{"id":6471,"date":"2011-05-21T15:58:55","date_gmt":"2011-05-21T14:58:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6471"},"modified":"2011-05-21T16:54:20","modified_gmt":"2011-05-21T15:54:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-un-topo-di-nome-nando-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6471","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Un topo di nome Nando&#8221; di Lucia Finelli (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di una bella e tenera bambina, la quale, ogni sera, supplicava la mamma di raccontarle lo stesso racconto. La piccola indossava il suo bel pigiamino, cominciava a saltare sul lettone di mamma e pap\u00e0 e poi cominciava: \u201cTi prego mammina, mi racconti la storia di Nando, dai ti prego, mammina, solo una volta, su ti prego!\u201d, e la mamma, stufa di quel racconto, replicava: \u201cNo, basta, basta con questa storia, non ne posso pi\u00f9, amore! \u201c, e la piccola, sicura di s\u00e9, metteva in atto il suo consueto ricatto: \u201cE allora io non dormoo! \u201c. Insomma, alla fine di un affettuoso tira e molla la mamma cedeva sempre al dolce ricatto della figlioletta ed iniziava a raccontare:<br \/>\n\u201cC\u2019era una volta un topolino di nome Nando.<br \/>\nNando apparteneva ad una deliziosa famiglia di topi ballerini, che vivevano tranquilli nelle campagne romane. Un giorno, per\u00f2, il topolino Nando decise di fare una visitina alle colorate casette vicine.<br \/>\nIn realt\u00e0, la sua non fu una decisione improvvisa. Aveva, infatti, da molto tempo un\u2019idea fissa: diventare un topo di citt\u00e0.<br \/>\nGuard\u00f2 ognuna di quelle casette: in una, c\u2019erano troppi gatti; in un\u2019altra, c\u2019erano un cane, due gatti e persino un enorme serpente; in un\u2019altra casa, c\u2019erano troppi bambini; un\u2019altra ancora, invece, era completamente e tristemente vuota, ma, finalmente, in un\u2019altra casetta, di colore azzurro, attraverso le tendine di merletto bianco, Nando intravide un ragazzo alto ed una ragazza bionda, che ballavano splendidamente al suono di una musica, che attir\u00f2 ancora di pi\u00f9 la sua attenzione. La finestra semiaperta, infatti, gli consent\u00ec di sentire chiaramente il proprio nome, s\u00ec, proprio il suo nome \u201cNando\u201d. Sent\u00ec distintamente queste parole: \u201cAn vedi come balla Nando, \u00e8 proprio la fine der monno, an vedi come balla Nando\u201d.<br \/>\nEra proprio la casa per lui! Decise di entrare \u2026. Esit\u00f2, poi ebbe almeno il buon senso di andarlo a dire alla sua famiglia!. Ma s\u00ec, sarebbe tornato dai suoi genitori e da tutti gli altri, avrebbe raccontato loro tutto quanto ed avrebbe ballato con i suoi amici al nuovo ritmo, quello di \u201cNando\u201d, e cos\u00ec fece.<br \/>\nQuella sera ballarono e cantarono tutta la notte sotto le stelle, al chiarore di una luna di mezz\u2019estate, in una campagna intrisa di profumi di fiori. Che meraviglia! Che incanto!<br \/>\nMa, al risveglio, il topolino Nando ricominci\u00f2 con quella storia degli umani, della casetta di mattoni: voleva cambiare vita, voleva essere un topolino di citt\u00e0 e vivere al calduccio di una casa e non pi\u00f9 sulla nuda terra.<br \/>\nA nulla servirono le lacrime della sua povera mamma n\u00e9 le urla del pap\u00e0 e neppure le parole degli amici. \u201cTe ne pentirai!\u201d gli dissero tutti. \u201c Morirai!\u201d \u201cVedrai, gli umani ci odiano, non \u00e8 come si vede nei film. \u201cPovero Nando!