{"id":6696,"date":"2011-05-26T22:41:06","date_gmt":"2011-05-26T21:41:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6696"},"modified":"2011-05-26T22:41:06","modified_gmt":"2011-05-26T21:41:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-la-giulia-di-lucia-focarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6696","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;La Giulia&#8221; di Lucia Focarelli"},"content":{"rendered":"<p>Giulia esiste davvero, ha novantasei anni e dorme continuamente. Vuole il Tavor, lo prende di nascosto. Vuole dormire e sognare. E sogna. Moltissimo. E, poich\u00e8 Giulia ha una mente lucida, si sveglia, racconta e poi dorme ancora. Mangia poco. Solo l\u2019indispensabile, \u00a0molto malvolentieri. Dice che perde tempo, che preferisce sognare e che, quindi, preferisce dormire. Spesso mi avvicino al letto e la vedo che, dormendo, sorride, anzi, a volte ride proprio. Lei \u00e8 sempre stata una persona, come si dice, ottimista, di quelle che vedono sempre il lato positivo delle cose. Una giocherellona. Molti l\u2019hanno scambiata per una superficiale perch\u00e9 \u00e8 stata \u00a0sempre con il sorriso sulla bocca, sempre a scherzare, a prendere in giro tutti. Una brava contadina toscana, di quelle senza peli sulla lingua e con la battuta sempre pronta. Ecco questo magari s\u00ec. In vita sua ha cucito tanti di questi vestiti addosso alla gente\u2026 tagliati e cuciti, come si dice da noi, che vuol dire che sapeva tutto di tutti e ne parlava con tutti.\u00a0 Qualcuno magari se ne aveva a male, ma pi\u00f9 spesso ci si rideva su che Giulia lo faceva con un malizia \u201cbuona\u201d, meglio di uno psicologo. Invece di farti l\u2019analisi e la diagnosi, ti diceva chi eri e come eri e spesso anche come mai, senza mai ferirti. Sembrava sempre che ti stesse \u201cleggendo la mano\u201d tanto per giocare, come si fa a volte fra amici. Lei dapprima, da giovane voglio dire, lo faceva sull\u2019aia, la sera a veglia, poi anche nei rifugi, sotto ai bombardamenti. L\u00ec per\u00f2 lo faceva solo ai bambini, per farli distrarre. Una volta disse a Gosto, il figlio di Olmo e della Maria che l\u2019indomani la maestra lo avrebbe chiamato alla cattedra, l\u2019avrebbe interrogato e gli avrebbe dato un otto. Non era mai successo perch\u00e9 Gosto, detto Gostino, era l\u2019ultimo della classe. Invece and\u00f2 proprio cos\u00ec, lo raccontarono tutti i bambini. La maestra aveva chiamato Gosto e si era fatta \u00a0raccontare come si facevano le scarpe, ch\u00e8 l\u2019Olmo, il \u201csu\u2019 babbo\u201d faceva il ciabattino. Gosto lo aiutava spesso e cos\u00ec dimostr\u00f2 a tutti che delle scarpe sapeva veramente quasi tutto quello che si poteva sapere, magari stentava un po\u2019 a parlare e gli occhi li teneva sempre bassi (senn\u00f2 gli avrebbe dato dieci la maestra) per\u00f2 fu chiarissimo e cos\u00ec si prese otto. E la Giulia pass\u00f2 alla storia.<\/p>\n<p>Non si dovrebbe dire, ma anche le ragazze da marito, quando conoscevano un probabile futuro sposo, glielo presentavano e poi volevano sapere dalla Giulia \u2026 se era il caso di \u201cconvolare\u201d. \u00a0La Giulia a volte si faceva degli scrupoli, ch\u00e8 lo sapeva di non essere un\u2019indovina, ma poi \u2026.. l\u00e0\u2026. cominciava a dire e le parole le fluivano come se avesse preparato una lezione. Era come se quel ragazzo lo conoscesse da sempre. Oh, poi, nel tempo, si dimostrava che era tutto vero.