{"id":6682,"date":"2011-05-26T22:34:29","date_gmt":"2011-05-26T21:34:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6682"},"modified":"2011-05-26T22:34:29","modified_gmt":"2011-05-26T21:34:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-luomo-moderno-di-silvia-tamarri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6682","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;L&#8217;uomo moderno&#8221; di Silvia Tamarri"},"content":{"rendered":"<p>La circolare amministrativa n. 13 del gennaio 2015 annunci\u00f2, con l\u2019enfasi appropriata, l\u2019applicazione di una nuova tecnologia avanzata per la gestione delle Risorse Umane. Per risorse umane, giova ricordarlo, si intendeva, a quel tempo, il personale dipendente impiegatizio, che svolgeva mansioni di verifica contabile, oppure di amministrazione ordinaria e archiviazione dati. Si trattava di una operativit\u00e0 che \u00a0incideva\u00a0 in modo sostanziale nel calcolo dei tempi e dei costi di qualsiasi progetto, imponendo periodicamente all\u2019azienda, complessi studi sulla possibilit\u00e0 di migliorare tali processi con l\u2019inevitabile conseguenza di un aggravio di costi senza significativi ritorni positivi.<\/p>\n<p>La nuova tecnologia, annunciata tramite un luminoso pop up dai toni esaltati sul portale di accesso alla rete aziendale, indicava anche di recuperare un nuovo badge di entrata nel primo cassetto della scrivania. La nuova tessera si presentava come una normale carta di credito con un microchip argentato. Il contributo in creativit\u00e0 realizzato dall\u2019apposito ufficio di gestione immagine aziendale, si era limitato ad un fondo azzurro con 3 piccoli ometti stilizzati, valigetta 24 ore compresa, in 3 colori diversi a memoria dell\u2019italica bandiera.<\/p>\n<p>Giovanni guard\u00f2 perplesso la piccola tessera che riportava stampato il suo nome e cognome oltre al codice di matricola aziendale. Come da istruzioni pubblicate sul portale, con un click e l\u2019inserimento della password personale, conferm\u00f2 la ricezione del nuovo strumento di accesso ai cancelli di entrata e una nuova finestra si apr\u00ec per elencare le infinite possibilit\u00e0 del microchip di corredo al badge. Quel mezzo centimetro quadro conteneva tutta una serie di informazioni relative alla sua persona e alla sua storia aziendale. Avrebbe in seguito memorizzato qualsiasi passaggio dai cancelli, in entrata e in uscita, monitorando cos\u00ec esattamente l\u2019orario di lavoro. Ogni minuto trascorso fuori dai cancelli durante l\u2019orario contrattuale, da allora, avrebbe avuto la necessit\u00e0 di essere giustificato con apposita causale amministrativa da inserire sempre dal portale aziendale. Per venire incontro alle esigenze inevitabili del personale dipendente, si ammetteva comunque una elasticit\u00e0 giornaliera di 10 minuti. Si trattava del solito controllo fino al giorno precedente effettuato con un badge a banda magnetica, quindi, almeno in questo non particolarmente innovativo. Giovanni aveva sempre valutato positivamente questo rigoroso sistema di controllo, che impediva ai vari furbetti, di rimanere virtualmente in ufficio e girovagare fuori tra bar e centri commerciali.<\/p>\n<p>La tessera poi, grazie alla tecnologia che aveva a bordo, conteneva anche la gestione di una carta di pagamento prepagata, ricaricabile con lo stipendio mensile. Tramite portale, sarebbe stato banalissimo trasferire ed utilizzare il saldo carta. Qualsiasi tipo di pagamento sarebbe stato a portata di mano: acquisti via internet, pagamenti da terminali pos, prelievi da sportelli automatici e tutto quanto tecnologicamente disponibile. Sempre sulla stessa tessera, l\u2019azienda avrebbe riversato i buoni pasto e pertanto l\u2019accesso e i pagamenti presso la mensa aziendale o presso punti di ristoro convenzionati sarebbero stati immediati. Inoltre, grazie ad una impercettibile antenna installata sulla plastica della tessera, i pagamenti di importo al di sotto dei 25 eur avrebbero potuto essere effettuati senza nemmeno sprecare il tempo di aprire portafoglio ed estrarre lo strumento di pagamento.<\/p>\n<p>Il chip sembrava essere una risorsa infinita. Perfino l\u2019amministrazione comunale aveva fatto installare su di esso una applicazione per la gestione anagrafica on line e per snellire cos\u00ec le procedure amministrative. Niente pi\u00f9 coda davanti agli sportelli comunali: iscrizioni al trasporto pubblico scolastico in on line, comodamente seduti al computer di casa. Giovanni pens\u00f2 che Laura, sua moglie ne sarebbe stata contenta. Persino il pagamento della mensa scolastica di Renzino, il loro piccolo bambino, sarebbe stato detratto automaticamente dal saldo della tessera.