\u201d \u201c Addio\u201d. La grande famiglia dei topi era praticamente a lutto.<br \/>\nSe ne and\u00f2, lasciando tutti nella pi\u00f9 profonda disperazione! Ma lui, Nando, nonostante tutto, era felice.<br \/>\nPart\u00ec verso la sua nuova vita, sicuro di trovare una splendida dimora! Ma, in verit\u00e0, non sapeva cosa lo aspettava, quale tragico destino lo attendeva!<br \/>\nNando era sempre stato un topo coraggioso, intrepido e soprattutto molto curioso, desideroso di provare nuove emozioni. Odiava la vita piatta, voleva sempre provare nuove sensazioni (non a caso era un grande ammiratore del mitico Vasco e della sua \u201cVita Spericolata\u201d!).<br \/>\nE cos\u00ec fu anche questa volta. Senza mai pentirsi, neanche per un istante, in una tremenda mattinata di pioggia, mentre tutti gli altri (o quasi tutti) dormivano ancora, si avvi\u00f2 verso la sua nuova casa. Cammin\u00f2 senza mai voltarsi indietro, e, proprio per questo non si accorse che qualcuno lo stava seguendo!<br \/>\nEbbene s\u00ec, una topolina di nome Terri, segretamente innamorata di Nando, si mise in testa che il suo amore era in pericolo, per cui decise di seguirlo. La topina era molto pi\u00f9 furba di quanto si potesse pensare! La furbetta e previdente topolina chiese ai suoi due amici passerotti di accompagnarla nell\u2019inseguimento di Nando (poi capirete quanto furono importanti questi amici con le ali!).<br \/>\nTerri aveva preso a cuore questi due uccellini, che cantavano magnificamente. Li aveva addirittura sottratti alle grinfie del gattaccio del contadino, proprietario della fattoria, nella quale viveva insieme a tutti gli altri topi.<br \/>\nNon camminarono a lungo. In fondo, le casette che piacevano al suo amato Nando erano vicine alla loro campagna. Per fortuna!!! Per\u00f2, c\u2019erano tante macchine infernali, che facevano un terribile rumore, emanavano un bruttissimo odore, e, soprattutto, erano molto pericolose!<br \/>\nLa piccola Terri era indignata ed incredula: come poteva il suo Nando preferire quel posto alla loro campagna sconfinata?! E, poi, tutte quelle casette attaccate in una lunga interminabile fila! Che orrore! Terri non riusciva proprio a capire come avrebbe potuto il suo Nando vivere l\u00e0 dentro!<br \/>\nIn campagna, invece, i topi erano liberi, completamente liberi! Cosa c\u2019\u00e8 di meglio della libert\u00e0 di correre in un prato pieno di fiori e \u2026..di animaletti da mangiare!? Le sembrava pi\u00f9 bello finanche il ricordo del gattaccio, Ugo, che li rincorreva sempre, ma solo per gioco, non certo per fame (con tutto quello che gli dava da mangiare il contadino!).<br \/>\nNo, sinceramente, la topina Terri non avrebbe mai rinunciato alla sua libert\u00e0, per niente al mondo! Eppure era l\u00ec, lontano da casa sua, a causa del suo amore per Nando. Ah, l\u2019amour\u2026 l\u2019amour!<br \/>\nNando, per l\u2019appunto, arrivato alla meta, si ferm\u00f2 davanti al portoncino della palazzina e \u2026. chiss\u00e0, forse ebbe un attimo di esitazione o addirittura di paura! Noo, neppure per sogno! Aveva solo sentito delle voci umane e, quindi, stava aspettando che passassero quelle persone. Dopodich\u00e9, quatto quatto, entr\u00f2 nel portone, ma poi pens\u00f2 che non avrebbe voluto entrare in casa come un ladro, passando sotto la porta grazie alla sua eccezionale natura elastica. Scese di nuovo nell\u2019androne, usc\u00ec da dove era entrato e aspett\u00f2 che qualcuno della casa da lui scelta aprisse una finestra.