{"id":7129,"date":"2011-06-04T15:37:25","date_gmt":"2011-06-04T14:37:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7129"},"modified":"2011-06-04T18:59:27","modified_gmt":"2011-06-04T17:59:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-metamorfosi-di-gloria-vizzini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7129","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Metamorfosi&#8221; di Gloria Vizzini"},"content":{"rendered":"<p>Quella mattina, come tutte le mattine, la professoressa entr\u00f2 in classe, appese il cappotto alla lavagna e disse: \u201cOggi vi detter\u00f2 un riassunto della lezione su cui poi farete un test a crocette. Ci sar\u00e0 anche una domanda a risposta aperta. Siete d\u2019accordo?\u201d<\/p>\n<p>Quella mattina, come tutte le mattine, tutti risposero in coro: &#8220;Siiiiiiiiiii&#8221;. La ragazzina con la maglia turchese invece disse: Io voglio essere interrogata. Ma come? Non \u00e8 possibile! Rispose \u00a0la professoressa. Non si interroga pi\u00f9 da anni, e per di pi\u00f9 con quello che \u00e8 costato alla scuola il lettore ottico per correggere i test a crocette. Non ti piacciono i test a crocette? Chiese con tono conciliante la professoressa. No. Io voglio essere interrogata su quello che ho studiato, rispose la ragazzina. Voglio raccontarle ci\u00f2 che ho imparato. Ma che sciocchezze sono queste! Nessuno vuole pi\u00f9 raccontare quello che studia. Noi professori vi diamo solo informazioni, voi alunni dimostrate di averle registrate. Punto. E poi, senti, c\u2019\u00e8 sempre la domanda a risposta aperta dove potrai raccontare, nello spazio di cinque righe, ci\u00f2 che pi\u00f9 ti preme sull\u2019argomento richiesto,\u00a0 concluse con tono deciso la professoressa. No!, disse battendo il pugno sul banco la ragazzina. Io voglio parlarne oralmente, io voglio dialogare. Non \u00e8 possibile, te l\u2019ho gi\u00e0 detto, e nessuno dei tuoi compagni vuole farlo. Oppure voi siete disposti a essere interrogati? Chiese la professoressa rivolgendosi alla classe. Nooooo, nooooo. Non vogliamo, rispose la classe. Vogliamo crocette. Hai visto? Disse la professoressa rivolgendosi alla ragazzina. \u00c8 cos\u00ec. Ad\u00e9guati. No! Rispose la ragazzina. La professoressa non ce la faceva pi\u00f9, neanche a lei piaceva pi\u00f9 di tanto dialogare, e quella ragazzina era proprio noiosa con quelle sue pretese. Ne parler\u00f2 con il dirigente, disse. Adesso prendete i telefonini e filmatemi. Sto per spiegare.<\/p>\n<p>La professoressa non pot\u00e9 parlare col dirigente della possibilit\u00e0 di un\u2019interrogazione, era mercoled\u00ec, il giorno dei suoi bagni di sole, prescritti dal medico per alleviare i dolori di una sciatalgia che si presentava a tradimento, in vari periodi dell\u2019anno scolastico. Allora torn\u00f2 in classe a cercare la ragazzina, durante l\u2019ora di <em>Teoria e pratica del reality<\/em>. Domani ti interrogo. Scegli tu su cosa. Ah, dimenticavo. Sei una persona impossibile, disse con tono sprezzante. La ragazzina non guard\u00f2 e non rispose.<\/p>\n<p>Dopo la campanella la ragazzina corse in libreria. Il commesso, come ogni giorno, stava impilando in uno scatolone i libri che avrebbe dovuto buttare a fine giornata. Voglio acquistare un libro, disse la ragazzina. Un libro? Sono in pochi a chiederlo; nessuno della tua et\u00e0, rispose il commesso, mentre gettava nella scatola <em>Guerra e pace<\/em> di Tolstoj. Posso venderti un eBook, ce l\u2019ho in formato ePub, Mobipocket, FictionBook, PDB, tutti con immagini e video. E poi ci sono gli audiolibri, continu\u00f2 il commesso. Io voglio un libro di carta stampata, interruppe la ragazzina. Ma non lo vedi che li buttiamo, ragazzina? Non si vendono, ed occupano solo spazio. E prendono solo polvere. Questi qui, continu\u00f2 indicando quelli che stava accatastando, sono dei titoli che non si vendono da dieci anni. La casa editrice li toglie dai punti vendita. La ragazzina indic\u00f2 incuriosita: e questo? <em>L\u2019Asino d\u2019oro<\/em>. Autore: Apuleio. Mi incuriosisce. \u00c8 strano. Questo non viene comprato da dodici anni, disse il commesso. Lo voglio, fece la ragazzina. Viene un euro e cinquanta. Cinquanta centesimi per la busta. Un euro per il tempo che ho perso per rispondere alle tue domande. Il libro \u00e8 gratis. La ragazzina prese il libro, non ringrazi\u00f2 e and\u00f2 via.