuttavia non hai ancora risposto! Cosa ci fai qui a Parigi?- Ci fu un ostinato silenzio che la donna ruppe di colpo &#8211; A nessuno qui importa il tuo passato, nessuno ti giudicher\u00e0 perch\u00e8 qui da Madame sei al sicuro, ma certo non potrai pretendere che Madame ti accolga senza saper nulla di te, \u00e8 una questione di fiducia cerbiatto, Madame si fida se ti fidi di lei.- una mano ingioiellata afferr\u00f2 il fondo della bottiglia e lo sollev\u00f2 premendogli l\u2019imboccatura in gola e mentre il vino tiepido gli scivolava nello stomaco Eis guard\u00f2 quegl\u2019occhi neri e quell\u2019unico dente d\u2019oro che presto divenne l\u2019unica cosa che vide, Madame sorrideva, il vino era drogato. \u2026 Riprese lentamente coscienza la mattina dopo, dalle pesanti tende indaco trapelava solo un timido raggio di sole, era inverno in effetti e di sole ce n\u2019era poco, gemette quando una fitta alla testa lo fece svegliare del tutto. &#8211; Tranquillo cerbiatto.- fece una voce che riconobbe subito \u2013 Passer\u00e0 entro la mattinata.- Eis scatt\u00f2 in piedi furente \u2013 Tu, tu mi hai drogato!- ma lo sguardo malizioso che Madame lasci\u00f2 cadere sulla sua nudit\u00e0 fu sufficiente per farlo calmare. La donna aspir\u00f2 con avidit\u00e0 l&#8217;ennesima sigaretta ormai quasi ridotta ad un mozzicone &#8211; Non guardarmi con tante domande negli occhi, Eis.- chi le aveva detto il suo nome? \u2013 Madame ti aveva avvisato che ti si sarebbe sciolta la lingua no?- il giovane trasal\u00ec \u2013 Non temere, Madame ha anche detto che qui a nessuno interessa il tuo passato non mi interessa da cosa tu stia scappando tu hai bisogno di Madame e Madame ha bisogno delle tue \u201cprestazioni\u201d.- Eis digrign\u00f2 i denti quando l\u2019ennesimo sguardo fin troppo audace lo scrut\u00f2. &#8211; Dove sono i miei vestiti?-<\/p>\n<p>&#8211; Suvvia petit non essere avaro lasciati guardare, sapevo che avevi solo bisogno d\u2019un piccolo aiuto per esprimere le tue potenzialit\u00e0, ma mai avrei creduto che il corpo d\u2019un soldato rendesse tanto.-<\/p>\n<p>&#8211; Non sono un pezzo di carne.- replic\u00f2 seriamente infastidito dandole le spalle \u2013 e nemmeno un soldato.- la donna fece dondolare il piede a mezz\u2019aria poggiando una mano sul ginocchio \u2013 In quell\u2019armadio troverai quello che ti serve, hai molto da imparare ancora, oggi \u00e8 il tuo primo giorno, i ragazzi ti spiegheranno cosa fare.- fece per uscire \u2013 Cerbiatto, sarai tutto quello che io vorr\u00f2 che tu sia . &#8211;<\/p>\n<p>Avrebbe voluto rispondere, ma era gi\u00e0 andata via lasciandosi dietro una scia di fumo e odore di chanel.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>L\u2019odore della polvere da sparo e quel gas maledetto che ostruiva i polmoni, che gli impediva anche solo di parlare, il G36 che gli scivolava dalla mani e cadeva a terra con un clok secco, le spalle di due dei suoi uomini le loro mani abituate a maneggiare le armi che lo trasportavano, ed ecco il cielo, l\u2019aria fresca e le loro schiene in lontananza che tornavano verso il palazzo \u201ctranquillo maggiore, agli altri feriti pensiamo noi\u201d,\u00a0 poi, e poi il cielo era diventato rosso. Si svegli\u00f2 di soprassalto nella stessa stanza, ancora lo stesso sogno, pensava confrontando il proprio sguardo con quello vitreo dei pesci e si domand\u00f2 se in fondo tra lo sguardo d\u2019un superstite, un morto che cammina, e quello d\u2019un pesce ci fosse poi tanta differenza. Il passato era venuto a mordergli l\u2019anima anche in quel posto e nei letti delle dame e prima ancora per i vicoli di Parigi e prima, prima su quel campo di battaglia dove tutto era cominciato e dove lui, l\u2019ufficiale, avrebbe dovuto lasciarci le ossa assieme ai suoi uomini. Usc\u00ec sul tetto quella