{"id":663,"date":"2009-02-22T18:33:31","date_gmt":"2009-02-22T17:33:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=663"},"modified":"2009-02-22T18:33:31","modified_gmt":"2009-02-22T17:33:31","slug":"io-e-mia-madre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=663","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Io e mia madre&#8221; di Maria Cristina Sermanni"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoBodyText\" style=\"center;\" align=\"center\"><strong><span style=\"14pt;\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"center;\" align=\"center\"><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 6pt;\">\n<div class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 6pt;\"><span style=\"Times New Roman;\"><strong><\/strong><\/span><\/div>\n<p><span style=\"Times New Roman;\"><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"center;\" align=\"center\"><span style=\"150%;\"><strong><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"center;\" align=\"center\"><span style=\"150%;\"><strong><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\"><strong><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Mi accompagnava a scuola tutte le mattine e tutte le mattine mi salutava con un cenno del capo e una raccomandazione \u201ccomportati bene, non voglio lamentele dalla maestra\u201d, sempre la stessa con la stessa intonazione della voce. Io abbassavo la testa e entravo a scuola, guardando di sottecchi le mie compagne che venivano baciate e abbracciate dalle loro mamme; qualcuna faceva persino delle storie a entrare e veniva riportata a casa, senza brontolii, con un sorriso sulle labbra. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Quante volte il mio piccolo cuore ha pianto silenziosamente! Avrei voluto, una volta sola, che mia madre mi avesse consolata per un voto meno bello, abbracciata quando cadevo di bicicletta e mi sbucciavo un ginocchio. E invece niente. Lei era ferma, imperturbabile nella sua fierezza, nei suoi lavori, nel suo ruolo di genitrice. Forse questa sua rudezza nasceva dall\u2019esser sola a crescermi, dal sentire su di s\u00e9 tutta la responsabilit\u00e0 e il peso. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Mio padre era morto quando ero ancora molto piccola, di una brutta malattia che lo aveva tenuto a letto per mesi, e che aveva impegnato la mamma in cure continue e costose costringendola a cercarsi un lavoro per sopperire alle spese.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Era andata a fare pulizie nelle case dei \u201csignori\u201d, lei sempre cos\u00ec attenta e precisa, che curava le sue mani meticolosamente e, nonostante i lavori di casa, le aveva morbide come la seta, aveva dovuto fare i lavori pi\u00f9 umili e servili e non aveva pi\u00f9 avuto il tempo di curare le sue belle mani. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">In un mattino di primavera il babbo se ne era andato per sempre e le aveva lasciato nel cuore un profondo vuoto; si amavano molto, nonostante le loro famiglie non andassero d\u2019accordo, si erano sposati ugualmente, per amore, e solo la morte li avrebbe potuti dividere. Ed era successo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Ricordo la mamma nel suo abito nero, triste, col<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>volto spento dal dolore e dalla fatica, dalla tensione vissuta in quei lunghi mesi d\u2019attesa. Non mi disse niente neanche allora; non una parola sulla morte del babbo, non un abbraccio a consolazione del fatto che non lo avrei rivisto pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">I primi giorni le chiedevo spesso dove era andato; in quei lunghi mesi di malattia, fino al momento in cui non ce l\u2019aveva fatta pi\u00f9, era stato il<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>mio compagno di giochi. Io salivo sul suo letto e l\u00ec giocavamo alle signore, comprando e vendendo biancheria, maglie e quant\u2019altro trovavo nei cassetti di mia madre. Mi aveva insegnato un gioco di carte facile per la mia et\u00e0 e mi lasciava vincere, felice nel vedermi allegra e spensierata. Profondo fu il dolore nel tornare a casa quella mattina e non trovarlo pi\u00f9; avevo capito da giorni che non stava bene, non potevo pi\u00f9 giocare con lui e neppure mi facevano entrare nella camera da letto, ma non mi aspettavo di vedere quella porta chiusa. Eppure, nonostante le mie richieste, le mie implorazioni di spiegazioni, mia madre tacque. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Piangeva e non parlava; capii da sola quello che era successo. Non mi ero mai trovata dinanzi alla morte e per un bambino \u00e8 qualcosa di astratto, lontano, irraggiungibile; ma il mio piccolo cuore \u201csapeva\u201d, sentiva che quel dolce padre non lo avrei rivisto pi\u00f9.<span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Da allora anch\u2019io imparai a tacere, avevo capito che avrei dovuto affrontare la vita da sola e mi impegnai per farlo nel miglior modo possibile. A scuola ero una brava allieva, diligente, corretta, riscuotevo l\u2019approvazione degli insegnanti e il rispetto dei miei compagni. Mi chiamavano \u201cla solitaria\u201d perch\u00e9 passavo il mio tempo libero da sola, leggendo libri seduta sulla panchina dei giardini pubblici a primavera e nei giorni buoni dell\u2019inverno, oppure camminando di passo svelto lungo il corso del fiume, parlando alle oche e alle anatre che avevano imparato ad avvicinarmisi senza paura.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Finito il liceo, decisi di andare all\u2019universit\u00e0. Laconicamente comunicai a mia madre che me ne sarei andata in citt\u00e0; avevo gi\u00e0 trovato un piccolo lavoro per sostenermi nelle spese e una stanzetta insieme ad altri studenti che, come me, lasciavano i loro paesi per l\u2019avventura della citt\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Anche allora mia madre tacque.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Il suo silenzio fu una pugnalata per me; avevo sperato che mi trattenesse, che mi dicesse che mi voleva bene e desiderava che rimanessi con lei. Non me ne sarei andata; non mi importava niente dell\u2019universit\u00e0 e della citt\u00e0. Avevo solo bisogno d\u2019amore. Ma lei tacque e io me ne andai.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Quella stanzetta \u00e8 stata al contempo il mio rifugio e il<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>mio carcere; ho pianto a lungo distesa in quel lettino, la sera, quando nessuno mi telefonava, nessuno mi dava la buonanotte. Imploravo mio padre perch\u00e9 parlasse alla mamma, perch\u00e9 l\u2019aiutasse ad aprire quel cuore sigillato, indurito, quasi cattivo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Studiavo con accanimento e i miei voti erano brillanti, la miglior allieva del corso, presi persino la borsa di studio; telefonai allora alla mamma per dirglielo ed ebbi solo un \u201cbrava, complimenti, sono contenta per te\u201d. Riagganciai la cornetta giurando a me stessa che non l\u2019avrei chiamata pi\u00f9. E cos\u00ec feci.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Mi laureai nei quattro anni canonici, con il massimo dei voti e la lode. Alla mia tesi erano presenti soltanto gli amici e i colleghi di lavoro, tanti per la verit\u00e0 perch\u00e9 ero riuscita a farmi benvolere da tutti. Festeggiammo la sera in una pizzeria e finsi di essere allegra come sempre. In realt\u00e0 il mio cuore piangeva: mi mancava da morire mio padre, avrei voluto saltargli al collo e baciarlo, dirgli che l\u2019avevo fatto per lui, perch\u00e9 fosse orgoglioso di me, ma lui non c\u2019era pi\u00f9, ormai da troppo tempo. E lei&#8230; lei era chiusa in quel mutismo assurdo, irragionevole.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Trovai presto un buon lavoro e cominciai una nuova vita. Guadagnavo abbastanza cos\u00ec potei comprarmi un\u2019automobile e affittai un piccolo appartamento all\u2019ultimo piano di un grande caseggiato. Era luminoso e la mattina, svegliandomi, potevo ammirare dalla finestra aperta gli alberi dei giardini di fronte e udire il cinguettio degli uccellini a primavera, proprio come a casa mia quando ero piccola.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Incontrai anche un ragazzo; era poco pi\u00f9 grande di me, era venuto a lavorare in citt\u00e0 da lontano, da un piccolo paese del sud. Era solo, senza amici e senza parenti; i suoi erano morti da molti anni, non aveva fratelli, lasciare il paese era stato un modo per allontanarsi da un passato con cui non aveva pi\u00f9 alcun legame. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Cominciammo ad uscire, prima una pizza, una serata al cinema, una gita fuori porta la domenica. Stavamo bene insieme, avevamo la stessa passione per i libri, amavamo la stessa musica, soprattutto amavamo il silenzio; spesso rimanevamo abbracciati per ore in silenzio sul divano di casa mia o in macchina, sentivamo che quel silenzio era pieno, pieno di domande inespresse, di sogni irrealizzati, d\u2019amore da donare. