{"id":6930,"date":"2011-06-01T17:58:28","date_gmt":"2011-06-01T16:58:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6930"},"modified":"2011-06-01T18:02:32","modified_gmt":"2011-06-01T17:02:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-un-muro-di-papaveri-di-maria-teresa-sacchelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6930","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Un muro di Papaveri&#8221; di Maria Teresa Sacchelli"},"content":{"rendered":"<p>Ho sempre amato i papaveri\u2026 All\u2019apparenza fragili , in realt\u00e0 giganti di tenacia.\u00a0 Li \u00a0vedo imporsi con la loro bellezza sulle erbacce, sul grano duro ed orgoglioso. Con \u00a0i petali, da piccola, mi coloravo le labbra nelle lunghe estati che passavo dai nonni. Notavo \u00a0spesso, nelle mie scorribande nel sole, un signore distinto che veniva a trovare il nonno attraversando campi pieni di questi fiori. Mi colpiva molto la sua tristezza, ne ero intimorita. Intuivo, dal modo di camminare, \u00a0dal vestito scuro che indossava\u00a0 e \u00a0da quello sguardo cupo, una\u00a0 malinconia lontana. I bambini sono osservatori attenti, non hanno maschere, osservano con il cuore. Credo di non aver mai ricevuto da lui un complimento, una sola carezza, anche perch\u00e9, quando il nonno lo chiamava Romeo, fuggivo impaurita come una gazzella ritornando\u00a0 ai miei giochi tutti campestri. Tanti anni sono passati da quelle estati, sono diventata grande, non mi coloro pi\u00f9 le labbra con i papaveri \u00a0ma gli \u00a0occhi di quel signore sono tornati ancora a trovarmi. Venendo a conoscenza della sua storia ho avuto \u00a0la conferma che quella bambina non si era sbagliata. Ho attraversato, senza saperlo, la storia d\u2019amore pi\u00f9 bella della Versilia del secolo passato. Cominci\u00f2 tutto nel 2000, nel piccolo cimitero del mio paese,e fu zia Lilia che, vista la mia consueta sosta sulla tomba di sconosciuti, mi chiese se conoscevo\u00a0 i signori l\u00ec sepolti. Non sapevo in effetti cosa mi portasse sempre davanti a quel volto,ogni volta che mi recavo a far visita ai nonni , n\u00e9 \u00a0perch\u00e9 mettevo sempre un fiore, davanti a quella lapide. Per me tutto questo \u00e8 anche oggi un mistero ma credo nella legge di risonanza. Mi piace pensare che sono stata attirata da sottili presenze ed energie che sfuggono all\u2019occhio umano. Zia nei giorni successivi mi invit\u00f2 nella sua casa sulla collina e misteriosamente, sempre per quei fili di risonanza, entr\u00f2\u00a0 in camera tornando con un piccolo biglietto d\u2019amore. Forse l\u2019unico rimasto, della storia di cui narro\u2026 Cominciarono le mie ricerche, la mia fame di conoscere e,in seguito, di raccontare. Rapita ascoltavo attenta ci\u00f2 che\u00a0 mi veniva detto dagli ultimi testimoni, da zia . Siamo nella Versilia del 1936. Elia ed Annamaria si conoscono nelle vigne, di cui il piccolo paese dove vivono\u00a0 e\u2019 ricco e rigoglioso. In \u00a0chiesa, alla funzione della domenica,\u00a0 cominciano a guardarsi\u00a0 furtivamente. Qualcuno\u00a0 mi disse proprio dietro il campanile si vedevano di nascosto. L\u00ec iniziarono a scambiarsi promesse, progetti. E\u2019 graziosa quella chiesa, diversi anni fa aveva il tetto completamente ricoperto di piccoli quadratini di marmo verde. Questi, cadendo sul piazzale,\u00a0 divertivano noi bambini diventando bottino di scambio. Per me erano piccoli pezzetti di cielo. Vedevo in quei frammenti un Dio giocoso. Siamo noi uomini i veri paesi e\u00a0 con le nostre storie vissute\u00a0 formiamo mappe e incidiamo i luoghi, come solchi nella terra. Quella chiesa e\u2019 un luogo inciso nella mia memoria. Ancora di pi\u00f9 lo sarebbe stato per quei due ragazzi. Erano giovani, belli, pieni di vita. Annamaria una ragazza dall\u2019aspetto gracile, sorriso dolce, occhi intensi e profondi.