{"id":6992,"date":"2011-06-02T18:04:06","date_gmt":"2011-06-02T17:04:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6992"},"modified":"2011-06-02T18:04:06","modified_gmt":"2011-06-02T17:04:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-lultimo-estratto-di-paolo-pobbiati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6992","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;L&#8217;ultimo estratto&#8221; di Paolo Pobbiati"},"content":{"rendered":"<p>Si fece coraggio e si mosse verso un uomo che, per qualche motivo, gli ispirava pi\u00f9 fiducia degli altri. \u201cBuongiorno\u201d gli usc\u00ec, \u201cCome va?\u201d. L\u2019altro lo guard\u00f2 un po\u2019 assente. \u201cBene, credo\u201d. Segu\u00ec un attimo di imbarazzo, come se nessuno dei due sapesse come continuare quella conversazione. Riprov\u00f2, porgendogli la mano: \u201cPiacere, mi chiamo\u2026\u201d e la frase gli si interruppe. Come si chiamava? Possibile che non si ricordasse nemmeno il suo nome? Il suo interlocutore glie la strinse, guardandolo con comprensione. \u201cAnche lei, eh?\u201d. Quindi nemmeno lui sa chi \u00e8. \u201cMa almeno sa dirmi perch\u00e9 ci troviamo qui?\u201d. L\u2019altro scosse la testa e si risedette per terra appoggiando la fronte sulle ginocchia.<\/p>\n<p>Cerc\u00f2 di fare mente locale su quello che stava accadendo. Non riusciva a ricordare nemmeno come fosse arrivato in quel luogo, n\u00e9 perch\u00e9. Per la verit\u00e0 non ricordava assolutamente nulla di s\u00e9. \u201cUn ictus. S\u00ec, sicuramente ho avuto un ictus\u201d, pens\u00f2. L\u2019ipotesi gli parve subito plausibile: non solo avrebbe giustificato in pieno quell\u2019amnesia, ma avrebbe anche spiegato perch\u00e9 si trovava in quel luogo, che quindi doveva per forza essere un ospedale. Fece una rapida ricognizione del proprio corpo: muoveva tutto in modo corretto. Non c\u2019erano danni, bene, e nonostante il buio pi\u00f9 totale nel momento in cui cercava di ricordare il suo passato, si sentiva lucido e in forma. Gli pass\u00f2 con sgomento nella mente la storia letta anni prima di un marinaio la cui memoria durava solo pochi minuti, per cui non riusciva nemmeno ad avere coscienza della sua condizione, perch\u00e9 anche se qualcuno glie la spiegava, la dimenticava immediatamente dopo.<\/p>\n<p>Ripensandoci, non poteva essere un ospedale: non ne aveva per nulla l\u2019aspetto. Non c\u2019erano letti, n\u00e9 medici o infermieri, n\u00e9 apparecchiature mediche. Caso mai assomigliava pi\u00f9 a un vecchio capannone industriale dimesso, un po\u2019 squallido, diviso in tanti locali pi\u00f9 piccoli, illuminati da una strana luce verdognola. Un pensiero gli si fece largo con una crescente inquietudine: \u201cDio mio, non mi avranno chiuso in un manicomio?\u201d. Insieme a lui c\u2019erano parecchie persone, ma nessuno sembrava fare molto caso agli altri, come se ciascuno fosse impegnato a cercare solo dentro di s\u00e9 le risposte alle domande delle quali come lui era prigioniero: chi sono e perch\u00e9 mi trovo qui. Erano uomini e donne di diversa et\u00e0. La sua attenzione fu per un attimo attirata da una giovane coppia; stavano vicini uno all\u2019altro, ma non si erano detti una parola e guardavano in direzioni diverse. Lei, carina, indossava una casacca grigia e un paio di pantaloncini corti.