{"id":7089,"date":"2011-06-04T16:30:12","date_gmt":"2011-06-04T15:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7089"},"modified":"2011-06-04T16:30:12","modified_gmt":"2011-06-04T15:30:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-iper-vita-di-leonardo-palumbo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7089","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Iper-vita&#8221; di Leonardo Palumbo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Apro lentamente gli occhi mentre mi giro su un fianco. Il fresco fruscio delle coperte. La morbida carezza del guanciale. La luce del giorno penetra nella stanza. Attraversa la tapparella. Si scompone in bianchi dardi tra cui danzano minuscoli granelli di polvere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi guardo intorno. C\u2019\u00e8 qualcosa di strano. La camera non \u00e8 come me la ricordavo. Non \u00e8 la mia. Mi metto in ascolto. Non sento la voce della mamma. Non sento niente. Mi giro sull\u2019altro fianco. Non c\u2019\u00e8 il muro tanto familiare. Poi ricordo. Non sono a casa. O meglio: sono a casa, ma a Pescara, dove studio. Ora tutto mi sembra pi\u00f9 familiare. E\u2019 la mia stanza, ma non quella che mi aspettavo. Fisso la scrivania: non ci sono libri o quaderni. C\u2019\u00e8 la valigia. Tristezza. Nostalgia. Entusiasmo. Voglia di fare. Sorrido\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo, visto dal finestrino, sembra irreale. Una serie di fotogrammi dinamici che si fissano nella memoria. Il buio nasconde quasi tutto. In lontananza si intravede il mare: uno specchio nero frantumato in mille riflessi argentei. Sulla costa infinite scintille arancioni indicano la presenza di una citt\u00e0. La immagino: piena di gente che si muove, si sposta, lavora, studia, si diverte. Piccolo frammento pulsante di un modo enorme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una casa a pochi metri dall\u2019autostrada. Mi sembra di poterla sfiorare se solo allungassi una mano. La luce di una camera \u00e8 accesa. Per una frazione di secondo vedo l\u2019interno: una sagoma alle prese con i fornelli. Immagino una sera qualsiasi in quella casa: la mamma cucina, il pap\u00e0 torna da lavoro stanco, la figlia piccola gioca con le bambole in salotto, il figlio grande \u00e8 in camera a studiare, l\u2019altro figlio a zonzo con gli amici sui motorini. Chiudo gli occhi per un attimo. Ripenso ai miei: cosa staranno facendo? Sentiranno la mia mancanza? In fondo, dovrebbero essersi abituati alla mia assenza! Boh!?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aspettando l\u2019autobus sotto la pensilina penso al periodaccio che mi attende. Dovr\u00f2 studiare parecchio. Gli esami sono l\u00ec che mi aspettano: mi guardano sogghignando e mi fanno cenno con l\u2019indice di avvicinarmi. Faccio un ultimo tiro alla sigaretta. La lascio cadere a terra. Schiaccio il mozzicone con la suola delle scarpe. Non contento comincio a giocherellarci. Lo riduco a una strana poltiglia giallastra. Mi accanisco su di esso come se fosse la causa dei miei mali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cScusa, mi fai accendere?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda \u00e8 rivolta a me. Mi distrae dal mio giochino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cS\u00ec\u2026 un attimo\u2026 dove l\u2019ho messo?&#8230; ah, ecco!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Porgo l\u2019accendino alla ragazza che mi ha distratto. La guardo. E\u2019 carina. Gli occhi marroni molto grandi. I capelli neri e lunghi, con una frangia che le copre quasi tutta la fronte. Un neo sulla guancia sinistra. Le labbra abbastanza sottili. Si allargano in un sorriso di ringraziamento. Mi sta porgendo l\u2019accendino. Lo riprendo e lo infilo in una tasca a caso: ecco perch\u00e9 non lo ritrovo mai!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cGrazie!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDi niente!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi si siede accanto. Il silenzio in questi casi mi mette sempre in imbarazzo. No so mai se parlare per rompere il ghiaccio o se aspettare che sia l\u2019altra persona ad attaccare discorso. Che dire? La solita banalit\u00e0 sul bello o cattivo tempo? Mi viene un\u2019idea. E\u2019 una cosa banalissima, ma, mentre penso, la sto gi\u00e0 dicendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSperiamo che il pullman non faccia tardi\u2026\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che schifo di frase!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cGi\u00e0, ma di solito non fa ritardo\u2026 o meglio, non mi \u00e8 mai capitato!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cA me una volta \u00e8 successo. Sono arrivato a Pescara un\u2019ora e mezza pi\u00f9 tardi del previsto!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAh, vai a Pescara?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fortuna cambiamo discorso: brava!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cS\u00ec, studio l\u00ec! E tu?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAnch\u2019io sto a Pescara, studio economia. Tu invece? Non ti ho mai visto!