{"id":6845,"date":"2011-06-02T12:09:17","date_gmt":"2011-06-02T11:09:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6845"},"modified":"2011-06-02T12:09:17","modified_gmt":"2011-06-02T11:09:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-con-gli-occhi-al-cielo-di-overthesky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6845","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Con gli occhi al cielo&#8221; di Overthesky"},"content":{"rendered":"<p>Era sera, era soltanto un\u2019altra sera, identica, identica come doveva, a tutte le altre che l\u2019avevano preceduta. Tra tutti gli avvenimenti quotidiani, niente aveva turbato la serenit\u00e0 della loro famiglia; tutto sarebbe dovuto scorrere placido, e tranquillo, come al solito, nel quieto clima di una sera primaverile. Erano le otto, e in cucina avevano appena finito i preparativi per la cena. La tavola pronta, tutto era gi\u00e0 stato apparecchiato; solo, si aspettava il ritorno dei ragazzi, che avevano passato l\u2019intera giornata a casa di amici.<\/p>\n<p>In quel momento, nulla avrebbe potuto far sospettare il rapido precipitare degli eventi. Le notizie che \u2013 tuttavia \u2013 erano giunte, erano di quanto pi\u00f9 inaspettato e temuto potesse esserci allora; e non lasciavano, e mai avrebbero potuto lasciare, le cose come erano state, fino ad allora. Sul volto di Paola era comparsa un\u2019espressione di grande stupore, quasi di terrore; e Roberto, suo marito, da poco rientrato dal suo turno, era stato colto impreparato dalle novit\u00e0 che avevano fatto breccia, alla fine, nell\u2019ambiente di casa. Lo sguardo di lei era muto, smarrito, in cerca di risposte; e cercava il volto, e le parole, dell\u2019unica persona che avrebbe potuto darle conforto. Ma quel viso, quello sguardo, non davano responso, non davano speranza! Volgeva gli occhi altrove, sfuggenti; tentando di guardare dinanzi a s\u00e9, al futuro, \u00a0dove non si scorgeva pi\u00f9 nulla, nulla, di ci\u00f2 che sarebbe potuto essere, e che, probabilmente, ora non sarebbe mai pi\u00f9 stato.<\/p>\n<p>Sembrava come essersi spento il sereno bagliore con qui si scorge l\u2019avvenire silenzioso e lontano! E la notizia che era giunta, con l\u2019impeto del tuono, all\u2019interno dell\u2019inconsapevole m\u00e9nage domestico, aveva avuto lo stesso effetto d\u2019una bomba che esplode, fragorosa, e che spazza via tutto ci\u00f2 che incontra, nel momento stesso del suo impatto fatale.<\/p>\n<p>Era stato un attimo, pochissimi attimi! E la crisi era scoppiata, inevitabile.<\/p>\n<p><em>Roberto, cosa significa tutto ci\u00f2? Perch\u00e9 non ne sapevamo nulla?<\/em><\/p>\n<p>Roberto non aveva saputo dire nulla. Lui, padre di famiglia, non riusciva a dare risposta alcuna a quelle domande, a dare spiegazioni alla donna amata, che stava dinanzi a lui, tesa, come poche altre volte era stata.<\/p>\n<p><em>Guardami. Rispondimi! Perch\u00e9 non ne sapevo niente? Perch\u00e9 non ne hai mai parlato?<\/em><\/p>\n<p>Gli occhi di Paola non lasciavano scampo. Risplendevano d\u2019una fiamma particolare, come solo il sentimento d\u2019un inganno, d\u2019un tradimento, pu\u00f2 accendere. E cercavano con insistenza gli occhi del marito; perch\u00e9 lei, lei per prima! Non aveva udito parola, fino ad allora, di tutto quel che era successo in quelle settimane, e che le era stato, pi\u00f9 o meno abilmente, nascosto, o almeno camuffato. In modo che, in ogni caso, all\u2019udir le voci, che si alzavano sempre pi\u00f9 prepotenti, in quei giorni torbidi e scuri, non sarebbe stato dato pensiero, e a tutte quelle cose che, pi\u00f9 o meno, corrispondevano a verit\u00e0, non sarebbe stato dato peso.<\/p>\n<p><em>Come posso spiegarti? Come potrei? <\/em>Le rispondeva suo marito, come a volerla implorare, a pregarla di non opporsi ad uno stato di cose che sempre pi\u00f9 si faceva inevitabile.