{"id":6644,"date":"2011-05-27T11:02:15","date_gmt":"2011-05-27T10:02:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6644"},"modified":"2011-05-27T16:41:35","modified_gmt":"2011-05-27T15:41:35","slug":"premio-racconti-per-corti-2011-farfalle-di-luisa-bianchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6644","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2011 \u201cFarfalle\u201d di Luisa Bianchi"},"content":{"rendered":"<p>\u201cUna farfalla dorata\u201d dice l\u2019attore, \u201cMettere una farfalla dorata al centro della scena\u201d<\/p>\n<p>E\u2019 gi\u00e0 spalancato il tendone sulla platea vuota. Un soffio di voci . Fra i riflettori delle luci accese a met\u00e0 rosseggia la figura di lui, il primattore e regista.<\/p>\n<p>Rimbombano i passi lungo il tavolato di legno.\u00a0 Le braccia si agitano. Silenzio.<\/p>\n<p>Si alza la voce. Decisa.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 cosi che la vedrei, una giovane donna che danza simulando la leggerezza del volo. Vortice ascensionale delle braccia, rapidit\u00e0 dei movimenti, sinuosa avvolgenza del corpo.\u201d<\/p>\n<p>Lei lo guarda ammirata. Siede composta in seconda fila, di lato. I capelli raccolti sulla nuca, gli occhi lucenti, le braccia incrociate. Morbida si muove sulla poltrona, il golfino che le copre appena le spalle abbronzate.<\/p>\n<p>Qualcuno la chiama sul palco. Iniziano da l\u00ec le prove, da quella sola battuta che le hanno consegnato, come un pacco ben fatto e lucente con dentro un regalo. Da poco. La sua battuta da poco \u00e8 stata ripetuta cento volte.\u00a0 Provare e riprovare l\u2019entrata in scena. Con naturalezza. Come se dovesse recitare l\u2019intero Amleto per un pubblico accorto e raffinato. Tutti gli anni dell\u2019Accademia per una battuta. Barattare cos\u00ec tanto studio per un\u2019unica emissione di voce.<\/p>\n<p>\u201cLa signora \u00e8 attesa di l\u00e0 nel salotto. Pu\u00f2 accomodarsi\u201d\u00a0 Poco meno di niente.<\/p>\n<p>\u00a0\u201cLa campagna riecheggia di nulla\u201d sarebbe stata perlomeno una battuta di peso. La frase che ha catturato stanotte in sogno fra il palpitare leggero di farfalle.<\/p>\n<p>La sua parte? Un fantasma. Il ricordo di un amore evanescente e fragile come ali di farfalla.<\/p>\n<p>\u201cUn ricordo riapparso in sogno. Niente di pi\u00f9 inafferrabile. Sono esattamente le parole del regista. E lei deve limitarsi a ubbidire. Per questo sale sul palco, ancora con la sua giacchina di lana scivolata su una spalla. Entra\u00a0 in scena e pronuncia la frase con un tono diverso dal solito. Lo sente ma nessuno se ne accorger\u00e0. Di solito l\u2019attenzione \u00e8 puntata sugli altri, sulla scena di gelosia della primattrice, sempre un po\u2019 sopra le righe. E\u2019 brava ma a volte enfatizza troppo il personaggio. Il regista vuole naturalezza e si arrabbia ma lei \u00e8 l\u2019unica a tenerle testa. Stanno insieme da un anno e lui l\u2019adora.<\/p>\n<p>Questa volta le chiedono di ripetere. Strano nessuno si era mai accorto che quella battuta fosse cos\u00ec importante. Lei si schiarisce la voce e replica. Lui la sta guardano come se la vedesse per la prima volta. Insiste le chiede di ripetere e poi deciso le passa altre pagine del copione.