<\/p>\n<p>Alla Tosca glielo disse non una ma due o tre volte (ch\u00e8 lei glielo richiedeva): \u201cl\u2019Antonio un\u2019 \u00e8 n\u00e9 bono, n\u00e9 cattivo, l\u2019\u00e8 troppo bello e allora \u2026.. bisogna che tu stia attenta. Lui \u2018un ce la fa a stare lontano dalle donne. Bene ti vol bene, ma tuo e solo tuo \u2018un sar\u00e0 mai\u201d. La Tosca si rigirava quella frase nella mente -tuo solo \u2018un sar\u00e0 mai \u2013 e non si decideva mai a sposarlo. Poi lo spos\u00f2, dopo la guerra subito. Ebbero un figlio, sembrava andasse tutto bene, cos\u00ec da sbugiardare la Giulia, ma poi all\u2019Antonio \u00a0venne voglia di andare in America a cercare fortuna \u2013 \u201cvi chiamo te e il bambino\u201d- aveva detto, ma non aveva mai chiamato. Se ne persero le tracce. E lei, la Giulia, anche quella volta ebbe ragione. Ma le volte che andava cos\u00ec non le piaceva indovinare le cose.<\/p>\n<p>Per s\u00e9, per la sua vita, aveva indovinato tutto. Le sarebbe piaciuto sposarsi e si era sposata. Voleva dei figli e ne aveva avuti quattro, due maschi e due femmine, tutti sposati sistemati e ora lei era bisnonna che anche i suoi nipoti avevano figli : aveva cinque bisnipoti. Si diceva, e diceva: \u201cIcch\u00e8 potevo volere di pi\u00f9 dalla vita\u201d.<\/p>\n<p>Non che non avesse avuto problemi e dolori, ma, che devo dire, certe persone mettono sempre la loro esperienza di dolore fra s\u00e9 e gli altri, e alcune, invece, come la Giulia, mettono prima tutte le cose piacevoli e poi, se chiedi, se indaghi, allora scopri che\u2026\u2026. Eccome se ne hanno avuti. Pi\u00f9 grossi dei miei e anche dei tuoi \u00a0\u2026La Giulia era cos\u00ec.<\/p>\n<p>Per esempio, che aveva perso il marito in guerra lo avevo sempre saputo, ma che era stato fucilato dai tedeschi sotto il muro di casa, davanti ai suoi occhi, questo lo avevo saputo qualche anno dopo. Si parlava nel giardino di casa sua e all\u2019improvviso si fece tramonto, ch\u00e8 quando si raccontano queste cose, anche se \u00e8 mattina, si ricordano come se fosse stato il tramonto. E come se le luci si abbassassero e non esistessero pi\u00f9 i rumori, non senti niente se non il dolore di chi sta raccontando e \u201cvedi\u201d, se sai vedere. Una fucilazione non puoi \u201cvederla\u201d in pieno sole. Ha i toni grigi della \u00a0cattiveria e della sofferenza spietata, della paura, dell\u2019angoscia, della rabbia, della preghiera, delle urla, del sangue. Dopo viene il buio e la tenebra. E\u2019 cos\u00ec che uno muore dentro, per il troppo male, e non risorger\u00e0 fino all\u2019alba. Ma non si sa mai di quale giorno.<\/p>\n<p>Per esempio non avevo nemmeno saputo che, subito dopo il marito, aveva perso il bambino che aveva in grembo, il quinto. Un racconto cos\u00ec straziante, anche se devo dire, raccontato praticamente senza parole. Ne avr\u00e0 usate venti o trenta, e anche qui le lacrime scendevano e la bocca sorrideva per alleviare la sua pena e la mia:<\/p>\n<p>\u201cUna notte che pioveva \u2026 coi \u2026\u2026coi \u00a0bombardamenti\u2026 e i piccoli intorno, quattro ne avevo\u2026. all\u2019improvviso.. si rompono le acque\u2026. Dico al grande \u201cvai a chiamare la Rosa\u201d\u2026.C\u2019era da attraversare l\u2019aia, e poi un pezzetto di sentiero , lui ha solo 7 anni e ha paura, piange e non si muove, e io comincio \u2026\u2026 insomma\u2026. Tutto da sola\u2026avevo paura, ma senza urlare per non spaventare i bambini. Cos\u00ec \u00e8 andata\u2026.