{"id":7118,"date":"2011-06-04T16:51:58","date_gmt":"2011-06-04T15:51:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7118"},"modified":"2011-06-04T16:51:58","modified_gmt":"2011-06-04T15:51:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-locchio-di-luca-olivieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7118","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;L&#8217;occhio&#8221; di Luca Olivieri"},"content":{"rendered":"<p>La strada era deserta.<\/p>\n<p>Gli sembrava quasi che tutti in citt\u00e0 avessero finalmente compreso quanto lui fosse potente e non osassero pi\u00f9 uscire di casa temendo la sua collera divina. Bene, le cose si stavano mettendo bene.<\/p>\n<p>Scorse un cane randagio frugare in un secchio dell\u2019immondizia cercando qualcosa da mettere sotto i denti e lo fredd\u00f2 su due piedi con la calibro 38 rubata a suo padre quella mattina.<\/p>\n<p>Aveva fame.<\/p>\n<p>Aveva sete.<\/p>\n<p>Soprattutto aveva sonno.<\/p>\n<p>Decise di incamminarsi verso casa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *-*-*<\/p>\n<p>Il grande condominio in acciaio e vetro era stato costruito da alcuni speculatori senza scrupoli, tra cui figurava anche suo padre, in luogo del grazioso parco panoramico che sorgeva sulla piccola collina a nord della citt\u00e0 sin da quando questa era stata fondata. Da qui il mastodontico edificio era libero di proiettare la sua gigantesca ombra sul piccolo centro abitato, quasi oscurandolo del tutto.<\/p>\n<p>A suo parere la costruzione di quell\u2019edificio era stata un vero e proprio abominio, ma tant\u2019\u00e8, quella era la sua casa. Appena ebbe varcato il portone\u00a0 attravers\u00f2 silenziosamente l\u2019enorme atrio decorato con marmi italiani e si avvi\u00f2 con circospezione verso l\u2019 ascensore, le cui enormi porte a specchio riflettevano il vasto ambiente circostante ingrandendolo oltre misura.<\/p>\n<p>Stava per premere il pulsante di chiamata dell\u2019ascensore quando questo si apr\u00ec davanti a lui: la vecchia signora Andersen, che abitava al quindicesimo piano, usc\u00ec dalla cabina trascinando per i piedi il cadavere di suo marito. L\u2019uomo aveva sul viso un\u2019espressione di vacua rassegnazione, mentre dal forellino al centro della sua fronte sgorgava un piccolo rivolo di sangue che scendeva lungo il lato destro del suo viso fino a scomparire all\u2019interno della camicia di seta bianca.<\/p>\n<p>Quella vista lo eccitava.<\/p>\n<p>Salut\u00f2 gentilmente la Andersen e quindi sal\u00ec sull\u2019ascensore, spinse il tasto con il numero ventidue e lanci\u00f2 un\u2019ultima occhiata alla vecchietta mentre le porte a specchio si chiudevano davanti a lui.<\/p>\n<p>Attese.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *-*-*<\/p>\n<p>Apr\u00ec la porta.<\/p>\n<p>La scena che gli si present\u00f2 davanti agli occhi non gli sembr\u00f2 affatto inusuale o degna di particolare attenzione: il suo coniglietto di peluche era chino sui cadaveri dei suoi genitori e rosicchiava in quel momento il cervello della sua mammina dopo aver gi\u00e0, a quanto sembrava, gradito quello del paparino che giaceva riverso al suolo poco distante la porta dello studio, proprio dove lo aveva lasciato, negli occhi ancora lo sguardo stupefatto di quando gli aveva sparato.<\/p>\n<p>Si sentiva molto stanco, quindi decise che doveva agire in fretta, prese il suo nuovo coltello a serramanico, sottratto ad un ragazzino che aveva ucciso quella mattina nel parco, e si diede da fare per scalzare dall\u2019orbita uno degli splendidi occhi verdi di suo padre, idea che lo tormentava sin da quando si era svegliato. L\u2019impresa si rivel\u00f2 ardua e l\u2019occhio sinistro si sfald\u00f2 nelle sue mani.<\/p>\n<p>Merda.<\/p>\n<p>Aveva solo un altro tentativo e non poteva permettersi di fallire.<\/p>\n<p>Si mise d\u2019impegno con l\u2019esperienza e la delicatezza di un chirurgo e, di l\u00ec a dieci minuti, stringeva tra le mani il suo trofeo. Soddisfatto si avvi\u00f2 verso la sua stanza lasciando il coniglietto ai suoi giochi.<\/p>\n<p>Una volta entrato si sdrai\u00f2 sul letto scostando infastidito il freddo cadavere della sua cara sorellina Ginger che cadde pigramente sulla moquette rosa pallido che ricopriva il pavimento della stanza senza quasi emettere suono.<\/p>\n<p>Alla luce dalla lampada Tiffany che si trovava sul suo comodino si divert\u00ec a studiare con attenzione l\u2019occhio paterno e a guardarne con infinita ammirazione tutte le rosse venature e la nera pupilla, sbarrata e vitrea. Quello che sin dall\u2019infanzia lo affascinava maggiormente, era per\u00f2 lo smeraldino verde dell\u2019iride, intenso ed abbagliante come nessun altro verde che avesse mai visto in natura, cosa che\u00a0 da sempre aveva costituito uno dei maggiori vanti del vecchio. Rimase assorto in quella adorante contemplazione per un tempo che gli sembr\u00f2 infinito, gli parve addirittura di scorgere nuovi e meravigliosi universi di smeraldo lucente che si agitavano sul fondo dell\u2019iride, universi in cui si sarebbe potuto perdere se avesse guardato troppo a lungo. Si riscosse, quindi mise in bocca il suo prezioso trofeo e god\u00e9 della sua gommosa, umida e viscosa consistenza mentre il ferroso sapore del sangue lo inebriava come vino d\u2019annata.<\/p>\n<p>Assapor\u00f2 a lungo l\u2019occhio destro di suo padre prima di inghiottirlo, godendo di ogni singolo momento di quella sublime estasi, quindi bevve un sorso di birra e cadde addormentato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7118\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7118\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La strada era deserta. 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