{"id":6872,"date":"2011-05-31T21:37:25","date_gmt":"2011-05-31T20:37:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6872"},"modified":"2011-05-31T21:37:25","modified_gmt":"2011-05-31T20:37:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-ancora-una-spinta-di-ildebrando-paganelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6872","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Ancora una spinta&#8221; di Ildebrando Paganelli"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 forte!\u201d gridi, \u201cpi\u00f9 forte!\u201d mentre spingo con maggiore energia l\u2019altalena e non faccio in tempo a vedere la tua chioma corvina allontanarsi che di nuovo ne respiro l\u2019odore mentre sei pronta a reclamare una nuova spinta. Sei proprio una bimba e ti sono grato per questo.<\/p>\n<p>Avevo smesso di credere che mi sarei trovato ancora una volta in tua compagnia e mai avrei immaginato sarebbe accaduto in questo frangente: a spingerti sull\u2019altalena, in un parco cittadino in mezzo a mamme, nonni e bambini, in una citt\u00e0 che non conosco, quella nella quale vivi con la tua famiglia.<\/p>\n<p>Grazie per avermi telefonato, per avere risposto alle mie tante lettere, per aver letto i libri che ti ho inviato, per quest\u2019incontro, quest\u2019emozione, l\u2019ennesima che ancora sei in grado di donarmi nonostante sia passato tutto questo tempo. Vent\u2019anni. Vent\u2019anni sono trascorsi\u2026 ma lo diresti tu? Io no davvero.<\/p>\n<p>E\u2019 come se t\u2019avessi lasciata poche settimane fa e ti ritrovo oggi, bella come allora, preziosa pi\u00f9 d\u2019allora per effetto della tua morbida maturit\u00e0.<\/p>\n<p>E folle, pericolosamente folle. Come allora.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 come ti sembro io: me lo sono domandato poco fa in aeroporto mentre con un dito teneramente seguivi una ruga sulla mia fronte.<\/p>\n<p>Te l\u2019ho chiesto con gli occhi ed i tuoi si sono riempiti di dolcezza. Chiss\u00e0 cosa pensi di me: vorrei domandartelo ma non ne ho il coraggio.<\/p>\n<p>E nemmeno riesco a chiederti se sei appagata o felice addirittura. Io spero di s\u00ec, lo spero proprio. L\u2019ho tanto desiderato per te e credo d\u2019aver finanche pregato una volta che tu stessi bene ma bene davvero. Non sopporterei l\u2019idea che cos\u00ec non fosse. Pensarti serena mi fa vivere meglio.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019hai capito &#8211; vero? &#8211; che non ho mai smesso d\u2019amarti in tutti questi anni.<\/p>\n<p>Non avrei potuto, non so come fare. D\u2019altronde m\u2019innamorai subito di te, non appena ti conobbi.<\/p>\n<p>Non credo d\u2019avertelo mai detto &#8211; certo perch\u00e9 l\u2019ho capito solo dopo &#8211; ma quanto mi attrasse davvero di te furono le tue ferite, sopratutto quando capii che erano quelle il tuo dono e che attraverso esse ti offrivi, senza risparmiare nulla di te, nemmeno l\u2019anima. Quella, anzi, meno d\u2019ogni altra cosa.<\/p>\n<p>Le tue ferite ti rendevano unica e bellissima, oltremodo desiderabile. Esse hanno guarito le mie e le mie le tue, almeno per il tempo che trascorremmo assieme.<\/p>\n<p>Eravamo come piantine nate in un terreno arido che, a causa dell&#8217;egoistica invadenza delle piante vicine, hanno ricevuto poca luce ed ancor meno calore, che sono state poco irrorate dalla pioggia e che nel crescere, di conseguenza, hanno stentato, elevandosi dolorosamente ed a costo di sgradevoli storture nel tronco e nei rami. Ma la radice che possedevamo &#8211; il nostro spirito &#8211; era forte e nobile, tanto da aver avuto la forza di portarci, seppur faticosamente, ad emergere dall\u2019insensato groviglio delle altre piante, ad incontrare la luce ed il calore, quindi a riassumere la\u00a0giusta postura del tronco ed a dispiegare armoniosamente i rami.