<\/p>\n<p>\u201cBene sostituirai la ragazza di Torino. Ci ha lasciati da ieri. In televisione. Ha detto che l\u2019hanno scelta per un serial. Robaccia\u201d<\/p>\n<p>\u201cRobaccia che da di che vivere\u201d aggiunge sottovoce il suo vicino di sedia. Lui questo mese non ha potuto neanche pagare l\u2019affitto di casa e avrebbe accettato anche lui una particina in tv, \u201cse l\u2019avessero preso\u201d conclude con una punta di rammarico\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSostituirai\u201d, parole pesanti che sulle assicelle del palco risuonano e rimbalzano nella testa. Ha proprio detto \u201csostituirai\u201d.<\/p>\n<p>Le pagine frusciano fra le mani. Prova a separarle, friniscono fra le dita. Nuove, lucide riverberano la luce sotto i riflettori. \u201cahi\u201d Si \u00e8 tagliata, una piccola ferita sul polpastrello. Gocce di sangue stillano sulla carta. Nasconde veloce la mano in tasca, anche se rischia di macchiare il vestito, non importa, nessuno deve vedere. Superstizioni. Sospirato successo. Realizzazione di un sogno insperato.<\/p>\n<p>Legge scorrendo il nero dell\u2019inchiostro come un filo che si dipana fra il passato e il futuro. Una parte vera, non poche battute.<\/p>\n<p>\u201cUn personaggio non facile\u201d dice il regista. \u201cUna scommessa. Ce la puoi fare\u201d, lancia uno sguardo che le fa abbassare gli occhi. Annuisce e sente il rossore salire sul volto. E\u2019 in ombra e nessuno lo noter\u00e0, meno che mai lui. Primattore, capocomico, regista.<\/p>\n<p>A casa dovr\u00e0 studiare, tutta la notte, ripetere la parte e impararla perfettamente. Poi verr\u00e0 il difficile, interpretare il personaggio, dare la giusta intonazione. Tutto quello che le hanno insegnato in Accademia. \u201cL\u2019arte reclama la sua parte\u201d avrebbe detto Paolo, il suo insegnante di tecniche applicate al corpo. Ma \u00e8 il suo sguardo che deve imparare a sostenere, quello sguardo passa da parte a parte. Spoglia di tutto. Se n\u2019\u00e8 accorta quando ha detto \u201cE\u2019 una scommessa\u201d.<\/p>\n<p>Le prove continuano. Lei torna a sedere in platea e legge il copione. Con l\u2019evidenziatore sottolinea le battute di Miriam, il personaggio che interpreter\u00e0.<\/p>\n<p>Il regista descriverebbe cos\u00ec la scena con voce perentoria, lei dormirebbe al centro della stanza, vuota. Solo un letto, un vecchio letto di mogano con zampe leonine, drappi di velluto alle pareti, lenzuola bianche di seta. L\u2019odore penetrante, di fiori carnosi e del legno antico. Lei dorme, un braccio sulla testa si allunga verso le colonne del letto. Come si pu\u00f2 sentire l\u2019odore in platea? Come comunicare sensualit\u00e0 e mollezza. Letto sfatto e languore dei capelli sul cuscino morbido.<\/p>\n<p>Il regista parla, ora, insinuando scomposti giochi pomeridiani, convegni amorosi che hanno avuto luogo prima dell\u2019apertura del sipario.<\/p>\n<p>Dondola la voce nel silenzio che avvolge corpi e oggetti come una patina di polvere a rivestire il tempo trascorso<\/p>\n<p>Dondola il braccio che la scuote portandola via dall\u2019orlo dell\u2019oscurit\u00e0 del sonno.<\/p>\n<p>\u201cSvegliati, \u00e8 un giorno importante. Lo spettacolo va in scena col tutto esaurito. Una prima eccezionale, contenta?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto, un regalo per tutta la compagnia.\u201d<\/p>\n<p>Lei lo guarda. E\u2019 cos\u00ec che lo vede quando recita. Perfetto. Lei pu\u00f2 guardarlo a lungo, notti intere. Ma la notte, quell\u2019 orologio, quel vestito, quel corpo corrono via dal suo letto. Oggetti che si animano e il tempo non si ferma. Lui\u00a0 va via, sparito, a casa di lei, la primattrice, primadonna, compagna, moglie. Non sa, tutti sanno, tutti tacciono. Non ha mai incrociato il suo sguardo, perch\u00e9 quello sguardo attraversa il proprio corpo. Invisibile . Non esiste, non deve esistere.