{"id":6898,"date":"2011-05-31T22:44:25","date_gmt":"2011-05-31T21:44:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6898"},"modified":"2011-05-31T22:44:25","modified_gmt":"2011-05-31T21:44:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-una-giornata-dautunno-di-vanda-liber","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6898","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Una giornata d&#8217;autunno&#8221; di Vanda Liber"},"content":{"rendered":"<p>Quell\u2019anno l\u2019autunno era arrivato tardi. Gli alberi secolari del parco conservavano ancora le loro foglie ma il vento gelido di quel mattino li stava spogliando d\u2019un tratto e facendolo disegnava nell\u2019aria un\u2019onda, una sciame in movimento, fatto di foglie morte che un pittore immaginario sembrava aver disegnato nel cielo con la tavolozza sporcata di giallo, arancione e rosso.<\/p>\n<p>Lei correva lungo la stradina di ghiaia che si snodava nel parco come un serpente addormentato a lambire l\u2019erba rada e calpestata dei prati intorno.<\/p>\n<p>L\u2019auricolare, ficcato dentro le orecchie fin dal risveglio, la metteva in contatto con il mondo, quello che si sveglia presto al mattino e quello che si sta infilando sotto le lenzuola con le ombre lunghe della notte che si allungano fin dentro le case. Le notizie dal mondo, gi\u00e0. L\u2019indice Nikkei, il dollaro e le previsioni degli analisti sul FTSE Mibtel, sull\u2019economia americana e sulla questione medio-orientale.<\/p>\n<p>Aveva cominciato a correre sei mesi prima, di ritorno da un viaggio negli USA, dove aveva visto i colleghi di Manhattan iniziare sempre le loro giornate correndo tra i vialetti di Central Park. Ma non era uno svago. Era lavoro, perch\u00e9 quando si sfilavano le scarpe da ginnastica, con le goccioline di sudore che formavano rigagnoli acquosi che scendevano lungo le guance arrossate, avevano gi\u00e0 disposto vendite di <em>futures <\/em>o acquistato quote di fondi brasiliani per i loro clienti.<\/p>\n<p>I calzoncini corti, la felpa ed i capelli raccolti in una coda di cavallo che si muoveva da destra a sinistra e viceversa, seguendo il ritmo regolare della corsa leggera. Guardava dritto ma il suo sguardo non si appoggiava mai. Restava l\u00ec, a librare nell\u2019aria, senza una m\u00e8ta, mai alla ricerca di qualcosa, uno scorcio, una foglia, uno spicchio di cielo. Gli occhi dentro sembravano chiusi, come le labbra, serrate. Era una corsa solitaria, come su un tapis roulant nella propria stanza da letto, o in una polverosa soffitta o in una cantina umida o in mezzo al deserto. Un puntino nell\u2019universo, visto dall\u2019alto. Una macchiolina che corre ma che non d\u00e0 e non toglie niente al mondo.<\/p>\n<p>Il vecchio aveva curvato la schiena in avanti e la testa, china, sembrava penzolare senza forza. Gli capitava spesso. All\u2019inizio aveva cercato di ribellarsi, raccogliendo tutte le forze per raddrizzare il suo corpo stanco. Ma negli ultimi giorni quello sforzo gli era sembrato troppo grande e cos\u00ec aveva smesso di combattere contro quel nemico oscuro che gli toglieva ogni giorno qualcosa. Un pezzettino di energia, di desiderio, lasciandogli credere che a poco a poco lo avrebbe derubato di tutto fino a lasciargli quel brandello di vita che lui stesso avrebbe poi consegnato tra le sue mani.<\/p>\n<p>I passi della donna scivolavano accanto alle panchine vuote. Correva dentro la cornice di un quadro. L\u2019immagine ritraeva la stradina sterrata e le panchine di legno dipinto di verde, leggermente scrostate sulle rotondit\u00e0. Sulla terza a destra, c\u2019era la sagoma di un vecchio con il cappello in testa e le braccia scivolate lungo il corpo. Correva dentro l\u2019immobilit\u00e0 di tutto ci\u00f2 che la circondava. Senza vita perch\u00e9 sempre uguale. Ma quel giorno il vento aveva sollevato il giornale del vecchio e lo aveva portato lontano lasciandolo cadere sulla ghiaia, stropicciato. Il giornale non c\u2019era mai stato nel quadro e gli occhi della donna si mossero, cadendo su quelle pagine fruscianti del rumore del vento che ancora soffiava dentro quei fogli sottili.