{"id":738,"date":"2009-03-04T13:00:54","date_gmt":"2009-03-04T12:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=738"},"modified":"2009-03-04T13:00:54","modified_gmt":"2009-03-04T12:00:54","slug":"piove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=738","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Piove&#8221; di Roberta Calliano"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Piove. Il pomeriggio fresco di vento e di profumi si \u00e8 ormai da qualche ora tramutato in una scura, minacciosa, antipatica pozzanghera di fronte al cancello. Nera, quasi invisibile dominer\u00e0 i passanti, padrona della notte, dell\u2019attimo insignificante in cui qualcuno vi immerger\u00e0 coi piedi i propri pensieri. Fuori il tip-tap della pioggia sembra venire filtrato dai fari delle auto che sparano i loro rauchi riflettori contro il muro coperto d\u2019edera: dov\u2019\u00e8 finito il chiaro cielo macchiato di nubi? Sui fili del balcone della casa di fronte si agita un rosso maglione dimenticato nel vento, salutando la metamorfosi scrosciante di un tipico pomeriggio di pioggia che sale dalla lucida strada regalando la sorprendente, solita essenza di un mondo bagnato. Ombre, fantasmi ricurvi lungo lo schermo carta da zucchero, stanno lottando contro gli schizzi strisciando contro il muro nella forzata solitudine di un gesto quasi ribelle. Le vie semideserte scandiscono ovattate il sempre mutevole ticchettio dei confetti d\u2019acqua, che ormai ha sbiadito i contorni, disgregato i suoni quotidiani dipingendo uno spettro scheletrico sui ricurvi alberi dei giardini per bene.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Alberto \u00e8 curvo sul davanzale, poggiato sui gomiti, che muto osserva il mondo racchiuso dai rumori bagnati. Una posizione forse naturale per lui, sempre stato curvo sotto un immaginario fardello sempre compagno dei suoi passi lunghi e lenti e del suo sorriso serio. Un fardello\u2026 sorride appena pensando di sfuggita a quella ridicola parola che vede saldamente incollata ai propri pensieri \u2013 un fardello. L\u2019avrebbe mai considerato tale?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Un\u2019auto sfreccia a tutta velocit\u00e0 investendo la facciata gi\u00e0 fradicia della palazzina di fronte, e spara un fascio di luce sulla strada deserta: solo pioggia; muta pioggia e immaginari fardelli.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">No. Sa in cuor suo che non arriver\u00e0 mai a tanto. Chiude gli occhi, solennemente, come quando si cerca con decisione nell\u2019infinito dei ricordi, e annuisce fra s\u00e9 e s\u00e9 \u2013 ama parlarsi \u2013 e decide di no. So amare tutti, o forse non ho il coraggio di amare nessuno? Era stato cos\u00ec facile, con Michele, quella Pasqua lontana\u2026 Alberto si era presentato da lui, cosa usuale da anni, ormai. Era una giornata decisamente isterica. Avrebbe piovuto, sicuramente. Avevano passato il pomeriggio a fare compiti e a mangiare cioccolatini. Arrossisce pensando a sua sorella, che ormai da tempo lo ha soprannominato \u201cuomo di cioccolata\u201d. Era stato uno spunto casuale, ormai dimenticato, il desiderio di dare un senso pi\u00f9 profondo alla definizione che certo li legava, la volont\u00e0 di riempire la parola amicizia.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Trema poggiato con la fronte al vetro, rivivendo quel giorno. Io so amare tutti \u2013 ripete \u2013 o non so amare nessuno? O forse \u2013 come ancora si chiede spesso \u2013 era stato un tarlo inutile che rosicchiava anima e tempo o la forte paura che un giorno potessero perdersi?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Si sforza di non pensare. Da quanto tempo \u00e8 affacciato? Da quanto tempo si \u00e8 alzato dal tappeto, da quanto ha lasciato il libro, la luce della lampada accesa che ingiallisce la stanza e \u2013 come sempre, rapito dai suoni del mondo bagnato si \u00e8 appoggiato al davanzale?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Ricorda troppo vividamente quando Michele, l\u2019amico per la pelle, l\u2019inseparabile compagno di banco, compiti e passeggiate in bicicletta, si era innamorato di Carlotta. E la gelosia nascosta, una gelosia perfida \u2013 ma era gelosia? \u2013 che si era insinuata violentemente\u2026 e sua sorella non capiva \u2013 pensava \u2013 ma eppure era cos\u00ec chiaro\u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Un brivido, al pensiero: Carlotta, sempre stata timida, sempre schiva, sempre l\u2019ombra minore di un fratello maggiore anche troppo vivace. Sorride pensando in un lampo alla loro infanzia apoplettica e solitaria. Carlotta, sempre pronta a essere incantata dalle sue parole, da un suo gesto, sempre pronta a prendere parte e ad ubbidire ai giochi, ai comandi, alle manie di questo suo fratello. L\u2019 aveva spesso ringraziata nei dormiveglia, per aver subito la violenza tragica di quell\u2019anno senza chiedere spiegazioni di una sterilit\u00e0 diventata acuta, e si chiedeva se fosse predestinata, l\u2019infanzia dei fratelli minori, se fosse una regola che donassero l\u2019amore incondizionatamente, e vergognandosi un poco, arrossendo al buio delle coperte, rispondeva sempre di s\u00ec.