{"id":6912,"date":"2011-05-31T22:51:54","date_gmt":"2011-05-31T21:51:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6912"},"modified":"2011-06-04T16:23:45","modified_gmt":"2011-06-04T15:23:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-donne-in-cammino-di-armida-massarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6912","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Donne in cammino&#8221; di Armida Massarelli"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small; font-family: Times New Roman;\">\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<div>\n<p>\u201cSai, Ser\u00e8? Ho pensato che se le foto verranno bene, come vorrei, potremmo fare un bel lavoro insieme, unendo alle immagini le nostre riflessioni e i nostri pensieri e magari anche i pensieri di altri \u2026. Che ne dici?!\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec scrive mia cugina Giulia in un\u2019intensa pagina del suo diario di viaggio.<\/p>\n<p>\u00c8 il 20 giugno 2010, il giorno prima del mio compleanno. Mi piacerebbe che lei fosse qui a festeggiare con me e con le persone pi\u00f9 care. \u00c8 un compleanno speciale, questo. Lavoro come sempre, non ho cambiato paese n\u00e9 casa (forse dovrei), frequento gli stessi amici e ascolto la stessa musica. Preoccupazioni, tante. Delusioni, troppe e troppo profonde. Tutto in apparenza uguale a qualche mese fa. Eppure sono in cammino. E questo compleanno ne \u00e8 una tappa importante. C\u2019\u00e8 una femminilit\u00e0 riscoperta, una forza di cui sono orgogliosa, la vitalit\u00e0 di una donna che ha ancora desiderio e bisogno di creare. E tutto questo, ho deciso, va festeggiato.\u00a0<\/p>\n<p>E, mentre preparo per domani un vestito azzurro intenso (sar\u00e0 troppo elegante? e, se anche fosse, voglio essere elegante) e scelgo le decorazioni per la tavola (roselline rosse fissate su mele gialle), ascolto una canzone. \u00c8 di qualche anno fa, l\u2019ha scritta il grande Vinicio. <strong><em>Ho sassi nelle scarpe \/ E polvere sul cuore \/ Freddo nel sole \/ E non bastan le parole \/ Mi spiace se ho peccato \/ Mi spiace se ho sbagliato \/ Se non ci sono stato \/ Se non sono tornato<\/em><\/strong><strong> \u2026 Anch\u2019io ho sassi nelle scarpe, forse ancora un po\u2019 di polvere sul cuore. Mi spiace se \u2026 mi spiace\u2026 Ma sento che il cammino \u00e8 buono, mi fa e mi far\u00e0 bene. Per strada <em>polvere<\/em>, <em>freddo<\/em>, errori, distacchi. Un po\u2019 vado spedita, un po\u2019 arranco ma le scarpe sono comode (nonostante i <em>sassi<\/em>), gli occhi attenti e il mio sguardo \u00e8 indulgente e curioso. Non prendo scorciatoie. Sono certa: disperder\u00f2 <em>sassi<\/em>, <em>polvere<\/em> e <em>freddo<\/em> in un vento amico che pulir\u00e0 <\/strong>viali, sentieri e render\u00e0 il cielo terso e luminoso. Brava Serena, o come direbbe Giulia, brava Ser\u00e8!<\/p>\n<p>C\u2019eravamo viste un mese prima della sua partenza. Chiacchierate lunghe, riflessioni ad alta voce. Una sera, tornavamo da un paese vicino. Mi viene cos\u00ec bene far incontrare persone, spesso donne, che hanno calcato tratti di cammino diversi con intenzioni simili, con\u00a0 la strada nel cuore e i piedi sempre pronti a partire. E quel pomeriggio l\u2019incontro era stato straordinario. Si erano mescolati racconti, emozioni, atmosfere d\u2019Africa e nebbie padane, mare, oceani, e figli, tanti figli. Quelli arrivati, quelli desiderati.<\/p>\n<p>Avevamo percorso, in un buio accogliente, una strada tortuosa e conosciuta. La luce dei fari aveva, a tratti, svelato con discrezione muretti a secco, rugosi tronchi di vecchi ulivi ricurvi e qualche strettissima via di campagna della quale si intuiva soltanto l\u2019imbocco.