{"id":7709,"date":"2011-11-29T15:14:41","date_gmt":"2011-11-29T14:14:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7709"},"modified":"2011-11-30T17:20:53","modified_gmt":"2011-11-30T16:20:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-lamicizia-ha-il-numero-tre-di-elena-checcoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7709","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;L&#8217;Amicizia ha il numero Tre&#8221; di Elena Checcoli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong><em>L\u2019Amicizia ha il numero Tre<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Appoggi\u00f2 la schiena a quella parete umidiccia, trattenendo un tremolio al contatto con le pietre fredde ma non lo diede a vedere, tanto che si limit\u00f2 ad infilare le mani nelle tasche della felpa, lasciando che lo sguardo vagasse nel vuoto davanti a lui e si perdesse nell\u2019oscurit\u00e0.<\/p>\n<p>Una notte come tante, una notte scura, una notte senza stelle.<\/p>\n<p>Una notte dove lui era sempre lo stesso, dove niente sembrava cambiare ma tutto continuava a scorrere inesorabilmente. In fondo, non gli interessava di cosa sarebbe successo il giorno seguente, aveva troppa paura per chiederselo e troppo menefreghismo per considerarlo tale.<\/p>\n<p>Diede nervosamente un calcio ad una piccola pigna, caduta poco prima dai rami di un albero nel giardino dietro di lui: era gi\u00e0 autunno, cavolo.<\/p>\n<p>Con fare abitudinario prese un pacchetto bianco e rosso, di dimensioni modeste ed una scritta in nero piuttosto evidente: \u201cil fumo uccide\u201d. Si scroll\u00f2 le spalle, nemmeno l\u2019aveva davvero tenuto in considerazione quell\u2019insieme di lettere stampate sul bianco: a cosa servivano, se tanto i fumatori continuavano per la loro strada?<\/p>\n<p>La societ\u00e0 era assurda, davvero.<\/p>\n<p>Estrasse una sigaretta e se l\u2019accese, portandosela alla bocca quasi con noncuranza mentre il suo sguardo restava sempre inespressivo, i suoi occhi scuri che si confondevano con l\u2019oscurit\u00e0 di quella notte: gi\u00e0, la notte, chiss\u00e0 se anche quella volta sarebbe riuscita a illuderlo di una possibile soluzione a quella questione.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Non dovresti fumare. &#8211;<\/p>\n<p>Una voce limpida e sincera squarci\u00f2 quel silenzio, donando all\u2019aria quel poco di armonia che solitamente possedeva: era in piedi affianco a lui, lo guardava con occhi appena socchiusi e le braccia strette attorno al corpo nel vano tentativo di proteggersi da quel vento pungente.<\/p>\n<p>Lui arrest\u00f2 per qualche istante l\u2019ascesa della sigaretta e alz\u00f2 leggermente il capo per osservarla: i soliti capelli biondi illuminati dalla tenue luce della luna, il solito berretto bianco fuori moda e la solita sciarpa esagerata che le copriva parte del viso.<\/p>\n<p>Ma gli occhi no, quelli non erano gli stessi, avevano perso per qualche istante la loro solita lucentezza, quel verde brillante si era spento col calare delle tenebre.<\/p>\n<p>Inspir\u00f2 una boccata di quel fumo omicida e si lasci\u00f2 catturare da quella distesa bluastra che si ergeva su di lui, senza permettergli di vedere la luce, senza permettergli nemmeno di toccarla.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0E a te cosa importa\u2026 &#8211;<\/p>\n<p>Non lo pensava davvero, ma era tutto ci\u00f2 che sapesse dire in quel momento.<\/p>\n<p>Un riflesso appena accennato, un piccolo diamante luccicante illumin\u00f2 per qualche attimo il viso dolce della ragazza, delineandole le gote arrossate dal freddo mentre quella goccia si liberava dalla prigione di un cuore ancora insicuro.<\/p>\n<p>Eppure erano ancora l\u00ec, loro due. Lui a fumare senza ripensamenti, lei a rattristarsi per i suoi ripensamenti.