\u201d<\/p>\n<p>Ho le lacrime anch\u2019io. Di nuovo un tramonto, i colori sommessi del dolore.<\/p>\n<p>Quando l\u2019avevo conosciuta trenta anni fa era ancora una bella donna. Bella vuol dire che per avere settanta anni, aveva una bella pelle piena e liscia, quei dieci chili in pi\u00f9 le stavano bene addosso, non era \u201cgrinzosa\u201d come le donne della sua et\u00e0. Era un piacere guardarla. Era cos\u00ec solare, cos\u00ec piena di energia, si rideva di continuo su tutto. Lei \u201ctrasmetteva\u201d, con la bocca, con le mani, con tutto il corpo. Ci si sintonizzava e via a raccontarsele, a scherzare, a ridere.<\/p>\n<p>Si abitava vicine. Io avevo 20 anni e lei appunto settanta. Noi si veniva da un\u2019altra citt\u00e0 perch\u00e9 il babbo lavorava per lo stato, le ferrovie, ed era stato trasferito.<\/p>\n<p>La Giulia fu la prima a salutarci quando si arriv\u00f2 la prima volta per vedere la casa, prima di portare i mobili. Ci invit\u00f2 a casa e ci offr\u00ec da bere dell\u2019acqua fresca perch\u00e8 era agosto e faceva parecchio caldo. Quel giorno si fece amicizia e da allora siamo state come una casa sola e un giardino solo. Meglio cos\u00ec perch\u00e9 le case erano piccole e il giardino lo si chiamava cos\u00ec per darsi un po\u2019 di importanza, in effetti di due non se ne faceva uno \u201cnormale\u201d, ch\u00e8 in tutto saranno stati 50 metri quadri. Un fazzoletto d\u2019erba con due ortensie e quattro gerani. Nel suo per\u00f2 c\u2019era un limone\u00a0 e con quello vinceva il premio pollice verde, si scherzava.<\/p>\n<p>Io stavo con il babbo e la mamma e lei abitava con una figlia rimasta vedova, la Caterina. I figlioli della Caterina, due maschi,erano sposati, avevano avuto figli che avevano avuto figli e abitavano nella vicina citt\u00e0.<\/p>\n<p>Giulia aveva fatto la sarta, aveva cominciato quasi da bambina, e meno male, che\u00a0 quel mestiere le aveva permesso di crescere i quattro figli e di cambiare anche casa. Le signore, quelle che pagavano bene, si riguardavano un po\u2019 ad andare da lei in campagna, soprattutto nella stagione invernale: le strade erano fangose e in casa a riscaldare c\u2019era solo il caminetto. Fino a che era stato tempo di guerra e dopoguerra and\u00f2 bene cos\u00ec, ma poi \u2026.. Cos\u00ec si era trasferita in citt\u00e0. Non nella casa che abitava ora, in un\u2019altra, assai modesta, ma dove la \u00a0clientela era aumentata. Molto. La Giulia era una brava sarta, era brava a tagliare e cucire in tutti i sensi, e ci sapeva fare con le signore. Cos\u00ec aveva \u201csbarcato il lunario\u201d per anni, fino a quando i figli erano cresciuti e si erano messi a lavorare, allora le cose erano andate meglio.<\/p>\n<p>L\u2019altro giorno la Giulia mi aveva fatto chiamare dalla Caterina cos\u00ec sono andata da lei, in camera.\u201dOh Giulia, si alzi \u2013 dico \u2013 si sta bene fuori, ci sediamo un po\u2019 in giardino insieme\u201d. \u201cNoe &#8211; mi risponde \u2013 T\u2019ho da raccontare un fatto che ho sognato, ma chiudi la porta, \u2018un voglio che la Caterina mi senta. Ho sognato il su\u2019 babbo stanotte\u201d.