<\/p>\n<p>E, proprio sotto casa, accostata la macchina, i discorsi erano continuati. Libert\u00e0 assoluta di incoerenza e spontanea sincerit\u00e0. Sollievo. Meraviglie. Dubbi non risolti. Ottimismo, nonostante tutto. Progetti. L\u00ec, chiuse in quel guscio scomodo ma gradevole, quasi protettivo, una scatola insonorizzata, avevamo accolto la pioggia senza sorprenderci pi\u00f9 di tanto. Le gocce scorrevano sui finestrini, alcune pi\u00f9 velocemente, altre trattenute dalla polvere ormai incrostata sul vetro. C\u2019era della bellezza. C\u2019\u00e8 sempre bellezza quando due donne scavano nel loro intimo e, con la naturalezza di amiche bambine, comunicano l\u2019una all\u2019altra l\u2019esito delle loro scoperte. C\u2019\u00e8 bellezza quando sanno dire la loro complessit\u00e0 e ne parlano con conquistata semplicit\u00e0. Delusione, s\u00ec, pi\u00f9 che altro per chi non cambia, loro sempre pronte a cambiare.<\/p>\n<p>Qualcuno, camminando a passo svelto, aveva scrutato con curiosit\u00e0 l\u2019interno della mia macchina e ci aveva, sia pur distrattamente, osservato. Strane, le donne!\u00a0<\/p>\n<p>Si sar\u00e0 stupita, chiss\u00e0, anche la luna quella sera. Lei, quella che io chiamo amichevolmente <em>Palla d\u2019Argento<\/em>, si era fatta largo nel cielo e ci aveva mandato, tra la pioggia che si faceva pi\u00f9 rada e qualche nuvola scura, un piccolo sprazzo di luce inaspettata. E, non credo per caso, aveva illuminato un proposito.<\/p>\n<p>Fu in quella inconsueta situazione che Giulia mi confess\u00f2 il suo progetto. Avrebbe fatto di l\u00ec a poco il cammino di Santiago de Compostela. Sola, in bicicletta.<\/p>\n<p>Non mi stupii. Appresi la sua intenzione con la certezza dell\u2019incanto di quel progetto.<\/p>\n<p>Avevo ben chiare tutte le difficolt\u00e0, gli ostacoli. Un po\u2019 di geografia la conosco! Ebbi subito l\u2019immagine netta di\u00a0 qualche tratto di quel percorso. Vidi la tortuosit\u00e0 di certe strade, le montagne, nuvole nerissime, e immaginai pioggia battente e copiosa (altro che quella scesa sulla macchina!) sul volto stremato di mia cugina.<\/p>\n<p>Ma non mi stupii. E, soprattutto, non scatt\u00f2 in me il mio solito e incontenibile sentimento protettivo (diciamo la verit\u00e0, tipico delle mamme apprensive). Ero sicura che tutto sarebbe stato s\u00ec faticoso ma incredibilmente bello e grande. Brava, Giulia.<\/p>\n<p>Un\u2019altra donna forte, coraggiosa, pensai. Un\u2019altra che trasforma le sue fragilit\u00e0 in energia, in determinazione. Pensai a quante amiche, in quest\u2019ultimo anno, erano state forti, coraggiose, tenaci. C\u2019era chi aveva affrontato un cancro e lo aveva combattuto, vincendolo, con tutta la volont\u00e0 e l\u2019aggressiva risolutezza. Chi aveva vissuto una separazione inaspettata e cruenta. Chi aveva perso il bambino che aspettava, chi l\u2019amore della sua vita, o quella considerato tale. E, andando indietro nel tempo, c\u2019era chi aveva cresciuto, sola, una figlia coltivandola con profonda sensibilit\u00e0 e chi, figlia, aveva fatto da madre alla sua mamma.<\/p>\n<p>E allora, eccola Giulia che parte, <em>diversamente<\/em> dalle altre, eppure <em>come<\/em> le altre.<\/p>\n<p>Eccola che, sola, si ascolta e si fa compagnia.<\/p>\n<p>Eccola che vede papaveri gialli e li considera effetto della stanchezza.<\/p>\n<p>Eccola affrontare le vertigini e, nel silenzio, \u201caprire il cuore all\u2019infinito\u201d.<\/p>\n<p>Eccola, nonostante la macchina fotografica che ha preso l\u2019abitudine di incepparsi, scattare foto meravigliose.