{"id":7177,"date":"2011-06-04T18:51:42","date_gmt":"2011-06-04T17:51:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7177"},"modified":"2011-06-04T19:07:49","modified_gmt":"2011-06-04T18:07:49","slug":"premio-racconti-per-corti-2011-sala-daspetto-di-fra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7177","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2011 &#8220;Sala d&#8217;aspetto&#8221; di Francesca Tocchet"},"content":{"rendered":"<p>La stazione di Trefiumi ha ben quattro binari, tre banchine, sei panchine di pietra, tre orologi e quattro lampioni (tutti funzionanti). Rumore di passi, valigie, voci di ogni et\u00e0, treni in arrivo e partenza. Biglietti, riviste, ombrelli bagnati, cappotti, fumo di sigarette.<\/p>\n<p>L\u2019unica sala d\u2019aspetto (prima e seconda classe) \u00e8 immersa nel silenzio. Sul muro uno specchio con cornice; al centro un tavolo di rovere, alto e ruvido; nell\u2019angolo sinistro un cestino, semivuoto; poggiate a tre lati della stanza tre lunghe panche di legno (una per lato); due termosifoni, entrambi regolati al minimo;un orologio fermo, da due anni, sulle 10.23.<\/p>\n<p>Vicino alla porta c\u2019\u00e8 un signore, in un cappotto verde, con gli occhiali sul naso e il naso quasi schiacciato contro il vetro. Guarda i binari con le mani intrecciate dietro la schiena. Sembra che sia stato portato l\u00ec insieme al tavolo, allo specchio e all\u2019orologio. Come l\u2019orologio sta fermo, nella stessa posizione, senza stancarsi. L\u2019uomo a cui d\u00e0 le spalle non pu\u00f2 vedere (n\u00e9 immaginare) il suo sorriso.<\/p>\n<p>L\u2019uomo col maglione giallo e il viso stanco sembra aspettare molto pi\u00f9 di un treno. Tenta di sedere compostamente sulla panca, ma le sue spalle sono curve e il legno \u00e8 duro e lucido. Accanto a s\u00e9 tiene, ben piegato, il giornale di oggi. Guarda oltre le porte in vetro della sala d\u2019aspetto. La stazione \u00e8 piena di studenti e fa freddo. Le persone si muovono lentamente. Il tempo scorre piano, ogni secondo moltiplicato. L\u2019uomo china lo sguardo sulla fede che porta all\u2019anulare sinistro. Unico cerchio perfetto, oramai perduto, della sua vita. L\u2019uomo percorre con lo sguardo tutto il perimetro della stanza &#8211; che lo fa sentire a disagio, come un bambino \u2013 e con il dito accarezza la superficie liscia della fede. Una porta si apre, un rumore di tacchi violenta il silenzio della sala. L\u2019uomo alza lo sguardo, si gratta un punto qualunque sul collo e raccatta il giornale, per fingere di leggerlo.<\/p>\n<p>La donna che \u00e8 entrata posa le sue valige nell\u2019angolo destro, vicino al termosifone. Guarda l\u2019uomo col maglione giallo e quello sulla porta, che le volta le spalle. Guarda lo specchio. Guarda se stessa dentro lo specchio in un tailleur melanzana e si siede. Pelle bianca, capelli scuri, occhi verdi, mani curate e polsi fini. Deligata e fragile, come la Madonna di porcellana poggiata sul com\u00f2 della nonna e rivenduta a un mercatino dell\u2019usato. Getta lo sguardo lontano, accavalla le gambe e si sistema la gonna. Donna vuota, come la sedia per l\u2019ospite atteso inutilmente. Lei sospira, prende i grafici dalla cartellina in pelle, li guarda e pensa<\/p>\n<p><em>sono gli altri che\u00a0 mi hanno amata ingiustamente<\/em><\/p>\n<p>Poi alza lo sguardo, nello specchio. Non una piega sul suo viso di porcellana.<\/p>\n<p>Nei suoi occhi passa la figura dell\u2019uomo col maglione giallo che attraversa la stanza con il giornale in mano. Non ha valige. Mentre lui apre la porta per uscire, lei risistema i documenti nella cartellina, passa una mano tra i capelli e prende le sue valige. Uscendo dalla sala d\u2019aspetto mormora un buonasera di cortesia al signore che sta davanti alla porta. Se avesse alzato il viso per guardarlo si sarebbe chiesta perch\u00e9 sorrideva.<\/p>\n<p>Si sente il fischio del treno. Tutti guardano verso il fondo dei binari. L\u2019attesa \u00e8 finita.<\/p>\n<p>Il signore con il cappotto verde apre la porta, esce tra la gente, alza il braccio e saluta la persona che stava aspettando. Un ragazzo, sceso dal primo vagone, lo vede, sorride e gli corre incontro.<\/p>\n<p>Tra poco padre e figlio si riabbracceranno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7177\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7177\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La stazione di Trefiumi ha ben quattro binari, tre banchine, sei panchine di pietra, tre orologi e quattro lampioni (tutti funzionanti). 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