<\/p>\n<p>Si ferm\u00f2, mentre i suoi piedi seguitavano a saltellare per non interrompere la corsa.<\/p>\n<p>Si chin\u00f2 leggermente per sbirciare il giornale, indagandone la data. Doveva essere di quel giorno. Ecco perch\u00e9 non c\u2019era nel quadro. Invece il giornale portava la data di qualche mese prima. 27 agosto. Allora smise di saltellare e si guard\u00f2 intorno. Fu in quell\u2019istante che scorse il corpo del vecchio accasciato sulla panchina.<\/p>\n<p>Dall\u2019auricolare stavano arrivando le chiusure dei mercati asiatici e a qualche metro da lei c\u2019era un uomo con le scarpe da vecchio e il cappello in testa. Aveva gli occhi chiusi e le braccia addormentate dentro la giacca pesante e consunta.<\/p>\n<p>I piedi di lei si erano fermati ed il respiro affannoso muoveva il suo petto in su e in\u00a0 gi\u00f9. Si avvicin\u00f2 al vecchio, lentamente, con addosso il timore dell\u2019ignoto ma anche la paura di violare, di calpestare uno spazio altrui. Gi\u00e0, perch\u00e9 la sagoma del vecchio, ne era certa, c\u2019era sempre stata nel dipinto.<\/p>\n<p>\u201cScusi, il giornale \u00e8 suo?\u201d \u2013 il tono della voce era alto per sovrastare quello del cronista che stava elencando le performance dei titoli azionari. \u2018Meno male che ho comprato ieri sera\u2019 \u2013 pens\u00f2 \u2013 \u2018con l\u2019indice schizzato su cos\u00ec, ho fatto guadagnare un bel po\u2019 a Maseti. Chiss\u00e0 come sar\u00e0 contento il mio capo quando lo sapr\u00e0\u2019.\u00a0 Stava sorridendo ma poi si ricord\u00f2 dell\u2019uomo, accanto a lei. \u201cSi stente bene?\u201d \u2013 si era avvicinata ancora un po\u2019 ed ora la sua mano sfiorava la spalla curva del vecchio. Si guard\u00f2 intorno cercando fin oltre la cortina del parco, la presenza di qualche essere umano. Ma non scorse nessuno. Gli tocc\u00f2 allora la mano, fredda e rugosa, appena un soffio. Ed allora il vecchio alz\u00f2 la testa verso di lei.<\/p>\n<p>\u201cMi dispiace\u201d \u2013 sussurr\u00f2 piano la donna \u2013 \u201cnon volevo svegliarla \u2026 \u00e8 che \u2026 insomma \u2026 pensavo che forse \u2026 avesse bisogno di aiuto.\u201d \u2013<\/p>\n<p>L\u2019uomo le sorrise. Debolmente. La pelle del viso era pallida e costellata dai segni del tempo. Incisioni profonde che passavano da parte a parte, scavate un poco alla volta, anno dopo anno.<\/p>\n<p>\u201cGrazie\u201d \u2013 rispose allungando la mano tremante.<\/p>\n<p>\u201cHo visto che \u00e8 di qualche tempo fa \u2026 forse vorrebbe leggere quello di oggi?\u201d \u2013 chiese la donna.<\/p>\n<p>\u201cNo, no, questo va bene. Lo porto sempre con me. Sa, \u00e8 importante conoscere le notizie!\u201d \u2013 rispose appoggiando il giornale sulle ginocchia tremanti.<\/p>\n<p>\u201cCerto, lo penso anch\u2019io. Per\u00f2 quelle sono notizie vecchie! Dopo di quel giorno sono successe molte altre cose \u2026\u201d<\/p>\n<p>Il vecchio rise, scuotendo la testa. \u201cE che cosa \u00e8 successo di cos\u00ec importante che non sia gi\u00e0 stato scritto in tutti questi anni?\u201d \u2013 chiese sottovoce.<\/p>\n<p>\u201cAllora vuole dire che non accade mai niente nel mondo che non sia gi\u00e0 successo?\u201d \u2013 era sbalordita.<\/p>\n<p>\u201cLa gente, i popoli, continuano a commettere gli stessi errori. Combattono tra di loro, si insultano, si tradiscono, si uccidono. Danno fuoco alle loro case e bruciano i loro sogni. E\u2019 successo qualcosa di diverso in questi ultimi mesi?