{"id":7083,"date":"2011-06-04T11:47:16","date_gmt":"2011-06-04T10:47:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7083"},"modified":"2011-06-04T11:47:16","modified_gmt":"2011-06-04T10:47:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-parlottinasezione-racconti-per-bambini-di-antonio-greco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7083","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Parlottina&#8221;(sezione racconti per bambini) di Antonio Greco"},"content":{"rendered":"<p>Parlottina lo chiam\u00f2 una volta sola, abbastanza per farlo subito svegliare. Non avr\u00e0 avuto pi\u00f9 di quattro o cinque anni, ma ricorda ancora benissimo l\u2019attimo in cui apr\u00ec gli occhi e il momento in cui tutto ebbe inizio.<\/p>\n<p>Dormiva nella sua stanzetta, semplice ma accogliente. Sul piumone era disegnato un mostro, perch\u00e9 anche se era piccolo non aveva gi\u00e0 paura di niente. Per questo si stup\u00ec quando vide accesa la lampada sul comodino. Doveva essere stata Parlottina, pens\u00f2 subito. Non poteva esserci altra spiegazione! Poteva anche sembrare pi\u00f9 piccolo della sua et\u00e0 a causa di un fisico minuto ed esile, ma nessuno poteva dirgli che aveva paura del buio e dormiva con la luce accesa. Le sue paure erano altre, non certo quella. Con Parlottina, per\u00f2, si sentiva sempre al sicuro. Per questo al suono della sua voce si svegli\u00f2 subito. Era una voce calda e avvolgente come una morbida coperta. Poteva stare ore a sentirla parlare senza annoiarsi minimamente. Parlava, parlava, parlava\u2026e lui non doveva far altro che ascoltarla per sentirsi felice. Parlottina sembrava capirlo senza bisogno di fargli emettere neanche un suono. Non aveva mai compreso come Parlottina potesse avere questa capacit\u00e0, ma era cos\u00ec e c\u2019era poco da discutere. Lei parlava, parlava, parlava e lui ascoltava. Ed entrambi erano felici. Si completavano a vicenda e questa era l\u2019unica cosa importante.<\/p>\n<p>Parlottina era la sua migliore amica da un paio d\u2019anni. Forse \u00e8 meglio dire che era la sua unica amica. Ma non era triste per questo, non si scoraggiava, era ancora un bimbo in fin dei conti, avrebbe avuto tanto tempo per farsi degli amici. Per\u00f2 sotto sotto, anche se non lo voleva ammettere a s\u00e9 stesso, avrebbe voluto gi\u00e0 avere tanti di quegli amici da non riuscire neppure a contarli.<\/p>\n<p>La cosa poi che lo amareggiava di pi\u00f9 era che Parlottina, la sua unica amica, era cos\u00ec timida da non volersi far vedere da nessuno, se non da lui. Neanche i genitori avevano avuto l\u2019onore di conoscere l\u2019unica amica del figlio e lui, cos\u00ec, preferiva non raccontare nulla. Ma proprio nulla.<\/p>\n<p>Quando Parlottina lo svegli\u00f2 era gi\u00e0 tarda notte. Nella casa regnava il silenzio assoluto. Parlottina inizi\u00f2 a parlare, anche a voce piuttosto alta, e lui non si capacitava di come pap\u00e0 e mamma non si svegliassero sentendo tutto quel parlottinare. Sperava tanto che svegliandosi sarebbero giunti di corsa nella cameretta. Cos\u00ec Parlottina non avrebbe avuto il tempo di andarsene e si sarebbero finalmente conosciuti. Invece, non accadde niente, se non le mille parole che lo avvolgevano continuamente.<\/p>\n<p>I suoi occhi erano un po\u2019 su di lei e un po\u2019 sulla porta socchiusa. Quando si sarebbe aperta quella porta? Era questa la domanda che gli girava in testa.<\/p>\n<p>Parlottina se ne accorse e gli propose di aprire quella porta, scendere e andare a casa sua. C\u2019era qualcosa che voleva mostrargli. Ecco il motivo della visita!<\/p>\n<p>Da buon bambino aveva sempre saputo che non si esce da soli, e soprattutto di notte. Per questo non accolse con entusiasmo questa idea. Aveva sempre detto s\u00ec a tutte le sue proposte, ma questa! D\u2019altro canto, Parlottina non lo aveva mai deluso, era stato sempre felice con lei, era o non era la persona che lo conosceva meglio?