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Decidemmo di sposarci. Prima di fissare la data delle nozze, per\u00f2, volli parlargli di mia madre, dei suoi silenzi ostili, del mio amore per lei non ricambiato; gli chiesi cosa dovevo fare: se dirle che mi sposavo o farlo senza di lei.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">Lui mi ascolt\u00f2 con attenzione e mi guard\u00f2 intensamente; nei suoi occhi c\u2019era uno sguardo triste e velato da lacrime che non scendevano. Per la prima volta mi parl\u00f2 della sua famiglia, dei suoi genitori, dell\u2019amore che li aveva legati, tanto da farli andare via uno dopo l\u2019altra, a distanza di poche settimane; anche lui si era sentito abbandonato, privato di qualcosa quando il padre, senza una vera malattia, solo per tristezza, si era lasciato morire, non aveva resistito senza la moglie. Allora lui aveva pensato di non essere stato sufficientemente amato; il padre non aveva pensato al figlio, aveva ascoltato solo il suo dolore e niente altro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Col tempo per\u00f2 aveva capito; aveva capito che esistono creature che possono vivere soltanto se sono in due, l\u2019una \u00e8 di complemento all\u2019altro, come una bella tela dentro un\u2019altrettanto bella cornice; cosa sarebbe quella cornice senza la tela? Niente. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">E aveva perdonato. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Prima di andarsene dal suo paese si era recato per la prima volta<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>al cimitero e l\u00ec aveva pianto le sue prime vere lacrime di dolore e di perdono; li aveva salutati ed era partito incontro ad una nuova vita. E la vita lo aveva premiato facendogli incontrare lei, la sua donna. Anche lei doveva perdonare sua madre e accettarla per come era.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Partirono per il paese, decisero di andare di persona a dare la notizia del matrimonio alla madre. Quando arrivarono trovarono una brutta sorpresa: la mamma era a letto da giorni e il medico non riusciva a capire cosa avesse; niente l\u2019aiutava, si stava lasciando andare. Ma per la prima volta, quando vide la figlia, allarg\u00f2 le braccia e se la strinse al petto; per la prima volta la baci\u00f2 e calde lacrime scesero da quelle guance scavate. Rimase in silenzio, come sempre, ma questa volta era un silenzio pieno d\u2019amore, che implorava il perdono senza parole, con gli occhi, col sorriso, con la stretta delle braccia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">E la figlia perdon\u00f2. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">Tenendo stretta la madre, tenne stretta anche la bambina di allora che aveva sofferto la mancanza d\u2019amore, tenne stretto il padre che le aveva aiutate a ritrovarsi. Non si lasciarono pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">L\u2019amore scala le montagne, supera gli ostacoli, vince le battaglie; l\u2019amore \u00e8 il dono pi\u00f9 grande che l\u2019Esistenza possa farci.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 6pt;\"><span style=\"AR-SA;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"150%;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<p><span style=\"font-size: x-small; font-family: Times New Roman;\"><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 6pt;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 6pt;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_663\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"663\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi accompagnava a scuola tutte le mattine e tutte le mattine mi salutava con un cenno del capo e una raccomandazione \u201ccomportati bene, non voglio lamentele dalla maestra\u201d, sempre la stessa con la stessa intonazione della voce. Io abbassavo la testa e entravo a scuola, guardando di sottecchi le mie compagne che venivano baciate e [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_663\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"663\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":207,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-663","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/663"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/207"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=663"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/663\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=663"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}