{"id":7819,"date":"2011-12-12T20:38:03","date_gmt":"2011-12-12T19:38:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7819"},"modified":"2011-12-12T20:38:03","modified_gmt":"2011-12-12T19:38:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-luna-su-alfama-di-maurizio-malavasi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7819","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Luna su Alfama&#8221; di Maurizio Malavasi"},"content":{"rendered":"<p>In quell&#8217;angolo della citt\u00e0 passava un solo tram, uno di quei piccoli tram gialli che s\u2019inerpicavano sulle stradine di Alfama e si perdevano tra le vecchie case e lo sventol\u00eco di panni bianchi stesi.<\/p>\n<p>Con l&#8217;approssimarsi alla parte alta del quartiere le viuzze salivano strettissime e le casette si facevano pi\u00f9 fitte, costellate di finestre piene di gerani rossi e di edere, di volti di donne che cantavano o gridavano dietro i loro figlioletti.<\/p>\n<p>In quella parte di Lisbona capit\u00f2 Ricardo. Aveva lo sguardo rivolto ai numeri delle case e uno strano senso di smarrimento annebbiargli la mente.<\/p>\n<p>Quel bramato numero 10 di Rua do Paradiso non arrivava mai; quando gli sembrava di essere ormai vicino, una serie di piccole botteghe, negozietti di <em>azulejos<\/em> e antiquariati prolungavano ancora per alcuni metri il suo cammino.<\/p>\n<p>Cambi\u00f2 di mano la valigia e, con quella libera, tolse ancora una volta di tasca il biglietto tutto spiegazzato &#8220;Rua do Paradiso n\u00b010&#8221; c&#8217;era scritto. E, subito sotto, &#8220;Famiglia Bento&#8221;.<\/p>\n<p>Poco dopo si ferm\u00f2. Non vi erano dubbi. Era proprio di fronte al numero 10 di quella via. La sua casa. O, almeno, quella che per qualche tempo sarebbe stata la sua nuova casa.<\/p>\n<p>Non che si aspettava certo una reggia: avrebbe preferito almeno una casa accogliente e meno fatiscente come quella\u2026<\/p>\n<p>Lui, che ad Albufeira abitava in una villetta con uno splendido giardino immersa nel verde.<\/p>\n<p>Ma la capitale era una cosa e Albufeira un&#8217;altra.<\/p>\n<p>Suo padre si era accomiato da lui davanti alla porta di casa raccomandandogli fiducioso:&#8221; E&#8217; gente di Albufeira e sanno di chi sei figlio. Non ricchi, ma brave persone\u2026e poi tu vai a Lisbona per lavoro, non per altro. Ti tratteranno col dovuto rispetto.&#8221;<\/p>\n<p>Eh gi\u00e0\u2026Qualche mese prima il ragazzo era riuscito a vincere il concorso per entrare in polizia e dopo vari tentativi andati a vuoto era bastata una nuova conoscenza di pap\u00e0 per superare la selezione e diventare finalmente un agente di pubblica sicurezza, quello che aveva sempre sognato.<\/p>\n<p>Aveva posato ora la valigia a terra e stava immobile, davanti a quella porticina. Si affacci\u00f2 da un balcone vicino un donnone con mezzo seno che le traboccava fuori dalla vestaglia e Ricardo abbass\u00f2 lo sguardo.<\/p>\n<p>Restare l\u00ec fermo, incollato sul marciapiede non aveva senso, gli conveniva salire da questi Bento, non aveva altre alternative per il momento. Caso mai, dopo qualche giorno, avrebbe telefonato a suo padre e cambiato casa. Per fortuna, non vi erano problemi economici, solo che per pap\u00e0 se una persona era anche lontanamente originaria di Albufeira era come un fratello.<\/p>\n<p>&#8220;Oh\u2026splendido, splendido\u2026&#8221; esord\u00ec il signor Bento. Aveva tolto la valigia dalle mani del suo nuovo ospite e si era dimenticato di posarla, cos\u00ec gesticolando, la alzava e la abbassava e nella sua manona enorme non sembrava pi\u00f9 una valigia, ma una cartellina vuota.<\/p>\n<p>&#8220;Scommetto che non ha mangiato, vero?