<\/p>\n<p>Parlottina non si perse d\u2019animo, non lo faceva mai, e accarezzandolo con le sue parole lo convinse. Le due case, poi, erano attaccate. Non ci sarebbe stato alcun pericolo.<\/p>\n<p>Era la prima volta che Parlottina gli diceva dove abitava e, ora che ci pensava meglio, era la prima volta che si incontravano di notte. L\u2019occasione, pens\u00f2, doveva essere proprio importante. Chiss\u00e0 cosa avrebbe trovato in quella casa.<\/p>\n<p>Lo scopr\u00ec veramente subito, le case erano proprio vicine.<\/p>\n<p>Quella di Parlottina gli sembr\u00f2 subito pi\u00f9 grande, ma non ne era certo, vista l\u2019oscurit\u00e0 che li accolse. Si fermarono nella prima sala, dove furono attirati dal luccichio degli occhi di un gatto. Era un bel gatto paffuto e l\u00ec si ricord\u00f2 dell\u2019unica cosa che aveva sempre saputo dei gatti\u2026sono esseri magici!<\/p>\n<p>Camminava su qualcosa che non conosceva, sembrava la grande coda di un uccello. Era tutto nero, almeno cos\u00ec gli sembrava.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 un pianoforte &#8211; disse Parlottina.<\/p>\n<p>&#8211; Il mio e anche il tuo, se lo vorrai \u2013 continu\u00f2.<\/p>\n<p>Non cap\u00ec bene il senso di quella frase, ma non ebbe il tempo di pensarci perch\u00e9 il gatto inizi\u00f2 a fare qualcosa di strano, qualcosa di magico. Con un salto felpato si pos\u00f2 delicatamente sulla tastiera. Poi inizi\u00f2 a muoversi avanti e indietro facendo uscire da quella strana cosa un suono cos\u00ec dolce che sembrava raccontare una bellissima storia.<\/p>\n<p>Prov\u00f2 a dire <em>che bello<\/em>! Ma non usc\u00ec alcun suono, riusc\u00ec solo a muovere le labbra. Le muoveva e sorrideva, ma il <em>che bello<\/em> proprio non usciva. D\u2019altronde come avrebbe potuto? Chi \u00e8 muto ha di questi problemi.<\/p>\n<p>Parlottina, per\u00f2, cap\u00ec benissimo le sue parole. Era questa la sua caratteristica migliore. Lo prese per mano e lo fece sedere di fronte al pianoforte. Il gatto prontamente si spost\u00f2, al centro, nel posto dedicato allo spartito. I suoi occhi luccicanti erano lo spartito e non poteva fare a meno di guardarli.<\/p>\n<p>Mise le mani sulla tastiera e inizi\u00f2 a suonare. Parlottina smise di parlare. Che strana sensazione, pens\u00f2, vederla e non sentire la sua voce. Sentiva per\u00f2 quegli strani suoni. Altra sensazione inaspettata!<\/p>\n<p>Le sequenze di alcuni suoni lo facevano ridere, altre no. Furono maggiori, per\u00f2, i suoni divertenti. Parlottina rideva in silenzio insieme a lui, e anche il gatto sembrava sorridere.<\/p>\n<p>La prima volta e le successive, al pianoforte fece ridere tante persone. Non era per niente bravo a suonare. Col tempo miglior\u00f2, ma non divenne mai un grande pianista. E comunque a questo non ci aveva mai pensato. Voleva solo dire qualcosa, far ridere, far riflettere, e anche far piangere. Perch\u00e9 no! Succede anche questo nella vita, come \u00e8 successo a lui quando Parlottina se n\u2019\u00e8 andata. Dopo quella sera non gli aveva pi\u00f9 fatto visita.<\/p>\n<p>Era proprio fondamentale andare con lei in quell\u2019ultima avventura, si diceva spesso. Non aveva pi\u00f9 la sua migliore amica, \u00e8 vero, ma non aveva trovato un altro amico da cui non si sarebbe mai separato? La risposta per lui \u00e8 solo una\u2026e ora chiss\u00e0 Parlottina dove sta parlottinando.<\/p>\n<p>Spesso si ritrova a pensarla e a ricordare l\u2019ultima immagine di lei: \u00e8 sempre felice quando rivede il suo dolce, allegro e non pi\u00f9 parlottino sorriso.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7083\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7083\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlottina lo chiam\u00f2 una volta sola, abbastanza per farlo subito svegliare. 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