<\/p>\n<p>Fuori dalla libreria, la ragazzina riconobbe la professoressa. Salve, prof! Salut\u00f2 allegra. Ho comprato un libro, per l\u2019interrogazione di domani, si intitola&#8230; Me lo dirai domani, rispose la professoressa, accigliata, adesso devo andare, ho la bambina da prendere a scuola e portare a danza. Credevo stesse andando anche lei in libreria, disse rammaricata la ragazzina. In libreria? Ci andavo quando ero giovane, ma ormai&#8230; il tempo fugge; a domani. Ma la ragazzina non salut\u00f2. Pens\u00f2 che aveva cose importanti da organizzare: tornare a casa, passare un po\u2019 di tempo con i genitori, e poi chiudersi in camera a studiare. Non vedeva l\u2019ora.<\/p>\n<p>Anche la professoressa avrebbe voluto tornare a casa, e magari riposare, ma, dopo aver lasciato la figlia a danza, doveva andare a discutere con la sua collega di <em>Letteratura sul web<\/em>, un\u2019avanguardia della didattica. La incontr\u00f2 al parco mentre leggeva ad alcuni studenti il sonetto <em>Al piccione<\/em>, da lei stessa scritto e pubblicato sul blog della scuola. Appena ebbe finito, la professoressa V\u00eccari disse alla collega: \u201cSai, domani interrogher\u00f2 un\u2019alunna\u201d. Risata della collega. E come mai? Chiese. Me lo ha chiesto lei, dice che vuole parlare di un libro, rispose la V\u00eccari. Anzich\u00e9 insegnare alle ragazze a commentare i gossip, ti fermi a queste pratiche antiquate. Bisognerebbe che quelle come te cambiassero didattica, o mestiere, sentenzi\u00f2 la collega. &#8220;Un giorno o l\u2019altro le tiro un gavettone&#8221;, pens\u00f2 la Vicari.<\/p>\n<p>La ragazzina, intanto, arriv\u00f2 a casa. Sotto casa c\u2019erano le sue compagne di classe nonch\u00e9 vicine di casa. Come mai sei tornata cos\u00ec tardi? Dove sei stata? Vuoi venire con noi? Chiesero in coro le ragazzine. Dove andate? Domand\u00f2 lei. Per negozi. E poi alla partita dei nostri compagni. E a mangiare pizza, risposero eccitate. No, non posso, devo studiare. A domani, rispose \u00a0la ragazzina. Come vuoi, a noi fa piacere se vieni, dissero loro. Come sempre, pensarono che fosse una stupida.<\/p>\n<p>A casa, trov\u00f2 i genitori dietro al pc. Mamma, ciao! Pap\u00e0, ciao! Ciao, Mystica. Risposero da due diversi pc. Com\u2019\u00e8 andata oggi? Chiese Mystica. La mamma disse: bene. Il pap\u00e0 disse: bene. Lei pens\u00f2: che noia. Mentre stava andando verso la sua camera, la mamma la chiam\u00f2. Mystica, devi aiutarmi a fare una tabella per domani, mi serve per il lavoro. Mamma, io devo leggere un libro per domani. Ma figlia mia, nessuno legge pi\u00f9: ci sono i riassunti su internet. Te lo cerco io un bel riassunto. Vediamo il titolo del libro. Un libro stampato. Ma che razza di anticaglie compri? Sar\u00e0 pieno di acari. Comunque. <em>L\u2019asino d\u2019oro<\/em>. Asinus aureus. Ma che cos\u2019\u00e8? Chi frequenti, ultimamente? Mamma, \u00e8 un libro di un autore latino. Che stupidaggini, bimba mia. Un autore latino ti far\u00e0 solo perdere tempo e venire il mal di testa; non ne apprenderai niente di utile, non potrai parlarne con nessuno e nessuno vorr\u00e0 parlarne, ti renderai anche noiosa. Dovresti leggere un po\u2019 di moda, o di marketing, penso ti farebbe bene diventare manager, quanto meno di te stessa. Di questa cosa dovr\u00f2 parlarne a tuo padre, dopo che avr\u00e0 finito di cercare le ricette sul pc per la cena con i suoi datori di lavoro. Va bene, mamma. Io vado in camera, disse Mystica. S\u00ec, ma all\u2019ora di cena stacca. C\u2019\u00e8 pollo in scatola, ordin\u00f2 la mamma. Come ogni sera, a Mystica pass\u00f2 l\u2019appetito.<\/p>\n<p>Finalmente, sola! La ragazzina accese un incenso, bevve un bicchierone d\u2019acqua, assaggi\u00f2 qualche ciliegia da un cestino di ciliegie che la cameriera aveva dimenticato sul tavolo e apr\u00ec il libro. Cominci\u00f2 a leggere di un ragazzo molto simpatico, senza paura, anzi curioso, un certo Lucio, interessato alla magia, che ferisce tre otri credendoli degli uomini e viene processato in teatro per burla; vittima di sortilegio, diventa asino, \u00e8 protagonista di varie vicende e peripezie, deve mangiar delle rose per tornare uomo e diviene poi seguace di strani culti, alla dea Iside. Ne voglio sapere di pi\u00f9, di questa dea Iside, pens\u00f2 la ragazzina. Una favola, al centro del romanzo, parlava d\u2019amore. La ragazzina si appisol\u00f2 e sogn\u00f2 di essere innamorata anche lei, di un ragazzo bello e forte.