&#8221; lo interruppe la moglie, minuta e ilare nel suo volto dalle guancette rosse, &#8220;e tu stai ancora a ripetere per la ventesima volta <em>splendido- splendido<\/em>, posa quella valigia Luis&#8221; concluse la moglie riferendosi al marito.<\/p>\n<p>Poi, rivolgendosi a Ricardo, lo esort\u00f2 a non badare al caos in giro dato che in casa giravano due figli disordinatissimi.<\/p>\n<p>Pochi minuti dopo Ricardo era a tavola. La signora aveva messo gi\u00f9 in fretta e furia una tovaglia di bucato fresco che sventolava fuori dal balcone prima della sigla del telegiornale, mentre il signor Luis era sceso a comprare il Porto, nonostante le proteste dell&#8217;ospite.<\/p>\n<p>&#8220;Dannazione!&#8221; aveva detto quell&#8217;omone &#8220;sono un bidello, non un barbone! Non lo compro spesso perch\u00e9 mi rovina il fegato, per\u00f2 oggi c&#8217;\u00e8 un nostro compaesano e dobbiamo festeggiare\u2026&#8221;<\/p>\n<p>A tavola, tra un bicchiere e l&#8217;altro, Bento padre aveva iniziato il suo sfogo che, finalmente, trovava un degno ascoltatore: i figli gli stavano rovinando l&#8217;esistenza e il fegato\u2026ecco tutto. Dov&#8217;erano adesso, tanto per essere precisi, mentre la famiglia era a tavola e per di pi\u00f9 c&#8217;era un &#8220;illustre&#8221; ospite?<\/p>\n<p>Mistero.<\/p>\n<p>Le scuse erano comunque gi\u00e0 pronte: gli straordinari sul lavoro, il tram in ritardo, e cos\u00ec via, una frottola dietro l&#8217;altra.<\/p>\n<p>Solo che si stavano sbagliando se credevano che lui abboccasse a tutto, non era certo nato ieri, ed era certo un tipo sveglio.<\/p>\n<p>Ricardo ascoltava, annuiva, ogni tanto azzardava qualche giustificazione per i figli: non aveva capito nemmeno di che sesso fossero e che et\u00e0 potessero avere: ma non gliene importava assolutamente nulla, il suo pensiero era rivolto ancora a casa sua.<\/p>\n<p>Le sere, a quest&#8217;ora, era gi\u00e0 sul divano con Isabel ad ascoltare il loro CD preferito o a guardare un film preso a noleggio.<\/p>\n<p>Isabel\u2026cos\u00ec donna e matura, con un profumo sul collo che lo stordiva letteralmente.<\/p>\n<p>A volte usciva con lei sul lungomare per passeggiare mano nella mano fino al locale di Xavier dove la prendeva in spalle e le faceva fare un po&#8217; di metri \u201cin spagoletta\u201d.<\/p>\n<p>Isabel aveva un modo tutto suo, tiepido e confidente di raccogliersi tra le sue braccia ed era per questo che Ricardo si sentiva il padrone dell&#8217;Oceano in quei momenti.<\/p>\n<p>&#8220;Non rester\u00f2 da questi Bento: domani, al massimo dopodomani, trovo una scusa qualunque e levo le tende&#8221; decise.<\/p>\n<p>Suon\u00f2 il campanello.<\/p>\n<p>&#8220;Vede?&#8221; esplose Luis &#8220;A quest&#8217;ora\u2026&#8221;<\/p>\n<p>Entr\u00f2 sua figlia, pallida, spettinata e con un fare un po&#8217; trasandato.<\/p>\n<p>Aveva qualcosa di sfrontato e di indifferente nello stesso tempo: attraente, a modo suo, ma niente affatto interessata al proprio aspetto.<\/p>\n<p>Tese la mano dicendo &#8220;piacere&#8221; e si diresse verso il balcone accendendosi una sigaretta mentre pap\u00e0 le decantava ancora le qualit\u00e0 dell&#8217;ospite e del padre&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Sa, \u00e8 molto timida, \u00e8 una ragazza particolare, a volte solitaria, non ha ancora un fidanzato e non gliene importa niente averlo\u2026&#8221; sussurr\u00f2.<\/p>\n<p>Ricardo annu\u00ec e, a dire la verit\u00e0, il ritratto della ragazza che aveva delineato il padre non era molto lontano da quello che stava notando in quell&#8217;istante.