{"id":7842,"date":"2011-12-14T19:55:21","date_gmt":"2011-12-14T18:55:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7842"},"modified":"2011-12-14T19:55:21","modified_gmt":"2011-12-14T18:55:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-nel-cielo-di-lhasa-di-decimo-lucio-todde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7842","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Nel cielo di Lhasa&#8221; di Decimo Lucio Todde"},"content":{"rendered":"<p>The Giant Machine Material occupava il cielo di Lhasa. Nubi vaporose di fumo acre e violaceo esalavano da un punto indefinito della complessa macchina. L\u2019ora stabilita della soluzione finale era giunta senza tanti clamori e la gente cap\u00ec che il tempo millenario della storia umana si era consumato velocemente. In ogni angolo della terra, migliaia e migliaia di persone sentirono la necessit\u00e0 di raggiungere la citt\u00e0 santa del Tibet. Nel corso dei secoli passati, lentamente e inesorabilmente, la macchina aveva corrotto l\u2019umanit\u00e0, riducendola allo stato animalesco primordiale: tutti gli esseri viventi del pianeta, eccetto i monaci tibetani, erano caduti nel suo ologramma illusorio. Si presumeva che The Giant Machine Material fosse la proiezione subliminale di un mondo gi\u00e0 morto da miliardi di anni, popolato da esseri antagonisti della creazione biologica e in perenne contrasto con l\u2019evoluzione spirituale. Tuttavia, al sorgere dell\u2019anno 2381, il nefasto lavoro di questo strumento solido inconoscibile non era concluso. Il programmatore nucleare della macchina analizzava dati su dati al fine di completare la sua opera maligna, che prevedeva l\u2019annientamento di ogni singola volont\u00e0 terrena per realizzare la sua funzione finale: l\u2019assoggettamento totale dell\u2019umanit\u00e0 all\u2019eterna sofferenza materialistica.<\/p>\n<p>Il solido roteava lentamente su se stesso. Privo di ogni estetismo creativo, riluceva nel suo freddo colore grigio metallico; emetteva nano-onde all\u2019infrarosso, capaci di inibire i processi mentali superiori dell\u2019uomo. Incessantemente l\u2019atomico sistema operativo della macchina sublimava desideri materiali. The Giant Machine Material avrebbe cancellato definitivamente ogni traccia spirituale dalla Terra e annientato il principio divino della creazione!<\/p>\n<p>Un uomo canuto e avanti negli anni posava in profonda meditazione all\u2019interno di un cerchio di luce eterea, dal diametro di ventisei metri; entit\u00e0 matematica che nella Kabballah ebraica corrispondeva al numero perfetto di Dio. Quell\u2019uomo si chiamava Sechen Lama Rinpoche.<\/p>\n<p>Il vecchio monaco stava assorto nella posizione del loto dinanzi al tempio di Jokhang, al cui interno riecheggiava il canto tibetano dell\u2019Omkara.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da secoli l\u2019umanit\u00e0 conosceva il <em>Karma del Buon Cuore<\/em> racchiuso nel cerchio di luce, definito \u201c <em>Mandala della Conoscenza Assoluta<\/em>\u201d, pur tuttavia effimeri programmi e progetti futuristici avevano attratto i pensieri degli uomini e, cos\u00ec, il tempo si era consumato inutilmente. Il Santo tibetano Sechen Lama Rinpoche era stato prescelto dal fato divino per la battaglia finale contro il diabolico marchingegno, arrivato sulla Terra dagli abissi siderali in epoca preistorica. Egli aveva atteso questa sfida da lungo tempo. All\u2019et\u00e0 di un anno e otto mesi era stata riconosciuta, in lui, la reincarnazione di un illuminato maestro passato a Luce Divina nell\u2019anno 1959. Era cresciuto nel sacro mantra della compassione e aveva vissuto per tutta la vita nel silenzio, in un luogo incerto del Tibet. In tanti credevano che egli fosse disceso dalla montagna sacra Kailash, sul cui tetto vive il dio Shiva con la consorte Parvati. La sua coscienza aveva oltrepassato la barriera del tempo spazio-temporale; aveva abbandonato il suo stato corporeo e si beatificava nella gloria suprema indefettibile del creato. La Fede incrollabile di questo Santo sconosciuto poggiava sulla magnificente energia spirituale, che il tempio tibetano emanava dalle profondit\u00e0 della sua storia millenaria.<\/p>\n<p>Egli riposava nell\u2019oasi della pace assoluta.<\/p>\n<p>Tutte le guerre dei millenni passati avevano trasformato il mondo e l\u2019uomo stesso era divenuto una creatura esclusivamente terrestre, deprivata di ogni afflato metafisico. Accalcata nella piazza del Bakhor in uno stato d\u2019intenso condizionamento al male, la gente attendeva la sconfitta del Santo tibetano per esaltarsi nella possessione totale e definitiva della materia, cos\u00ec come la macchina siderale aveva introiettato nel loro vissuto interiore. I monaci buddisti resistevano stoicamente all\u2019esalazione delle correnti spirituali negative. Statici e solenni assiepavano la grande piazza di Lhasa, e intonando i mantra d\u2019antico lignaggio sostenevano il sacrificio del vecchio Santo.<\/p>\n<p>Per ben centoventi anni, la macchina materiale aveva occupato la mente dei pi\u00f9 saggi e aveva inibito gli antichi insegnamenti del Buddha.