{"id":6593,"date":"2011-05-25T23:22:29","date_gmt":"2011-05-25T22:22:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6593"},"modified":"2011-05-25T23:22:29","modified_gmt":"2011-05-25T22:22:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-erminia-storie-di-donne-e-di-mondi-di-patrizia-mentrasti-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6593","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Erminia&#8221; (storie di donne e di mondi) di Patrizia Mentrasti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Erminia: 15-11-1915, Szombathely<\/strong><\/p>\n<p><em>Quando Biancaneve comp\u00ec sedici anni, la Regina, che ogni giorno domandava allo specchio fatato chi fosse la pi\u00f9 bella del reame, si sent\u00ec rispondere che la pi\u00f9 bella non era pi\u00f9 lei, ma Biancaneve; cos\u00ec, confezion\u00f2 una mela avvelenata e, trovata la fanciulla, gliela porse&#8230;.<br \/>\nMa, andata via di l\u00ec, la Regina precipit\u00f2 in un fosso e vi trov\u00f2 la morte.<br \/>\n<\/em><br \/>\nEra stata una giornata fredda e nebbiosa, l\u2019umidit\u00e0 penetrava nelle ossa e quel poco di calore che veniva dai corpi del marito e dei figli raccolti intorno non era sufficiente n\u00e9 a chetare i brividi, n\u00e9 ad abbassare la febbre.<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni la madre, Erminia, aveva parlato molto poco e il suo respiro era ormai divenuto affannoso; tutti le si facevano intorno con coperte, impacchi, spugnature, nella vana speranza di riportarla verso la vita.<\/p>\n<p>Anna Paola era la pi\u00f9 grande dei cinque figli (aveva ben sedici anni!) e in famiglia era chiamata Lina. Si muoveva con dissimulata angoscia: non voleva mostrare alle sorelle e al fratellino, dei quali sentiva gi\u00e0 addosso tutta la responsabilit\u00e0, quanto fosse preoccupata per il loro futuro.<\/p>\n<p>La \u201cspagnola\u201d, la terribile influenza venuta da Occidente, si stava portando via la madre in quella lontana citt\u00e0 della pianura magiara, Sombatelli, Szombathely, che in magiaro significa \u201cil posto del sabato\u201d: dal campo in cui erano imprigionati si poteva intuire che il sabato la citt\u00e0, paragonabile alla loro Pola, si animava per il mercato.<\/p>\n<p>Erminia, Leonardo e i loro cinque figli erano originari della penisola dell\u2019Istria. Leonardo era Maestro d\u2019ascia presso l\u2019Arsenale di Pola e, come lui, italiana era anche Erminia; del resto la pi\u00f9 parte della popolazione istriana, soprattutto lungo la costa, lo era da generazioni, bench\u00e9 il dominio fosse negli ultimi tempi austriaco. Cos\u00ec il comune sentire di essere \u201cItaliano\u201d era l\u2019orgoglio e l\u2019identit\u00e0 di tutti&#8230; ma li aveva portati fin l\u00ec.<\/p>\n<p>Erminia e Leonardo si erano sposati in un luminoso giorno di primavera, mentre il vento correva per il cielo, portando ora il profumo del mare con i suoi sbuffi bianchi, ora l\u2019odore di selvatico misto a rosmarino. Avevano fatto una grande festa, con buon cibo e dolci istriani e avevano cantato e ballato fino a notte fonda.<\/p>\n<p>Poi, Leonardo l\u2019aveva portata nella loro bella casa al centro di Pola, a due passi dall\u2019Arena. Dalla loro dolce, lontana, perduta casa, che, ormai Erminia lo sapeva, non avrebbe pi\u00f9 rivisto, si vedeva ergere l\u2019Arena in fondo alla via, orgoglio e simbolo della citt\u00e0. Dall\u2019anfiteatro si vedeva il mare, il mare che rifletteva il cielo, il mare di ghiaccio dei giorni invernali, anche solo increspato dal vento che portava a spasso le nuvole, mentre in lontananza si udivano i rumori dell\u2019Arsenale e del porto, perch\u00e9 Pola era un importante porto dell\u2019Impero Austro Ungarico.<\/p>\n<p>Quando Lina era nata, in uno degli ultimi giorni del secolo passato, il Natale si approssimava portando l\u2019inverno e per Erminia e Leonardo la gioia era stata grande. L\u2019impresa non era poi stata cos\u00ec difficile: le donne istriane, incrocio e incontro di tante razze diverse, hanno lombi forti e cos\u00ec la bimba era sana e bella come un fiore, con gli occhi chiaroscuri che sapevano guardare lontano, nascondere quel che si deve e mostrare quel che si pu\u00f2. L\u2019avevano anche tanto amata, in modo fresco e spontaneo. Poi, uno dopo l\u2019altro, erano venute le sorelle Gisella, Valeria, il bimbetto Ervino e, ultima, Nevia.