notte. Amava il languore delle ore pi\u00f9 tarde di buio, quando l\u2019intera Parigi riposava come vittima d\u2019un funereo incantesimo, la luna troneggiava pallida nel cielo bagnando i muri delle case con la sua luce lattiginosa, i gatti amoreggiavano sgusciando silenziosi sui tetti, i passeri e le tortore tenevano al caldo le piume sotto le tegole. Respir\u00f2 a pieni polmoni lasciando che la notte lo facesse suo, quel freddo limpido e gelido gli entr\u00f2 dentro ed Eis\u00a0 si confuse presto nella profonda anima dell\u2019oscurit\u00e0 annullandosi nel vento leggero che correva trai suoi capelli biondi. Lei arriv\u00f2 nella casa di Madame un annetto dopo di lui, era giovane, molto giovane avr\u00e0 avuto s\u00ec e no una decina d\u2019anni, faceva tenerezza da quanto era spaventata. &#8211; Come ti chiami signorina?- Rispose al suo posto l\u2019uomo col cappello che l\u2019aveva accompagnata all\u2019aeroporto e la bambina sorrise timidamente, le mancavano due denti da latte. Eis rispose al sorriso con dolcezza Madelene era una bambina d\u2019un castano gentile con tanti bei boccoli tondi e ben formati che gli cadevano intorno al visetto bianco con gli occhi d\u2019un verde non troppo acceso, una creatura gentile, graziosa ma poco appariscente e per questo non la si sarebbe detta proprio bella. Stava seduta a capo chino sul sedile di dietro e per tutta la strada dall\u2019aeroporto alla casa non aveva\u00a0 aperto bocca. Eis la spi\u00f2 dallo specchietto, portava un bel vestitino di raso verde bottiglia coi bottoni sul davanti, delle calze di lana spesse e delle scarpette lucide con le suole di cuoio che batteva di tacco sul sedile seguendo con lo sguardo il dondolare delle gambe. La famiglia di Madelene era poverissima a quanto aveva detto il tipo che l\u2019aveva in consegna, i genitori l\u2019abbandonarono in un orfanotrofio ancora in fasce e su questo orfanotrofio Madame aveva una certa influenza, di recente Eis era venuto a sapere da Vincent, un barman, che la donna non poteva avere bambini e pens\u00f2 ragionevolmente che Madelene fosse quella figlia che tanto doveva aver voluto. Giunsero dunque alla casa in pieno giorno, tutto languiva come sempre a quell\u2019ora cos\u00ec poco attiva per l\u2019amore, Madame era fuori per sbrigare alcuni affari urgenti cos\u00ec Eis, bambina alla mano, scese nel teatro dove Vincent e Romain stavano ordinando i banconi e Rosalie con la solita impudicizia ripuliva divani e poltrone &#8211; Miss, dovresti coprirti ogni tanto non li senti gli spifferi?- la ragazza lo salut\u00f2 con uno sberleffo affettuoso &#8211; Eis, ecco il nostro Eis, chi \u00e8 questa bambina la tua sorellina? Non dovresti portarla in questo luogo di perdizione!- &#8211; Non prendere esempio da tuo fratello!- fece Anton dall\u2019angolo dietro la passerella &#8211; Piantatela, non \u00e8 mia sorella \u00e8 Madelene la bambina di Madame\u2026- Improvvisamente l\u2019allegria sfior\u00ec e i ragazzi si guardarono pallidi in volto, Eis non ebbe il tempo di domandare che la voce di Madame alle sue spalle gi\u00e0 lo chiamava. &#8211; Parleremo dopo, con permesso.- fece l\u2019occhiolino alla ragazza e si cacci\u00f2 a correre con la bambina in braccio. &#8211; Madame.- &#8211; Cerbiatto, cosa ci fai ancora qui?- Eis la guard\u00f2 senza capire. &#8211; Dovreste essere su in una camera tu e la bambina.- &#8211; Cosa? Ma sono appena le cinque del pomeriggio Madame, \u00e8 presto per dormire\u2026- La donna guard\u00f2 truce la piccola che si nascose dietro ad Eis poi subito lui, si scambiarono un lungo sguardo pesante come se ne scambiavano solo a letto &#8211; \u00e8 uno scherzo vero\u2026- &#8211; Madame non scherza mai.- Si morse un labbro \u2013 E se io mi rifiutassi?