<\/p>\n<p>Ma qui in questo letto, in questa camera blu, fra la distesa di cuscini che sollevano piume, lei c\u2019\u00e8 e lui \u00e8 accanto. Ora.<\/p>\n<p>Pieno di immagini sonore, fantasie di scene, lavoro, contratti, copioni, oggetti. Quel vestito, quell\u2019orologio, quella moto. Tutto, deve avere tutto, anche Miriam. Sorride allo sguardo di lei sospeso, come per il piacere di acquistare qualcosa che ha gi\u00e0. Poi si alza e abbassa la testa, quasi si sentisse smascherato. Lei parla per piacergli. Rassicura il sogno di lui \u201cUn successo, sar\u00e0 un successo, riempiranno le prime pagine\u00a0 dei giornali, le nostre foto\u2026la tua foto sulle riviste. E\u2019 cos\u00ec, ne \u00e8 convinta, non ha bisogno di illudersi, accanto a lui \u00e8 sicura di s\u00ec.<\/p>\n<p>Lui le prende le mani, se le porta al viso, strofina le guance sulle palme accostate. La bacia. Ora \u00e8 di nuovo se stesso. Sospira \u201cE\u2019 tardi\u201d. Si vedranno in teatro dopo, lui la guarder\u00e0, con la voce guider\u00e0 i suoi gesti, non deve temere, tutto andr\u00e0 bene. Nel suo sguardo resta un riflesso dello smarrimento che ha colto la faccia di lei al saluto.<\/p>\n<p>I gesti non lo tratterranno l\u00ec. A lui piace molto pensare che le cose vanno vissute cos\u00ec. Con leggerezza. Si alza\u00a0 lasciando scivolare le lenzuola dal letto. Cammina nella stanza, trascinando la stoffa con s\u00e9. Le chiede di non dormire, di restare nuda ancora un po\u2019. \u201cAspetta che io sia arrivato da lei, voglio pensarti in questa posa plastica\u201d, parole da copione, una recita a cui \u00e8 abituata, ci\u00f2 che vive in teatro si ripete all\u2019oscuro fra di loro. Dischiude le gambe appena. Lui pu\u00f2 vederla se volta la testa. Lui guarda in strada, ha la fronte appoggiata al vetro. Pensa, forse non vede niente davanti a s\u00e9, il parco, gli alberi che si muovono, una barbona che \u00e8 sempre l\u00ec con il suo carrello pieno di sacchetti, un ciclista che fende la nebbia del mattino.<\/p>\n<p>\u201cUn caff\u00e8. Ti preparo un caff\u00e8\u201d vorrebbe dire al suo sguardo assente ma le parole ristagnano e non dice. Apre ancora di pi\u00f9 le gambe. Lo vuole, ancora entro di s\u00e9, l\u2019intensit\u00e0 del desiderio la sprona, incalza un sospiro. Lui si volta, sorride con met\u00e0 bocca, cammina verso il letto:<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 tardi\u201d , dice e posa un bacio leggero sulla fronte. \u201cNon vestirti ancora\u201d. Lui scopre tracce sottili della lametta da barba su i polsi di lei. Accarezza la pelle, un riflesso cupo nei suoi occhi. Non chiede, non ora. \u201cUn giorno me lo dirai\u201d.<\/p>\n<p>La giacca sulla spalla, una mano a pettinare i capelli, \u00e8 gi\u00e0 alla porta, apre la maniglia.<\/p>\n<p>\u201cNon temere. Sar\u00e0 un successo, a dopo\u201d Sparito.<\/p>\n<p>La stanza \u00e8 vuota, i rumori del mattino penetrano attraverso i vetri della finestra, l\u2019ascensore \u00e8 ormai in fondo alle scale. Sparito, risucchiato dal giorno, come un fantasma.