<\/p>\n<p><em>Provaci, almeno! Abbiamo delle responsabilit\u00e0 nei confronti della nostra famiglia! Perch\u00e9 tenerci nascosto tutto? <\/em>La rabbia che provava in quel momento era intrisa delle pi\u00f9 diverse sensazioni, della fiducia tradita, della frustrazione per le speranze illuse: e la paura per il futuro.<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 non avevo altra scelta, Paola, perch\u00e9 non avevo scelta! Come avrei potuto portarvi questa notizia? Che avrebbe gettato nello sconforto non solo te, ma anche i nostri figli? Come, dimmelo! Come?<\/em><\/p>\n<p>Anche Roberto aveva provato, e provava tutt\u2019ora, quegli stessi sentimenti! Di delusione, quasi disperazione, per quell\u2019avvenire che sembra voler fuggir via, e scordarsi \u2013 di te, e di tutti coloro che condividono il tuo stesso destino. Ma di fronte ad esse cercava di porre rimedio ragionando su una soluzione, pazientando, pregando il tempo di non scappare lontano, veloce, come invece scorreva, da mesi. Da quando lui, per primo, aveva udito le parole di quella che sembrava essere una vera e propria condanna, per lui, e per le persone a lui inscindibilmente legate.<\/p>\n<p><em>Allora, allora\u2026! Credi, credi che sia stato giusto, mentire cos\u00ec, a tutti noi? Perch\u00e9 queste sono bugie, solo bugie! Aver taciuto tutto questo tempo e, anzi, aver continuato a\u2026 a comportarti normalmente, come se nulla fosse, continuando a parlarci \u2013 a parlarmi! Sempre allo stesso modo, di tutto quanto, come se nulla fosse\u2026!<\/em> Rispondeva lei, tentando di dar voce a tutti i pensieri che attraversavano il suo animo sconvolto. Impetuose e, a lor modo, quasi feroci, quelle parole andavano a colpire la coscienza di Roberto, che si scuoteva, e risuonava, di quelle espressioni brucianti, e tuttavia vere. Lui avrebbe tanto, tanto voluto trovare il modo di mutare la realt\u00e0 delle cose, e di trasformare le brutte notizie in novit\u00e0 ben pi\u00f9 liete! Ma ci\u00f2 non gli era possibile. <em>Non avevo alternative, non ne avevo, lo capisci questo? Avrei potuto trovare un altro posto, nel frattempo; le cose potevano cambiare, da un momento all\u2019altro, perch\u00e9 nessuno sapeva cosa ci fosse di certo. Nessuno, tra noi!<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec come non gli era possibile tornare indietro, e, almeno, comportarsi diversamente. Quando aveva scoperto che la vita sua, e della sua famiglia, era destinata a cambiare, perch\u00e9 il suo stabilimento era in procinto di chiudere i battenti, lasciando lui, e molti altri, senza lavoro, non aveva fatto altro che evitare di scaricare il peso delle sue preoccupazioni sui suoi cari. In quei giorni non aveva fatto parola con nessuno, al di fuori del lavoro, della chiusura della fabbrica; era stata una tempesta che si era avventata cieca e impetuosa su di loro, pronta a travolgerli; mentre tutti, a casa, erano sereni; e si concentravano sul futuro, pensando ai progetti, alle vacanze vicine, alla scuola a settembre, e al resto; e lui non aveva potuto fare nient\u2019altro che assecondare quei discorsi, o, nel migliore dei casi, evitarli, riparandosi dietro ad una sola, laconica, espressione: <em>Vedremo.<\/em><\/p>\n<p>Non aveva avuto il cuore di infrangere le aspettative di tutta la famiglia! Ma il momento era giunto, e lui non aveva pi\u00f9 potuto nascondere niente della sua sorte futura.<\/p>\n<p><em>La mia fabbrica chiuder\u00e0, e tutti saremo lasciati a casa. Per un po\u2019 potremo fare affidamento sugli assegni di disoccupazione; poi, poi\u2026<\/em><\/p>\n<p>La frase si chiudeva l\u00ec. Il discorso, non era stato udito dalla sola Paola, e dal solo Roberto; ad un tratto, sull\u2019uscio luminoso della cucina, si era affacciato il volto, esterrefatto, ma pur anche spaurito, di Stefano, il loro figlio pi\u00f9 grande, di sedici anni. Che non aveva potuto non sentire, assieme alla sua sorellina, l\u2019intero litigio dei loro genitori. Quando il padre vide lui, e la piccola, fu colto da un nuovo moto di tristezza, e di sorpresa. Vedeva scritto sui loro volti che avevano sentito, e sapevano ogni cosa; avevano capito che tutto stava per cambiare. Stefano non disse nulla; neppure suo padre. <em>E\u2019 il caso di sedersi a tavola, su. La cena si sta raffreddando, ragazzi. Non \u00e8 il caso di perder tempo, no? <\/em>Disse poi.