{"id":7502,"date":"2011-11-04T16:47:52","date_gmt":"2011-11-04T15:47:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7502"},"modified":"2011-11-04T16:47:52","modified_gmt":"2011-11-04T15:47:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-sensi-di-stefania-pagano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7502","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Sensi&#8221; di Stefania Pagano"},"content":{"rendered":"<p>Me ne andai sulla spiaggia.<\/p>\n<p>Era il giorno del mio quarantacinquesimo compleanno. Avevo litigato con mia figlia e mio marito.<\/p>\n<p>Il cielo minacciava pioggia, ma a me piaceva il mare con il tempo cupo.<\/p>\n<p>Qua e l\u00e0 qualche ombrellone: un tocco di colore sconfiggeva il grigiore del cielo e della spiaggia.<\/p>\n<p>Un uomo era seduto sulla sdraio vicina alla mia. Guardai il cielo che era di umor nero come me; sorrisi alla natura mia complice.<\/p>\n<p>La rabbia era sbollita, quando una folata di vento fece volare via il mio pareo. Mi sentii ridicola. Il vento sembrava prendermi in giro: pi\u00f9 ero vicina ad afferrare il largo foulard, pi\u00f9 la corrente d\u2019aria lo allontanava. Scoraggiata decisi di fermarmi\u00a0per non continuare a manifestare la mia goffaggine.\u00a0 Iniziava a fare fresco ed io ero con un assurdo due pezzi troppo piccolo per una della mia et\u00e0. Ma come fare a spiegare che, per uno strano modo di vedermi, soltanto con un due pezzi piccolo riuscivo ad accettarmi?<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 mai mi stavo ponendo tanti problemi. La spiaggia era semivuota e non credo che la mia vicenda con il pareo e il vento potesse destare l\u2019attenzione di chicchessia.<\/p>\n<p>Mentre affondavo nella sabbia che diventava melma sotto la pioggia, l\u2019uomo mi venne incontro con il mio pareo e me lo poggi\u00f2 sulle spalle. Fu bello sentire il tepore del cotone sulla pelle.<\/p>\n<p>Riconobbi l\u2019uomo che era sdraiato poco prima accanto al mio ombrellone che, al mio sguardo frettoloso, era parso vecchio e stanco tanto da non soffermarmi pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>\u201cGrazie\u201d&#8211; gli dissi con sincera riconoscenza.<\/p>\n<p>Intanto la pioggia si era fatta tempesta.<\/p>\n<p>Corremmo a ripararci sotto il gazebo; il profumo del caff\u00e8 ci raggiunse confortevole.<\/p>\n<p>Guardai il mare: saette si rincorrevano sulle onde.<\/p>\n<p>\u201c Un caff\u00e8\u00a0?&#8221;<\/p>\n<p>Notai il suo sguardo vivo mentre me lo chiedeva.<\/p>\n<p>Era meno vecchio di come mi era apparso poco prima.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec!- risposi &#8211; almeno ammazziamo il tempo!\u201d<\/p>\n<p>\u201cIl tempo non si ammazza-si vive: ora viviamo il tempo di un caff\u00e8.\u201d Disse lui senza boria.<\/p>\n<p>Mi vergognai del luogo comune che avevo usato. Io, che detestavo parlare per luoghi comuni, ero stata colta in fallo.<\/p>\n<p>Lui mi rivolse un sorriso tenero e comprensivo che non mi offese. La cosa mi turb\u00f2. Da quanto tempo un uomo non mi guardava cos\u00ec, mi chiedevo mentre i miei occhi affondavano nei suoi. Mi sentivo sicura. Protetta.<\/p>\n<p>Bevemmo il caff\u00e8 con calma mentre la tempesta si andava placando. Un pensiero molesto mi disturbava,\u00a0quello di dover tornare a casa.<\/p>\n<p>Lui not\u00f2 il mio disagio. Mi sentii in dovere di spiegare.<br \/>\n\u201dSa, mio marito e mia figlia saranno preoccupati\u201d dissi.<\/p>\n<p>Ma in realt\u00e0 ero io ad esserlo. Quel mio stare seduta a chiacchierare con uno sconosciuto che per\u00f2 non mi sembrava uno sconosciuto; la strana sensazione di pace che mi aveva pervaso mi disorientava. E che male c\u2019\u00e8\u00a0? mi ripeteva una vocina e un\u2019altra che mi invitava a tenere i piedi per terra, a non farmi prendere da emozioni fuorvianti.<\/p>\n<p>Ma le sensazioni mi sommersero come le onde del mare che battevano con violenza sulla scogliera.<\/p>\n<p>Un leggero rossore mi imporpor\u00f2 le guance quando mi avvolse le spalle con il suo braccio e mi invit\u00f2 a seguirlo sulla terrazza a guardare il mare in tempesta.<\/p>\n<p>Il vento era diventato forte e stava ripulendo il cielo, ma tormentava la massa d\u2019acqua come quella vicinanza stava tormentando la mia anima.<\/p>\n<p>Sentivo con prepotenza il bisogno di abbracciarlo e di affondare la mia lingua tra le sue labbra carnose e morbide. Lo guardavo con languore mentre tutto il mio corpo non rispondeva se non ad istinti irrazionali. Stava crollando una serie interminabile di recinzioni. La mia mente offuscata mentre il cielo si andava liberando delle nuvole e qualche raggio di sole obliquo si faceva strada all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Non mi riconoscevo pi\u00f9. Dove era andata a finire l\u2019impiegata assennata, la madre attenta, la moglie fidata.