<\/p>\n<p>Una cantilena vaga, un ritornello noto a cui non riesce a dare un nome ronza sommessamente nella sua testa La..la la\u2026la.. tanti bambini in fila. Vocette tristi. Il sogno, gi\u00e0 il sogno che stava facendo quando lui l\u2019ha svegliata. La musica, deve ricordare la musica. E\u2019 importante prima che il giorno se la porti via per sempre. I sogni scappano se non li trascrivi, ma la musica. Dio mio come fare a trascriverla, non conosce le note. Quei visi che affiorano, quelle ali leggere\u00a0 e colorate, ali di farfalle, come diceva lui. \u201cE\u2019 cosi che la vedrei, una giovane donna che danza simulando la leggerezza del volo. Vortice ascensionale delle braccia, avvolgenza del corpo\u2026\u201d Cosa vorr\u00e0 dire questo sogno?<\/p>\n<p>Ha tanto sonno, vorrebbe dormire, l\u2019effetto del Minias, s\u00ec quelle gocce miracolose che prende da mesi, non \u00e8 ancora passato del tutto. Dormire s\u00ec. Non pensare allo spettacolo, alla primattrice. Il pubblico, lui con la sua giacca di renna sulla soglia della porta. \u201cTo die, to dream, maybe to\u2026. morire,dormire..,forse sognare. Ecco il difficile. E\u2019 un pensiero su cui ci si deve fermare a riflettere <em>e sono proprio pensieri siffatti a prolungare la durata della sventura<\/em>.\u201d Ricordava benissimo le battute del monologo di Amleto. Il saggio finale per il diploma all\u2019Accademia. Il sogno di recitarlo su un palcoscenico vero. Ma ora deve fermare la canzone dei bambini. Certo il registratore, una cassetta, incider\u00e0 la sua voce che canta.<\/p>\n<p>Fruga fra i nastri, questa dovrebbe andar bene, non c\u2019\u00e8 nessuna etichetta. Prova a farla partire. Fruscii, gracchiare di suoni, una voce distinta e chiara. La riconosce subito. Lui, il suo maestro di recitazione. Il grande. La lettura del Furioso, l\u2019aveva registrata dalla radio, tanti anni fa, carpirle il segreto, il magico tocco che riscalda la sala. La follia di Orlando, incredulit\u00e0, negazione, speranza tradita, dolore atroce, sofferenza che non trova uscita e poi il delirio. Amleto e Orlando cos\u00ec lontani, diversi eppure. No, non deve pensarci ora. Registrare la canzone. S\u00ec su questo nastro. E\u2019 un segno, una prova del destino. Fra tante cassette proprio questa. Bene la canzone rester\u00e0 chiusa nello scrigno della follia di Orlando. Bene. \u201cLa, la la\u2026\u201d Senza parole, solo musica, il testo verr\u00e0 dopo. Domani, e poi domani, e poi domani.<\/p>\n<p>Scarabocchia appunti sul diario, sprazzi del sogno, qualche frase isolata, ma la musica continua a ronzarle in testa, ormai non importa, non potr\u00e0 pi\u00f9 perderla, \u00e8 sul nastro che sta riavvolgendo. Poi cercher\u00e0 di ricostruire la storia, ma i sogni hanno una storia? Come si pu\u00f2 catturare un sogno, sono come le lucciole che da bambina chiudeva in un barattolo e il giorno dopo non brillano pi\u00f9. Si far\u00e0 aiutare da qualcuno a interpretarlo, il sogno. Ora no, gli occhi si chiudono pesanti. \u00a0Torna a letto e spegne la luce. Dalle persiane filtra impietosa la luce del giorno. E\u2019 gi\u00e0 domani. Si rialza a chiudere le imposte e di nuovo la stanza torna all\u2019oscurit\u00e0 rassicurante della notte. Potr\u00e0 dormire fino a tardi, solo nel tardo pomeriggio sar\u00e0 necessario raggiungere il teatro, qualcuno chiamer\u00e0 di certo.<\/p>\n<p>Era sicura di crollare e invece pensieri molesti la perseguitano, scacciarli al pi\u00f9 presto. Sono insidiosi, se ne stanno acquattati pronti a schizzare dal pi\u00f9 profondo angolo del cervello. No, tornate indietro, la vostra compagnia non mi piace. Ripetere qualcosa per offuscali.