<\/p>\n<p>Suon\u00f2 il telefono, la madre dopo aver parlottato un po&#8217; alla cornetta, torn\u00f2 in salotto con il viso semiafflitto mentre guardava di sottecchi il marito &#8220;Victor ha telefonato per dire che mangia un boccone fuori perch\u00e9 \u00e8 appena andato a giocare a calcetto con gli amici&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Splendido, splendido\u2026&#8221;scatt\u00f2 in piedi Luis.<\/p>\n<p>Mand\u00f2 gi\u00f9 un bicchiere di Porto per dimenticare le parole della moglie, ma un accesso di tosse tolse ogni dignit\u00e0 al suo atteggiamento.<\/p>\n<p>La figlia seguitava a fumare, appoggiata alla ringhiera mostrandoci il suo profilo.<\/p>\n<p>Il sole stava calando sul quartiere e quel gioco di chiaro-scuri sui tetti delle case creava quel non so ch\u00e9 di diafano lungo tutta la sua sagoma.<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; pronto da mangiare per me?&#8221; chiese la ragazza rivolta alla madre.<\/p>\n<p>Luis la interruppe con tutta la sua arrabbiatura &#8221; Perch\u00e9 scusa? Arrivi quando cavolo vuoi e vuoi pure il piatto caldo, eh?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Devo uscire&#8221;<\/p>\n<p>Luis guard\u00f2 Ricardo e poi uccise sua figlia con gli occhi. &#8220;Tu non vai da nessuna parte, carina stasera\u2026Stasera abbiamo ospiti e non ti muovi di qua!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Signor Bento, ma la signorina pu\u00f2 uscire senza problemi\u2026non sono certo un&#8217;ospite d&#8217;eccezione io\u2026&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Niente ma\u2026signor Ricardo, il fatto \u00e8 che la signorina deve imparare ancora cos&#8217;\u00e8 il rispetto\u2026&#8221;<\/p>\n<p>Il giovane allarg\u00f2 le braccia e sorseggi\u00f2 un po&#8217; di Porto. Luis gli stava simpatico: voleva fare il <em>pater<\/em> <em>familias, <\/em>ma non ci riusciva: in fondo in fondo adorava i suoi figli.<\/p>\n<p>La ragazza guardava il padre con freddo astio. I suoi occhi di sfida erano capaci di esprimere assai di pi\u00f9 di quello che gli avrebbe urlato dietro. Butt\u00f2 la sua sigaretta ed esord\u00ec con un &#8220;Cos&#8217;\u00e8 &#8216;sta storia del non uscire stasera?&#8221;<\/p>\n<p>Il padre parve titubare un attimo &#8220;E&#8217; che\u2026una ragazza di 19 anni non pu\u00f2 uscire tutte le sere\u2026cos&#8217;\u00e8 questa? L&#8217;orgia del divertimento? Questa casa non \u00e8 l&#8217;albergo Bento!!!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Allora vado a letto. Ho mal di testa&#8221; disse quasi con sprezzo. Si strofin\u00f2 il naso, fece un cenno alla mamma e se ne and\u00f2 verso la sua stanza.<\/p>\n<p>&#8220;Vede? Vede?&#8221; proruppe Luis torcendo gli occhi.<\/p>\n<p>&#8220;Ecco i figli d&#8217;oggi, la gratitudine che hanno verso chi ha sacrificato tutto per loro! Ed io che avrei voluto studiare e i miei non ne avevano le possibilit\u00e0\u2026continuiamo cos\u00ec, continuiamo a sputare addosso ai genitori, che bella riconoscenza!!!&#8221;<\/p>\n<p>Sennonch\u00e9, inaspettata, risuon\u00f2 la vocina flebile della moglie &#8220;Tua figlia non \u00e8 una bimba e studia per realizzarsi un giorno, quello che tu non sei riuscito a fare ma per colpe non tue\u2026Avr\u00e0 diritto a svagarsi anche lei o no? Non ti ricordi tu quando avevi vent&#8217;anni, eh? Che andavate in giro in vespa in 3\u2026!!!&#8221;<\/p>\n<p>Luis sbuff\u00f2, bevve un altro bicchiere di Porto. Era incazzato nero e confuso allo stesso tempo, incerto tra l&#8217;amore filiare e la loro mancanza di rispetto.<\/p>\n<p>&#8220;Bello spettacolo che abbiamo dato! Chiss\u00e0 cosa penser\u00e0 questo compaesano di noi!&#8221;<\/p>\n<p>Ricardo lo interruppe &#8220;Per carit\u00e0, signor Luis, non si metta idee sbagliate in testa\u2026cose di questo genere succedono in tutte le famiglie&#8221;.