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il discorso s\u2019incanala cos\u00ec nei classici e noiosi binari del che fai, dove stai, come stai. Si ride anche quando non ce n\u2019\u00e8 bisogno, tanto per sembrare cordiali e simpatici. Poi, in realt\u00e0, si fa la figura degli imbecilli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">A pranzo si sta parlando del pi\u00f9 e del meno. Non ci sono notizie importanti dai parenti che mamma deve comunicare. Cos\u00ec, tra una forchettata e l\u2019altra, ognuno parla con se stesso. Non c\u2019\u00e8 un filo logico tra domande, risposte e affermazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mamma: \u201cTi piace la pasta? E\u2019 una nuova ricetta che ho sentito in televisione\u2026\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorella maggiore: \u201cOggi all\u2019universit\u00e0 il prof ha parlato del teatro greco. Una cosa stranissima. Ti faccio un esempio\u2026\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorella minore: \u201cS\u00ec, ma non possono mai essere strani come le cose che stiamo studiando noi\u2026\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pap\u00e0: \u201cQuel ministro \u00e8 proprio stupido! A che serve fare quella legge se poi\u2026\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio cerco di seguire tutti i vari discorsi, poi decido che forse \u00e8 meglio pensare a mangiare e rispondere a monosillabi alle domande che mi fanno. La tattica funziona fino a che non sento mamma che alza un po\u2019 la voce. Mi volto. Ce l\u2019ha con me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cHai sentito la domanda? Che significa no?! Ti ho chiesto a che ora parti, e tu rispondi no!?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guardo stupito. In effetti la risposta non ha molto senso. Scoppio a ridere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cHai ragione. Ma come faccio a sentire te che mi fai una domanda, quando state parlando tutti insieme. E per di pi\u00f9 di cose completamente scollegate?!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si rendono conto del caos che regna a tavola e cominciano a ridere anche loro. Quindi tutto torna alla normalit\u00e0 e si comincia a parlare in modo civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In macchina, mentre torno dopo le ultime commissioni della mattinata, mi viene voglia di allungare un po\u2019 il tragitto. Cos\u00ec ho il tempo di fumarmi una sigaretta e di godermi un ultimo giro alla guida. Abbasso il finestrino. L\u2019aria fresca mi schiarisce le idee. Domani sar\u00f2 di nuovo a Pescara. Finiscono le vacanze. Ricomincia lo studio. Come sempre in questi casi, sono un po\u2019 triste. Lascio una realt\u00e0 e ne ritrovo un\u2019altra. Un continuo su e gi\u00f9. Un ciclico rimbalzare da una situazione all\u2019altra. Per\u00f2 sono anche orgoglioso. E\u2019 bella la possibilit\u00e0 di scavalcare gli orizzonti del nostro mondo. Ripenso agli amici che mi aspettano l\u00ec. Penso a tutti i momenti di vita quotidiana all\u2019universit\u00e0. Visti da fuori sono divertenti. Poi, magari, quando ci sei dentro, diventano noiosi e ripetitivi. Sono anche felice di poterli vivere. Ripenso a chi, come qualche amico che rimane qui, non ha neanche la possibilit\u00e0 di cambiare ciclicamente. Poi penso alle mie vacanze. Niente di eccezionale. Comunque mi sono divertito. Ho trovato un po\u2019 di relax. Posso affrontare il periodo di studio con pi\u00f9 grinta. Mi vengono in mente le immagini dell\u2019altra sera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Un gruppone di amici che parla degli argomenti pi\u00f9 diversi: universit\u00e0, vacanze, scuola, lavoro, famiglia, episodi divertenti. Si scherza, si ride, si \u00e8 seri. Chi fuma una sigaretta, chi beve una birra, chi si allontana per fare una passeggiata. Alla fine non si fa niente. Al massimo si decide di andare in qualche locale per continuare le chiacchiere. Cos\u00ec, solo per dire di aver fatto qualcosa. Solo per prolungare una serata che altrimenti finirebbe troppo presto. Comunque non tutti vengono: qualcuno deve lavorare, altri hanno da fare, qualcuno \u00e8 stanco, altri sono spariti senza dire nulla, forse a casa, forse appartati da qualche parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il locale \u00e8 stracolmo. Proviamo se in un altro c\u2019\u00e8 posto. Nel frattempo si continua a ridere e scherzare. Chi fa battute, chi tiene un discorso serio, chi urla, chi sta zitto. Finalmente ci sediamo. Ordiniamo da bere. Si continua a far casino. La serata si trascina cos\u00ec, tra una risata e una parola, tra uno scherzo e un racconto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti ritrovi in macchina per tornare a casa. Hai salutato tutti: sembra di star partendo ogni volta per la guerra. I realt\u00e0 ci si rivedr\u00e0 tutti tra un mesetto. Mentre guidi ripensi alla serata. Sorridi. Che pazzi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella camera in penombra ripenso a tutto questo. Non so quanto sia strana la mia vita, sempre che poi ne esista una normale; comunque mi sorprende questo essere ora qua, ora l\u00e0. Mi sorprende lo scenario altalenante dove mi muovo, in cui i giorni di viaggio sono giorni-cuscinetto, di assestamento psicologico alla variazione sul tema: navigo da uno scenario all\u2019altro attraverso dei collegamenti non sempre logici e coerenti. Mi sembra una specie di vita ipertestuale, insomma una iper-vita!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sospiro. Sollevo le coperte. Mi alzo. Mi stiracchio. Si ricomincia!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7089\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7089\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apro lentamente gli occhi mentre mi giro su un fianco. 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