<br \/>\n<em>Domani, e poi domani, e poi domani&#8230;Di giorno in giorno, striscia, col suo piccolo passo, ogni domani per raggiungere la sillaba postrema del tempo in cui ci serve la memoria.<br \/>\nE tutti i nostri ieri hanno rischiarato ai pazzi, quel sentiero che conduce alla sorte polverosa. <\/em><\/p>\n<p>Non era la sorte, non ricorda, forse la corte? S\u00ec certo cos\u2019altro potrebbe essere, siamo nel castello del re Macbeth, le streghe, la regina. E con l\u2019immagine del calderone nero di brace e fumante si rilassa, distende gli arti, un sorriso accennato sulle labbra, un soffio.<\/p>\n<p><em>Sp\u00e8gniti dunque, ormai, corta candela! La vita \u00e8 solo un\u2019ombra che cammina: un povero istrione, che si dimena, e va pavoneggiandosi sulla scena del mondo, un\u2019ora sola: e poi, non s\u2019ode pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p>Il sonno la vince prima di terminare il verso.<\/p>\n<p>Bambine in tut\u00f9, gridolini soffocati, esili braccia che s\u2019inarcano, un profuso di tulle bianco, velo di nebbia attraversato dalla luce rossastra del proscenio. Lei \u00e8 in mezzo, tesa e accalorata, una fiamma sotto il cerone, il trucco\u00a0 pesante che nasconde tutto.\u00a0 Dietro, la primatrice, alle prese con la sarta che sta dando un ultimo tocco al vestito, un tubino di raso rosso, paiettes dorate a sottolineare il seno procace che le forme del vestito evidenziano. E\u2019 bellissima, una diva del passato e come una diva sa essere capricciosa e indolente. Ha appena litigato con la truccatrice che secondo lei non valorizza abbastanza i suoi occhi, nerissimi e intensi. E quegli occhi non si posano mai su lei, forse non sa neanche il suo nome. E\u2019 Miriam, il personaggio della storia che stanno interpretando, la donna farfalla. Ecco le portano la mascherina che metter\u00e0 sulla faccia, ali trasparenti e intarsiate, delicate come quelle dell\u2019insetto a cui dar\u00e0 vita.<\/p>\n<p>Mentre armeggia con gli elastici, arriva lui, \u201cTi aiuto, da sola \u00e8 quasi impossibile districarsi con i fili\u201d e mentre\u00a0 si accosta col viso al suo orecchio con la bocca cos\u00ec vicina che pu\u00f2 sentirne il fiato caldo, lui pronuncia la frase che non si aspettava avrebbe mai pronunciato \u201cTi amo\u201d. Non fa in tempo a esultare, a lasciarsi andare alla gioia , e lui si \u00e8 allontanato. \u201cSar\u00e0 un successo, vedrai, ho fiducia in tutti voi e in te\u201d aggiunge pi\u00f9 piano.<\/p>\n<p>Ecco siamo pronti, la musica \u00e8 partita sommessamente, sarte ed elettricisti si allontanano dal palcoscenico. Silenzio in sala. L\u2019emozione si taglia fra gli attori come un budino tremulo ed elastico. La recita inizia.<\/p>\n<p>La prima battuta \u00e8 la sua, una pronuncia insolita, un tono che non ricordava di avere, le parole scorrono lisce, i gesti le appartengono con una naturalezza di cui riesce appena a sorprendersi, poi \u00e8 dentro la storia, E\u2019 Miriam e non si domanda pi\u00f9 niente per tutto il tempo dello spettacolo. Dentro di \u00a0s\u00e9 un calore che si propaga intorno, il pubblico \u00e8 incantato, \u00e8 suo, potrebbe dire qualsiasi cosa ormai \u00e8 ipnotizzato, catturato dentro il suo personaggio.