<\/p>\n<p>I mesi passarono velocemente e ci\u00f2 che all\u2019inizio aveva fatto nascere qualche polemica, soprattutto tra i colleghi pi\u00f9 sindacalizzati, si rivel\u00f2 uno strumento portentoso con una incidenza di anomalie di funzionamento sorprendentemente bassa. Il solito volantino sindacale volle a tutti costi sottolineare che la forte automazione aveva, in prima battuta realizzato, una razionalizzazione delle risorse umane presso gli uffici di gestione del personale. In poche parole c\u2019erano stati alcuni licenziamenti, ma si trattava di persone gi\u00e0 in l\u00e0 con gli anni che avevano accettato di buon grado quella sorta di pre pensionamento.<\/p>\n<p>A novembre dello stesso anno, la circolare n. 265, annunci\u00f2 l\u2019installazione di una nuova applicazione per il microchip aziendale. Si trattava di un progetto sperimentale le cui potenzialit\u00e0 apparivano a dir poco sorprendenti. Nasceva dalla collaborazione con il servizio sanitario nazionale, il quale, avvalendosi del contributo finanziario dell\u2019industria farmaceutica, era finalmente riuscito a far partire il progetto \u201cPrevenire invece che curare\u201d con il concreto intento di ridurre i costi della sanit\u00e0 pubblica oltre all\u2019ovvio risultato di una popolazione pi\u00f9 sana e pi\u00f9 longeva.<\/p>\n<p>La mattina dopo la pubblicazione della circolare, apparvero alcune specie di telecamere sopra i tornelli di entrata e, sopra il lettore di riconoscimento tessera, era stato installato un nuovo dispositivo di lettura e aggiornamento che permetteva l\u2019installazione di nuove istruzioni sul chip. Come da comunicazione, Giovanni inser\u00ec la tessera nella nuova entrata, attese il verde di aggiornamento eseguito e la barriera del tornello si apr\u00ec come al solito consentendoli l\u2019entrata. Non aveva ben capito il funzionamento di quella specie di telecamera, ma gli scapp\u00f2 un sorriso verso questo nuovo strumento, ipotizzando fosse una sorta di macchina fotografica. Aveva letto, su una rivista scientifica di quelle redatte a scopo divulgativo e pertanto ben comprensibile ai pi\u00f9, che la ricerca stava realizzando e sperimentando evoluti strumenti di indagine diagnostica, atti ad evitare esami invasivi, ma egualmente efficaci nella prevenzione di qualsiasi tipo di malattia.<\/p>\n<p>L\u2019occhio sopra l\u2019entrata doveva per forza essere una sorta di macchina per radiografie. Magari una tac cos\u00ec, tanto per gradire. Giovanni, abituato a pensare sempre con ottimismo, ipotizz\u00f2 che l\u2019idea non fosse male e soprattutto era gratuita e perci\u00f2 a lui sicuramente ben gradita. Il mutuo per la casa contratto un paio d\u2019anni prima e che lo avrebbe atteso con cadenza semestrale per almeno 20 anni, ci teneva tantissimo alla sua salute e soprattutto alla sua efficienza lavorativa, pertanto, se l\u2019azienda intendeva prendersi cura della sua persona, tutto di guadagnato. Di diverso avviso era Angelo, il collega alla scrivania di fronte. Polemico su tutto, come sempre, aveva accolto l\u2019innovazione con esagerato pessimismo, esagerato per Giovanni. Il collega ipotizzava chiss\u00e0 quali speculazioni sui dati raccolti, chiss\u00e0 quali manovre da parte del sistema, sottolineava la gravit\u00e0 di un ingerenza di capitale privato su di un progetto pubblico e si riferiva all\u2019industria farmaceutica per la quale ipotizzava incrementi di profitti a fronte di aumentati consumi indotti. Arrivava addirittura ad immaginare un sistema di selezione del personale aziendale in base ai dati sanitari: una sorta di Sparta tecnologicamente avanzata. Giovanni abbozzava un sorriso davanti a certe affermazioni e aveva la buona abitudine di non approfittare della discussione per offrire il proprio parere. Anche perch\u00e9 poi non aveva un particolare parere e, se anche lo avesse avuto, riteneva potesse rimanere assolutamente inascoltato. Quindi ritornava al suo lavoro giornaliero, dietro lo schermo del computer, assemblando istruzioni di linguaggi incomprensibili ai non addetti ai lavori, ma indispensabili per la realizzazione di software aziendale.<\/p>\n<p>Giovanni inizi\u00f2 a sospettare qualcosa quando la sua casella di posta elettronica inizi\u00f2 a ricevere un po\u2019 di pubblicit\u00e0 sulle offerte di alcuni centri commerciali che usava frequentemente. Le offerte miravano alla tipologia di prodotti che solitamente riempivano il carrello della sua spesa e pubblicizzavano marche alternative dalle apparenti migliori qualit\u00e0 e miglior prezzo. Probabilmente i pagamenti effettuati nei vari punti vendita, tracciavano le sue abitudini di consumo, oppure il chip della tessera aziendale, sempre nel suo portafoglio, veniva intercettato in qualche modo ad ogni entrata presso i centri commerciali. Il pensiero lo fece un po\u2019 rabbrividire.