<\/p>\n<p>Luis pareva un po&#8217; pi\u00f9 consolato adesso. Guardava il fondo del bicchiere come se dovesse trovarci la risposta a ogni perch\u00e9.<\/p>\n<p>Il ragazzo si stir\u00f2 un attimo e guard\u00f2 l\u2019orologio: in quel momento Isabel stava ascoltando il loro CD, come aveva promesso.<\/p>\n<p>Isabel\u2026<\/p>\n<p>Quando stava per baciarla lei chiudeva gli occhi, lo sentiva sempre un attimo prima, come una micina\u2026<\/p>\n<p>Ma gli venne in mente improvvisamente anche la figlia di Luis e Isabel svan\u00ec, come in un ricordo d&#8217;infanzia.<\/p>\n<p>Guardava il balcone lasciato vuoto da quella ragazza e provava un desiderio di rivederla, di sentire ancora la sua presenza senza neppure il bisogno di levare gli occhi.<\/p>\n<p>O forse era il Porto\u2026ne aveva  bevuti di bicchieri!<\/p>\n<p>Alle 11 Luis, che aveva cominciato a sbadigliare da mezz&#8217;ora, chiese scusa, sostenendo che il mattino seguente alle 6 e 30 era in piedi e and\u00f2 a letto.<\/p>\n<p>Dopo alcuni istanti di silenzio la madre usc\u00ec dalla cucina asciugandosi le mani, indic\u00f2 la camera a Ricardo e poi si conged\u00f2 da lui raggiungendo suo marito nella stanza da letto.<\/p>\n<p>Il giovane ospite rimase solo.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di coricarsi adesso gli metteva angoscia: lui, che ascoltava il rumore del mare fino a mezzanotte.<\/p>\n<p>Si sofferm\u00f2 sulla ringhiera del balcone a respirare il profumo notturno della capitale. Le grida dei bambini, i canti delle madri e l&#8217;odore di olio fritto avevano lasciato il posto al silenzio, all&#8217;oscurit\u00e0 e ai bagliori che uscivano dalle finestre.<\/p>\n<p>Sent\u00ec un tintinn\u00eco di bicchieri, si gir\u00f2 e not\u00f2 la figlia che dal salotto si dirigeva verso di lui.<\/p>\n<p>Non era andata a letto? Si chiese tra se e s\u00e9<\/p>\n<p>Lei sorrise quando gi\u00e0 era a un palmo dal suo viso.<\/p>\n<p>&#8220;Non dormo se vado a letto cos\u00ec presto&#8221; sentenzi\u00f2 &#8220;L&#8217;ho detto perch\u00e9 non volevo pi\u00f9 vedere mio padre in quel momento&#8221;<\/p>\n<p>Gli si avvicin\u00f2 con due bicchieri di Porto in mano e gliene porse uno.<\/p>\n<p>&#8220;Beh\u2026che ne pensi?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Di cosa?&#8221; balbett\u00f2 Ricardo.<\/p>\n<p>Era preso di sprovvista, legato all\u2019idea di figlia che gli aveva delineato pap\u00e0 Bento.<\/p>\n<p>&#8220;Ma di tutto naturalmente! Questa vecchia casa di Alfama, la tua stanzetta, le chiacchere di mio padre quando beve..&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Cosa devo dire? Non mi dispiace\u2026Mi sembra di ritornare in un luogo gi\u00e0 noto, se penso che sono qui da qualche ora\u2026&#8221;<\/p>\n<p>In un certo senso era vero, forse era quell&#8217;aria fresca che entrava dal balcone a ricordargli il lungomare della sua cittadina o la semplice presenza di lei che lo agitava mettendogli in corpo una dolce, ebbra inquietudine.<\/p>\n<p>Il ragazzo desider\u00f2 baciarla in quel secondo; lo desider\u00f2 pi\u00f9 di qualsiasi altra cosa al mondo. Ma non ne avrebbe mai avuto il coraggio.<\/p>\n<p>Avvicin\u00f2 il suo bicchiere a quello della ragazza per un piccolo accenno di brindisi e sorseggi\u00f2 del Porto.<\/p>\n<p>&#8220;No\u2026no\u2026non ti preoccupare; di scene cos\u00ec ne ho viste\u2026&#8221; e stopp\u00f2 il suo istinto.<\/p>\n<p>Lei trangugi\u00f2 in un sol sorso il Porto dal suo bicchiere e prese per mano il suo ospite.<\/p>\n<p>Il cuore di Ricardo batt\u00e9 a mille in quel mentre, poi lei fece scivolare le sue dita sul suo palmo e gli sorrise.<\/p>\n<p>&#8220;Hai visto che luna stanotte su Alfama?