<\/p>\n<p>Applausi, scroscio di ovazioni, fruscio di vestiti e cigolio di sedie. Sono tutti in piedi, ad applaudire gli attori che s\u2019inchinano e sorridono. Vanno via e poi tornano. Ancora applausi e\u00a0 per lei, i suoi sono pi\u00f9 intensi, pi\u00f9 forti, lo sente. Ringrazia ancora. Escono e poi tornano, prima lei, Miriam, lo sente \u00e8 la rivelazione dello spettacolo, \u00e8 stata consacrata attrice. \u201cSei grande\u201d si sente distintamente dalla platea, mentre s\u2019inchina di nuovo fra la nuvola di bambine in tut\u00f9 che l\u2019abbraccia.<\/p>\n<p>L\u2019attrice di una particina, poco pi\u00f9 di una comparsa nella prima versione, si \u00e8 trasformata in una grande attrice, \u00a0e poi lui la ama, lo ha detto prima che iniziasse lo spettacolo e ora mentre gli spettatori vanno via e qualcuno continua ancora a battere le mani, lo vede. Accanto a lei. Ancora per qualche minuto, il tempo di spiegarsi, poi verr\u00e0 da Miriam, nel suo camerino andr\u00e0 ad aspettarlo. Per sempre.<\/p>\n<p>Mentre pulisce il viso dal cerone e la faccia appare bianca, innaturale, quasi nuda, arrivano molti a congratularsi, E\u2019 felice, gentile con tutti. Ringrazia e accoglie un bellissimo mazzo di fiori che le consegna il ragazzo del pony-express. \u201cUn trionfo\u201d dice un giovane timido che \u00e8 salito fin lass\u00f9 e le porge un quaderno per l\u2019autografo. \u201cUn trionfo\u201d come aveva sentenziato il regista. Ancora non le riesce di pensare a lui chiamandolo per nome,\u00a0 non le viene spontaneo, deve fare uno sforzo, chiss\u00e0 lui se dentro di s\u00e9 la chiama Miriam. Dov\u2019\u00e8 adesso? Perch\u00e9 tarda. La primattrice sar\u00e0 furente, non pu\u00f2 tollerare il confronto, il pubblico era troppo caloroso per non essersi accorta del trionfo che le hanno tributato. Uno sguardo d\u2019odio attraversa il corridoio \u00e8 lei, non \u00e8 sola, sono insieme. Lui non potr\u00e0 spiegarle ora, dovr\u00e0 aspettare, non pu\u00f2 schiacciare due volte la sua personalit\u00e0. In fondo \u00e8 una grande attrice anche se stasera non era proprio al massimo. \u201cEd io sar\u00f2 sempre al massimo\u201d si domanda \u201cforse questo di stasera \u00e8 un caso, domani e poi domani sar\u00e0 lo stesso?\u201d E quando ci sar\u00e0 un\u2019altra prova? Ma no questa sera non bisogna temere, n\u00e9 domandarsi niente, solo esultare, gioire per il successo e perch\u00e9 lui le ha detto che l\u2019ama.<\/p>\n<p>Sistema i fiori nel vaso, potr\u00e0 lasciarli l\u00ec, per domani, per vederseli davanti ancora prima della replica. La stanza ora \u00e8 vuota, sono andati via tutti. Si riveste con gli abiti che indossava quando \u00e8 entrata. Che strano non riconoscersi nei panni di sempre. Questi vestitucci cos\u00ec anonimi, domani acquister\u00e0 un tailleur di Armani, l\u2019ha sempre desiderato e poi scarpe, foulard, anche un paio di guanti di pelle nera col risvolto giallo, li ha visti in quel negozio di fronte al teatro. Pensava che non avrebbe avuto mai occasione di indossarli, cos\u00ec eccentrici, bellissimi, ora non mancheranno opportunit\u00e0, una nuova vita l\u2019attende. Mentre infila il secondo stivale, compare lui dietro la porta, solo.<\/p>\n<p>\u00a0\u201cEntro un attimo, volevo congratularmi personalmente con te\u201d<\/p>\n<p>\u201cTi aspettavo, sono pronta, andiamo a festeggiare?