{"id":6674,"date":"2011-05-26T22:30:21","date_gmt":"2011-05-26T21:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6674"},"modified":"2011-05-30T11:04:15","modified_gmt":"2011-05-30T10:04:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-rodrigo-e-la-buona-fata-alice-sezione-racconti-per-bambini-di-anna-maria-mandras","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6674","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 \u201cRodrigo e la buona fata Alice\u201d (sezione racconti per bambini) di Anna Maria Mandas"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta una casetta piccina piccina ai margini di un fitto bosco, dove dimoravano tanti animali selvatici come scoiattoli, cervi, volpi, lupi e molti, molti altri di razze diverse.<\/p>\n<p>La casetta era piccola, ma sempre pulita e tenuta in ordine dalla padrona di casa che era una donna forte e coraggiosa di nome Linda.<\/p>\n<p>Completavano la famigliola il marito di nome Ralf, che era molto ammalato e il loro figlioletto di nome Rodrigo, che aveva solo dieci anni ma era gi\u00e0 un ometto molto buono e saggio. Andava a scuola, faceva i compiti che gli assegnavano gli insegnanti e, nel tempo che gli restava, aiutava mamma Linda nelle faccende domestiche.<\/p>\n<p>Da quando il pap\u00e0 si era ammalato, il lavoro era aumentato moltissimo ma, sia la mamma che il figlioletto non si lamentavano mai. Li univa tutti e tre un amore tenero e delicato che era per loro il bene pi\u00f9 prezioso.<\/p>\n<p>Completava la piccola dimora un orto dove Linda piantava tanti tipi di verdura che fornivano la parte pi\u00f9 importante del loro cibo e un pollaio con alcune galline che tutti i giorni facevano le uova freschissime con cui Linda preparava delle ottime frittatine. Due pecore davano il latte che serviva specialmente per la prima colazione e per nutrire sia Rodrigo che Ralf, il quale in quel periodo era molto debole.<\/p>\n<p>Erano dunque cos\u00ec poveri che non si potevano permettere delle belle bistecche di manzo e tiravano avanti a stento, confidando nella provvidenza divina. Non potevano pagare un bravo medico n\u00e9 comprare le medicine che costavano troppo perch\u00e9, da quando Ralf si era ammalato, soldi non ce n\u2019erano quasi pi\u00f9.<\/p>\n<p>Avevano dovuto vendere anche il cavallo col quale il padrone di casa, quand\u2019era sano, andava a lavorare presso i ricchi agricoltori della zona. Insomma, la situazione era molto difficile e mamma Linda certe volte era preoccupata e triste.<\/p>\n<p>Uno dei compiti di Rodrigo era recarsi nel folto del bosco per raccogliere fasci di legna con i quali accendere un bel fuoco nel caminetto, per rallegrare e riscaldare la casa nelle giornate pi\u00f9 fredde.<\/p>\n<p>Un bel giorno Rodrigo si rec\u00f2, come era solito fare, nel folto del bosco. Era pomeriggio inoltrato e i raggi del sole filtravano tra i rami degli alberi. Il ragazzo era un po\u2019 stanco, ma si mise al lavoro subito, raccogliendo i lunghi rami che tagliava velocemente e accumulava sotto un grosso albero. Poi li legava con dello spago e ne faceva una grossa fascina da portare sulle spalle.<\/p>\n<p>Povere, piccole spalle, come erano stanche! E come il piccolo avrebbe avuto bisogno almeno di un asinello per portare a casa la legna! Ma una bestiola cos\u00ec costava troppo per loro e non potevano permettersela.<\/p>\n<p>Stava caricando sulla schiena la legna, quando ud\u00ec una voce che lo chiamava: &#8211; Rodrigo, Rodrigo, aspetta che ti do una mano a mettere su la legna; da solo non puoi farcela.