{"id":7137,"date":"2011-06-04T18:48:15","date_gmt":"2011-06-04T17:48:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7137"},"modified":"2011-06-08T19:48:27","modified_gmt":"2011-06-08T18:48:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-par-che-minviti-ad-amarlo-stasera-il-mare-di-sergio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7137","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Par che m&#8217;inviti ad amarlo, stasera, il mare&#8221; di Sergio Compagnucci"},"content":{"rendered":"<p>Squill\u00f2 in piena notte e, bench\u00e9 il tempo mi sembrasse tutt\u2019a un tratto sospeso, ricordo che mia madre parl\u00f2 al telefono per poco: quindici, al massimo venti secondi, la recita di un\u2019avemaria. Con l\u2019amen riagganci\u00f2, e il suo dolore lamentoso fu il grano successivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Neppure oggi saprei descrivere cosa provassi in quel momento, ma quando la mamma, qualche giorno dopo, mi supplic\u00f2 di non andare, capii di aver ereditato la cocciutaggine di mio padre e, pedalando verso il futuro, iniziavo a sospettare perch\u00e9 esistessero Pinocchio e la simbologia del naso: con il ricatto dell\u2019ubbidienza i grandi tentavano di trattenerci pi\u00f9 a lungo con loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Pedalavo e pedalavo, il cuore in gola, incurante del sudore che mi ghiacciava la schiena e, ignorando che si trattava di una fuga, mi ripetevo di dover fare in fretta quasi avessi una meta vera, senza poter immaginare che non sarei arrivata neppure oggi\u00a0&#8211; trent\u2019anni dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Conoscevo la strada, pap\u00e0, ti avevo seguito in bicicletta tante volte, sino all\u2019incrocio con la provinciale. Ma poi imboccavi la via del mare, dritta, fino alla pineta, e l\u00ec ti perdevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Va al mare, il mio pap\u00e0, lui ama il mare, mi rassicuravo, nel guardare la moto che rimpiccioliva in lontananza. Poi un punto nero, poi pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Me ne tornavo indietro senza capire perch\u00e9 provassi gusto a schiacciare i trattini della mezzeria con la gomma anteriore. Oggi lo so. Voglio dire, so che una bambina fiuta talvolta le cose senza toccarle, come i cani ululano un istante prima che la terra inizi a tremare. Nello sfrigolio della gomma sull\u2019asfalto, simile a una patatina frizzante nell\u2019olio, presentivo la colpa di quei piccoli traditori bianchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019asfalto squagliava come oggi nell\u2019afa densa e immobile di agosto. Frenai di scatto tirando forte le leve con entrambe le mani e, quando la ruota davanti inizi\u00f2 a sbandare, d\u2019istinto misi gi\u00f9 i piedi planando sull\u2019asfalto, ritrovandomi all\u2019interno della sagoma bianca disegnata sulla strada. Un attimo dopo\u00a0&#8211; carponi sulla carreggiata, le mie lacrime che svaporavano sull\u2019asfalto \u2013 accarezzavo la tua impronta, pap\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Era la prima volta che scoprivo la cupezza del nero e, senza rendermene conto, la pi\u00f9 classica delle combinazioni cromatiche si stava in me tabuizzando, cos\u00ec che d\u2019ora in avanti non sarei mai pi\u00f9 riuscita a scrivere sulla lavagna con il gessetto bianco.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel fissare rabbiosamente la linea della mezzeria, ripensai con amarezza al giorno del funerale, ai mormorii levatisi da un capannello alle mie spalle sulla scalinata della chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cCom\u2019\u00e8 successo?\u201d\u00a0&#8211; Don! \u2013 \u201cDicono una macchina\u2026\u201d &#8211; Don! \u2013 \u201cDove andava?\u201d\u00a0&#8211; Don! \u2013 \u201cSicuramente da lei\u2026\u201d &#8211; Don! \u00a0Cadenzati e grevi come i rintocchi a morto che piovevano dal campanile.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Oh, certamente erano venuti anche loro a curiosare sul luogo dell\u2019incidente, pap\u00e0, per raccogliere quanti pi\u00f9 particolari possibili: la posizione della sagoma, le tracce dell\u2019incredibile scarrocciamento sino alla banchina\u2026 insomma, per vedere. Ma la concupiscenza degli occhi non permette mai di vedere come stanno realmente le cose. Eppure era cos\u00ec evidente: quei maledettissimi pezzetti bianchi ti trafiggevano il petto. Qui, sul taschino del tuo giubbetto, pap\u00e0, sulla mia foto che portavi sempre con te. Non avevano avuto piet\u00e0 neppure del sorriso di una bambina: sfregiandolo per sempre, si erano macchiati del peggior sacrilegio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Maledetti!