<br \/>\nFinalmente, nel primo pomeriggio, intravide la finestra sul cortiletto ben spalancata. E che odore proveniva da quella finestra! Hmm! Nando cominci\u00f2 a leccarsi i baffi. Tutto prometteva bene. \u201cSe magna!\u201d, pens\u00f2 il buon topolino, il quale ormai era molto affamato! (a proposito di fame, la piccola grande Terri, da brava detective, si era piazzata in una posizione strategica, proprio accanto al bidone della spazzatura, collocato in prossimit\u00e0 dell\u2019abitazione scelta da Nando, e, dal quale, senza fare troppo la raffinata, potette cibarsi a saziet\u00e0!).<br \/>\nFinalmente, il nostro amico topolino entr\u00f2 nella casetta, si tuff\u00f2 nel secchio della spazzatura, nel quale trov\u00f2, con suo grande piacere, bucce di patate, di carote, di mele e persino nutrite scorze di formaggio! Hmm! Si lecc\u00f2 ancora una volta i baffi e disse tra s\u00e9 e s\u00e9: \u201cQui si mangia bene, \u00e8 veramente il posto adatto a me!\u201d. Fece, quindi, un salto di gioia, come era solito fare quand\u2019era molto felice, ma \u2026. quel salto gli cost\u00f2 caro! Ud\u00ec, infatti, un urlo terribile: \u201cPippoo!!\u201d \u2013 era una voce di donna, a parer suo molto spaventata. \u201cChe c\u2019\u00e8?\u201d rispose una seccatissima voce di uomo (anche se Pippo, in verit\u00e0, \u00e8 nome da cane!). E la donna, sempre agitata rispose: \u201cHo visto qualcosa saltare nel secchio della spazzatura, forse una cavalletta, qualcosa di grigio! Vieni a vedere!\u201d<br \/>\nNando rimase interdetto (non sapeva che era solo l\u2019inizio dell\u2019incubo!) e avrebbe voluto ribattere a quella signora: \u201cMa quale cavalletta?! Sono io, il piccolo, tenero Nando, il topo ballerino, incapace di fare del male ad un moscerino (anche se poi gli piacevano i moscerini, gli facevano il solletico al palato!).\u201d Perch\u00e9 aver paura di una bestiolina come lui? \u201cPerch\u00e9 gli umani hanno cos\u00ec tanta paura dei topi?\u201d Non sapeva dare una risposta a queste domande, ma una cosa sapeva con certezza: doveva al pi\u00f9 presto nascondersi.<br \/>\nTrov\u00f2 un nascondiglio perfetto: dietro al frigorifero. Da quel momento, ovviamente, non vide pi\u00f9 niente, ma sent\u00ec, perfettamente, le voci degli umani. L\u2019uomo, quel Pippo, dubitava che lei avesse visto davvero qualcosa. Probabilmente, svuotarono il secchio della spazzatura senza trovare alcunch\u00e9 (naturalmente!). Infatti, lui, con un po\u2019 di stizza nella voce, disse: \u201cQui dentro non c\u2019\u00e8 niente. Sei proprio sicura, caraa, di aver visto qualcosaa?! E lei: \u201cSi certo, amore, ho visto qualcosa di grigio\u201d. Ebbene, era proprio quel \u201cqualcosa di grigio\u201d che lo insospettiva e lo preoccupava, per cui, dopo avere discusso ancora un po\u2019, cos\u00ec concluse: \u201cVa bene (che per Nando voleva dire \u201cva male!\u201d), per sapere se c\u2019\u00e8 un topo in casa, lasceremo un po\u2019 di formaggio in cucina, cos\u00ec, se domani mattina non ci sar\u00e0 pi\u00f9, vorr\u00e0 dire che, ahim\u00e9, il topo c\u2019\u00e8!\u201d. Lei, probabilmente, annu\u00ec. Poi si sentirono rumori di piatti, pentole ed altre diavolerie meccaniche ed, infine, il buio totale.