{"id":6625,"date":"2011-05-26T21:51:11","date_gmt":"2011-05-26T20:51:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6625"},"modified":"2011-05-26T21:51:11","modified_gmt":"2011-05-26T20:51:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-il-fumo-dei-ricordi-di-elisa-crisci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6625","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Il fumo dei ricordi&#8221; di Elisa Crisci"},"content":{"rendered":"<p>Andrej entra nella stanza avvolta da una nebbia nauseabonda che lascia l\u2019uomo indifferente. Da anni, ormai, le sue narici non registrano pi\u00f9 alcun odore. I turbinati non avvertono affatto l\u2019aria entrare nel naso, talmente sono rigonfi e disseminati di polipi. Ma l\u2019investigatore non si \u00e8 mai posto il problema, nonostante le sue lunghe notti in apnea. Perlomeno, si \u00e8 limitato a inclinare il letto. Dormire, in verticale! S\u00ec, aveva ascoltato il suo medico, amico di lunga data, ma non per una questione di salute. Per curiosit\u00e0. L\u2019idea di dormire sdraiato, ma in verticale, lo divertiva e ne aveva anche riscontrato un certo sollievo. I pensieri che di notte tendevano ad assillarlo insistentemente, in quella posizione scivolavano, scivolavano fuori dalla sua mente. Chiss\u00e0? Forse il senso di gravit\u00e0?<br \/>\nAndrej non appena sentiva un pensiero fastidioso affacciarsi minacciosamente nella testa \u2013 il che avveniva tutte le sere, dopo cena &#8211; si metteva a letto, in attesa e gradualmente avvertiva i pensieri scendere, scendere fino ai piedi lasciandogli un senso di sollievo misto a torpore che lo cullava in un profondo sonno ristoratore.<br \/>\nUn raggio di luce entra dalla finestra e illumina il viso di Andrej. La fonte di luce lascia in penombra tutto il resto, creando dei netti contrasti chiaroscurali. Sembra un quadro di Caravaggio. L\u2019angusto loco, la scrivania e il suo corpo sono coperti da un manto scuro, solo il suo viso \u00e8 rischiarato, in tutti i dettagli, dalla barba incolta, in cui tra un pelo e l\u2019altro si intravedono segni rossastri lasciati dall\u2019ultima rasatura a quelle piccole lentiggini fitte poste sopra gli zigomi. Per non parlare di quelle rughe curiose, le uniche che ha tra le sopracciglia. Veri e propri solchi disseccati, inariditi, in cui l\u2019acqua ha smesso di scorrere.<br \/>\nL\u2019investigatore \u00e8 seduto alla scrivania, vestito come la sera precedente: giacca nera che copre una maglietta grigia a maniche corte cosparsa di minuscoli fori sui bordi della maglietta, pantaloni neri, scarpe nere.<br \/>\nSi siede alla scrivania, accende la cinepresa, ma non si sofferma ancora sull\u2019immagine che si apre sulla vita di Irina.<br \/>\nEstrae dalla tasca interna della giacca, un pacchetto di sigarette, di marca italiana, MS e con estrema lentezza, ne porta una alle labbra e l\u2019accende. La prima boccata, rigorosamente ad occhi chiusi, lo fa trasalire, come se fosse la sua ultima sigaretta. Ne assapora l\u2019aroma e inala a pieni polmoni il fumo che fuoriesce. Boccata dopo boccata la nebbia nella stanza s\u2019infittisce fino a diventare un involucro che lo protegge dalle insidie del mondo.<br \/>\nGradualmente lascia scivolare in basso il busto e distende le gambe. E\u2019 la posizione ideale per guardare nella vita degli altri, ora il suo sguardo si poggia sulla videocamera. Irina \u00e8 completamente nuda davanti a lui, in tutta la sua bellezza. Andrej non si scompone, ma osserva rapito il seno prorompente della donna. Ha sempre avuto un debole per il seno, ma non un seno qualsiasi. Amava la grandiosit\u00e0. Amava quei seni maestosi, accoglienti, in cui poteva immergersi, sprofondare e con le mani esplorare la loro morbidezza. Amava i seni che debordavano dalle sue mani grosse e possenti. Amava perdersi tra quelle due meraviglie.<br \/>\nUn incontro casuale. Lui era un ragazzino spensierato in giro per le campagne in bicicletta, lei una ragazza, pi\u00f9 grande di lui, che passava le sue giornate in campagna, a infilzare il tabacco per aiutare la zia con cui viveva.<br \/>\n&#8211; Guarda me, Andrej, metti l\u2019ago qui nella parte dura della foglia e poi tira fino al nodo.