&#8221;<\/p>\n<p>Il giovane mise fuori la testa in direzione del cielo e scrut\u00f2 l&#8217;orizzonte. Aveva ragione lei. La luna piena di quella serata illuminava a giorno i tetti del quartiere creando quasi una scia di falene che sfiorava tutti i camini delle case.<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; meravigliosa, non sembra neanche vera: ma \u00e8 sempre cos\u00ec la luna su questa citt\u00e0?!?!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;No, \u00e8 che l&#8217;ho dipinta io\u2026per questo \u00e8 cosi!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Come l&#8217;hai dipinta te?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, non sai che dipingo? Mio padre non ti ha raccontato nulla di me? Non ci credo\u2026&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;No, nulla&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Beh, allora sappi che sono un artista&#8221; concluse con un&#8217;aria piuttosto ironica.<\/p>\n<p>Lui le sorrise accettando il gioco in cui lo aveva coinvolto. &#8220;Le piace giocare\u2026allora stiamo al suo giuoco, vediamo dove mi porta\u2026&#8221; ripass\u00f2 mentalmente.<\/p>\n<p>La ragazza gli strinse di nuovo la mano e lo trascin\u00f2 verso il corridoio. &#8220;Vieni che ti faccio vedere la mia camera adesso!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Senti, ma\u2026&#8221; mormor\u00f2 il giovane.<\/p>\n<p>Lei non lo ascolt\u00f2, apr\u00ec la porta piano piano e accese la abat-jour.<\/p>\n<p>&#8220;Che te ne pare?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Eh!!!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Scccc&#8221; abbassa la voce &#8220;E&#8217; tardi, i miei dormono\u2026&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Ah, scusa&#8221;<\/p>\n<p>Su quelle quattro mura si stendevano una miriade di disegni, bozze, quadri e azulejos di varie dimensioni. L&#8217;intera scrivania era sommersa da colori, pennelli e altri barattolini vari. Il tappeto che si allungava di fianco al letto era totalmente coperto da cavalletti in legno e stracci sporchi di vernice.<\/p>\n<p>&#8220;Come fai a muoverti qui dentro?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Ci sono abituata, sai\u2026Non fare caso al delirio che c\u2019\u00e8 qua. Guarda quello che c\u2019\u00e8 appeso e dimmi che ne pensi&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Sei bravissima, mamma mia quanti disegni! Stai facendo una scuola o dote naturale?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Uno e l&#8217;altro, disegno da quando ho imparato a tenere in mano una matita e adesso seguo una scuola di scenografia\u2026Allora, quale di questi ti piace di pi\u00f9?&#8221; concluse indicandomi alcune delle sue opere.<\/p>\n<p>&#8220;Mah\u2026direi che questo volto di donna a carboncino mi ha colpito molto\u2026&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Sai chi \u00e8?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;No&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; mia madre da giovane, un suo ritratto&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Caspita\u2026 sei proprio in gamba&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Ci ho messo poco a farlo, adoro disegnare col carboncino, la mano mi scivola via con pi\u00f9 facilit\u00e0&#8221;<\/p>\n<p>Poi mi guard\u00f2 con aria indagatrice, aggrott\u00f2 le ciglia ed esplose con un &#8220;Ma perch\u00e9 non ti siedi un attimo e ti fai fare un ritratto col carboncino?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Adesso?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec perch\u00e9?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Non so\u2026quanto ci metti? Non devi andare a letto?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;No, ma va! Ci metto pochissimo, siediti, dai!