<\/p>\n<p>Tutti presero il loro posto a tavola, ma nessuno parl\u00f2 pi\u00f9. E avevano da poco iniziato a mangiare, che gi\u00e0 la piccola Alessia veniva scossa dai primi singhiozzi di pianto. Aveva solo sette anni! Come avrebbe mai potuto reggere la tensione di quei momenti? Non fin\u00ec di cenare, quasi non inizi\u00f2. Si alz\u00f2 di scatto dalla sedia, e, rotta dalle lacrime, fugg\u00ec di sopra, in camera sua. E pensare che tutto, fino ad allora, era andato cos\u00ec bene\u2026<\/p>\n<p>Stefano lanci\u00f2 uno sguardo al padre, e lui gli restitu\u00ec un cenno d\u2019intesa, come a dire: <em>vai a vedere di tua sorella, non stare qui.<\/em><\/p>\n<p>Il ragazzo ben comprese tutto quanto. Si alz\u00f2, e segu\u00ec lo stesso tragitto fatto dalla sorellina, fin sopra le scale, fino a fermarsi di fronte alla prima porta del corridoio. Tutte le finestre erano aperte, e lasciavano penetrare dentro casa il tiepido e leggero vento primaverile; l\u2019aria era colma di tutti i profumi, di pollini e di fiori, da esso portati.<\/p>\n<p><em>Alessia\u2026?<\/em> Disse il ragazzo, battendo sullo stipite. La porta era aperta, ma lui non entr\u00f2.<\/p>\n<p><em>Alessia\u2026? <\/em>Insistette lui.<\/p>\n<p><em>A-vanti,<\/em> rispose la voce della piccola, rotta dal pianto.<\/p>\n<p>Solo allora lui si fece avanti. Attravers\u00f2 la cameretta, e trov\u00f2 la sorella distesa sul letto, con il viso nascosto nel guanciale. Stefano si era seduto giusto l\u00ec, sul bordo, posando il suo sguardo sul suo viso tutto rosso. <em>Come va, sorellina? Non piangere, non piangere! <\/em>La incoraggi\u00f2 lui, accarezzandole i lucidi capelli neri. <em>Non piangere, <\/em>la preg\u00f2 lui.<\/p>\n<p><em>Come faccio? <\/em>Domand\u00f2 la piccola. <em>Come, Stefano?<\/em><\/p>\n<p>L\u00ec per l\u00ec, non rispose; le accarezz\u00f2 il volto, umido di lacrime, e si alz\u00f2 dal letto, avvicinandosi alla grande finestra della stanza, spostandone le tende chiare, e spalancandola interamente.<\/p>\n<p><em>Ti ricordi il mare? Ti ricordi di Genova? <\/em>Le domand\u00f2 lui.<\/p>\n<p>La bambina alz\u00f2 lo sguardo, verso il fratello: <em>s\u00ec, s\u00ec, <\/em>gli rispose.<\/p>\n<p><em>Ti ricordi come splendevano le luci del porto? E il vento, lo ricordi che bel vento c\u2019era?<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, <\/em>ripet\u00e9 lei. La memoria tornava alla vacanza che avevano fatto solamente un anno prima, a Genova. Alessia, allora, non aveva ricordi del mare, e quando lo vide aprirsi di fronte ai suoi occhi, era rimasta immobile, come estasiata. Per lei era stato bellissimo, tutto bellissimo.<\/p>\n<p><em>Allora vieni qui, <\/em>disse lui, <em>facciamo un gioco. Vedrai che poi starai meglio! Ti piacer\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Un gioco? <\/em>Domand\u00f2 lei, stupita. &#8211; <em>Sei sicuro che mi piacer\u00e0? <\/em>&#8211; Chiese, ancora.<\/p>\n<p><em>E\u2019 una promessa, <\/em>fece lui, mentre protendeva le braccia alla sorella, aiutandola ad alzarsi; per poi portarsela accanto, seduti entrambi di fronte alla grande finestra. <em>Adesso chiudi gli occhi, <\/em>le sussurr\u00f2,\u00a0 <em>e non pensare a nulla, se non a quello che ti dico. Ok?<\/em><\/p>\n<p><em>Va-bene, <\/em>rispose lei, mentre lui le teneva le mani sugli occhi<\/p>\n<p><em>Allora, <\/em>inizi\u00f2, <em>prova a sentire il vento, senti come scivola sul tuo viso. Non \u00e8 bello?