<\/p>\n<p>\u00a0L\u2019acqua di cui abbisognavamo l\u2019abbiamo cercata nella profondit\u00e0 del terreno, pi\u00f9 dentro di noi, ricongiungendoci a noi stessi, immergendoci e talvolta finanche affogando nella nostra coscienza e nella verit\u00e0 della nostra storia.<\/p>\n<p>E quanto ci un\u00ec davvero, al di l\u00e0 dell\u2019amore, credo fu il nostro essere cos\u00ec irreparabilmente danneggiati, cos\u00ec bisognosi di qualcosa che potesse salvarci da quelle maree inarrestabili di disperazione e placare la nostra sete di vita.<\/p>\n<p>Eccomi qui, con te, per te, per un giorno ancora.<\/p>\n<p>Me la leggi negli occhi questa passione mai lenita, nei gesti, nel tono della voce. E cos\u00ec te l\u2019ho detto, ti ho detto che ti amo, ti amo ancora e sono felice sia cos\u00ec perch\u00e9 mi fa star bene amarti anche se non posso vederti e addirittura sentirti. Mi fa star bene perch\u00e9 talvolta mi fa sentire come il ragazzo che hai adorato, al quale non riesco, non voglio rinunciare.<\/p>\n<p>E in fondo non m\u2019importa se non sei pi\u00f9 innamorata di me, se non provi la stessa spinta d\u2019allora, quando per vedermi anche solo un minuto dimenticavi di dormire o di mangiare.<\/p>\n<p>Ti comportavi come una pazza che corre incontro alla propria ossessione ed ogni cosa, ogni cosa facevi per farmi sentire la dolcezza del tuo amore, la potenza devastante della tua passione, del tuo desiderio.<\/p>\n<p>Fare l\u2019amore con te, possederti \u00e8 stata l\u2019esperienza pi\u00f9 straordinaria della mia vita, la cosa pi\u00f9 meravigliosa che mi sia capitata e mai nessuna, nessuna mai \u00e8 stata capace di farmi provare quel che mi hai fatto avvertire tu.<\/p>\n<p>Sei stata la prima. L\u2019ultima.<\/p>\n<p>Reclamavamo l\u2019eternit\u00e0 che credevamo potesse assicurarci il nostro amore e per averla eravamo pronti a dannarci l\u2019anima dacch\u00e9 gli unici limiti che conoscevamo erano quelli dei nostri occhi, non certo quelli delle nostre fantasie, dei nostri aneliti inconfessabili.<\/p>\n<p>Era una sensazione cos\u00ec enorme che non sono in grado di spiegartela, non ci sono mai riuscito ma tu sai di cosa parlo, se solo sai ricordarlo, se solo puoi.<\/p>\n<p>Curiosa la vita che ci sottrae a volte quel che desideriamo di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Crudele, forse.<\/p>\n<p>Io in qualche modo mi ci sono abituato perch\u00e9 se \u00e8 vero che ho avuto tanto nella mia esistenza \u00e8 altres\u00ec vero che non poco m\u2019\u00e8 stato sottratto.<\/p>\n<p>E va bene cos\u00ec.<\/p>\n<p>Sai, mi considero un privilegiato perch\u00e9 questa stagione della mia vita mi ha generosamente, inaspettatamente restituito la speranza. Non solo quella del futuro ma anche e sopratutto quella del passato. E\u2019 difficile per me spiegarlo ma ha a che vedere con tutto quanto ho vissuto, con tutta quella vita.<\/p>\n<p>Tutta quella vita: sopratutto quella di quanti mi sono stati accanto, permeando la mia esistenza anche della loro assenza e sopratutto in virt\u00f9 di questa stravolgendola. Come ha fatto mia padre. Come hai fatto tu.<\/p>\n<p>Tante, troppe volte mi sono chiesto come sarebbe andata se noi due fossimo rimasti assieme. Non credo vi sarebbero state mezze misure: malissimo.<\/p>\n<p>O benissimo. Non lo sapremo mai, eh? Temo che mio malgrado continuer\u00f2 a domandarmelo ancora a lungo, forse per tutta la vita.<\/p>\n<p>\u00a0So gi\u00e0 che un giorno ti chiederai quale sia il senso del nostro rapporto e perch\u00e9 sostenerlo, proteggerlo se non potr\u00e0 sfociare nella quotidianit\u00e0 od in una qualche consistenza.