&#8221;<\/p>\n<p>Ricardo si convinse. Si sedette sulla sedia e mise il viso nelle direzione che gli aveva suggerito la ragazza.<\/p>\n<p>Lei tir\u00f2 fuori tutto il necessario, mise un cartoncino duro sotto un foglio bianco, si sdrai\u00f2 davanti al nuovo ospite e inizi\u00f2 a disegnare.<\/p>\n<p>Dopo vari movimenti della mano e alcune sue espressioni da &#8220;artista al lavoro&#8221;, il provetto poliziotto ruppe il silenzio.<\/p>\n<p>&#8220;Ma non mi starai facendo pi\u00f9 brutto del solito, vero?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Scccc!!! Sto creando, quando creo ho bisogno di silenzio\u2026&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Va bene&#8221;<\/p>\n<p>Il giovane si zitt\u00ec e attese il tempo necessario per la conclusione del ritratto. Continuava comunque a spiare la figlia di Luis nei suoi atteggiamenti: mordicchiava il matitone con cui disegnava, storceva il naso a ogni schizzo, infine inarc\u00f2 le labbra quando termin\u00f2 l&#8217;opera d&#8217;arte.<\/p>\n<p>Com&#8217;era naturale in queste sue movenze, sembrava proprio una bimba alle prese con i suoi primi disegnini.<\/p>\n<p>Quanto gli piaceva!<\/p>\n<p>&#8220;Ecco fatto&#8221;. Prese il disegno con entrambe le mani e, con ancora la lingua tra i denti, afferm\u00f2 che era venuto benissimo.<\/p>\n<p>Poi lo appoggi\u00f2 sulla faccia di Ricardo e lo tolse dopo qualche secondo.<\/p>\n<p>Guardo dritto nei suoi occhi e in seguito lo copr\u00ec di nuovo col disegno.<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, s\u00ec, \u00e8 quasi perfetto!&#8221; termin\u00f2 sorridendo.<\/p>\n<p>Il ragazzo fremeva dal vedere quel foglio e glielo strapp\u00f2 quasi dalle mani: lo fiss\u00f2 per un attimo e poi guard\u00f2 lei.<\/p>\n<p>&#8220;Beh, ma non sono ancora in divisa!?!?&#8221;<\/p>\n<p>Aveva anche schizzato sotto il volto del ragazzo il suo corpo in miniatura vestito con la divisa della polizia e una paletta in mano.<\/p>\n<p>&#8220;Che matta che sei, mi somiglia tantissimo!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Bene, sono contenta, ridammelo un attimo che voglio ritoccarlo\u2026&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, s\u00ec, ma dopo me lo ridai, vero?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Che scherzi? I disegni che faccio li tengo tutti io\u2026&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Ah\u2026ma allora cosa l&#8217;hai fatto a fare?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Perch\u00e9 pensavi che te lo avrei regalato? Ogni ritratto che faccio \u00e8 custodito gelosamente da me\u201d. Ricardo non rispose. A dire il vero ci rimase un po&#8217; male, poi ripens\u00f2 alle parole di Bento Padre e cap\u00ec che s&#8217;era fatto un&#8217;idea sbagliata di lei: era una ragazza molto strana e particolare, ma a lui piaceva non poco e bisognava accettarla cos\u00ec com&#8217;era.<\/p>\n<p>La figlia di Luis copr\u00ec di nuovo il volto di lui col foglio e accenn\u00f2 alcuni ritocchi.<\/p>\n<p>Si ferm\u00f2 all&#8217;improvviso. Passarono alcuni secondi. Avvicin\u00f2 il proprio volto al disegno.<\/p>\n<p>Solo un foglio bianco divideva il suo viso da quello di Ricardo.<\/p>\n<p>Il giovane sent\u00ec il suo respiro vicinissimo e il suo alito inumidire la carta.<\/p>\n<p>Lei tir\u00f2 via il disegno che divideva i due profili e poi rimase in silenzio a osservarlo nella penombra della cameretta. Lo fiss\u00f2 negli occhi con seriet\u00e0 e compostezza. Rimase fissa e immobile a contemplarlo a un centimetro dal naso. Poi abbass\u00f2 lo sguardo verso la su bocca e gli diede un bacio. Ricardo aveva freddino tra quelle mura, ma quell\u2019incontro di labbra lo riscald\u00f2 frettolosamente e lo fece saltare sulla sedia.