<\/p>\n<p>Ad integrazione della precedente circolare, fu pubblicata una nuova norma interna che, sempre in adempimento agli accordi presi con il ministero della salute, proponeva le analisi del sangue gratuite a cadenza trimestrale. Ovviamente si richiedeva il consenso del dipendente, perch\u00e9 ognuno ha il diritto di effettuare le verifiche che ritiene pi\u00f9 opportune e soprattutto nei centri analisi a lui pi\u00f9 congeniali. La postilla cos\u00ec democratica, associata alla gratuit\u00e0 del servizio, sort\u00ec l\u2019effetto desiderato e pi\u00f9 del 90% dei dipendenti ader\u00ec all\u2019iniziativa. Con enorme sorpresa, Giovanni, seppe cos\u00ec del suo colesterolo alto, i risultati gli arrivarono via e-mail insieme a tutta una serie di suggerimenti su stile di vita e eventuali farmaci da assumere. Non gli and\u00f2 a genio l\u2019idea di ingurgitare pillole alla sua et\u00e0 \u2013 35 anni \u2013 anche perch\u00e9 ne aveva sempre avuto poco bisogno, ma l\u2019ipotesi di iniziare a praticare uno sport gli sembr\u00f2 pi\u00f9 interessante. A tal proposito iniziarono a fare capolino sulla sua home page, le offerte e le convenzioni con palestre e piscine. Addirittura avevano realizzato una home page personalizzata in base alle ipotizzate esigenze di ogni singolo dipendente!<\/p>\n<p>Il collega dirimpettaio, Angelo, brontolava sempre pi\u00f9 fra s\u00e9 e s\u00e9, senza pi\u00f9 la forza di combattere contro questo fenomeno che avvertiva come grave pericolo. Anche lui si era sottoposto agli esami del sangue, proprio perch\u00e9 gratuiti e forse anche per capire dove il sistema stesse cercando di arrivare. Non gli piacque l\u2019esito: una serie di asterischi segnalava problemi sul sistema di funzionamento della serotonina. Cosa stavano subdolamente dicendo? Che aveva sbalzi di umore pericolosi? Che poteva essere soggetto ad episodi di depressione o di impulsivit\u00e0? Instabilit\u00e0 emotiva da non sottovalutare soprattutto in un contesto ambientale rigorosamente organizzato?<\/p>\n<p>Il medico personale cerc\u00f2 di tranquillizzare Angelo suggerendo di affidarsi serenamente alla competenza di tecnici esperti. L\u2019obiettivo del progetto in fondo era il bene e la salute pubblica, perch\u00e9 diffidare, una volta tanto che il sistema si occupava delle persone!! Ma Angelo aveva quella brutta abitudine di pensare e questa novit\u00e0 gli tolse il sonno. E si sa, il sonno perso \u00e8 complice di uno stato di depressione generale che da occasionale diventa cronica e quindi patologica.<\/p>\n<p>Giovanni intu\u00ec il disagio del collega, ma non riusc\u00ec a trovare il modo giusto per aiutarlo anche se sentiva che sarebbe stato suo dovere farlo. Cercava di farlo ragionare, dimostrandogli che con lui il sistema stava funzionando e il seguire i consigli gli avevano fatto abbassare i livelli di colesterolo ed era pure dimagrito quasi 10 chili. Ma non era sufficientemente convincente.<\/p>\n<p>Il risultato fu che Angelo dovette rispettare un paio di mesi di malattia assentandosi dall\u2019ufficio. Rientr\u00f2 che sembrava un altro. Non parlava pi\u00f9 molto, eseguiva i suoi compiti diligentemente, sorrideva per gli esiti positivi e i risultati raggiunti nella giornata. Forse era meglio prima \u2013 pens\u00f2 Giovanni. I farmaci lo avevano inebetito e gli avevano azzerato qualsiasi polemica.<\/p>\n<p>Giovanni consider\u00f2 che probabilmente quello era il bene pensato per Angelo, anche se non ne era pi\u00f9 tanto sicuro.<\/p>\n<p>Quella sera di inizio estate Giovanni aveva deciso di allungare un po\u2019 il solito giro di jogging e di potenziare con esercizi di velocit\u00e0. Era caldo, ma poteva farcela, aveva dato un occhio al programma di allenamento previsto e si trattava di aggiungere solo qualche ripetuta a ritmo sostenuto.<\/p>\n<p>Fu un attimo, ma il suo cuore non resse l\u2019ultima ripetuta. L\u2019ambulanza arriv\u00f2 dopo pochi minuti al parco, ma fu tutto inutile.<\/p>\n<p>L\u2019accadimento imprevisto fu oggetto di attenta analisi e, per il programma di gestione del progetto sanitario, divenne indispensabile aggiungere cos\u00ec un nuovo parametro da monitorare sulle risorse oggetto di indagine: il cuore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6682\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6682\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La circolare amministrativa n. 13 del gennaio 2015 annunci\u00f2, con l\u2019enfasi appropriata, l\u2019applicazione di una nuova tecnologia avanzata per la gestione delle Risorse Umane. 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