<br \/>\nPer Nando cal\u00f2 la notte, una notte interminabile! In realt\u00e0, avrebbe potuto andarsene in qualunque momento, passando sotto la porta, ma qualcosa di irresistibile lo trattenne l\u00ec, in quella casa! Era il suo tragico destino a trattenerlo, a renderlo prigioniero di s\u00e9 stesso. Non si mosse. Sent\u00ec l\u2019odore del formaggio (la prova del 9!). Ci gir\u00f2 intorno tante, tante, ma tante volte, senza mai mangiarlo (cos\u00ec gli umani avrebbero pensato che non c\u2019era alcun topo e si sarebbero tranquillizzati). Ma, gira e gira, la fame era tanta, era troppa per resistere! Il suo pancino brontolava. \u201cBasta\u201d, si disse, \u201cquesta \u00e8 una tortura!\u201d. Doveva mangiare il formaggio! In fondo era destinato a lui! Al diavolo gli umani! Certo, avrebbero saputo che in casa c\u2019era lui, Nando, un topo! E allora? Dov\u2019era il problema? Appunto: \u201cNon c\u2019\u00e8 alcun problema\u201d, si disse tra s\u00e9 e s\u00e9 il nostro amico. E \u2026\u2026 alla fine, mangi\u00f2!!!<br \/>\nD\u2019altra parte, si sa, \u201ctanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino\u201d! (vale pure per i topi e \u2026. per tutti, purtroppo!)<br \/>\nNando mangi\u00f2 di gusto: il formaggio pi\u00f9 buono di tutta la sua vita! Morbido, cremoso, in una parola \u201cdivino\u201d! Lo avevano trattato proprio bene! Magari ci fossero stati l\u00ec con lui i suoi amici e \u2026 la sua famiglia! Non gli era mai piaciuto mangiare da solo e \u2026 poi, un po\u2019 gli mancavano tutti. Quasi quasi, forse pens\u00f2 di ritornare da loro, ma \u2026 mentre pensava a queste cose, fu distratto da una musica bellissima proveniente chiss\u00e0 da dove!<br \/>\nIl richiamo della musica e, naturalmente, del ballo era sempre irresistibile per Nando (quasi come un pezzo di formaggio!). Cominci\u00f2 a ballare com\u2019era solito fare con gli altri topini e, ballando ballando, smise di pensare. Il ballo lo distraeva completamente, lo faceva sentire leggero; gli sembrava quasi di volare, ma, soprattutto, quando ballava, dimenticava persino di essere un topo! Il ballo, che bella invenzione! Avrebbe ballato tutta la notte, ma, purtroppo, dopo un po\u2019 la musica cess\u00f2 e tutta la casa sprofond\u00f2, nuovamente e definitivamente, nel silenzio pi\u00f9 assoluto.<br \/>\nI padroni di casa erano andati a dormire, per cui Nando visit\u00f2 l\u2019abitazione in tranquillit\u00e0, anche se al buio. Pass\u00f2 sotto la porta della cucina, nella quale si era rifugiato ed entr\u00f2 in una grande camera, poi pass\u00f2 sotto un\u2019altra porta ed ancora sotto un\u2019altra porta, e qui, finalmente, sent\u00ec il rumore chiaro del respiro umano: era la camera da letto dei suoi giovani ospiti. Non si permise certo di salire sul loro comodo letto; se si fossero svegliati, avrebbero sicuramente urlato e \u2026. poi\u2026 chiss\u00e0 cos\u2019altro sarebbe successo!<br \/>\nFece, invece, un altro giro per la casa, sbirciando dalla finestra, dalla quale vide ben poco: solo il buio della notte e qualche luce in lontananza. Cos\u00ec, tristemente rassegnato, si ritir\u00f2 in cucina dietro al frigorifero.<br \/>\nLa solita forza irresistibile, infatti, lo trattenne ancora, inspiegabilmente, in quella casa! Finalmente, si addorment\u00f2. La sua prima notte da \u201ctopo di citt\u00e0\u201d pass\u00f2 tra mille stranissimi sogni.<br \/>\nL\u2019indomani, lui, Pippo, entr\u00f2 per primo in cucina. Spalanc\u00f2 la porta e disse: \u201cMi dispiace, cara, ma il topo c\u2019\u00e8\u201d. \u201cC\u2019\u00e8?!\u201d, gli fece eco lei, che continu\u00f2: \u201cE adesso che si fa?