<\/p>\n<p>Stava succedendo qualcosa a poca distanza da dove si trovava. Un uomo, comparso improvvisamente, stava richiamando l\u2019attenzione dei presenti. Il signore che aveva interpellato poco prima gli venne incontro con fare gentile. Sembrava aver riacquistato vitalit\u00e0: \u201cVenga, venga anche lei, ci spiegano cosa succede\u201d. Lo segu\u00ec insieme agli altri, come si fossero risvegliati dal torpore nel quale erano immersi sino a pochi istanti prima e ora si accalcavano davanti al nuovo arrivato, chiedendogli chi fosse e perch\u00e9 fossero stati portati l\u00ec. Era un uomo biondo, con indosso qualcosa che ricordava un camice; aveva un\u2019aria delicata, quasi virginale, nonostante la statura considerevole e una corporatura atletica, resa ancora pi\u00f9 evidente dal piano rialzato sul quale si era messo perch\u00e9 tutti potessero vederlo e sentirlo. Fece un cenno con la mano per zittire gli astanti; ottenuto il silenzio incroci\u00f2 il braccio destro all\u2019altezza dello stomaco; nella mano teneva uno strumento che poteva sembrare uno stetoscopio (doveva proprio essere un medico, allora), mentre appoggiava la mano sinistra dalla parte opposta, sfiorandosi la clavicola. Pens\u00f2 che aveva un\u2019aria vagamente familiare, ma era inutile che frugasse nei suoi ricordi. \u201cCalma, calma, avrete tutte le risposte che state cercando\u201d, disse. Quindi ci spiegher\u00e0 lui cosa succede, ma qualcuno in quella piccola folla che lo attorniava sembrava molto intimorito dalla sua presenza. \u201cCi dica chi \u00e8 lei e perch\u00e9 ci troviamo qui!!\u201d url\u00f2 un tizio da dietro. L\u2019uomo sorrise: \u201cE\u2019 possibile che mi conosciate con nomi molto diversi, anzi \u00e8 probabile che ciascuno di voi mi veda con un aspetto differente da quello con cui mi vedono gli altri\u201d. Cosa voleva dire? Gli sovvenne un nome: Zaraele. S\u00ec, gli appariva evidente che quell\u2019uomo si chiamasse cos\u00ec. Ma come era possibile che si ricordasse il nome di quell\u2019individuo e non il suo? \u201cSono qui per accompagnarvi in quello che sar\u00e0 il vostro viaggio finale\u201d. \u201cNo, non \u00e8 Zaraele il nome, \u00e8 Azrael\u201d ma quel pensiero si tronc\u00f2 immediatamente mentre realizzava quello che aveva appena sentito. \u201cSo che non c\u2019\u00e8 un modo piacevole per dirlo, ma voi tutti siete qui perch\u00e9 siete morti\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019attimo che segu\u00ec quella frase gli sembr\u00f2 interminabile, e quando fu passato ebbe come l\u2019impressione di risvegliarsi dopo un lungo sonno. Dunque era questo che c\u2019era oltre la vita: non aveva nulla a che vedere con ci\u00f2 che si era immaginato per l\u2019aldil\u00e0. Non che avesse mai dato credito a quanto veniva raccontato dalle varie religioni, ma che senso poteva avere passare l\u2019eternit\u00e0 in un posto del genere? Si impose di staccarsi dalle sue congetture e di continuare ad ascoltare. \u201cVi trovate ora in una fase di passaggio, prima di inoltrarvi verso quella che sar\u00e0 la vostra destinazione finale. Abbiate pazienza: ci vorr\u00e0 ancora un poco di tempo\u201d. All\u2019improvviso si accorse di ricordare il suo nome, e tutta la sua vita.<\/p>\n<p>Forse era questo che significava quando dicevano che nell\u2019attimo della morte uno rivedesse come in un film tutta la propria esistenza. Gli riemersero improvvisamente ricordi sotterrati da tempo, e che ora si affollavano affiorando alla sua coscienza in una sequenza come sospesa nel tempo: momenti crucciali per la sua vita si alternavano a episodi apparentemente insignificanti, mescolati senza alcuna progressione che rispettasse la cronologia: una vacanza al mare insieme ad alcuni amici ai tempi del liceo, una promozione ottenuta sul lavoro, il viaggio nella Cina del sud, la scelta dello stipetto il primo giorno in cui era andato all\u2019asilo, l\u2019accusa per appropriazione indebita che gli era stata mossa ingiustamente nell\u2019azienda dove aveva lavorato per vent\u2019anni, il processo e il completo proscioglimento. Ma sent\u00ec identica la fitta di dolore e di vergogna provata allora. Gli sfilavano davanti le immagini delle persone che avevano incrociato la sua esistenza, capite e amate in modi diversi. Le sensazioni fisiche erano molto reali, come se le stesse vivendo in quello stesso momento, come il sapore di una frittata con i ricci di mare in un ristorantino a Castro.