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Era stato troppo sofferto il periodo della cotta di Michele per lei\u2026 un trambusto totale afferrava per le caviglie tutti i sentimenti e li ribaltava\u2026 erano sentimenti uguali ma diversi, spiegava a testa china Michele ad Alberto, tentava per lo meno, per se stesso, anche e soprattutto, sentimenti profondi e acuti. Alberto era tutti i ricordi e un sorriso placido che saliva dal cuore, un sentimento delicato ma forte, che sapevano entrambi sarebbe durato in eterno, non si sarebbe estinto con gli anni. Carlotta era curiosit\u00e0 tramutata in forza, graffiante dolcezza che avvolgeva.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Ricorda tutto, ogni parola, ogni gesto. Ricorda ogni alterazione della voce, ogni pugno lanciato alla parete, ogni odio mandato a Carlotta e poi espiato in notti di lacrime silenziose.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">La pioggia batte contro i vetri coperti. Il vento \u00e8 arrabbiato. Che lite, quel giorno\u2026 Con un ombrello ammaccato camminavano, Alberto e Michele, parlavano di lei: \u201cMi uccidi\u201d aveva quasi urlato fra il vento. Come poteva, come\u2026 si era fermato in un attimo puntando i piedi sul lucido porfido che lastricava sotto la pioggia la strada. Si era ritrovato di colpo bagnato. Michele era tornato a coprirlo, ma lo scansava \u2013 la gente guardava. Un tira e molla terminato da una raffica di vento che aveva schizzato l\u2019ombrello contro un muro. Alberto piangeva, ma chi poteva accorgersene? Erano corsi dentro un portone a cercare l\u2019oscurit\u00e0, e fra i singhiozzi di Alberto erano rimasti, in silenzio, a contemplare i rivoli d\u2019acqua correre nella fognatura in mezzo alla strada.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Starnutisce, distogliendo lo sguardo fisso il lungo abete in giardino. Guarda le proprie calze di lana poggiare sul pavimento di marmo quasi con insofferenza e si volge verso il tappeto, dove ha come sempre lasciato le scarpe nella confusione della sua camera zeppa.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Sul tappeto, quella sera, con Michele e Carlotta stava giocando a domino, il gioco della loro infanzia, il suo gioco preferito. I suoni e i colori intorno avevano cominciato a sbiadire e pian piano tutto era diventato lontano, un sogno, sperava, fino a quando Michele aveva finito col rivelare a Carlotta i propri sentimenti. Che pena ricordarlo: lei aveva reagito d\u2019istinto, un gesto che a distanza d\u2019anni riempie il cuore di Alberto e lo gonfia quasi fino a farlo scoppiare: \u201c E\u2019 una vita che tu ami mio fratello!\u201d. Poi silenzio. Alberto si era alzato dal tappeto multicolore e sbattendo rumorosamente la porta si era scaraventato gi\u00f9 dalle scale. Era stato quasi un insulto. La sera, tornando, sul cuscino del suo letto disordinato aveva trovato un biglietto: \u201clo so Berto, lo so\u201d. Lo conserva ancora nascosto sul fondo di un cassetto.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Si sta facendo velocemente buio e sua sorella non \u00e8 ancora tornata. Alberto e Michele sapevano che avrebbero allora potuto scegliere entrambi vie diverse, forse nemmeno pi\u00f9 facili, nemmeno pi\u00f9 sicure, ma una sera si erano ritrovati a dire di no, scacciando definitivamente la paura che fosse codardia, stupida parola, annuisce Alberto mentre alza i gomiti dal davanzale stiracchiandosi, ad avvicinarli.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">Guarda gi\u00f9 verso la strada che brilla alla luce notturna dei lampioni: la nera pozzanghera ha quasi ricoperto la via. Sorride al pensiero della sorella, che come di consueto ritornando trover\u00e0 il passaggio ostruito\u2026 Si guarder\u00e0 pensierosa attorno cercando il punto pi\u00f9 solido per attraversare e, come sempre, rimarr\u00e0 senza scampo nel mezzo del piccolo lago scuro, cercando confusamente attorno, speranzosa che dietro le finestre bagnate dalla pioggia e dai termosifoni, ognuno si stia facendo gli affari propri.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_738\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"738\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piove. 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