<\/p>\n<p>Rodrigo si volt\u00f2 e con sorpresa vide una vecchia signora dai capelli bianchi, con uno sguardo dolcissimo, che si avvicinava velocemente.<\/p>\n<p>Il ragazzo pens\u00f2 subito: &#8211; Ma come pu\u00f2 una donna cos\u00ec vecchia aiutarmi?<\/p>\n<p>Invece, con mano forte e veloce, la vecchina gli caric\u00f2 la legna sulle spalle e gli disse: &#8211; Vai pure, ma ci rivedremo presto perch\u00e9 voglio sapere tutto di te e della tua famiglia e perch\u00e9 porti un carico cos\u00ec pesante per la tua et\u00e0. A domani dunque.<\/p>\n<p>Il ragazzo rispose al saluto ringraziando di cuore e torn\u00f2 a casa senza quasi accorgersi del peso che portava addosso. Non era pi\u00f9 stanco e sentiva una grande gratitudine e tanta simpatia per quella vecchia signora.<\/p>\n<p>La sera and\u00f2 a letto contento, dopo aver fatto un po\u2019 di compagnia al babbo che amava teneramente ed aver aiutato la mamma a riassettare la cucina dopo la cena.<\/p>\n<p>L\u2019indomani, alla solita ora, si rec\u00f2 nel bosco; era cos\u00ec allegro ed ottimista che si ferm\u00f2 un poco a giocare con dei graziosissimi scoiattolini che gli tiravano addosso le noccioline. Poi cominci\u00f2 a tagliare la legna e ad ammucchiarla come sempre.<\/p>\n<p>Ad un tratto vide arrivare la vecchia signora e not\u00f2 che era ancora bellissima nonostante i capelli bianchi. La salut\u00f2 allegramente e rispose alle sue domande con sincerit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211; Come ti chiami? \u2013 disse la signora \u2013 e come si chiamano il tuo pap\u00e0 e la tua mamma? Dove abiti? Qual \u00e8 il mestiere di tuo padre? Perch\u00e9 mandano te a raccogliere la legna?<\/p>\n<p>Un mare di domande a cui Rodrigo rispose subito. Parl\u00f2 delle difficolt\u00e0 che aveva la sua famiglia a tirare avanti e del dolore che provavano lui e la sua mamma nel vedere soffrire il pap\u00e0 malato, senza poter far nulla per farlo guarire.<\/p>\n<p>La vecchia signora ascoltava attenta senza dire una parola, ma quando il ragazzo ebbe finito, lo abbracci\u00f2 piangendo e gli disse: &#8211; Ora saprai chi sono io. Sono una vecchia fata che ha finito il suo ciclo vitale e deve cedere il posto ad un\u2019altra pi\u00f9 giovane, ma prima di morire posso ancora fare qualcosa per te.<\/p>\n<p>Da una tasca nascosta tra le pieghe del vestito trasse una bacchetta tutta d\u2019oro ornata di pietre preziose, che emanava una gran luce.<\/p>\n<p>&#8211; Questo \u00e8 l\u2019arnese che mi \u00e8 servito centinaia di anni e col quale ho fatto del bene a chi se lo meritava. Lo user\u00f2 ancora una volta per te, che sei un tesoro di ragazzo e poi morir\u00e0 con me. Per\u00f2 non sarai pi\u00f9 solo, perch\u00e9 un\u2019altra fata prender\u00e0 il mio posto e, se un giorno sarai disperato, sar\u00e0 pronta da aiutarti come ho fatto io questa volta. Io sono la fata Alice; ecco, adesso anche tu sai tutto di me.<\/p>\n<p>Con grande abilit\u00e0 agit\u00f2 la bacchetta magica, pronunciando parole incomprensibili per Rodrigo: &#8211; Racapamp\u00e0mcalab\u00ecncalab\u00e0n \u2013 e in men che non si dica comparve un bel calesse di legno chiaro con dei bei sedili coperti di seta, trainato da un cavallo di razza dal pelo beige che portava sulla fronte una grossa stella. Dentro il calesse c\u2019era un piccolo scrigno pieno di pietre preziose luminosissime, grosse come uova di piccione.