<\/p>\n<p>E poi le donne, tante, che aveva amato e da cui era stato riamato; arrivarono tutte insieme alla sua coscienza, come fossero un unico essere, scagliando per un attimo infinito la sua anima in un vortice di innamoramento e passione, che diveniva poi dolore e buio dell\u2019abbandono. Adesso ricordava tutto. L\u2019unica cosa della quale non aveva memoria era di come era morto.<\/p>\n<p>La voce di Azrael lo riport\u00f2 alla realt\u00e0 di quel momento; alz\u00f2 lo sguardo e incroci\u00f2 quello delle altre persone che si trovavano l\u00ec. Alcuni stavano piangendo, chi pi\u00f9 sommessamente, chi disperato come solo i bambini sanno esserlo, camminando senza meta con lo sguardo perso nel nulla; altri erano immobili nella loro espressione vuota, ce n\u2019erano alcuni che ancora seguivano ci\u00f2 che Azrael stava spiegando, ma come se la cosa non li riguardasse. Nessuno per\u00f2 interagiva con gli altri. La morte \u00e8 il momento sommamente intimo, pens\u00f2, e non pot\u00e9 fare a meno di coglierne l\u2019assoluta mancanza di solennit\u00e0.<\/p>\n<p>Non sapeva quanto assorto in questi pensieri avesse perso di quanto Azrael stesse dicendo, ma riprendendo il filo del suo discorso si accorse che stava spiegando di come alcune volte veniva data la possibilit\u00e0 per qualcuno di tornare indietro. Mostr\u00f2 una fiala di metallo grigio e vetro, nella quale era contenuta una sostanza verde brillante, fluorescente. Iniettarsi quel liquido voleva dire avere una seconda possibilit\u00e0, voleva dire ritornare alla propria vita. Spieg\u00f2 che sarebbe stato sufficiente premere nell\u2019incavo del braccio la fiala perch\u00e9 il meccanismo necessario all\u2019iniezione si attivasse. Disse anche che sarebbe stato necessario un sorteggio, perch\u00e9 le fiale disponibili erano soltanto nove, e le persone presenti l\u00ec molte di pi\u00f9. Questa notizia aveva comunque rivitalizzato tutti gli astanti, ansiosi di riuscire in quell\u2019estremo tentativo. I nomi dei presenti si trovavano in un bussolotto di velluto viola scuro, fissato all\u2019imboccatura da un cerchio in ottone; tutti erano ora attenti e silenziosi, mentre Azrael, lentamente ma con quel modo vagamente impersonale di chi tradisce una antica abitudine a quei gesti, estraeva e leggeva a uno a uno i nomi di coloro che avrebbero ricevuto una delle fiale.<\/p>\n<p>Il primo nome fu quello di una donna di una cinquantina d\u2019anni; aveva i capelli crespi raccolti in una coda di cavallo. Nel sentirsi chiamare si guard\u00f2 in giro con circospezione, come se volesse essere sicura di non aver capito male o come si aspettasse una reazione violenta da parte degli altri. Con molta cautela si avvicin\u00f2 ad Azrael per ricevere la fiala, che protesse immediatamente sotto la giacca prima di allontanarsi quasi furtivamente, tradendo solo dallo sguardo la sua felicit\u00e0. Il secondo era un uomo giovane con gli occhiali da sole, che lasci\u00f2 invece esplodere tutta la sua gioia, gridando a tutti che ce l\u2019aveva fatta, che sarebbe vissuto ancora, che sarebbe tornato indietro.<\/p>\n<p>Venne estratto un terzo nome, poi un quarto, un quinto. La tensione cresceva ogni volta, diminuendo le probabilit\u00e0 di rientrare fra i nove fortunati. Ciascuno degli estratti reagiva a modo suo: una gigantesca signora di colore esplose in un pianto dirotto, tanto che qualcuno si sent\u00ec paradossalmente in obbligo di consolarla, e furono necessarie diverse persone per sorreggerla quando venne meno. Era l\u2019ottava estratta. Nel realizzare che rimaneva una sola fiala per quella moltitudine di persone, fu preso dallo sconforto: le possibilit\u00e0 rimaste erano davvero poche. Non sarebbe pi\u00f9 tornato alla sua vita, alla sua famiglia, agli amici, al suo lavoro. Gli venne da piangere. E\u2019 che non