<\/p>\n<p>La risposta sta proprio nella fragilit\u00e0, nell&#8217;indeterminatezza, nella difficolt\u00e0 che lo caratterizzano, lo nutrono, gli danno respiro.<\/p>\n<p>E&#8217; un amore fatto d&#8217;anelito, d&#8217;ispirazione, di sospensione, di malinconia e nostalgia, d\u2019irrealt\u00e0 ed immaginazione, di sconforto e rinuncia, di gioia improvvisa, comunque di speranza.\u00a0<\/p>\n<p>Non dubitare mai che si tratti d&#8217;amore vero\u00a0perch\u00e9 lo \u00e8.<\/p>\n<p>E&#8217; amore.\u00a0Certo un altro modo d&#8217;amare che solo a taluni \u00e8 concesso ed \u00e8 tanto pi\u00f9 prezioso perch\u00e9 si nutre di poco, quasi di niente: la nostra voce, in brevi telefonate, alla quale si contrappongono\u00a0silenzi improvvisi ed imbarazzati, poche righe pregne di tenerezza e desiderio, piccoli doni che apriamo con ansia grati dell&#8217;attenzione che l&#8217;altro ha voluto rinnovare\u2026 E fantasie morbose nel buio della nostra stanza. S\u00ec, proprio quelle perch\u00e9 noi siamo anche cos\u00ec.<\/p>\n<p>E&#8217; tutto qui ma non \u00e8 poco &#8211; credimi &#8211; non \u00e8 poco. Ed anzi, in certi periodi della nostra vita pu\u00f2 valere tanto, significare molto.<\/p>\n<p>A vent&#8217;anni di distanza siamo capaci di volerci ancora bene, di trepidare l&#8217;uno per l&#8217;altra, di desiderare che l\u2019altro faccia parte, in qualche modo, della nostra vita.<\/p>\n<p>Fino a poco tempo fa tu eri una parte del mio passato che si\u00a0ritraeva\u00a0ogni qual volta\u00a0cercavo d&#8217;avvicinarmi ed oggi io sono un brandello, un piccolo lembo del tuo futuro che ti viene incontro. Se poi mi chiedi quanto durer\u00e0 quest\u2019incanto ti rispondo che non lo so e davvero non m\u2019importa.<\/p>\n<p>Ci ritroveremo nel tempo, da qualche parte per raccontarci ancora ed ancora di quell\u2019amore e di come quei ragazzi d\u2019allora non abbiano potuto dimenticarlo ed anche in virt\u00f9 di esso siano rimasti tali, cristallizzati in quella dimensione da una promessa sussurrata tanti anni prima. Come in un sortilegio.<\/p>\n<p>Dimmi, puoi vederli? Puoi vederci?<\/p>\n<p>Alle spalle hanno un radioso, irrinunciabile futuro.<\/p>\n<p>Adesso per\u00f2 non posso farmi distrarre dai miei pensieri mentre mi chiedi a gran voce di spingerti pi\u00f9 forte, pi\u00f9 in alto.<\/p>\n<p>Io il padre, tu la figlia; la madre tu, io tuo figlio.<\/p>\n<p>La tua risata limpida, di bambina, mi allaga l\u2019anima di luce e mi scopro a ridere con te, a ridere forte non so neanch\u2019io di cosa, dimentico della mia esistenza, di quanto \u00e8 stato in tutto questo tempo, di quanto ancora sar\u00e0.<\/p>\n<p>Di quanto mai sar\u00e0.<\/p>\n<p>Guardami mentre sono qui per te a spingere quest\u2019altalena che mi ricorda la nostra storia e la mia vita intera: la spinta verso l\u2019alto, l\u2019illusione di librarsi in volo, finalmente liberi, l\u2019abbaglio del cielo mentre gi\u00e0 si ricade gi\u00f9, verso il basso.<\/p>\n<p>Ecco un\u2019altra spinta ed un\u2019altra ancora, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 forte che posso, pi\u00f9 forte &#8211; vita mia &#8211; ora che ti giri a guardarmi, adesso mentre mi guardi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6872\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6872\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 forte!\u201d gridi, \u201cpi\u00f9 forte!\u201d mentre spingo con maggiore energia l\u2019altalena e non faccio in tempo a vedere la tua chioma corvina allontanarsi che di nuovo ne respiro l\u2019odore mentre sei pronta a reclamare una nuova spinta. 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