- &#8211; Allora lo farebbe qualcun altro al posto tuo, qualcuno pi\u00f9 avvezzo a questo posto, pi\u00f9 ruvido, con meno garbo e molta poca pazienza, qualcuno che me la guasterebbe. Oppure peggio ancora\u2026- gli accarezz\u00f2 il viso con la pietra gelida dell\u2019anello \u2013 Il primo depravato che la compra.- Eis guard\u00f2 il visetto spaventato di Madelene, guard\u00f2 il volto rigido di Madame e poi sent\u00ec quella piccola mano che stringeva la sua \u2026 Alcune volte non c\u2019\u00e8 tempo di pensare per prendere decisioni ed \u00e8 in questi casi che la paura e l\u2019irragionevolezza la fanno da padrone. Eis incroci\u00f2 lo sguardo di Madelene e misur\u00f2 la distanza che li separava dal portone d\u2019uscita attraverso il lungo corridoio rosso e stava gi\u00e0 per fare il primo passo quando incroci\u00f2 quello di Madame di sguardo &#8211; Madame deve ricordarti chi eri prima che ti prendesse nella sua casa? Madame deve ribadirti che in questo mondo tutto ha un prezzo?- Eis abbass\u00f2 gli occhi e con un profondo respiro si arrese, caric\u00f2 la bambina in braccio e si avvi\u00f2 per le scale. Scelse la stanza \u201cnera\u201d, le luci erano cos\u00ec soffuse in quell\u2019ambiente che non avrebbe visto gli occhi di quella bambina e sperava con tutto il cuore neppure se stesso, pervaso dallo sconforto scopr\u00ec che la camera deludeva la sua vigliaccheria. Sedette sul letto nascondendo il viso tra le mani mentre Madelene, sempre in silenzio, cullava il gatto di ceramica della reception. Quando Eis sollev\u00f2 lo sguardo quel paio di occhi verdi lo fissava curioso, ricambi\u00f2 quella curiosit\u00e0 con profonda disperazione, con che fegato poteva fare una cosa del genere. Era vero, vendeva il proprio amore, lui era null\u2019altro che feccia, tuttavia anche lui, persino lui aveva una straccio di moralit\u00e0 e si trattava di una bambina per amor di Dio\u2026 &#8211; Quanti anni hai Madelene\u2026- La piccola gli pos\u00f2 il gatto in grembo e pronta sollev\u00f2 le dita, Eis lasci\u00f2 scorrere lo sguardo da una mano all\u2019altra contando e contando alla luce sanguigna della lampada a muro, ma a nulla serv\u00ec ricontarle, quelle dita erano sempre troppo poche . Si copr\u00ec la fronte con la mano\u2026 &#8211; Otto\u2026 hai otto anni\u2026- La bambina gli prese i pollici e lo imit\u00f2 &#8211; No, io ho vent\u2019anni\u2026 vedi, tutte le mie dita pi\u00f9 le tue\u2026- un\u2019enormit\u00e0. Madelene gli sorrise, Eis sospir\u00f2 e mentre impiegava tutto il suo ingegno a trovare una soluzione per ingannare Madame, lei tolte le scarpe, si fece aiutare a salirgli sulle ginocchia e puntandogli i piedi nelle cosce lo spinse con la schiena al materasso, gli slacci\u00f2 la cinta tirando con forza con ambo le braccia e poi la camicia urtando il gatto di ceramica che rotol\u00f2 gi\u00f9 dal grembo del ragazzo e poi precipit\u00f2 al suolo rompendosi in mille minuscole briciole. Quel suono, il suono che fece la ceramica che si crepava fu per Eis come quello d\u2019uno sparo.<\/p>\n<p>Bang.<\/p>\n<p>Gelato dallo stupore con lo sguardo sbarrato la lasci\u00f2 fare e anche l\u2019ultimo bottone della camicia stava venendo via, Eis trasal\u00ec quando Madelene si premette contro il suo petto e sotto alla gonnellina di velluto verde non sent\u00ec altra stoffa, ma solo quella giovane pelle. Scatt\u00f2 all\u2019indietro rapido come un lampo, pi\u00f9 veloce anche del pensiero consapevole e balbett\u00f2 qualcosa senza capirsi<\/p>\n<p>&#8211; No, no, Madelene, questo non si fa non dobbiamo farlo\u2026-<\/p>\n<p>cerc\u00f2 di alzarsi ricadendo su un gomito. La bambina si aggrapp\u00f2 al suo collo per arrivare alla bocca ma Eis volt\u00f2 la testa trattenendosi dall\u2019urlare e le afferr\u00f2 strette le piccole mani nelle sue. La consapevolezza era arrivata, lucida e allucinante.