<\/p>\n<p>Mi siedo e le prendo la mano come sempre. Mi sta guardando con gli occhi azzurri, anzi celesti, un po\u2019 acquosi da qualche anno, che \u00e8 come se ci si riflettesse il cielo misto alla pioggerellina d\u2019ottobre. Mi racconta i sogni almeno un paio di volte alla settimana, e questo \u00e8 uno di quelli ricorrenti: il giorno del matrimonio. Lo conosco a memoria e invece lei lo racconta sempre come se fosse la prima volta: i pochi invitati e loro due, venti in tutto, e il prete. I fiori di campo, i vestiti dismessi, lavati e stirati e le scarpe lucide di Giuseppe. \u201cIo il vestito bianco \u2018un ce l\u2019avevo, chi me li dava i soldi, ma me ne ero fatto uno grigio. Ero cos\u00ec bella!\u201d E le brillano gli occhi e ride. E ridiamo quando racconta dei balli sull\u2019aia fino a mezzanotte. Alla fine, dopo tutti i particolari, dice\u201dPovero Giuseppe!\u201d e le lacrime, due, le scendono lente. Finisce sempre cos\u00ec. Io rido e poi mi viene la malinconia. \u201cPovero Giuseppe\u201d continua, e mi sorprende perch\u00e9 di solito finisce l\u00ec \u201cAllora \u2018un si sapeva come sarebbero andate le cose, che l\u2019avrebbero ammazzato e che m\u2019avrebbe lasciata sola coi figlioli. Lui \u2018un l\u2019avrebbe permesso. Avrebbe fatto anche a\u2019 cazzotti per questo\u2026. Invece\u2026 Eccome se m\u2019ha lasciato sola. Un\u2019\u00e8 stata giusta sta\u2019 cosa. Sar\u00e0 per questo che ieri notte in sogno m\u2019ha detto: \u201cO Giulia, ora basta. Un\u2019ho pi\u00f9 voglia di sta\u2019 solo neanche quass\u00f9 con quell\u2019altri. Voglio sta\u2019 con te. Bada un po\u2019 se tu vien via\u201d. Mah, forse sono ammattita. Ma senti, io d\u2019andammene ho una gran voglia davvero. I \u2018mi figlioli un\u2019hanno pi\u00f9 bisogno di me, mi sono trattenuta anche troppo. Devo proprio andare dal mi\u2019 sposo. Un vedo l\u2019ora. Un so neanche se lui ce l\u2019ha i capelli bianchi come i miei, in sogno un m\u2019\u00e8 sembrato. Se un\u2019\u00e8 invecchiato come faccio io che\u00a0 son tutta una grinza, a presentarmi e a dirgli \u2018Son la Giulia\u2019, e mi vien anche da ridere al pensiero\u201d E cos\u00ec la Giulia ride. E rido anch\u2019io, ma mi prende una cosa qui alla gola \u2026. Un va\u2019 n\u00e9 su n\u00e9 gi\u00f9. So bene cos\u2019\u00e8. Come dicevo la Giulia non sbaglia mai.<\/p>\n<p>Da un po\u2019 di tempo la Giulia anche se c\u2019\u00e8, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. All\u2019improvviso \u00e8 invecchiata, sembra proprio che abbia l\u2019et\u00e0 che ha, si \u00e8 consumata, \u00e8 magra magra, non si alza mai dal letto e ha smesso di ridere. Insomma, la Giulia se ne gi\u00e0 andata. Cos\u00ec posso finire anche il racconto, perch\u00e9 in un primo tempo avevo pensato di dire che era morta, anche se non era vero. A volte succede che si muore anche cos\u00ec, restando vivi ancora un poco. Ma io credo che lei se ne sia gi\u00e0 andata dal \u2018su\u2019 sposo\u2019, a ridere con lui. Non mi chiama, non mi racconta. Per\u00f2 mi sembra ancora tanto bella.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6696\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6696\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giulia esiste davvero, ha novantasei anni e dorme continuamente. 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