<\/p>\n<p>Eccola che, sulla strada per Leon, mi pensa e a sera, nel momentaneo e confortante riposo, considera la possibilit\u00e0 di unire le nostre esperienze, i nostri \u201ccammini\u201d. Farne un lavoro insieme, un libro. Lei le sue foto, io le mie parole e le parole di altri. Lei il suo cammino, io il mio cammino.<\/p>\n<p>\u00c8 il 20 giugno. Sono contenta. Domani mi festeggeranno e mi festegger\u00f2. Non mi facevo regali da tempo. Non pensavo a me da troppo tempo. Sono convinta pi\u00f9 che mai che indosser\u00f2 il vestito azzurro intenso. Sono sicura che ricever\u00f2 dei fiori e saranno rose di un rosso intenso. Domani piover\u00e0, a dispetto del solstizio d\u2019estate ma \u00e8 il mio solstizio e la pioggia mi divertir\u00e0.<\/p>\n<p>Un messaggio sul cellulare! Mi scuote in questi pensieri leggeri (non mi regalavo da tempo anche la leggerezza). \u00c8 Giulia.<\/p>\n<p>Nella brevit\u00e0 di un SMS, ci sono i paesaggi, le strade polverose, le nuvole, i papaveri e la sua anima, la sua generosit\u00e0. C\u2019\u00e8 il suo essere nel vento, la sua stanchezza e la sua nostalgia. Ci sono i suoi doni, le sue preghiere. I fardelli alleggeriti (chiss\u00e0, forse come i miei pensieri, quelli di questi ultimi tempi). Ci sono gli incontri. C\u2019\u00e8 la sua conquistata serenit\u00e0.<\/p>\n<p>Mi dir\u00e0, poi, delle lacrime mescolate alla pioggia. Mi racconter\u00e0, al ritorno, della sua ricerca del silenzio. Del suo essere sola, l\u00ec, per le difficili strade deserte, e del non sentirsi sola. Delle piaghe sulle braccia dovute alle ustioni (troppo sole, troppo intenso). Della grande \u201ccomitiva\u201d che ha portato con s\u00e9, nel suo cuore e della forza ricevuta dalla compagnia di figli, genitori, fratelli, amici. Mi dir\u00e0 dopo di avermi pensata davanti a cespugli profumati di ginestre e a gruppi di fiori \u201cdi un viola stupendo\u201d. Mi narrer\u00e0 degli incontri. Di Marcelino Lobato, per esempio,\u00a0 del suo asino e della <em>Virgen de la Locura<\/em> (bello sapere che c\u2019\u00e8 una Madonna\u00a0 della Follia!). Mi parler\u00e0 delle cicogne e delle loro danze nel cielo. Dei nidi e della nostalgia di casa e della nostalgia del cammino. Insieme a lei ho \u201cascoltato\u201d il suono delle foglie al vento e del gracidare delle rane. Di un\u2019anima rivolta all\u2019Infinito e di preghiere che salgono, quasi danzando,\u00a0 come quegli uccelli ballerini nel vuoto.<\/p>\n<p>Al suo ritorno, sul Pontegobbo di Bobbio, Giulia mi commuover\u00e0 con la sua aria ancora meravigliata, consapevole e al contempo ancora incredula.<\/p>\n<p>E l\u00ec, allegre, entusiasmandoci per l\u2019acqua del fiume che scorre impetuosa, progetteremo insieme un altro cammino, per un\u2019altra via. Questa volta sapremo, forse, evitare ferite, e andare leggere sin dalla partenza. E sentiremo insieme il suono del silenzio e, speriamo, saremo silenzio anche noi.<\/p>\n<p>\u00c8 il 20 giugno.<\/p>\n<p>Ancora ascolto quella canzone. <strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Ma ancora proteggi \/ La grazia del mio cuore \/ Adesso e per quando \/ Torner\u00e0 nel tempo \/ Il tempo per partire \/ Il tempo per restare\u2026 \/ Il tempo di lasciare \/ Il tempo di abbracciare. <\/em><\/strong><strong>Grande Capossela!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Grazie, Giulia. Il tuo viaggio \u00e8 diventato anche il mio viaggio. Serena<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6912\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6912\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u201cSai, Ser\u00e8? 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