\u201d<br \/>\nErano talmente sconvolti che sentirono l\u2019esigenza di comunicare la notizia a qualcun altro! Nando sent\u00ec, infatti, la voce dell\u2019uomo che raccontava (forse per telefono) tutta la sua storia, da quando era entrato l\u00ec da loro. Per un attimo Nando si sent\u00ec protagonista, al centro dell\u2019attenzione degli umani! (Chiss\u00e0 perch\u00e9 poi ci teneva cos\u00ec tanto all\u2019amicizia degli umani!) Si sent\u00ec importante! Ma \u2026 si dovette ricredere quasi subito, quando ud\u00ec una parola terribile: \u201cT R A P P O L A\u201d. Sent\u00ec chiaramente queste parole: \u201cAndrai tu, cara, al negozio di ferramenta del tuo amato rione al centro, a comprare una trappola per topi.\u201d \u201cSi, va bene, andr\u00f2 io, ma quanto dovr\u00e0 essere grande questa trappola per uccidere il topo della tua amata zona di campagna?!\u201d (I due ebbero anche il coraggio di litigare sulla pelle del povero Nando: eh, s\u00ec, perch\u00e9 lui, Pippo, voleva vivere in campagna, mentre lei, voleva vivere al centro, in pieno centro!).<br \/>\nDi fronte al silenzio del marito (Nando scopr\u00ec che i due erano marito e moglie senza figli), lei continu\u00f2 a parlare da sola ad alta voce \u2013 e lo faceva spesso! \u2013 \u201cCerto, dipende dalla grandezza del topo! E chi lo sa quant\u2019\u00e8 grande?! Booh! Va be\u2019\u201d, concluse, \u201cMi far\u00f2 consigliare dal negoziante. Adesso prepariamoci e andiamo via da questa casa. Il solo pensiero che qui dentro ci sia un topo mi fa venire i brividi! E speriamo che in nostra assenza non combini guai! Si sa come sono i topi! Rosicchiano tutto, quegli sciagurati! Quasi quasi, gli lasciamo un altro bel pezzo di formaggio, in modo che \u00e8 sazio e non va rosicchiando in giro!\u201d.<br \/>\n\u201cOttima idea!\u201d, pens\u00f2 Nando, contento. Per\u00f2, proprio non riusciva a capire l\u2019agitazione di quelle persone. Avevano paura di lui, un piccolo innocuo topo di campagna! Mah! Fandonie!<br \/>\nSdegnato, smise di pensare a quei due esseri umani (cominciava a disamorarsi!) ed inizi\u00f2 a godersi la casa: la visit\u00f2 in lungo e in largo \u2013 anche se poi, vedendola di giorno, non era cos\u00ec grande -, si rotol\u00f2 sul comodo divano bianco, poi prov\u00f2 il lettone, anch\u2019esso supercomodo, sal\u00ec sugli scaffali, sui quali annus\u00f2 i molteplici libri polverosi, gioc\u00f2 a nascondino con le tende e \u2026\u2026 insomma, si divert\u00ec un mondo nella sua nuova dimora, ignaro di quello che gli sarebbe ben presto capitato! Gli dispiacque solo che non ci fossero i suoi amici e, naturalmente, i suoi genitori. \u201cPovera mamma mia!\u201d, pens\u00f2 Nando. Non riusciva a dimenticare il suo sguardo quando aveva comunicato la decisione di andarsene. Il ricordo di quello sguardo, tra l\u2019incredulo ed il disperato, per un istante gli fece balenare, per la prima volta, l\u2019idea di abbandonare quel posto. Per un istante ebbe quasi per istinto il desiderio di scappare, di tornare alla sua famiglia, quando, all\u2019improvviso, un abbaiare di cani lo distolse completamente da quel lungimirante pensiero.<br \/>\nEra la cagna dei vicini, che Nando aveva gi\u00e0 incontrato qualche volta nelle campagne della zona: vecchia e trasandata come la sua dolcissima padrona. Nando si ricord\u00f2 che una volta aveva incontrato quella signora, la quale, non solo non si era spaventata, ma gli aveva addirittura rivolto la parola: \u201cCiao, bel topolino, fai attenzione ai gattini della zona! E stai lontano dalle nostre case! E\u2019 per il tuo bene, piccolino! (solo adesso capiva quelle parole, purtroppo!).