\u00a0 Elia alto, scuro di capelli, forte, bellissimo ragazzo. Lei era la figlia di una famiglia importante, lui non fu riconosciuto dal vero padre ed aveva il cognome della madre, che port\u00f2 con devozione fino alla morte. Per la \u00a0morale di quel tempo il loro amore fu subito ostacolato e la famiglia della ragazza, nel tentativo di proteggerla , le proib\u00ec di rivederlo. Fu rinchiusa in casa per ben due anni. Nessuno aveva per\u00f2 fatto i conti con il loro sentimento, che usc\u00ec ancora pi\u00f9 rafforzato. C\u2019\u00e8 chi dice che le difficolt\u00e0 alzino muri, bloccando le nostre energie. Questo varr\u00e0 forse per tutti coloro che non hanno fede in quello che credono. Non certo per i nostri due ragazzi. Lui sostava per ore sotto la finestra, da cui lei si affacciava timidamente, con la paura di essere scoperta. Con la sua presenza costante sicuramente infondeva coraggio alla sua donna , che ogni giorno appariva sempre pi\u00f9 debole e sofferente. Il coraggio \u00e8 contagioso e la forza del vero amore abbatte qualsiasi muro. Organizzarono una fuga, per potersi sposare, con la complicit\u00e0 di una signora il cui nome sospetto. Per la morale del momento era\u00a0 semplicemente un bastardo\u2026 Nel frattempo Elia aveva preparato la casa, comprato gli anelli. Era un uomo forte, determinato, con un suo lavoro. Annamaria lo aspettava da troppo tempo. Il giorno \u00a0fissato, lui attendeva sotto il grande muro che cintava la casa. Lei, correndo con trepidazione verso il suo Amore, scivol\u00f2 da quel muro. Lui la raccolse e nello stringerla a se si accorse di avere tra le mani un pugno di piume leggere, ancora tiepide, come di un uccellino caduto dal nido. Annamaria era un ombra, scavata, sofferente. Da tempo si era ammalata. Si recarono in una chiesa della Lucchesia e si sposarono. Erano i primi giorni di un agosto . Le prime luci di una mattina videro sfiorire i suoi papaveri cos\u00ec coraggiosi. Sono stata in quella chiesa, ho potuto accedere ai registri, ho sfiorato quelle firme, quella di Annamaria era tremolante. Ho vacillato e pianto. Dopo il matrimonio si recarono nel loro nido. La ragazza, da tempo malata di tubercolosi, stava malissimo. La caduta, che al momento non sembrava\u00a0 grave, aveva peggiorato le gi\u00e0 precarie condizioni di salute. La madre di Elia si trattenne pi\u00f9 del dovuto . Raccont\u00f2 che li sent\u00ec parlare a lungo. Quante cose da dirsi dopo tanta lontananza\u2026 Guardandosi negli occhi si ritrovarono ancora e si comunicarono tutto ci\u00f2 che altri non riescono a fare in un\u2019intera vita. La chiamano intensit\u00e0 e non ha nulla a che vedere con il tempo terreno. Pu\u00f2 riempirti tutta la vita. Nessuno pu\u00f2 sapere se riuscirono a fare l\u2019amore. Annamaria entr\u00f2 in coma la mattina seguente e mor\u00ec il 12 Agosto del 1938. I papaveri aveva brillato nel sole ed avevano compiuto il loro destino. Era scomparsa , nel lieve soffio di un bacio, ma quello che si erano detti quella notte bast\u00f2 a suo marito per tutti gli anni che lo videro invecchiare. Ogni anniversario portava un mazzolino di fiori d\u2019arancio sulla tomba della sua sposa , quella tenera ragazza avvolta nel suo vestito rosa pallido. Quella fedelt\u00e0 \u00e8 durata tutta la vita fino al 1993, anno della sua morte. Elia, signore di animo e modi, chiamato bastardo, non svel\u00f2 mai il segreto del suo passato .Tutto era racchiuso nella sua memoria e nel suo cuore, ma una bambina che si colorava le labbra con i papaveri \u00a0era troppo coinvolta. Doveva raccontare per dare ancora luce a questo amore grande. Posseggo io l\u2019ultimo messaggio di Elia per Annamaria. Lo porto con me per devozione, come una sorta di passaggio, lo porto con me per Amore. \u201cDio ti accolga nel suo Regno, dove i fiori non avvizziscono, dove il sole non tramonta, in attesa che io torni a te per essere in eterno congiunti. Il tuo sposo.\u201dOra riposano entrambi nel nostro piccolo cimitero, tra gli olivi, dove ancora vado a trovarli. Li\u00a0 penso insieme, in una terra che non ci \u00e8 dato conoscere. Una terra dove non esistono guerre\u2026 barriere.. soprusi,\u00a0 potere dell\u2019uno sull\u2019altro. A quella bambina\u00a0 che\u00a0 amava i papaveri \u00a0hanno insegnato il coraggio e la forza del vero amore\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6930\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6930\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho sempre amato i papaveri\u2026 All\u2019apparenza fragili , in realt\u00e0 giganti di tenacia.\u00a0 Li \u00a0vedo imporsi con la loro bellezza sulle erbacce, sul grano duro ed orgoglioso. 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