\u201d \u2013 chiese il vecchio guardando la donna fisso negli occhi.<\/p>\n<p>\u201cBeh, no \u2026 forse no \u2026 ma allora, per lei, il tempo non \u00e8 importante?\u201d \u2013 domand\u00f2 togliendosi l\u2019auricolare e mettendosi a sedere accanto all\u2019uomo.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, pu\u00f2 essere importante, ma solo se riusciamo a riempirlo bene.\u201d \u2013 toss\u00ec e poi chiuse gli occhi portandosi entrambe le mani sul viso. Quando li riapr\u00ec erano velati di un sottile strato d\u2019acqua. \u201cIo, purtroppo, non lo ho usato bene\u201d. \u2013 concluse<\/p>\n<p>Il reticolo di rughe si era inspessito nello sforzo di celare l\u2019emozione.<\/p>\n<p>\u201cMa lei \u00e8 rimasto qui tutta la notte?\u201d \u2013 chiese vedendo la giacca vistosamente stropicciata. \u2013 \u201cForse qualcuno della sua famiglia la sta cercando!\u201d \u2013 disse con apprensione.<\/p>\n<p>Il vecchio si gir\u00f2 verso di lei. Ma attese qualche istante prima di parlare. \u201cNo, non mi cerca pi\u00f9 nessuno. Gliel\u2019ho detto che ho speso male il mio tempo. La mia famiglia \u00e8 ormai lontana.\u00a0 Ed anche i miei figli \u2026 sono cresciuti e mah \u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa lei non ha una casa dove stare? Vive forse in un ospizio?\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uomo non ascolt\u00f2 le ultime parole che caddero come polvere sulla stradina di ghiaia. \u201cDevi ascoltare sempre il tuo cuore. Da l\u00ec e solo da l\u00ec devono partire le tue scelte. Quello che ti sta attorno \u00e8 solo il canovaccio sul quale costruire la tua vita e non pu\u00f2 essere quello che ne tira le fila. E alla sera non scordare mai di guardare dentro te stessa per chiederti se non hai dimenticato qualcosa o qualcuno.\u201d \u2013 il vecchio fece un respiro profondo, poi le sorrise.<\/p>\n<p>La donna si ricord\u00f2 d\u2019un tratto del tempo che poteva essere passato e sbirci\u00f2 l\u2019orologio.\u00a0 Era quasi mezzogiorno. Si chin\u00f2 su quella figura fragile e prov\u00f2 uno struggente affetto.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 molto tardi, ora devo andare.. ma domani.. s\u00ec, domani la porter\u00f2 in un posto bellissimo. Pranzeremo vicino al mare, con i piedi nella sabbia \u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cDomani. S\u00ec. Il tempo non mi appartiene pi\u00f9 e la serata e la notte scivoleranno via senza lasciare traccia \u2026\u201d<\/p>\n<p>\u00a0Si gir\u00f2 a guardarlo, dopo qualche passo. Lui accenn\u00f2 un saluto con la mano, ma la testa era gi\u00e0 di nuova china.<\/p>\n<p>L\u2019aria del mattino era gelida e la giovane donna era arrivata al parco molto presto. Guard\u00f2 gli alberi secolari e il mulinello di foglie colorate dal solito pittore immaginario che ora stava risciacquando i pennelli alla fontana. Forse il dipinto non era pi\u00f9 lo stesso.<\/p>\n<p>Si affrett\u00f2. La corsa si era fatta pi\u00f9 concitata. L\u2019auricolare era rimasto sul comodino, accanto al black-berry, agli indici Nikkei ed alle altre piccole cose.<\/p>\n<p>Dietro la curva, la terza panchina a destra\u2026 si ferm\u00f2 \u00a0d\u2019un tratto. Qualcosa nel quadro era cambiato. Sent\u00ec calde lacrime salire su fino agli occhi. La sagoma del vecchio, quella non c\u2019era pi\u00f9.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6898\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6898\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quell\u2019anno l\u2019autunno era arrivato tardi. 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