<br \/>\nPensando a quei giorni lontani Nando cadde in un sonno profondo e si svegli\u00f2 di soprassalto quando ormai fuori era buio pesto. Fece appena in tempo a rifugiarsi dietro al frigorifero che sent\u00ec il rumore delle chiavi nella serratura: doppio, triplo giro di chiavi! Praticamente, era stato chiuso in una cassaforte!<br \/>\nPi\u00f9 passava il tempo e pi\u00f9 Nando capiva quanto gli umani fossero esagerati, stressati, pieni di paure e di problemi inutili. Avevano paura dei topi, dei ladri, litigavano per il luogo in cui vivere. Insomma, facevano una vitaccia!<br \/>\nPer il momento, in verit\u00e0, i problemi li aveva lui! I suoi ospiti, rientrati in casa a tarda sera, erano molto silenziosi (dovevano essere molto stanchi); prepararono la cena insieme, cenarono, scambiandosi qualche parola incomprensibile, quando, ad un certo punto, si sentirono delle risate fragorose. Solo dopo un po\u2019 Nando cap\u00ec che era tutto merito suo! I due, infatti, ridevano, perch\u00e9 lei, la biondina, aveva comprato due trappole, e dico DUE TRAPPOLE PER TOPII! E, una di queste era gigantesca! Perci\u00f2 ridevano a crepapelle. Quando, alla fine, smisero di ridere, Nando cap\u00ec che le cose si mettevano male per lui. Eh gi\u00e0, piccola o grande che fosse, la trappola era per lui sigh!!! Non gli sembrava vero, era incredulo, al punto che, indignato per quanto udito, si gir\u00f2 su s\u00e9 stesso, sempre nascosto dietro al frigorifero e si addorment\u00f2 (il sonno porta giudizio!).<br \/>\nQuando si svegli\u00f2 doveva essere notte fonda, visto che era tutto buio e non si sentiva alcun rumore. Usc\u00ec allora dal suo nascondiglio, facendo molta attenzione a dove mettesse le zampine per paura di finire nella trappola. Al contempo, aveva una gran fame, ma non potendo fare salti nel secchio chiuso della spazzatura, avrebbe dovuto assaggiare il formaggio della trrrappolaa!<br \/>\nPer la prima volta nella sua vita Nando ebbe un morso nello stomaco, un buco terribile per la fame, ma la paura era pi\u00f9 forte. Povero Nando, che misera fine! Ma perch\u00e9 rimanere ancora l\u00ec dentro? Avrebbe potuto andarsene, e invece, no! Si avvent\u00f2 sul formaggio, sia pure con delicatezza, per non essere intrappolato, e \u2026\u2026 gli and\u00f2 bene! Aveva cominciato la sfida con gli esseri umani e doveva vincere!<br \/>\nIl mattino seguente la delusione o meglio lo sgomento degli umani fu enorme, quando videro la trappola senza il formaggio e, soprattutto, senza il topo! Che, quindi, era ancora vivo e vegeto e \u2026\u2026 quasi sicuramente ancora in casa loro!<br \/>\nNando sent\u00ec le loro voci e si rattrist\u00f2 molto perch\u00e9 quei due lo volevano proprio morto! Sent\u00ec chiaramente queste parole: \u201cSu, cara, non ti preoccupare. La prossima volta andr\u00e0 meglio\u201d \u2013 che per lui, Nando, significava \u201candr\u00e0 peggio\u201d!).<br \/>\nLa stessa storia si ripet\u00e8 per svariate mattine e sere: loro, gli umani, mettevano la trappola, lui, Nando, mangiava il formaggio riuscendo a non rimanere imprigionato. \u201cChi la dura la vince!\u201d, ognuno di loro pensava.<br \/>\nNando era bravissimo ad evitare il congegno mortale della trappola; forse si sentiva forte e furbo, ma proprio questa sua sicurezza mista alla presunzione di sempre gli fu fatale! Un giorno, infatti, contrariamente al solito, il formaggio \u2013 sulla trappola, naturalmente \u2013 gli fu offerto di pomeriggio. Lo cap\u00ec dal discorso dei padroni di casa: \u201cAvanti, pigrone, oggi si va in palestra, non ci sono scuse, siamo in perfetto orario, prendiamo le borse e via, senza esitare!