voleva, proprio non avrebbe voluto morire. Si lasci\u00f2 cadere seduto a terra, ma nel momento stesso in cui tocc\u00f2 il suolo sent\u00ec la voce di Azrael pronunciare il suo nome. Il suo nome. Quel suono non gli era mai sembrato cos\u00ec bello: balz\u00f2 in piedi e si avvicin\u00f2 alla sua mano, che gli porgeva quell\u2019inestimabile tesoro. Lo prese con le due mani a conca, come si fa con un dono prezioso, e lo osserv\u00f2 per un momento. Il liquido aveva una strana luminescenza e si poteva sentire sul palmo delle mani l\u2019energia che stava emettendo. Era davvero capitato a lui.<\/p>\n<p>La fine di quella riffa aveva segnato un cambiamento improvviso: l\u2019assembramento si era sciolto e ciascuno stava raccogliendo le proprie cose per proseguire il viaggio, assistito da alcuni personaggi simili in tutto ad Azrael che erano comparsi nella stanza. Tutto ora era un brulicare di preparativi. Cerc\u00f2 gli altri estratti, ma vide che erano gi\u00e0 scomparsi: era chiaro che l\u2019iniezione non necessitava di molto tempo per fare effetto. Se li immagin\u00f2 in quel momento mentre si risvegliavano da quella che sarebbe stata chiamata morte apparente, e festeggiati come miracolati da parenti e amici. Miracolati lo erano davvero, e cos\u00ec sarebbe stato chiamato anche lui fra pochissimo.<\/p>\n<p>Fu la vista di quel ragazzo, ancora accovacciato a terra, che piangeva disperato poco distante da lui. Fece per avvicinarglisi per dirgli qualche parola di conforto, quando gli pass\u00f2 vicino, senza neanche guardarlo, la ragazza con la casacca grigia e i pantaloncini corti. Camminava con decisione verso un lato della stanza da cui proveniva una luce pi\u00f9 chiara, come se ci fosse un\u2019apertura che dava all\u2019esterno. Resistette all\u2019impulso di utilizzare immediatamente la fiala: non voleva ritornare senza almeno prima provare a parlare a quel ragazzo disperato.<\/p>\n<p>In fondo qualche minuto non avrebbe fatto alcuna differenza. Si fece raccontare di come era stata la sua esistenza: spezzare ora il legame con tutto ci\u00f2 che aveva amato e apprezzato in vita gli appariva insopportabilmente doloroso. Cerc\u00f2 di consolarlo: aveva amato ed era stato riamato; il valore della sua vita era rappresentato da quanto era riuscito a rendere migliore quella di chi gli stava vicino, e da ci\u00f2 che gli aveva raccontato non era certo cosa da poco. Ora aveva la possibilit\u00e0 di intraprendere una esistenza nuova, di scoprire e capire cose che in quel momento non poteva neanche immaginare. Gli chiese se credeva in Dio. Il ragazzo annu\u00ec. Ecco, ora avrebbe avuto la possibilit\u00e0 di vederlo. Vedere Dio: che cosa meravigliosa, disse, e se ne stup\u00ec un poco, visto che non si sarebbe potuto definire proprio un credente.<\/p>\n<p>Non avrebbe potuto dire se fu per lui o perch\u00e9 vide la ragazza con la casacca grigia e i pantaloncini che si stava allontanando e che non sembrava tradire alcun rimpianto per ci\u00f2 che stava lasciando. Non lo avrebbe proprio potuto dire, ma fu che prese le mani del ragazzo e vi pose la fiala.<\/p>\n<p>Si rialz\u00f2. Sorrise al ragazzo che lo guardava inebetito e incredulo, e si avvi\u00f2 nella direzione verso la quale si erano mossi gli altri. La luce ora sembrava pi\u00f9 forte e si affrett\u00f2 a raggiungerli, mentre veniva preso dalla smania di vedere cosa c\u2019era pi\u00f9 in l\u00e0 e, anche se in salita, passo dopo passo il cammino gli sembrava pi\u00f9 leggero.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6992\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6992\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si fece coraggio e si mosse verso un uomo che, per qualche motivo, gli ispirava pi\u00f9 fiducia degli altri. \u201cBuongiorno\u201d gli usc\u00ec, \u201cCome va?\u201d. 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