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ripresi a pedalare imprecando contro di essi, con una stretta sul manubrio nervosa e tremolante, verso il mare. Era l\u00e0 che andavi, vero, pap\u00e0? Non esisteva nessuna lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quando scesi dalla bici, volgeva ormai al crepuscolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Una voce di donna mi trafisse il cuore. E come riuscii ad aprirmi un varco nella siepe, vidi una lei anzich\u00e9 il mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Perch\u00e9 non c\u2019era il mare, pap\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Mi rimisi in sella, pedalai forte come prima e ti sussurrai in segreto ci\u00f2 che non avrei mai voluto dirti: non eri tu ad avermi abbandonato, pap\u00e0, ero io che potevo fare a meno di te. Te lo dissi rabbiosa &#8211; una due tre mille volte\u00a0&#8211; ma la paura non moll\u00f2 la presa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 la stessa di oggi. La paura di perdere ogni cosa e di non essere all\u2019altezza, quella che su tutto, come sul rombo esuberante di una moto, possa calare all\u2019improvviso un glaciale silenzio. Il terrore di non afferrare ci\u00f2 che mi sfugge e quello che mi sfugga ci\u00f2 che ho appena afferrato. Il timore opprimente di non acchiapparla, la felicit\u00e0. E questo vuoto, che mi ha condotta troppe volte dentro braccia vuote, esposta a baci ostinati, intrappolata in dedali senza ritorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p style=\"text-align: left;\">Forse stasera \u00e8 diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ho ripreso la bici, la stessa di allora, ho pedalato sino all\u2019imbocco con la strada dritta. Pedaler\u00f2 e pedaler\u00f2 e pedaler\u00f2, senza mai fermarmi fino alla meta.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel tornare al mio primo momento di donna, a quel primo maggio in cui la verginit\u00e0 mi si tinse di rosso, mi pare incredibile che, malgrado il tempo trascorso, stia ancora qui, a pedalare.\u00a0 E se ripenso all\u2019altro momento, in cui si sciolse nel rosso, mi assale la tristezza per aver bruciato i tempi. Mi dico allora per consolarmi che quasi mai l\u2019et\u00e0 anagrafica coincide con quella vera, ma in realt\u00e0 non riesco ad accettare di aver pedalato a lungo senza portarmi dietro tutto. Una parte di me \u00e8 rimasta l\u00e0, sull\u2019asfalto, ad accarezzare la tua sagoma, pap\u00e0. L\u2019ansia conosce il valore della fedelt\u00e0, mastico amaramente, ogni volta che la smania mi fa sbagliare in anticipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cCercare di sostituire il calore di una carezza paterna con il bacio di un fidanzato \u00e8 l\u2019amara illusione di un\u2019adulta destinata a restare bambina.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non so neppure oggi quale fosse il suo scopo e ogni volta mi chiedo se feci la cosa giusta, ma quando, appena laureata, l\u2019analista inquadr\u00f2 cos\u00ec il mio problema, immaginavo alludesse a una specie di archetipo del carachiri stampato nel mio inconscio. Perci\u00f2 lo interpretai come un epilogo anzich\u00e9 come un prologo e, vista la diagnosi senza scampo, decisi di troncare la terapia \u2013 tra l\u2019altro <em>very expensive<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il sentiero \u00e8 quello di allora, pap\u00e0. Lo percorrer\u00f2 tutto, stasera voglio andare sino in fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Muovo qualche passo addentrandomi nella pineta finch\u00e9 il buio appiccicoso del sottobosco, con uno scarto repentino, mi scippa nel pugno della sua mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sopra di me, la maglia fitta dei rami lascia trapelare solo spiragli di luce lunare. Proseguo a piedi nudi, le scarpe in mano, e sento gli aghi di pino afflosciarsi sotto le mie piante procurandomi qua e l\u00e0 un cenno di dolore. Allora, per farmi forza, mi figuro il giorno: gli aghi di pino non pungono pi\u00f9 soltanto, ma ramano il sentiero; i fruscii nascosti e nervosi vibrano dentro la scorza verde di lucertole impaurite, mentre il frinire delle cicale impetra il sottobosco. Sopra di me, un ombroso viluppo di chiome fitte fitte in cui occhieggiano lembi irregolari dell\u2019azzurro terso del cielo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E la notte, come un sipario triste, cala nuovamente, finch\u00e9 da dietro le quinte mi raggiunge: il mare!