\u201d, e poi si sent\u00ec sbattere la porta di casa.<br \/>\nNon sentendo pi\u00f9 alcun rumore Nando usc\u00ec dal nascondiglio e vide una doppia, tripla dose di formaggio: avanti, sopra e dietro. \u201cHmm! Che bont\u00e0\u201d, pens\u00f2 il topolino e si tuff\u00f2 a capo fitto sul cibo, senza esitare e, purtroppo, senza troppo riflettere. Rosicchiava avidamente, desideroso di finire, quando, ad un certo punto, per prendere l\u2019ultimo bocconcino, sopra la trappola, fece un movimento sbagliato e sent\u00ec solo un dolore lancinante indescrivibile.<br \/>\nIn un momento gli pass\u00f2 davanti agli occhi tutta la sua vita, i suoi affetti, le giornate passate a ballare \u201cNando, proprio la fine der monno!\u201d Eh gi\u00e0, la fine del mondo, la fine di tutto, per lui era giunta! Che pena! Possibile che fosse davvero arrivato il suo momento?!<br \/>\nMentre pensava a ci\u00f2, soffrendo come un cane (che, poi, perch\u00e9 si dice \u201ccome un cane\u201d e non \u201ccome un topo intrappolato!?\u201d), arrivarono i due a s s a s s i n i tutti felici e contenti (ridevano come non mai, in un momento cos\u00ec tragico!). Si apr\u00ec la porta della cucina e lui disse famelico: \u201cAh ah, ci sei cascato, topo schifoso!\u201d, e, poi a seguire: \u201cNo, cara, non entrare, \u00e8 una scena troppo brutta per te!\u201d. \u201cNo\u201d, disse lei sadicamente, \u201cVoglio vedere anch\u2019io quant\u2019era gra \u2026. nde!\u201d. Entrando, si rese conto che il topo non era poi cos\u00ec grande; era solo un topolino di campagna. \u201cHai visto?\u201d, disse lui, \u201cE\u2019 piccolo, non \u00e8 certo come quelli che si vedono nel tuo amato centro (quelli sono un\u2019altra cosa!). E lei: \u201cNon mi sembra questo il momento di discutere sul centro e sulla periferia! Adesso c\u2019\u00e8 un topo agonizzante in una pozza di sangue nella nostra cucina! Che schifoo!!\u201d.<br \/>\nEd infatti, non era questo il momento di discutere e di litigare, pens\u00f2 Nando tra s\u00e9 e s\u00e9, ancora vivo! Ci sarebbe voluto un dottore per lui! Solo allora Nando si rese conto della cattiveria di quelle persone, degli uomini, era come se si fosse svegliato da un lungo sonno! E, veramente, gli sembrava di sognare, ma quello non era un sogno, era un incubo! Era il suo incubo, la sua triste realt\u00e0! Il suo desiderio di assomigliare agli umani, di vivere come loro lo aveva rovinato. Avrebbe dovuto accontentarsi della sua splendida vita. Ah se avesse potuto tornare indietro! Era sinceramente pentito di quel suo sciocco, infantile comportamento. Ma come fare per sfuggire a quel destino infame?<br \/>\nImprovvisamente, smise di pensare, in quanto si ritrov\u00f2 in una bustina di plastica, che, per fortuna, era trasparente, e fu portato fuori dalla casa, dall\u2019uomo, munito, addirittura, di doppi guanti felpati! Che esagerazione! Lei rimase in casa a guardare dalla finestra il suo eroe, Pippoo!<br \/>\nPenzolante nella bustina e sempre vigile, Nando fu gettato nel bidone della spazzatura a lui ben noto: tante volte ci si era tuffato a pesce con i suoi amici, e che goduria, che ricordi! E, invece, ora sembrava che dovesse morire in quel bidone, proprio l\u00ec. Quel luogo, che, tante volte, gli aveva procurato piacere, ora sarebbe stato la sua tomba! Che disdetta! Proprio non poteva crederci! Invoc\u00f2, allora, il suo angelo custode, l\u2019ultima spiaggia: un miracolo! E il miracolo ci fu, il miracolo dell\u2019amore!