<\/p>\n<p>Durante la giornata, trascorsa da Erminia dietro le faccende (non era pi\u00f9 tempo di canti e balli) i bambini, se non andavano a scuola, si rendevano utili e, come tutti i piccoli, si svagavano giocando nell\u2019aia con gli animali e rincorrendo le galline. Insomma, erano proprio un bel branchetto e il mare, il porto, le navi erano il centro della loro vita. I bambini studiavano nelle efficienti scuole dell\u2019Impero e Lina aveva anche gi\u00e0 terminato gli studi medi.<\/p>\n<p>Ma via via, dai primi anni del nuovo secolo in poi, i tempi erano divenuti sempre pi\u00f9 difficili, anche per famiglie non umili come la loro e bench\u00e9 Pola fosse il centro pulsante dell\u2019Istria e porto di snodo dell\u2019Austria-Ungheria. Infatti, in mezzo a un gran malcontento e, come sempre, impoverendo le popolazioni, l&#8217;Impero si allungava e allargava verso l\u2019interno. Infine, nella primavera del 1914, il Granduca e sua moglie erano stati uccisi a Sarajevo, e l\u2019Austria aveva iniziato una guerra che sembrava non finire mai, continuando ad annettersi sempre nuovi territori anche nei Balcani, verso la Serbia e la Slovenia; cos\u00ec il malumore verso l\u2019Impero aumentava in proporzione alle conquiste che questo andava continuando in quelle terre eternamente invase da sempre nuovi dominatori. Le guerre imponevano la loro violenza e si era giunti al punto che risultava impossibile anche solo mostrare l&#8217;orgoglio di essere Italiano, in quella terra, bench\u00e9 italiana, oltre la popolazione pi\u00f9 colta, fosse anche la civilt\u00e0, irradiata da Venezia lungo il cammino dei secoli, fin nella lontanissima Cina.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, non sembrava nemmeno facile essere ascoltati dal governo italiano, che aveva un re sabaudo e appariva molto pi\u00f9 interessato all\u2019Africa che all\u2019Istria e alla Dalmazia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec una notte, una notte carica di tragedia, i soldati dell\u2019Imperatore avevano bussato alla porta. Parlavano tedesco: bisognava tutti conoscere e capire senza esitazioni la lingua dell\u2019Impero, cos\u00ec dura rispetto alla dolce parlata giuliana. Con parole concitate (come si adatta bene il tedesco ai comandi!) avevano loro detto che, poich\u00e9 l\u2019Italia aveva dichiarato guerra all\u2019Austria, dovevano seguirli: gli \u201cItaliani\u201d, quelle teste calde degli irredentisti, venivano deportati nell\u2019interno, dove avrebbero atteso la fine della guerra.<\/p>\n<p>Con il cuore gonfio, senza riuscire a proferire parola, Erminia aveva diretto i preparativi dei figlioli, messo insieme rapidi bagagli, salutato con uno sguardo dolente casa e animali, ed erano partiti alla volta dell\u2019ignoto. Inconsapevole della loro angoscia, la citt\u00e0 iniziava a risvegliarsi; in lontananza, i primi rumori dell\u2019Arsenale, lo sciabordio del mare e un acuto profumo di salmastro che rimase a lungo nelle loro narici.<\/p>\n<p>Il viaggio era stato a dir poco scomodo e pieno di irresolubili interrogativi, anche se i figli, soprattutto il piccolo Ervino, erano molto eccitati dal viaggio in treno e dalle novit\u00e0 che via via si presentavano. Avevano prima attraversato tutta l\u2019Istria, avevano poi lasciato (per quanto?) la loro penisola, passato montagne e paesi; si erano infine diretti verso le sconfinate pianure ungheresi.<\/p>\n<p>All\u2019arrivo a Sombatelli lo sgomento era stato, se possibile, ancora maggiore: una grande baracca sarebbe stata dimora e rifugio per molte famiglie. Loro ne avrebbero occupato un canto, dove cominciarono a collocare le loro poche preziose cose. Sarebbero stati rinchiusi nel campo e, per uscire, per lavorare o procurarsi del cibo, sarebbero stati necessari permessi e controlli dei soldati all\u2019ingresso.<\/p>\n<p>Senza parole, con il viso di pietra, ormai quasi incapace di mostrare dolore, Erminia inizi\u00f2 ad organizzarsi. Nei giorni seguenti, Lina, bench\u00e9 giovane, si un\u00ec ad altre donne e misero su una sorta di scuola, in cui si insegnava l\u2019Italiano, anche <em>per non dimenticare<\/em>.<\/p>\n<p>Con tutte quelle bocche da sfamare, era proprio un gran problema mettere insieme il pranzo con la cena ed Erminia finiva sempre per essere l\u2019ultima a servirsi, cos\u00ec che in pochi mesi aveva perso le forme rotonde e prosperose che Leonardo aveva tanto amato.