{"id":7033,"date":"2011-06-02T18:42:36","date_gmt":"2011-06-02T17:42:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7033"},"modified":"2011-06-02T19:13:34","modified_gmt":"2011-06-02T18:13:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-le-tre-boghe-della-maddalena-di-nello-depa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=7033","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Le tre boghe della Maddalena&#8221; di Nello Depascalis"},"content":{"rendered":"<p>A Serra degli Alimini\u00a0 (Otranto \u2013 Le) i coniugi Migliorini avevano un bilocale e da tempo utilizzavano la formula dello scambio; in uno di questi (una settimana a Porto Rotondo) ci chiesero se volevamo unirci a loro. Approfittando dei costi abbordabili d&#8217;inizio stagione, cogliemmo al volo l&#8217;invito. Stabilimmo di trovarci a Fiumicino (loro, da Siena in macchina, noi salivamo in treno) e proseguire poi per Civitavecchia<\/p>\n<p>Le previsioni davano mare grosso di maestrale (i collegamenti con la Sardegna erano interrotti da due giorni) e questo mi preoccupava non poco. All&#8217;alba, il mare di Formia era calmo e rassicurante. Come prestabilito, c&#8217;incontrammo coi Migliorini. Tutto filava liscio.<\/p>\n<p>Il porto di Civitavecchia era un brulichio e stavamo appena alla prima decade di giugno. Salpammo con un venticello leggero che si alz\u00f2 di brutto sul mare aperto dove imperversava ancora il maestrale e la motonave cominci\u00f2 a ballare; ci aspettava l\u00ec, con onde giganti e spumose, e furioso soffi\u00f2 per tutto il tragitto.<\/p>\n<p>Perduta ogni sponda, l&#8217;ansia s&#8217;impossess\u00f2 di me. La linea d&#8217;orizzonte era l\u00ec, immobile, e mi sforzavo a non guardarla, ch\u00e9 mi dava netta l&#8217;idea di quanto il traghetto la superasse per poi sprofondare prima di risalire, ma era l&#8217;unico elemento fisico da cui non riuscivo a distogliere lo sguardo o ero io indisponibile ad obiettivi diversi; eppure bastava chiudere gli occhi, in abbandono! Il traghetto avanzava a fatica, sferzato dal vento scarrocciava e ogni tanto le eliche rombavano a vuoto. Quei passeggeri che ad inizio viaggio s&#8217;erano appoggiati al parapetto di prua, ben presto si defilarono, spazzati da violenti spruzzi d&#8217;acqua; altri facevano su e gi\u00f9 dai bagni forse per non aver preso anzitempo tisane di melissa o altro. Mia moglie ammirava il mare estasiata. \u201cE&#8217; suggestivo\u201d, ripeteva nella sua incoscienza. Io lo guardavo con astio. Nell&#8217;aria percepivo il rischio d&#8217;una sciagura e la situazione oggettiva non mi dava motivo d&#8217;assumere atteggiamenti disinvolti; al contrario, mi rendeva stranito. Pensai a quei viaggi senza ritorno e sciolsi una preghiera che presto la mia razionalit\u00e0 rifiut\u00f2 per lasciare spazio a blasfemie volgari. Se la mia sorte \u00e8 segnata &#8211; pensai &#8211; scriver\u00f2 un messaggio da chiudere in una bottiglia e gettare in mare; ne formulai il testo: \u201cE&#8217; perito un uomo, dalla barba incolta e canuta, che am\u00f2 il mare, lo visse e ne interloqu\u00ec toccando l&#8217;Oltre; beffardo il mare ha posto fine ai suoi giorni\u201d. Mentre scrivo, riaffiora la tensione di quelle ore, la mia pavidit\u00e0 mal celata; evoco il pericolo reale di andare a fondo, quel parlottio disinvolto dei passeggeri, e mi disapprovo una seconda volta: sembrava fossi l&#8217;unico a farsela addosso.<\/p>\n<p>Si navigava da ore senza il conforto d&#8217;una presenza; solo sul tardi incrociammo un traghetto e dirottai pensieri e cono visivo: la scia bianca prodotta dal turbinio delle eliche si confondeva nella spuma diffusa. Pensai alle coste sarde da scoprire, alle pescate che m&#8217;attendevano e allentai la tensione; poi un&#8217;enorme sagoma scura troneggi\u00f2 in lontananza e mi rasseren\u00f2.<\/p>\n<p>Approdammo a Golfo Aranci: un&#8217;ora di ritardo sulla tabella di marcia. Toccata terra m&#8217;inchinai a baciarla, suscitando l&#8217;ilarit\u00e0 del mio gruppo. Dopo le operazioni di rito, ci dirigemmo al residence, ubicato alla periferia di Porto Rotondo. La notte pass\u00f2 tranquilla. Il giorno dopo cominciai a perlustrare la zona, alla ricerca d&#8217;un posto dove poter pescare: cale e scogliere radenti il mare. Che delusione! Avevo due canne da pesca, una busta d&#8217;ami, piombini e galleggianti, un rotolo di filo; mi mancava la canna da lancio, pi\u00f9 adatta a quelle rive. Porto Rotondo, a staffa di cavallo con\u00a0 imboccatura stretta e poi a ruotare, era l&#8217;unico posto dove poter pescare.<\/p>\n<p>Al terzo giorno dal nostro arrivo, partecipammo ad un&#8217;escursione per l&#8217;arcipelago della Maddalena. Prima tappa: isola Santa Maria. Attraccammo al piccolo molo ch&#8217;era gi\u00e0 l&#8217;ora di pranzo e ci venne offerto un piatto di penne al sugo; una di queste mi cadde e subito la buttai in mare e bast\u00f2 perch\u00e9 arrivassero pesci da tutte le direzioni. Chiazze argentate brillavano pi\u00f9 a fondo, frenetiche boghe in superficie. Avevo nel marsupio dei crackers, ami e filo; ne presi un paio di metri, legai un amo a cui infilzai un frammento di salatino attraverso il piccolo foro e calai, tenendo in mano la lenza. Una grossa boga abbocc\u00f2 vorace, poi un&#8217;altra e un&#8217;altra ancora. Elettrizzato, speravo di continuare su quella piega, quando un signore mi s&#8217;avvicin\u00f2 intimandomi di smettere e torn\u00f2 da dove era venuto. Scendemmo a terra ma, di l\u00ec a poco, una voce avvert\u00ec col megafono di salire a bordo per il prosieguo dell&#8217;escursione. Salpammo, destinazione isola di Budelli (spiaggia rosa), ma i miei pensieri rimasero ancorati a quel che avevo visto e lasciato. Costeggiando, ci venne indicata villa Certosa immersa nel verde. Giunto al residence, controllai una cartina: arcipelago circoscritto da un bel tratteggio in rosso, perch\u00e9 parco protetto. Spiegato l&#8217;arcano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7033\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7033\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Serra degli Alimini\u00a0 (Otranto \u2013 Le) i coniugi Migliorini avevano un bilocale e da tempo utilizzavano la formula dello scambio; in uno di questi (una settimana a Porto Rotondo) ci chiesero se volevamo unirci a loro. 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