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Smettila di comportarti cos\u00ec\u2026 &#8211;<\/p>\n<p>Un suono flebile quanto perfettamente udibile. Una preghiera che si fingeva imposizione.<\/p>\n<p>Strinse i pugni nel vederlo tanto assente, desiderosa di volerlo picchiare ed abbracciare allo stesso tempo: non sopportava vederlo cos\u00ec, non ce l\u2019aveva mai fatta n\u00e9 ce l\u2019avrebbe fatta adesso.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Non c\u2019\u00e8 bisogno che mi fai la predica. &#8211;<\/p>\n<p>Invece lui la voleva, quella predica.<\/p>\n<p>Voleva sentirsi dire che era un idiota, uno stupido, un imbecille: chiss\u00e0, forse se ne sarebbe convinto per davvero.<\/p>\n<p>Voleva sentire la sua voce, quella serena ed amichevole che aveva quel ch\u00e9 di materno che sentiva cos\u00ec vicino al proprio cuore, cos\u00ec vicino al suo sentirsi solo\u2026<\/p>\n<p>Ma non era nella sua natura mettere da parte l\u2019orgoglio, non certamente nei momenti in cui aveva combinato casini simili e non aveva alcuna intenzione di assumersi le proprie responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma nonostante tutto, quella figura ormai ghiacciata dal freddo non si muoveva, restava immobile a fissarlo con occhi che si ostinavano a trattenere un dispiacere fin troppo profondo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Io ti voglio bene, dannazione\u2026 Possibile che tu non lo capisca?! &#8211;<\/p>\n<p>Non era rabbia, la sua, n\u00e9 tantomeno un tentativo di provocarlo.<\/p>\n<p>Era un semplice sfogo, puro come quelle dolci lacrime che le solcavano il viso, puro come la luna che li osservava, impassibile almeno quanto il tempo.<\/p>\n<p>Di nuovo il silenzio riemp\u00ec gli spazi che li separavano, divenendo protagonista di qualcosa che non gli apparteneva quando si ud\u00ec l\u2019avvicinarsi di una bicicletta, probabilmente malmessa ma ancora in grado di compiere il suo dovere.<\/p>\n<p>Non si mosse, non alz\u00f2 il viso, non accenn\u00f2 a smettere di fumare. Continu\u00f2 imperterrito il proprio gesto mentre un ragazzo dagli occhi color del mare appoggiava la propria bicicletta alla parete e, sbuffando per il freddo, lanci\u00f2 un\u2019occhiata rapida alla ragazza che restava in piedi dinnanzi all\u2019amico: bast\u00f2 uno sguardo, fugace e rapido, uno scambio di intese che per troppo tempo avevano continuato ad assomigliarsi.<\/p>\n<p>Non disse nulla e and\u00f2 a sedersi accanto all\u2019amico, cercando di ignorare quell\u2019odore di fumo che non sopportava ma che, almeno quella volta, avrebbe tollerato.<\/p>\n<p>Osserv\u00f2 il vuoto assieme a lui, fin quando non appoggi\u00f2 i gomiti sulle ginocchia e si abbandon\u00f2 ad una altro sbuffo sonoro.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Sempre la stessa storia, non \u00e8 vero? \u2013<\/p>\n<p>Non ebbe risposta, tutto ci\u00f2 che riemp\u00ec l\u2019aria fu una piccola nuvoletta di gas tossico e grigiastro che sapeva soltanto rendere opaco il blu della notte. Si sfreg\u00f2 le mani nel tentativo di scaldarle, mentre la ragazza ancora in piedi li osservava da dietro la sciarpa bianca: erano l\u00ec, quei due. Erano sempre loro, nonostante gli anni non sembravano cambiati, se non per qualche pelo sul mento ed una voce pi\u00f9 grossa, assieme ad una stazza notevole.<\/p>\n<p>Per qualche attimo i suoi occhi verdi e puri incontrarono quelli neri del compagno, il quale aveva immediatamente ritratto lo sguardo da lei: si vergognava, come un cane, anche se non lo avrebbe mai ammesso.<\/p>\n<p>Sembrava inespressivo, come se non gli importasse che i suoi due migliori amici fossero ancora l\u00ec, nonostante tutto.<\/p>\n<p>Inspir\u00f2, ancora e ancora: voleva convincersi che non gliene fregasse nulla, n\u00e9 dell\u2019ennesimo casino che aveva combinato n\u00e9 di quei due che ad ogni problema correvano da lui.