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Prima il verso, e un istante dopo il salmastroso odore. Il mare! Biancheggia nel buio come l\u2019ampia risata di un africano. Sorride, stasera, il mare, srotolandosi in capriole infinite e tendendo ogni volta il bianco della mano. I miei piedi affondano nella sabbia sempre pi\u00f9 spessa morbida faticosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La temperatura \u00e8 gradevole e adesso, con lo sciabordio delle onde che accarezza i timpani, noto l\u2019arco di luna stagliarsi nel placido cielo. Mi siedo sulla battigia come una bimba infreddolita dinanzi al fuoco di un camino: non \u00e8 forse il calore che chiedo al mare? Affondo una mano nella sabbia compatta e, quando faccio per asciugarmi una lacrima sulla gota, un granello mi trafigge il cuore. \u00c8 la stessa sabbia dei castelli, delle corse trafelate con l\u2019eco dell\u2019innocente allegria\u2026 \u00e8 la sabbia della clessidra che giravo di nascosto perch\u00e9 le favole non finissero mai. Avrei voluto spiarti mentre incantavi i miei figli con le tue magiche affabulazioni, per questo ti amer\u00f2 o ti odier\u00f2 per sempre\u00a0&#8211; non so ancora decidermi, pap\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Mi manca ogni cosa fatta con te e, di pi\u00f9 ancora, quelle non fatte, e le parole non dette. Una domanda su tutte, pap\u00e0: perch\u00e9 hai smesso di considerare tua, la nostra casa, quando avevo solo tre anni? Te lo avrei chiesto una volta diventata grande, mi consolavo ogni sera da sola. Oggi che sono grande lo chiedo al mare come a un amico che non pu\u00f2 tradirmi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Niente di nuovo sotto l\u2019arco di luna. Anche stasera sento che non ci sto riuscendo: mi chiuder\u00f2 aridamente come una rosa di Gerico fuori dall\u2019acqua, scoccando l\u2019ennesimo no a rievocarmi quello che mi trafisse bambina. Ma sar\u00e0 proprio la vita che sento pulsare nella stretta della rosa a tessere per me, domani e domani ancora, il filo della speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Eppure sento che stasera \u00e8 diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">No, non voglio pi\u00f9 essere quella di sempre: sono stanca di contemplare la battigia come l\u2019estremo confine. Par che mi inviti ad amarlo, stasera, il mare \u2013 ammicco impudica a me stessa \u2013 e un attimo prima della vergogna, \u00e8 l\u2019acqua a toccarmi. Nuda, le bisbiglio di prendermi fra le sue braccia. Chiudo gli occhi, allora, e mi abbandono alle sue carezze. Monta il piacere, a poco a poco, finch\u00e9 avvampa di colpo con uno scatto repentino: serro l\u2019inguine e lascio che il corpo fluttui morbidamente nell\u2019acqua, e la mente scappi dove le pare. Tutti i desideri del mio passato, tutti quelli che si sono affacciati lascivi senza appagarmi, quelli che ho tentato di acchiappare nelle pi\u00f9 recondite fantasie dei sogni, quelli che mi hanno ammiccato crudeli dopo i giochi dell\u2019amore, si sono fusi insieme e formano la cosa che sento crescermi dentro.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Apro gli occhi e vedo l\u2019arco di luna tendersi tremolante sulla pelle dell\u2019onda solo un attimo prima che la freccia mi trafigga.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cos\u2019\u00e8, ci\u00f2 che sto provando?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E\u2019 come aver sognato nel sogno, riso nel pianto, goduto nel dolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tra gli opposti sentimenti vibra solo un battito di ciglia, medito in segreto. Ora che tutto tace.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abBuonanotte\u00bb sento uscire dalle mie labbra, mentre una lacrima mi riga la guancia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abBuonanotte\u00bb mi fa eco la voce dell\u2019uomo che ho accanto. Le linee del suo palmo \u2013 lunghe e diritte come sognavo la tua vita, pap\u00e0 \u2013 mi asciugano la guancia con l\u2019odore fresco dell\u2019amore che ci ha appena vinto. Sento il suo battito ancora inquieto ticchettarmi sulla schiena, e la mia rosa torna a chiudersi per covare meglio ci\u00f2 che la luna le ha dato in dono.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7137\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7137\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Squill\u00f2 in piena notte e, bench\u00e9 il tempo mi sembrasse tutt\u2019a un tratto sospeso, ricordo che mia madre parl\u00f2 al telefono per poco: quindici, al massimo venti secondi, la recita di un\u2019avemaria. 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