<\/p>\n<p>Il sapore che gli lasci\u00f2 sulla bocca lo inebri\u00f2 moltissimo e quando lei si allontan\u00f2 lentamente dal suo viso, fece passare la sua lingua sulle labbra per sentire ancora l\u2019umido di quel bacio e per verificare se ci\u00f2 che era accaduto era realmente vero.<\/p>\n<p>\u201cScusa\u201d disse lei \u201cti auguro una buona notte\u2026\u201d<\/p>\n<p>Lui voleva sussurrarle qualcosa, ma non gli usciva niente dalla gola.<\/p>\n<p>La ragazza si alz\u00f2 e si diresse verso la finestra rimanendo parzialmente in controluce.<\/p>\n<p>Ricardo capii che in quel momento qualsiasi cosa avrebbe vibrato la sua voce sarebbe stato superfluo. Solo il silenzio avrebbe espresso al meglio tutto quello che si era creato in quella stanzetta. Il giovane si gir\u00f2 di nuovo verso la finestra. Lei fece un sospiro profondo poi sussurr\u00f2 \u201cAna\u2026mi chiamo Ana\u201d<\/p>\n<p>\u201cBuonanotte Ana\u201d mormor\u00f2 Ricardo<\/p>\n<p>\u201cBuonanotte Ricardo\u201d<\/p>\n<p>Il ragazzo si allontan\u00f2 lentamente lasciandosi dietro la porta a vetri. Entr\u00f2 nella sua stanza, apr\u00ec i vetri della finestra e si sdrai\u00f2 sul letto cercando di assaporare ancora il momento in cui incroci\u00f2 le labbra di Ana. Poi ripens\u00f2 a Isabel, al suo volto gentile, ai suoi capelli mossi.<\/p>\n<p>Ma l\u2019immagine di Ana era molto pi\u00f9 forte: il suo volto, triste e indifferente insieme, soverchiava tutto: era appeso su quella luna piena che quella notte dominava Alfama.<\/p>\n<p>Poco dopo scatt\u00f2 una chiave nella porta d\u2019ingresso. Il fratello tornava dalla partita di calcetto.<\/p>\n<p>Ricardo si volt\u00f2 nel letto. Chi avrebbe preso sonno dopo quello che era appena successo?<\/p>\n<p>Fiss\u00f2 fuori dai vetri in cerca di nuovo di un\u2019immagine di lei.<\/p>\n<p>Alcune lontane note di fado salivano dal ristorantino all\u2019angolo della via. La luna brillava ancora sopra i tetti del <em>barrio<\/em>, e sembr\u00f2 per una frazione di secondo avere il volto di Ana che gli strizzava l\u2019occhio allegramente. Il giovane fece un sobbalzo nel letto. Ora si sapeva con certezza che non si sarebbe pi\u00f9 mosso di l\u00ec. Il caso lo aveva condotto nel posto giusto. La sua nuova casa, a Lisbona, era in rua do Paraiso al numero 10.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7819\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7819\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quell&#8217;angolo della citt\u00e0 passava un solo tram, uno di quei piccoli tram gialli che s\u2019inerpicavano sulle stradine di Alfama e si perdevano tra le vecchie case e lo sventol\u00eco di panni bianchi stesi. Con l&#8217;approssimarsi alla parte alta del quartiere le viuzze salivano strettissime e le casette si facevano pi\u00f9 fitte, costellate di finestre [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7819\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7819\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2247,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-7819","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7819"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2247"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7819"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7819\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7821,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7819\/revisions\/7821"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7819"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7819"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7819"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}