<\/p>\n<p>Tutte cavolate.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Alla fine siamo sempre qui\u2026 Noi tre.-<\/p>\n<p>Spense la sigaretta sul cemento affianco a s\u00e9, gettando il mozzicone poco pi\u00f9 lontano e fiss\u00f2 il ragazzo davanti a lui, tanto che con un piccolo sforzo si allontan\u00f2 dal muro e si sedette, ritrovandosi proprio affianco a lui: sorrideva, quel ragazzo, di una consapevolezza amara ma in fondo consolatoria.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 avanti anche lui, anche se in realt\u00e0 non vedevano nulla eppure in quel gesto sembrava avessero trovato il mondo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Gi\u00e0. \u2013<\/p>\n<p>Fu tutto ci\u00f2 che riusc\u00ec a dire, mentre le sue corde vocali si muovevano a fatica a causa delle troppe sigarette: non parlava mai molto, ma quando lo faceva non poteva che esprimere realmente se stesso.<\/p>\n<p>Qualche goccia si pos\u00f2 sui loro abiti, fin quando la strada davanti a loro non cominci\u00f2 a colorarsi di macchie particolarmente scure e di diverse dimensioni, bench\u00e9 modeste.<\/p>\n<p>La ragazza osserv\u00f2 il cielo ed apr\u00ec la propria borsetta, estraendone un piccolo ombrellino tascabile che avrebbe a malapena riparato lei stessa, mentre i due ragazzi continuavano a restare immobili, quasi non badassero alla pioggia che aveva cominciato a cadere sempre pi\u00f9 fitta, tanto erano assorti nei loro pensieri pi\u00f9 disparati.<\/p>\n<p>Si sedette accanto a lui, a quello che puntualmente combinava dei casini e non chiedeva mai scusa, a quello che fumava e a cui non importava nulla delle conseguenze.<\/p>\n<p>Strinse i denti al tocco col marciapiede gelato, ma nonostante questo si avvicin\u00f2 a lui, quasi come se volesse sentirsi protetta, come volesse dimostrargli che, nonostante tutto, lei era l\u00ec vicino a lui.<\/p>\n<p><em>Loro<\/em> erano l\u00ec, vicini a lui.<\/p>\n<p>Cerc\u00f2 di mettere l\u2019ombrellino nel mezzo, sopra la testa del ragazzo dagli occhi neri in modo tale da coprire almeno in parte tutti e tre dalla pioggia che stava inevitabilmente cadendo, come se anche il tempo stesse infierendo su quella situazione.<\/p>\n<p>Eppure nessuno dei tre accennava a muoversi: si limitarono ad avvicinarsi l\u2019uno all\u2019altro, come quando erano bambini, alla ricerca di un contatto, di un calore, di un\u2019amicizia che non volevano perdere.<\/p>\n<p>E mentre stavano l\u00ec, gelati dal freddo e bagnati dalla pioggia, le sue labbra si mossero: s\u00ec, era quasi impercettibile, ma era un sorriso d\u2019amicizia.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><em>(Elena Checcoli)<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7709\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7709\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Amicizia ha il numero Tre Appoggi\u00f2 la schiena a quella parete umidiccia, trattenendo un tremolio al contatto con le pietre fredde ma non lo diede a vedere, tanto che si limit\u00f2 ad infilare le mani nelle tasche della felpa, lasciando che lo sguardo vagasse nel vuoto davanti a lui e si perdesse nell\u2019oscurit\u00e0. Una notte [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7709\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7709\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2196,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-7709","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7709"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2196"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7709"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7709\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7740,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7709\/revisions\/7740"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}