<\/p>\n<p>La mattina a scuola, come sempre, la campanella suon\u00f2 dopo che tutti erano gi\u00e0 in classe. I compagni erano scocciati. Non volevano proprio ascoltare la voce della loro compagna, non erano interessati a ci\u00f2 che aveva da dire. Sotto i banchi accesero i telefonini. C\u2019era in diretta un funerale e un reality girato in parlamento. Il reality era troppo scontato, quindi la maggior parte opt\u00f2 per il funerale, magari avrebbero indovinato se c\u2019era e soprattutto chi era l\u2019assassino tra i presenti.<\/p>\n<p>Come ogni mattina, la professoressa entr\u00f2, appese il cappotto alla lavagna&#8230; ed eccezionalmente disse: \u201cAlberti, interrogata\u201d. Che strano ordine. Gli studenti si ridestarono, misero in stand-by il funerale, pensarono che forse era meglio stare attenti, qualche risata sarebbe pur sempre saltata fuori.<\/p>\n<p>Alberti, interrogata, ripet\u00e9 la professoressa. Non c\u2019\u00e8, dissero i compagni, e stavano per ridere. Lo sapevo, pens\u00f2 amareggiata la professoressa. Eccomi, disse Mystica Alberti entrando in classe trafelata. Scusi il ritardo. Sono venuta con mio padre. Va bene, per stavolta entra, ma di\u2019 a tuo padre che \u00e8 il suo terzo ritardo; al quarto la scuola dovr\u00e0 nominare un autista, a carico vostro, che ti accompagner\u00e0 a scuola per tempo. La ragazzina and\u00f2 a sedersi. Allora, Alberti, hai avuto il tempo di studiare ieri? S\u00ec. Cos\u2019hai fatto? Ho letto un libro, rispose la ragazzina. Vuoi dire che l\u2019hai letto sul pc, corresse la professoressa. No. Sul palmare, allora. No. Sull\u2019iphone? No. L\u2019ho preso cartaceo. Di carta? S\u00ec. Un libro per ragazzi? Chiese la professoressa. Un libro. Per tutti, credo. <em>L\u2019Asino d\u2019oro<\/em> di Apuleio, conosciuto anche come <em>Le Metamorfosi<\/em>. Me lo faresti vedere? Chiese la professoressa, stavolta davvero incuriosita. Eccolo, disse Mystica. Com\u2019\u00e8 bello, disse la professoressa. Com\u2019\u00e8 bello, riecheggiarono i compagni. La professoressa e la ragazzina si guardarono negli occhi. Alla professoressa scese una lacrima dall\u2019occhio destro. Come mai hai scelto questo libro, Mystica? Chiese la professoressa con una voce cos\u00ec dolce che gli altri alunni spensero definitivamente gli iphone. Credo che sia stato lui a scegliere me. E dicci, vogliamo saperlo tutti, no? e tutti risposero: Siiiiiiiiiiii. Dicci, com\u2019\u00e8 questo libro? \u00c8 un libro bellissimo, rispose la ragazzina dalla maglia amaranto. Racconta, Mystica, racconta. E Mystica cominci\u00f2 a parlare della struttura e della trama del romanzo, lesse e comment\u00f2 alcuni passi che secondo lei erano significativi, rispose alle domande tecniche della professoressa e a quelle incuriosite dei compagni.<\/p>\n<p>Alla fine la professoressa disse: \u201cBrava, Mystica. Il tuo voto \u00e8&#8230;\u201d Non mi interessa, professoressa, e non voglio voto, interruppe brusca la ragazzina. La professoressa non sapeva come fare: e la valutazione? Al diavolo la valutazione, pens\u00f2. Poi Mystica si alz\u00f2 e disse: \u201cDomani tutti interrogati\u201d. \u201cSiiiiiiiiiiii\u201d, risposero tutti. Poi la ragazzina, improvvisamente, chiese: \u201cProfessoressa, a lei che libri piacciono?\u201d A quella domanda, alla professoressa V\u00eccari vennero in mente tante cose e nessuna in particolare, ma cominci\u00f2 a ricordare, e a raccontare di ci\u00f2 che le era piaciuto studiare, e di quanto le piacessero le cose che leggeva.<\/p>\n<p>Alla fine, come ogni mattina, invariabilmente, la campana d\u2019uscita suon\u00f2 quando tutti erano gi\u00e0 fuori. Solo la V\u00eccari rimase in classe ancora qualche minuto a pensare.<\/p>\n<p>Aveva imparato molte cose quella giornata.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7129\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7129\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella mattina, come tutte le mattine, la professoressa entr\u00f2 in classe, appese il cappotto alla lavagna e disse: \u201cOggi vi detter\u00f2 un riassunto della lezione su cui poi farete un test a crocette. 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