<\/em><\/p>\n<p>Alessia annu\u00ec. <em>E\u2019 pr-oprio fresco, mi ricorda\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Aspetta, aspetta. Non correre. Ripensa alla notte in cui siamo arrivati a Genova.<\/em><\/p>\n<p><em>Era bellissima\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Non scordarla. Ripensa alle onde, al rumore del mare! Alla schiuma bianca vicino agli scogli\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec!<\/em><\/p>\n<p>\u2026<em>e alle navi lontane! E a quelle che ancora stavano ancorate nel porto.<\/em><\/p>\n<p>Alessia ascoltava ogni singola parola del fratello, e si stava lasciando sempre pi\u00f9 trasportare in quel suo sogno a occhi aperti.<\/p>\n<p><em>Tutto andava per il meglio! Non c\u2019era nulla di brutto a cui pensare\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 vero\u2026 <\/em>concord\u00f2 lei.<\/p>\n<p><em>Un giorno sar\u00e0 tutto cos\u00ec. E il profumo, il profumo del mare? Lo ricordi?<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, anche quello!<\/em><\/p>\n<p><em>E dimmi, poi, cosa ricordi ancora?<\/em><\/p>\n<p><em>Mi ricordo tutto! <\/em>Rispose lei, con entusiasmo. <em>Eravamo sul golfo\u2026 l\u2019acqua del mare era nera come la notte! E c\u2019erano le luci della citt\u00e0\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Adesso, prova a ripensare alle luci del porto. A tutte quelle mille luci che si specchiavano nell\u2019acqua! Le ricordi?<\/em><\/p>\n<p><em>Certo!<\/em><\/p>\n<p><em>Allora concentrati solo su quelle\u2026 non sembravano brillare come stelle sull\u2019acqua scura?<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 vero, \u00e8 vero, <\/em>rispose lei. <em>E\u2019 verissimo\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Tieni tutto in mente, mi raccomando\u2026 <\/em>disse Stefano. Poi, fece per allontanarsi, togliendole le mani dal viso. <em>Guarda sopra di te, le disse. <\/em>La piccola, cos\u00ec, alz\u00f2 lo sguardo, verso l\u2019alto; e vide mille, milioni di fuochi lucenti splendere nel cielo nero, nerissimo, come il mare di notte; sent\u00ec il vento fresco della sera sfiorarle il volto, come quello marino; sent\u00ec i profumi e le sensazioni di allora, e vide, di fronte a s\u00e9, un oceano infinito, traboccare di stelle. <em>Non \u00e8 bellissimo? <\/em>Le chiese lui. Alessia non rispose; per\u00f2, dentro di lei, aveva ritrovato la pace dei momenti felici. Non c\u2019erano pi\u00f9 lacrime a bagnare il suo volto, non pi\u00f9 singhiozzi a turbare la sua voce; stava meglio, adesso; molto meglio.<\/p>\n<p>Stefano rest\u00f2 l\u00ec ancora per un po\u2019. La sorella, viste tutte le emozioni della giornata, si era addormentata piuttosto presto, e lui era rimasto l\u00ec a vegliare su di lei. E non era notte ancora, che lui era ancora sveglio. Con attenzione, abbandon\u00f2 la camera della sorellina, chiudendo con attenzione la porta alle sue spalle. Scese le scale, e torn\u00f2 in cucina. Non c\u2019era nessuno. Nessuno aveva finito di cenare, tutto sembrava essere stato interrotto subito dopo che Alessia era scappata via. Si guard\u00f2 attorno, meglio; e not\u00f2 che la porta sul cortile era aperta. Gli si accost\u00f2, e guard\u00f2 fuori. I suoi genitori sembravano aver fatto pace, ora. Stefano vedeva come si fossero accoccolati sulla panchina sistemata sotto il piccolo portico, mentre rimiravano in silenzio la sera, e il suo cielo immenso e luminoso. In quel momento, di nuovo cosi sereno, cos\u00ec armonioso, un solo, un solo pensiero attraversava la mente di Stefano: <em>questa \u00e8 casa.<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6845\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6845\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era sera, era soltanto un\u2019altra sera, identica, identica come doveva, a tutte le altre che l\u2019avevano preceduta. 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