<\/p>\n<p>Mi sembrava di essere entrata in un vortice e la testa inizi\u00f2 a girarmi tanto da dovermi ancorare al suo braccio.<\/p>\n<p>Lui mi strinse la mano. Che sensazione piacevole mi pervase.<\/p>\n<p>Ecco che mi sentivo donna. Donna. Donna.<\/p>\n<p>Lasciai che i miei sensi assopiti dalla routine, ritornassero.<\/p>\n<p>Odoravo il suo profumo di sapone al sandalo misto con quello del mare, sprofondai nei suoi occhi chiari pi\u00f9 di una volta affondando in essi, sfiorai e mi feci sfiorare la pelle che al contatto sembrava possedere una vita propria. Azzerai la mia razionalit\u00e0 e mi lasciai trasportare.<\/p>\n<p>Non so come e dopo quanto tempo n\u00e9 come ci fossi arrivata, ma mi trovai a casa.<\/p>\n<p>Qui non trovai nessuno. Ed io che mi ero preoccupata che loro lo fossero. L\u2019irritazione plac\u00f2 il mio senso di colpa, ma ero tornata ad essere madre e moglie. Il tempo passava e non tornavano. Subito pensai alla collera divina. Adesso sarebbe arrivata una telefonata e avrei saputo della disgrazia. Io, madre e moglie irresponsabile avevo lasciato loro in balia di una tempesta e chiss\u00e0\u2026<\/p>\n<p>. Provai a telefonare sul cellulare: nessuna risposta. Era strano: nessuno dei due si allontanava senza quel maledetto telefonino che suonava sempre nei momenti meno adatti.<\/p>\n<p>Scoprii che quello di mia figlia era rimasto in carica a casa, ma nemmeno questo mi tranquillizz\u00f2.<\/p>\n<p>Non riuscivo a pensare. Ricordare soltanto un attimo a come ero stata bene solo qualche ora prima, mi faceva stare da schifo. Mi sentivo indegna e sporca e misera.<\/p>\n<p>Tornarono a notte fonda. Il cellulare di mio marito si era scaricato.<\/p>\n<p>\u201cE non potevate farmi una telefonata da una cabina&#8221;? &#8220;Cos\u2019\u00e8 senza il cellulare non \u00e8 pi\u00f9 possibile comunicare??!!\u201d<\/p>\n<p>Non ci avevano pensato. Erano al cinema e non si erano nemmeno accorti del temporale!<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo gi\u00e0 mangiato una pizza\u201d, disse mia figlia.<\/p>\n<p>\u201cE se avessi aspettato voi per mangiare\u00a0&#8220;? Non sono tenuta in alcuna considerazione io?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa per come sei andata via, chi si aspettava da te una cena.\u201d Fu la risposta di mio marito.<\/p>\n<p>Me ne andai a letto senza cena, con un gran mal di testa e dimentica quasi del tutto di quelle ore vissute sotto il temporale.<\/p>\n<p>La mattina dopo ritornai in spiaggia con la famiglia.<\/p>\n<p>Mi guardai in giro per vedere se c\u2019era l\u2019uomo che avevo incontrato, quasi ad accertarmi che non fosse stato solo un sogno di una donna sulla via del declino. Non ci pensai pi\u00f9.<\/p>\n<p>Quando iniziarono a giocare a pallavolo, andai al bar per un caff\u00e8. Mi annoiavo a morte. Ero cos\u00ec assente che quando mi imbattei nel suo sguardo ebbi un sussulto. Riuscii comunque a riprendermi e dissi:<\/p>\n<p>\u201cOggi il caff\u00e8 glielo offro io.\u201d visibilmente contenta di rivederlo. E lui: \u201cC\u2019\u00e8 Toquino stasera all\u2019arena. Ci andr\u00e0\u00a0?\u201d<\/p>\n<p>Rimasi stranita. Era un invito? Glielo chiesi e lui mi rispose che era una semplice domanda.<\/p>\n<p>\u201cA me Toquino piace da morire\u201d e mi sarebbe piaciuto andarci con mio marito, ma questo lo pensai soltanto.<\/p>\n<p>Tornai all\u2019ombrellone e chiesi a mio marito se voleva venire.<\/p>\n<p>\u201cEhi Giulia ti va di andare al concerto di Toquinio stasera\u00a0? \u201c<\/p>\n<p>\u201cNo, non mi piace \u00e8 troppo dolciastro!\u201d\u00a0 rispose lei.<\/p>\n<p>\u201cNo!\u201d mi rimand\u00f2 lui. E aggiunse\u00a0 \u201c Non possiamo lasciarla da sola. Si annoierebbe!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa io avrei voluto andarci con te, da sola. \u201c<\/p>\n<p>\u201cMa che sono queste romanticherie!\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec al concerto ci andai con un uomo sconosciuto, vent\u2019anni pi\u00f9 di me e ottimo conversatore.<\/p>\n<p>Entrambi fummo rapiti dalla musica e mentre lui cantava in brasiliano io cantavo in italiano. Ci facemmo notare anche dall\u2019artista che ci volle in scena.<\/p>\n<p>E cantammo con lui. Io diedi aria al mio desiderio di apertura alla vita e lui era bravissimo nel modulare la voce. Una coppia perfetta.<\/p>\n<p>Mi accompagn\u00f2 sotto casa. E non so se per riconoscenza\u00a0 o altro, lo baciai. Cos\u00ec restituii all\u2019ultimo senso, il gusto, una rinnovata vitalit\u00e0. Fu un bacio pieno, ricco, morbido, e lo amai perdutamente.<\/p>\n<p>Ogni anno rinnovo il ricordo, ovunque mi trovi. E\u2019 il mio segreto che nessun senso di colpa potr\u00e0 mai sciupare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7502\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7502\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Me ne andai sulla spiaggia. 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