\u201d<\/p>\n<p>\u201cChe bei fiori, chi te li ha regalati, un ammiratore che si \u00e8 innamorato di te stasera\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon so pensavo fossero\u2026\u201d e lascia in sospese perch\u00e9 lui incalza:<\/p>\n<p>\u201cAnch\u2019io, fossi stato fra il pubblico mi sarei innamorato di te, una recitazione superba, incomparabile, domani i giornali parleranno di noi\u201d<\/p>\n<p>\u201cL\u2019avevi previsto, eri sicuro ti ricordi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec ma non ero in realt\u00e0 cos\u00ec sicuro, per\u00f2 bisogna fingere di credere che le cose andranno come vogliano noi perch\u00e9 vadano veramente cos\u00ec. Non trovi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cHai ragione, ma io di solito non ci riesco, per\u00f2 stasera\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cOra devo andare, lei non vuole cenare con la compagnia, bisogna capirla, stasera \u00e8 stato il tuo trionfo, ma domani vedrai tutto si calmer\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE noi non festeggiamo insieme? Noi non..\u201d<\/p>\n<p>\u201cDevi avere un po\u2019 di pazienza, stasera non posso lasciarla sola, ma domani notte sar\u00f2 da te, come sempre.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome sempre, cosa vuoi dire, che non \u00e8 cambiato nulla?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto, tu sei una grande attrice, il resto non conta, anzi sono io che ti ho aiutato a diventarlo, il tuo successo \u00e8 mio e tu mi appartieni, sei stata brava grazie a me, non dimenticarlo. Vado\u201d<\/p>\n<p>La sua bocca si avvicina a quella di lei, sente il fiato caldo avvolgerla, ricorda.\u201d<\/p>\n<p>Lei vorrebbe che lui le ricordasse ci\u00f2 che ha detto poco fa, s\u00ec prima dello spettacolo, prima del trionfo. Quel trionfo sembra non appartenerle pi\u00f9 adesso, e con una voce che non si riconosce dice:<\/p>\n<p>\u201cMa allora non era vero niente, perch\u00e9 hai detto che mi amavi?<\/p>\n<p>\u201cCerto che ti amo, come amo anche lei, come amo il pubblico, questo spettacolo in cui abbiamo recitato\u201d<\/p>\n<p>\u201cE recitavi anche quando eravamo fuori dallo spettacolo, a casa mia, mentre mi legavi la maschera?<\/p>\n<p>\u201cProprio cos\u00ec ti legavo a me per farti essere pi\u00f9 brava, cosa te ne importa, hai ottenuto quello che desideravi, il successo e io sono stato uno strumento\u201d<\/p>\n<p>\u201cUno strumento, io sono stata uno strumento per il tuo spettacolo!\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo domandarti queste cose, per noi attori deve contare solo il pubblico, recitiamo sempre, impariamo cos\u00ec bene quest\u2019arte che non riusciamo pi\u00f9 a farne a meno\u201d<\/p>\n<p>Silenzio<\/p>\n<p>\u201cTi saluto, non vuoi\u00a0 darmi nemmeno un bacio? Pazienza sar\u00e0 per domani\u201d<\/p>\n<p>Eco di passi che si allontanano. Precipizio di silenzi.<\/p>\n<p>Lei resta a lungo con lo stivale calato. La cerniera chiusa a met\u00e0, la mano sulla cerniera, incapace di compiere anche il minimo gesto per ritrovarsi. Cerca di afferrare la cosa accaduta quando lui ha varcato la soglia. Uno spavento di cui non ha ancora conoscenza. Ora ricorda una voce di donna che assomigliava alla sua e una risposta complicata, dolorosa che l\u2019aveva strappata dalla propria carne. Si aggrappa alle frasi, singole parole che schizzano da tutte le parti, esplodono e non si lasciano afferrare. Non riesce a trattenere nulla dentro di s\u00e9, il dolore come la giaia del successo sembrano scivolarle addosso. Nella sua testa una puzzle che qualcuno aveva composto con fatica in un attimo \u00e8 stato smontato e i pezzi non combaciano pi\u00f9. Isolati frammenti che non significano pi\u00f9 niente. <em>La favola raccontata da un\u2019idiota, tutta piena di strepito e furore, che non vuoldirniente.