<\/p>\n<p>La nascita di questo Santo aveva spezzato quell\u2019incantesimo e, intorno a lui, era rifiorita l\u2019antica spiritualit\u00e0 tibetana. Egli aveva attraversato il ciclo delle reincarnazioni di sua spontanea e illuminata volont\u00e0 per giungere intatto e puro alla lotta finale contro la diabolica macchina. Fin dall\u2019adolescenza, una voce misteriosa gli aveva indicato meticolosamente le varie fasi della sua immane battaglia spirituale.<\/p>\n<p>La macchina sostava in sospensione nel cielo sopra l\u2019antico tempio di Lhasa. La sua forma tronco-conica era divenuta visibile e, agli occhi di quella massa di gente genuflessa, appariva splendente pi\u00f9 del sole. La ferrea disciplina del Guru Yoga Sechen Lama Rinpoche ostacolava l\u2019insulso progetto della materia. Egli vigilava dallo stato del Rigpa (Luce splendente della mente) e vedeva in quella struttura l\u2019inganno e la fallacit\u00e0 delle immagini illusorie che si proiettavano nella sfera psichica dell\u2019umanit\u00e0, ipnotizzata dalla materia.<\/p>\n<p>The Giant Machine Material riversava nella mente del vecchio monaco visioni subliminali terrificanti per indebolirne la sua capacit\u00e0 spirituale. Egli reagiva al male e, lentamente, si trasformava in un\u2019essenza di luce sempre pi\u00f9 rarefatta. La macchina non pot\u00e9 aspettare oltre e sferr\u00f2 un attacco orripilante al Mandala della Conoscenza Assoluta. Una figura mostruosa fuoriusc\u00ec dal solido lucido e compatto: un gigantesco drago cavalcato dalla nera forma della morte si avvent\u00f2 sulla dimensione astrale di Sechen Lama Rinpoche.<\/p>\n<p>Il Manta universale Om Namaha Shivaya vibr\u00f2 sulle labbra dell\u2019illuminato maestro e quel luogo si riemp\u00ec di pace.<\/p>\n<p>Il drago svan\u00ec nel nulla.<\/p>\n<p>The Giant Machine Material, allora, partor\u00ec un ragno enorme e maligno. Il mostro si aggrapp\u00f2 al Mandala di luce e cominci\u00f2 a tessere intorno ad esso una ragnatela nera e viscida, fino a oscurare la sublime luce spirituale del maestro tibetano. Ogni sacrificio di quell\u2019uomo misericordioso sembr\u00f2 vanificarsi all\u2019istante, ma la sua anima restava pura e intatta, se pur imbrigliata nella tela di Maya. La macchina cominci\u00f2 cos\u00ec a introiettare i suoi perversi condizionamenti nella mente del saggio, sotto forma di visioni paradisiache. Mille candide voci lodavano la potenza del maestro e lo osannavano alla pari di Dio per gloria e santit\u00e0. Immagini illusorie, false e sacrileghe, dovette osservare il buon uomo della luce spirituale.<\/p>\n<p>La voce di Sechen Lama Rinpoche si lev\u00f2 alta e la tela materiale cominci\u00f2 a sgretolarsi. Il sacro mantra di Avalokiteswara, l\u2019eccelso mantra della compassione liber\u00f2 il saggio dal groviglio del ragno, e il Mandala della Conoscenza Assoluta riprese a splendere di pura luce. Dallo spazio meditativo, egli pronunci\u00f2 le parole dell\u2019antico Santo tibetano Shantideva:<strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><em>Tutta la gioia di questo mondo deriva dal desiderare la felicit\u00e0 degli altri; tutta la sofferenza di questo mondo deriva dal desiderare la felicit\u00e0 di me stesso. <\/em><\/p>\n<p>Il cielo di Lhasa si oscur\u00f2 e dalla macchina si liber\u00f2 un gas soporifero, mentre un\u2019onda vibratoria si propagava nell\u2019etere e trasmetteva alla parte pi\u00f9 istintuale del cervello umano un ordine ben preciso:<\/p>\n<p><strong> <\/strong><strong>ABANDONMENT OFF ALL SPIRITUAL VISION!<\/strong><\/p>\n<p>Dalla gigantesca macchina si apr\u00ec una porta di luce violacea dall\u2019inaudita potenza magnetica. Un\u2019intensa attrazione biomolecolare cominci\u00f2 ad agire su quel luogo sacro e molta gente fu risucchiata in quel mondo illusorio di falsa felicit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019illuminato maestro estese la sua dimensione meditativa e otto raggi di luce splendente illuminarono il cielo e la terra: <em>\u201cEcco l\u2019ottuplice sentiero del Buddha\u201d<\/em> pronunci\u00f2 dalla luminosit\u00e0 del Dharma.<\/p>\n<p>Il tempo si ferm\u00f2.<\/p>\n<p>La luce di una lampada a olio si accese nel monastero.<\/p>\n<p><em> <\/em><em>Om Padma Hum! Om Padma Hum! Om Padma Hum!<\/em><\/p>\n<p>Il mantra della compassione risuon\u00f2 in ogni luogo del mondo.<\/p>\n<p>The Giant Machine Material cominci\u00f2 a roteare vertiginosamente su se stessa a velocit\u00e0 astronomica, producendo un\u2019energia quantistica negativa incommensurabile, ma fu soltanto l\u2019ultimo atto della sua agonia. La perenne vibrazione del suono Om attravers\u00f2 la sua materia ed essa prese a dissolversi in una sostanza grigiastra e fluida. Lentamente svan\u00ec nel calmo oceano del fiore di loto.<\/p>\n<p>Un monaco agit\u00f2 il gantha. La campana della saggezza risvegli\u00f2 le coscienze.<\/p>\n<p>Il Santo Sechen Lama Rinpoche usc\u00ec dal Mandala della Conoscenza Assoluta, congiunse le mani, fece un inchino al sacro monastero di Jokang e vide che il cielo di Lhasa splendeva diamantino come la mente del Buddha.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7842\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7842\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Giant Machine Material occupava il cielo di Lhasa. 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