<\/p>\n<p>Rodrigo guardava incantato quel prodigio e non osava aprire bocca, anzi aveva la bocca spalancata per lo stupore e non sapeva che dire.<\/p>\n<p>Parl\u00f2 invece la fata Alice, che con voce dolce lo risvegli\u00f2 dal suo torpore dicendogli: &#8211; D\u2019ora in poi non avrete pi\u00f9 problemi, potrete curare il pap\u00e0, e la mamma non dovr\u00e0 lavorare mai pi\u00f9 cos\u00ec tanto. Tu potrai studiare e quando avrai terminato,\u00a0 farai il lavoro che pi\u00f9 ti piacer\u00e0. Avrai anche tu una famiglia e tanti bambini e una fata buona ti protegger\u00e0 sempre. Ti abbraccio piccolo mio, perch\u00e9 non ci vedremo mai pi\u00f9. Io diventer\u00f2 una stella che da lass\u00f9 ti vedr\u00e0 e pregher\u00e0 per te, che sei cos\u00ec buono. Addio, sii felice Rodrigo!<\/p>\n<p>Il ragazzo la ringrazi\u00f2 di cuore e subito si mise a cassetta sul calesse, spronando il cavallo. Dentro aveva messo la grossa fascina di legno per il fuoco.<\/p>\n<p>Che sogno non dover pi\u00f9 portare quel peso sulle spalle! Come era stato fortunato ad incontrare una fata! Ma allora le fate esistevano davvero, non erano storielle per i bambini!<\/p>\n<p>Appena arrivato a casa avrebbe raccontato tutto ai suoi genitori e gli avrebbero creduto, perch\u00e9 c\u2019erano le prove: il cavallo, il calesse e le pietre preziose.\u00a0 Non vedeva l\u2019ora di arrivare e di vedere l\u2019espressione del pap\u00e0 e della mamma.<\/p>\n<p>Intanto si era fatto tardi e c\u2019era ormai buio. Quando arriv\u00f2 a casa la mamma era gi\u00e0 sulla porta ad aspettarlo con ansia e quando lo vide scendere dal calesse non voleva credere ai suoi occhi. Ma Rodrigo la tranquillizz\u00f2 subito: &#8211; Mamma, mammina, siamo ricchi, potremo curare pap\u00e0 che guarir\u00e0 perfettamente e potr\u00e0 di nuovo lavorare. Ho incontrato una fata buona che mi ha aiutato e mi ha regalato questo calesse col cavallo e uno scrigno pieno di pietre preziose. Domani andremo a venderne qualcuna, cos\u00ec potremo pagare un bravo dottore, comprare le medicine pi\u00f9 costose e delle ottime bistecche per pap\u00e0. Vedrai che guarir\u00e0 presto.<\/p>\n<p>La mamma lo ascoltava sbigottita ed infine disse: &#8211; Andiamo a raccontare tutto a pap\u00e0, chiss\u00e0 come sar\u00e0 felice!<\/p>\n<p>In pochi mesi infatti Ralf guar\u00ec, riprese il suo lavoro, fece ingrandire la sua casetta che era troppo piccina e mamma Linda pot\u00e8 lavorare senza stancarsi troppo.<\/p>\n<p>Rodrigo continu\u00f2 i suoi studi con ottimo profitto e tutti gli volevano bene. Ma il suo pi\u00f9 grande divertimento era sempre quello di fare lunghe passeggiate nel bosco, giocare con gli scoiattoli e sperare di incontrare ancora\u2026la buona fata Alice.<\/p>\n<p>Poi guardava il cielo e gli piaceva osservare una piccola stella che emanava una luce speciale e che pareva lo salutasse.<\/p>\n<p>&#8211; Ciao, fata Alice, ci rivedremo lass\u00f9 \u2013 gridava allora commosso il giovane Rodrigo \u2013 tutto ci\u00f2 che mi hai promesso si \u00e8 avverato, grazie ancora di cuore!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6674\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6674\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta una casetta piccina piccina ai margini di un fitto bosco, dove dimoravano tanti animali selvatici come scoiattoli, cervi, volpi, lupi e molti, molti altri di razze diverse. 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