<\/p>\n<p>&#8211; Non \u00e8 la prima volta che ti fanno fare questo vero?- Lo fiss\u00f2 come si guarda uno che non fa le cose come andrebbero fatte, i suoi occhi verdi sembravano ancora pi\u00f9 grandi. Il ripulso nel cuore di Eis arriv\u00f2 dentro allo stomaco e serpeggi\u00f2 fino alla bocca. Un fragore di passi scese gi\u00f9 dalle scale velocemente, Madame non avrebbe mai pensato di vederlo piangere, eppure malgrado quegl\u2019occhi azzurro vivo la fissassero con una rabbia tale che pareva volesse divorarla Eis stava piangendo. &#8211; Perch\u00e9\u2026 \u00e8 solo una bambina maledizione\u2026 \u2013 Madame lo guard\u00f2, la camicia sbottonata, i capelli biondi e quell\u2019espressione \u2026 chi lavorava in quegli ambienti sapeva riconoscere certi sguardi \u2026 &#8211; Tu sei troppo buono cerbiatto.- La piccola giunta in quel momento and\u00f2 di nuovo a nascondersi dietro di lui. -Hai ancora gli occhi pieni di domande Eis significa che questo posto non \u00e8 riuscito a temprarti e che non sei ancora pronto, il tuo esame \u00e8 fallito.-<\/p>\n<p>-Quale esame \u2026\u00a0 &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; Sei sveglio cerbiatto, sai di cosa parlo.-<\/p>\n<p>&#8211; Dunque sapevi\u2026-<\/p>\n<p>&#8211; Madame sa tutto. Suo padre fu il primo e da quel giorno lei non ha pi\u00f9 parlato, voleva liberarsi della bambina e tacere i suoi peccati ed \u00e8 a me che l\u2019ha venduta senza farsi nessuno scrupolo. L\u2019hai capita finalmente la lezione che Madame vuole darti? Ogni cosa ha il suo prezzo Eis, persino l\u2019innocenza ce l\u2019ha. Fai tesoro di questa saggezza perch\u00e9 \u00e8 questa l\u2019unica verit\u00e0 di cui avrai bisogno. &#8211; Eis si chin\u00f2 su Madelene e la strinse a se con tutta la forza della rabbia che lo ardeva.<\/p>\n<p>Era gi\u00e0 sull\u2019arco del portone oltre il lungo corridoio di velluto rosso quando si volt\u00f2 &#8211; Ne far\u00f2 subito tesoro,\u00a0 io ho un prezzo e non pu\u00f2 permetterselo Madame.-<\/p>\n<p>&#8211; Dove te ne andrai Eis, dimentichi che non hai nessun altro posto? Dimentichi che ti ho accolto quando eri null\u2019altro che un miserabile, ti ho vestito, sfamato, dato un lavoro e un tetto e adesso come un ingrato vuoi andartene? Diserterai anche la mia casa maggiore Heidelbeere?- Il ragazzo chin\u00f2 il capo come se il mondo si fosse chiuso su di lui in un momento come il giorno in cui disertando era fuggito dal martello della corte marziale, come quando disonorando il nome di suo padre lui, troppo giovane e mandato a morire, era tornato vivo con un plotone di morti sulla coscienza e per vigliaccheria non aveva permesso che lavassero l\u2019errore col suo sangue.<\/p>\n<p>Sollev\u00f2 lo sguardo, stretta Madelene in un pugno volt\u00f2 le spalle e spar\u00ec.<\/p>\n<p>Nessuno pi\u00f9 lo vide a Parigi forse sistemata la piccola \u00e8 partito in giro per il mondo rincorso ancora dai suoi fantasmi, forse si \u00e8 sparato quella stessa notte con la vecchia pistola seppellita sulle rive della Senna o magari \u00e8 tornato in Germania e si \u00e8 lasciato fucilare da disertore qual\u2019era. Qualunque sia la verit\u00e0 certo di lui non c\u2019era niente da salvare, ma Madelene crebbe sana e forte e non l\u2019ha mai dimenticato ricordando quel disgraziato con la gratitudine e la devozione che le persone normali concedono solo agli angeli.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7946\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7946\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pioggia batteva spietata sulle strade dei vicoli parigini, bussava alle finestre chiuse, scorreva veloce fin dentro ai tombini in lunghi tormentati fiumiciattoli torbidi e trafiggeva fredda la pelle come fosse fatta d\u2019aghi di ghiaccio. 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