<\/p>\n<p><\/em><\/p>\n<p>Una musica piano piano risuona dentro di lei e poi l\u2019avvolge. L\u2019unica cosa che riesce a ricordare La la la \u2026la la \u2026 Il ritornello del sogno, quello che aveva registrato per non dimenticarlo. E\u2019 la sua voca che canticchia. Non le parole, quelle non le conosce. Solo la, la la\u2026 Rivede i visi dei bambini, la chiamano verso di loro. Si alza, lo stivale ancora abbassato,\u00a0 la maschera appoggiata fra i capelli. Cammina lentamente, esce dal camerino, percorre il palcoscenico ormai deserto. Incede nell\u2019orlo della luce gialla. Nel corso dello spettacolo, direbbe il regista, a un certo punto la luce calerebbe, gli attori abbandonato il centro della ribalta si sposterebbero in fila sul fondo. Un immobilit\u00e0 assoluta avvolgerebbe i personaggi, solo si udrebbe la voce del coro di bambini, si riconoscerebbe perch\u00e9 gi\u00e0 udita prima, all\u2019inizio dello spettacolo e ancora prima. Una musica lontana che non disturba il silenzio.<\/p>\n<p>Una sera, continuerebbe il regista, lei salirebbe dall\u2019orlo della ribalta, continuando a incedere sospesa fino alle scale dietro le quinte, e poi su per le scale, sempre lentamente un piede dopo l\u2019altro, la punta dello stivale e il tacco, \u00a0con passo sicuro. Ogni tanto guarderebbe sotto gli spettatori sempre pi\u00f9 piccoli, gli oggetti lontani. Gli spettatori alzerebbero lo sguardo spaventato, dolente. \u00a0Lass\u00f9. I personaggi sdraiati di fronte alla scala. Annientati dal silenzio.<\/p>\n<p>Lei \u00e8 affacciata alla balaustra in alto, in bilico sulle assi dove lavorano i tecnici delle luci, oramai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno. E\u2019 sola, superba e immobile, lo sguardo davanti a s\u00e9. Bellissima nessuno la vedr\u00e0 mai in tutta questa bellezza, con la mano aperta china la maschera sugli occhi, allarga le braccia. Un respiro.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 cosi che la vedrei, una giovane donna che danza simulando la leggerezza del volo. Vortice ascensionale delle braccia, avvolgenza del corpo\u2026\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6644\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6644\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUna farfalla dorata\u201d dice l\u2019attore, \u201cMettere una farfalla dorata al centro della scena\u201d E\u2019 gi\u00e0 spalancato il tendone sulla platea vuota. Un soffio di voci . Fra i riflettori delle luci accese a met\u00e0 rosseggia la figura di lui, il primattore e regista. Rimbombano i passi lungo il tavolato di legno.\u00a0 Le braccia si agitano. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6644\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6644\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1794,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-6644","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6644"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1794"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6644"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6644\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6774,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6644\/revisions\/6774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}