<br \/>\n&#8211; Lascia un leggero spazio tra una foglia e l\u2019altra.<br \/>\n&#8211; U\u00e8, iamm bell nu poc e\u2019 forz, n\u2019a tieni? N\u2019ave\u2019 paura, tira!<br \/>\n&#8211; Ora, mi aiuti ad attaccarle, per favore? Tu si\u2019 propri nu brav guaglione!<br \/>\n&#8211; Mo\u2019 s\u2019ann secca\u2019. O\u2019 vire cumm so\u2019 verd, anna\u2019 divent\u00e0 cchi\u00f9 sscur.<\/p>\n<p>Lo spago si passava nello stipite della foglia, la parte dove la foglia era attaccata alla pianta, una foglia dietro l\u2019altra fino a comporre una lunga corda di foglie di tabacco. Alle due estremit\u00e0 dello spago si facevano dei nodi, necessari per poterle appendere a dei telai in legno. Esposte al sole, ma coperte da un panno. Era il primo stadio di essiccazione delle foglie.<br \/>\nDiventate marroncino chiaro, le foglie passavano allo stadio finale di essiccazione.<br \/>\nSi portavano al fresco, sempre tenute legate le une alle altre, ma appese in alto nel capanno, in modo da essere completamente al riparo dal sole e godere del vento.<br \/>\nL\u2019essicazione finale conferiva loro un colore marrone scuro. Erano pronte, potevano essere sfilate. Una volta sfilate, venivano tenute insieme avvolgendo lo spago attorno al capo. Dopodich\u00e9 si facevano cataste, sempre all\u2019interno del capanno.<br \/>\nQuante foglie aveva infilato pur di stare accanto a Teresina, con quel lungo ago che, all\u2019inizio, gli faceva paura.<br \/>\nTra quelle foglie, Andrej era rimasto folgorato da Teresina.<br \/>\nLa spontaneit\u00e0, l\u2019allegria della ragazza, ma anche un fondo di inquietudine che leggeva nei suo occhi, l\u2019avevano rapito e poi quel corpo morbido, sinuoso e quei seni generosi in cui aveva nuotato per anni. Ricordi ancora vivi dentro di lui.<br \/>\nLa sua passione per la pittura aveva trovato la sua musa ispiratrice.<br \/>\nNel capanno, dopo aver finito il lavoro, trascorrevano le ore ad amarsi, a esplorare il talento del giovane. Disegni infiniti in cui il ragazzo coglieva la pi\u00f9 piccola sfumatura delle emozioni di Teresina.<br \/>\nLei assecondava ogni sua richiesta. Quel ragazzo straniero colmava un vuoto profondo nella sua vita. Un vuoto che aveva il sapore amaro dell\u2019abbandono.<br \/>\n&#8211; Teresina, ma dove sono i tuoi genitori? Sono morti?<br \/>\n&#8211; Sono vivi, ma abitano e lavorano in Svizzera, con mia sorella e mio fratello pi\u00f9 piccoli. Sono andati quando ero piccola, ma per lavoro non potevano portarmi con loro. Sono rimasta con la zia, poi il lavoro \u00e8 andato meglio, hanno avuto altri figli e sono rimasti l\u00ec.<br \/>\n&#8211; Aggi\u00f2 suffert&#8230; doppo manne ritto e st\u00e0 assieme, ma comme facevo a st\u00e0 ccu lloro, nun simme cresciut assieme. Io a zia Stella nn\u2019a vuleva lass\u00e0, mm\u00e0 dato sempe tanto ammore e libert\u00e0.<\/p>\n<p>Improvvisamente, squilla il telefono, Irina risponde in malo modo all\u2019interlocutore all\u2019altro capo del filo. Poche parole, ma secche. Riattacca. Ora \u00e8 lei a chiamare qualcuno, \u00e8 concitata. E\u2019 una lunga conversazione. Sempre al telefono, rovista affannosamente nei cassetti. E\u2019 spazientita e impaurita. Andrej guarda il tutto come se fosse un film muto.<br \/>\nNelle orecchie dell\u2019investigatore risuonano le sonore risate di loro due, nel furgoncino, quando facevano le consegne delle cataste di foglie essiccate alle aziende.<br \/>\nLe strade sterrate e la guida spericolata di Teresina lo divertivano. Lei adorava le sgommate, i testa-coda e tirar su la terra. Un vero maschiaccio alla guida!<\/p>\n<p>Andrej accende un\u2019ennesima sigaretta, con lentezza. Rilassatosi, inspira lunghe boccate. Per qualche secondo sembra che mastichi il fumo. Lo assapora. Chiude gli occhi e continua a inspirare boccate di fumo, una dopo l\u2019altra, finch\u00e9 la nebbia non lo avvolge definitivamente.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6625\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6625\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrej entra nella stanza avvolta da una nebbia nauseabonda che lascia l\u2019uomo indifferente. 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