<\/p>\n<p>Comunque, la prima estate di questa guerra infinita era passata. Ma poi erano giunte le umide notti invernali e, con il vento di Occidente, la spagnola. La grigia cappa sopra di loro, che sembrava dare lo stesso colore uniforme alla pianura, la scarsit\u00e0 di cibi e rimedi, avevano fatto il resto. Il senso dell\u2019ineluttabile si era infine impadronito di tutti loro. Ormai anche i piccoli Ervino e Nevia erano rassegnati a quanto stava per succedere.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, verso il mezzogiorno, Erminia era sembrata migliorare, aveva anche assaggiato un poco di brodo e scambiato faticosi sussurri, quasi sorrisi di intesa.<\/p>\n<p>Ma, ormai, l\u2019alba dell\u2019ultimo giorno era giunta e quelle speranze erano svanite. Il respiro si faceva sempre pi\u00f9 fioco e tremolante, come i lumi che avevano intorno, e si poteva solo attendere in livido silenzio. Le povere cose vicine, simulacro di una vita dignitosa e felice per sempre scomparsa, sembravano tacere assorte anche loro. Nessuno riusciva pi\u00f9 a far altro che sospirare e, di quando in quando, allontanarsi con un brivido per reprimere le lacrime. Poi, non ci fu pi\u00f9 neanche quello.<\/p>\n<p><em>Tutto era finito.<\/em><\/p>\n<p>I galli, uno dopo l\u2019altro, cominciarono a inseguirsi con il loro richiamo. Tra non molto, anche i pastori sarebbero usciti rincorrendosi con le grida con cui chiamavano i maiali al pascolo, sotto la coltre grigia e piovigginosa del cielo.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se, invece, a Pola, la bora spazzava il cielo di nubi ghiacciate e rotolava il mare di bianco, inviando il salmastro odore di tempesta e muschio bagnato.<\/p>\n<p>Come se fosse in un altro mondo, Lina osservo&#8217; il padre uscire dal silenzio per prendere accordi con il personale del campo: quel luogo non permetteva n\u00e9 di urlare il dolore n\u00e9 di rispettare il momento. Mentre alcune donne si occupavano di vestire la madre, altre portavano cibo e bevande calde.<\/p>\n<p>Si era conclusa ogni cosa: nessun altro parente sarebbe intervenuto alla povera cerimonia, che sarebbe stata frettolosamente celebrata da un sacerdote magiaro, alla presenza inquietante di soldati dell\u2019Imperatore. Infine, nuda terra straniera avrebbe accolto le spoglie.<\/p>\n<p>Prima di tornare al campo, domandandosi dove e come avrebbe potuto piangere ed onorare la madre, Anna Paola gett\u00f2 una manciata di terra su quanto restava di Erminia.<\/p>\n<p><em>La lamentazione di Erminia<\/em><\/p>\n<p>Figlia,<br \/>\n\u00e8 giunto il mio momento<br \/>\nnon sono riuscita: cado.<br \/>\nSei bella e robusta: saprai cavartela.<br \/>\nSono stata severa ma<br \/>\ncos\u00ec si usa nel nostro mondo<br \/>\nfatto di guerre e soldati.<br \/>\nAbbi cura di tuo padre e dei tuoi fratelli.<br \/>\nAbbi cura di te.<br \/>\nPorta il mio saluto al mare, alla nostra casa.<br \/>\nSalvati.<br \/>\nAddio.<\/p>\n<p><em>La lamentazione di Lina<\/em><\/p>\n<p>Madre,<br \/>\nPerch\u00e9? Perch\u00e9?<br \/>\nPerch\u00e9 fate questo a me?<br \/>\nNon ho forse obbedito ai Vostri comandi?<br \/>\nNon sono stata rispettosa, diligente?<br \/>\nNon ho studiato?<br \/>\nNon ho lavorato?<br \/>\nCome, come far\u00f2?<br \/>\nChi mi insegner\u00e0 le regole?<br \/>\nChi mi protegger\u00e0 dalle occhiate di quel soldato laggi\u00f9?<br \/>\nCome<br \/>\nDove<br \/>\npotr\u00f2 piangerVi?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6593\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6593\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando la figlia compi&#8217; 16 anni, la madre Erminia si trovo&#8217; ad incontrare la morte in un campo di concentramento austro-ungarico: cio&#8217; durante la prima guerra mondiale, e solo per essere italiana residente in zona contesa. Chissa&#8217; se invece la figlia avra&#8217; pensato essere sua la responsabilita&#8217; di questa morte?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6593\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6593\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1735,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-6593","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6593"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1735"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6593"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6593\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6661,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6593\/revisions\/6661"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}