<br \/>\nRicordate Terri, la topina innamorata di Nando? Ebbene, Terri era rimasta fedelmente appostata accanto a quel bidone, sempre di vedetta, con l\u2019occhio rivolto verso la casa, cosicch\u00e9, quando vide il suo povero amore chiuso in una bustina essere gettato nel bidone accanto a lei, le venne una stretta al cuore, la pelle d\u2019oca! Ma subito si riprese, si dette animo, e allert\u00f2 gli amici uccellini.<br \/>\nQuesti volarono verso la fattoria ad avvisare l\u2019intera famiglia dei topi. Era sera e tutti dormivano, per cui dovettero cinguettare a squarciagola: \u201cPresto, svegliatevi tutti, venite ad aiutare Nando. Nando sta morendo. Ha bisogno di voi. Accorrete tutti. Suvvia, dobbiamo aiutarlo. Sveglia! Seguiteci!\u201d-<br \/>\nIn un battibaleno la grande famiglia dei topi cominci\u00f2 a marciare verso il luogo del delitto. Persino il gatto, Ugo, svegliato da quel gran baccano, decise di soccorrere il topo Nando (in fondo gli piaceva assai quando ballava), portando sul dorso i topi dottori.<br \/>\nCos\u00ec, in breve, il bidone dov\u2019era sepolto Nando fu circondato da una marea di topi, grandi e piccoli! Il gatto si tuff\u00f2 nel bidone, prelev\u00f2 Nando e lo consegn\u00f2 ai topi dottori. Questi, con grande fatica e bravura, lo medicarono fermando il sangue e dandogli ossigeno.<br \/>\nAlla fine, i loro sforzi furono premiati e il miracolo invocato da Nando si avver\u00f2. Vinse l\u2019amore! L\u2019amore di Terri gli aveva salvato la vita!<br \/>\nIn realt\u00e0, i due umani non videro nulla di tutto questo. Quella sera andarono a dormire tranquilli, perch\u00e9, ormai, si erano liberati della scomoda presenza ed erano convinti che il topo fosse ormai morto.<\/p>\n<p>E, poi, alla fine, naturalmente, Nando e Terri vissero insieme felici e contenti, ballando e cantando per tutta la vita, con una miriade di dolcissimi topolini nati dal loro grande amore!<br \/>\nNon poteva che essere cos\u00ec, poich\u00e9 la Terri vera, cio\u00e9 la bambina grande fan di Nando, quella che si addormentava solo ascoltando la storia del topo Nando, non avrebbe mai accettato ed amato una storia senza<br \/>\nL I E T O F I N E !!!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6471\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6471\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di una bella e tenera bambina, la quale, ogni sera, supplicava la mamma di raccontarle lo stesso racconto. La piccola indossava il suo bel pigiamino, cominciava a saltare sul lettone di mamma e pap\u00e0 e poi cominciava: \u201cTi prego mammina, mi racconti la storia di Nando, dai ti prego, mammina, solo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6471\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6471\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1751,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-6471","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6471"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1751"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6471"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6471\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6494,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6471\/revisions\/6494"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6471"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6471"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6471"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}